[Libri] “Semina il vento” di Alessandro Perissinotto – Piemme 2011, p. 275

Semina il vento

 

Bellissimo e disperante.

E’  “Semina il vento” di Alessandro Perissinotto, la storia di un amore bello, profondo, delicato, che si trova a dover affrontare i pregiudizi, gli stereotipi, il  fanatismo religioso e l’intolleranza della gente per il “diverso”.

Siamo a Parigi. Lui, Giacomo Musso, è un maestro elementare italiano che organizza  mostre scientifiche per bambini e arrotonda le entrate facendo il cameriere part-time.

Lei, Shirin Tofigh, è una splendida ragazza di origine iraniana laureata, raffinata, atea, disinibita e indipendente. E’ nata a Parigi dove i genitori si sono trasferiti fuggendo dall’Iran a seguito della rivoluzione islamica di Komehini (il padre era uno dei medici di corte dello scià, la madre dentista), due anni prima che nascesse.

Tra i due nasce un amore bello, profondo, delicato che cresce di giorno in giorno finché, dopo il matrimonio, decidono di trasferirsi in Italia, nel piccolo paese dove  Giacomo è nato e dove li aspetta la casa di famiglia: per lui vuol dire riscoprire le proprie radici, per lei, trovare quelle che non ha mai avuto.

Ma, purtroppo, non saranno al riparo dall’odio indotto dal fanatismo delle religioni, dall’arroganza del potere e dall’intolleranza di  persone non sempre in buona fede.

Dice Giacomo:

“Gli anni passano a plotoni di mille e noi siamo ancora lì a scannarci sui segni, a issare croci e mezzelune, a morire per la conquista o la reconquista. Ci uccidiamo per il diritto di appiccicare sul muro due pezzi di legno disposti a croce o per il diritto di coprire i capelli con un pezzo di tessuto, ci uccidiamo per un muro pieno di buchi su cui pregare, credendo che Dio sia in quei sassi. È la nostra tradizione, diciamo, e la tradizione ci assolve da ogni colpa, la sua difesa ci autorizza a ogni crudeltà. I segni sono idoli, sono il vitello d’oro; se davvero credessero nel loro Dio, si ricorderebbero del vitello d’oro”.

Ed è Giacomo che, rinchiuso nel reparto di massima sicurezza di un carcere del nord Italia, con “Sulle labbra, la dichiarazione di innocenza; tra le mani, il giornale che ritrae in prima pagina il corpo senza vita di sua moglie”, ci racconta in prima persona questa storia.

Una storia che ci toccherà il cuore  e  ci farà riflettere su un tema delicato e sulle nostre convinzioni.

La scrittura del romanzo  è lineare, semplice e scorrevole. Non è un giallo ma ne ha la struttura e pagina dopo pagina aumenta l’attesa per quello che sarà l’imprevedibile finale.

Mio gradimento da quattro a cinque stelline (****/*****)

 -.-

Sono di Alessandro Perissinotto (Torino,1964):

Opere principali

  • Al mio giudice* (Premio Grinzane Cavour, 2005 – Premio Letterario Chianti, 2006) (2005)
  • Per vendetta, Rizzoli (2009)
  • Semina il vento*, Piemme (2011)
  • Lo sguardo oltre l’orizzonte, Banca del Piemonte Editore (2011)
  • Le colpe dei padri, Piemme (2013) secondo classificato al Premio Strega
  • Coordinate d’oriente, Piemme (2014)

I noir storici

  • L’anno che uccisero Rosetta, Sellerio (1997)
  • La Canzone di Colombano, Sellerio (Premio Fedeli, 2001) (2000)
  • Treno 8017, Sellerio (2003)

Le indagini di Anna Pavesi

  • Una piccola storia ignobile*, Rizzoli (Premio Camaiore di Letteratura Gialla, 2006) (2006)
  • L’ultima notte bianca*, Rizzoli (2007)
  • L’orchestra dei Titanic*, Rizzoli (2008)

(*)  commentati su questo blog

-.-

Memo: nella mia categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

Pubblicato in Le 5 stelline, Libri letti | Contrassegnato , | 3 commenti

[Libri] “Camilla e il rubacuori” di Giuseppe Pederiali – Garzanti (2010) 313 pag.

camilla e il rubacuori

E’ questo il quarto e ultimo thriller  della serie dedicata da Giuseppe Pederiali alla sua Camilla Cagliostri, ispettore di polizia in quel di Modena.

Qui l’avvenente e spregiudicata protagonista (anche nella vita privata) è alle prese con un killer rubacuori nel vero senso della parola, poiché è solito asportare il cuore delle sue vittime dal loro torace. Sono inizialmente due le ragazze oggetto del folle sadismo di questo insospettabile killer, ma altri casi ne seguiranno. Tutti della stessa mano e con lo stesso movente?

Ce lo svelerà l’intraprendente Camilla, nonostante che il nuovo questore, la bolognese Caterina Bergonzini, cerchi di rimetterla in riga a suon di ordini di servizio.

Questo il succo di un romanzo che mi è parso, per la verità, non trascendentale, dove le varie vicende si intrecciano in modo, come dire?, un po’ arruffato, ma con un gran finale a sorpresa (nell’ambito di un finale più scontato).

Mio gradimento, quindi, da tre a quattro stelline (***/****)

-.-

Giuseppe Pederiali (Finale Emilia, 16 luglio 1937 – Milano, 3 marzo 2013) ha esordito come narratore alla fine degli anni Sessanta e si è affermato con la trilogia Le città del diluvio (1978), Il tesoro del bigatto (1980), La compagnia della selva bella(1983). È autore di romanzi ambientati durante il fascismo e di numerosi racconti per ragazzi. I suoi libri sono tradotti in Germania, Inghilterra, Russia, Francia, Ungheria, Grecia e Giappone. Garzanti ha pubblicato con successo i suoi gialli di Camilla Cagliostri ( “Camilla nella nebbia” , 2003; Camilla e i vizi apparenti, 2004; Camilla e il Grande Fratello, 2005; Camilla e il Rubacuori, 2010), la riproposta di Marinai (2003), le raccolte di racconti L’osteria della fola (2002, Premio Chiara, Premio Dessì) e Il paese delle amanti giocose (2006), i romanzi  La vergine napoletana (2009, Premio Alessandro Manzoni per il romanzo storico), Il ponte delle sirenette (2011),L’amore secondo Nula (2012). Nel 2010 ha vinto il Premio Pico della Mirandola per la sua carriera di scrittore. Scomparso a Milano nel marzo 2013, Il monastero delle consolatrici è il romanzo inedito cui teneva particolarmente e in suo ricordo, Garzanti lo ha pubblicato postumo. E’ anche l’autore de Il sogno del maratoneta (2008),  biografia romanzata del maratoneta Dorando Pietri che ho commentato qui.

-.-

Memo: nella mia categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , , | 4 commenti

[Libri] “La moglie bugiarda” di Susan Crawford – PIEMME(Maggio 2016) – 312 pag.

La-moglie-bugiarda_Susan-Crawford

Non è niente male questo “La moglie  bugiarda” – titolo originale: The pocket wife –  romanzo d’esordio della scrittrice americana Susan Crawford.

Così lo presenta la casa editrice:

Dana Catrell pensava di sapere tutto della sua vicina Celia: nel quartiere elegante dove vivono, nella sonnolenta provincia americana, sembrano non esserci segreti e tutti conoscono tutti. Fino al giorno in cui Celia viene trovata morta in casa sua, uccisa con un vaso molto pesante. Lo stesso giorno in cui Dana ha passato l’intero pomeriggio a casa della povera Celia, bevendo decisamente un po’ troppo.
Celia doveva confidarle un segreto, per questo l’aveva chiamata. Un segreto che ora Dana, per colpa dell’alcol e degli psicofarmaci di cui spesso fa uso per tenere a bada l’ansia, non riesce a ricordare.
Ma quando il detective Jack Moss comincia a indagare, quella memoria che non torna diventerà la cosa più importante, se Dana non vuole essere la sospettata numero uno. Peccato che suo marito Peter non l’aiuti affatto: specie quando Dana trova nel suo telefono un numero registrato come “C.”, che risponde alla segreteria telefonica di Celia…
Incerta se credere alla propria, inaffidabile mente, al suo istinto, o ai sospetti che si fanno strada dentro di lei, Dana cercherà di ritrovare la verità di quel pomeriggio, e quel segreto che Celia doveva confidarle: sapendo che ciò che scoprirà potrebbe rovinare per sempre la sua vita. E il suo matrimonio.

E’ un thriller alla Hitchcock a forte contenuto psicologico dove la parte del leone la fanno i tormenti di Dana, una giovane donna con forti disturbi psichici,  che viene  a trovarsi nella necessità di capire che cosa sia realmente successo in quel dannato  pomeriggio del quale ha solo spezzoni di confusi ricordi e il dubbio di aver ucciso la sua amica in un incontrollate eccesso d’ira sotto i fumi dell’alcool. Non l’aiuta di certo il marito infedele, Peter, che sembra aver tutto l’interesse a spingerla negli abissi della latente  follia. Troverà la soluzione dell’enigma, Jack Moss, un poliziotto con tanti problemi, a sua volta, ma anche con un buon intuito e  tanto buon senso. Non mancheranno i colpi di scena e un buon finale a sorpresa.

Avvincente, incuriosisce  sin dalle prime pagine. Un difetto? Qualche ripetizione di troppo, ma il mio gradimento è di quattro stelline (****).

-.-

Memo: nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stellin

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , , | 3 commenti

Rio 2016. L’apertura dei giochi

Frz40 Sport

rio 2016

Non so quanto riuscirò a raccontare di queste mie (probabilmente) ultime Olimpiadi, ma qualcosa, giorno per giorno la voglio dire. O almeno ci voglio provare.

La prima è un augurio all’Italia: forza ragazzi e ragazze, siamo tutti con voi.

La bandiera

La seconda è un grazie all’organizzazione per il bel gesto di aver scelto di far accender la fiaccola olimpica a uno sfortunato atleta ai più pressoché sconosciuto o dimenticato: Vanderlei Cordeiro de Lima. Chi è costui? E’ il maratoneta che, ad Atene 2004, era in testa alla maratona quando, al km 35, uno squilibrato irlandese gli si buttò addosso. Lui ripartì, ma la concentrazione era andata. Finì terzo, dietro all’italiano Baldini e al nordamericano Keflezighi. L’ovazione del Panathinaiko fu una consolazione parziale. Quella del Maracanã forse ha chiuso la ferita.

La fiaccola

E adesso avanti con le gare. A domani, con le prime medaglie.

View original post

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

[Libri] “7-7-2007” di Antonio Manzini – Sellerio Ed. (Lug. 2016) – 384 pag.

7-7-2007

E’ in libreria dai primi di Luglio è subito balzato al primo posto delle classifiche settimanali di vendita ottenendo importanti consensi da  parte di pubblico e critica ( a pag. 2, qui,  ad esempio, potete trovare la recensione di Ermanno Paccagnini per “La Lettura” del 25/ 7/2016).

Dico subito che mi è piaciuto, ma senza stravedere.

E’ il sesto volume della serie Rocco Schiavone e l’indagine questa volta riguarda l’assassinio di due ragazzi di buona famiglia venutisi a impelagare in una  vicenda più grande di loro. Ma il vero scopo è quello di far luce sul passato del protagonista, lo “scorbutico, maleducato, sgualcito sbirro che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi”,  trasferito da Roma ad Aosta non certo per meriti professionali.

Occorre dunque fare un passo indietro nel tempo e risalire all’estate 2007, quando, a Roma, Rocco  mise sulle tracce “del figlio di puttana che ha accoltellato due ventenni alla base del cranio”. Qui lo ritroviamo con la moglie, la dolce Marina, e con un matrimonio in crisi perché lei scopre di quali magagne Rocco sia stato capace per arrotondare le entrate, spesso in combutta con i poco raccomandabili amici di sempre Sebastiano, Furio e Brizio,.

Rocco verrà a capo della vicenda, ma il prezzo da pagare sarà altissimo.

La storia intrigante ed è narrata con grande abilità nel descrivere e delineare gli aspetti psicologici dei vari personaggi, Marina è deliziosa, Seba, Furio e Brizio sono tre simpatici poco  di buono (anche se  il romanesco abbonda), Rocco è un abile poliziotto e un affettuoso marito innamorato,  ma devo dire che ho trovato eticamente un po’  troppo “personale” il suo concetto di giustizia.

Per questo mezza stellina di gradimento in meno: da tre a quattro  (***/****) solamente.

(*) Antonio Manzini (Roma 1964) , attore, sceneggiatore, regista, è autore di numerosi racconti e romanzi. Sono della serie Rocco Schiavone: Pista nera (2013), La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015) e Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), tutti Sellerio Editore, che ho comentato QUI

In autunno Rai Due ne produrrà una serie televisiva con Marco Giallini e Isabella Ragonese.

-.-

Memo: nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , | 2 commenti

[Libri] “Il mistero della gazza ladra” di Emilio Martini – Corbaccio (2016) – 227 p.

Il mistero della gazza ladra

Dalla presentazione dell’editore:

TORNA EMILIO MARTINI CON UNA NUOVA INDAGINE DEL COMMISSARIO BERTÉ

Se credeva di trovarsi in una sorta di prepensionamento, si sbagliava di grosso: da quando è stato esiliato a Lungariva, «ridente» paesino ligure, il commissario Berté ha dovuto affrontare una serie di casi che lo hanno fatto lavorare più di quando era a Milano.

Adesso è alle prese con l’omicidio brutale di una nota commercialista – colpita alla testa con un piede di porco, abbandonata con la bocca piena di monete e tre tarocchi sul petto , la Morte, la Torre e il Diavolo –  con tutto un contorno di ex convivente, amica cartomante, amante, clienti raggirati.

E’ la quinta indagine della serie commissario Berté: 1,85 per 90 chili, calabrese, con lunghi capelli a coda di cavallo, trasferito con un provvedimento disciplinare da Milano in Liguria. Un commissario, pardon, un vicequestore che ama scrivere racconti noir, anche se nessuno probabilmente mai li leggerà, interloquisce continuamente con la sua coscienza, che lo richiama spesso all’ordine, e vive una storia d’amore con  Marzia, la locandiera sposata che lo ha ospitato a Lungariva.

E’ un gradevole giallo di tipo classico, con i colori e i sapori di una regione che mi è tanto cara.

Da leggere sotto l’ombrellone. Mio gradimento (***/****)  da tre a quattro stelline.

Precisa l’editore:

Dietro Gigi Berté si nasconde un vice questore aggiunto in carne e … coda, che opera in un commissariato italiano. Per ovvie ragioni di riservatezza, Gigi non ha potuto esporsi col suo vero nome. Anche dietro il nome Emilio Martini, si cela qualcuno in carne e… penna: due scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e amano molto la Liguria.

I precedenti della serie: “Doppio delitto al Grand Hotel Miramare” ,  “La regina del catrame”, “Farfalla nera” e “Chiodo fisso”.

-.-

Memo: nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , | 4 commenti

[Libri] “Camilla e i vizi apparenti” di Giuseppe Pederiali – Garzanti (2004) – 250 pagine.

camilla

La presentazione dell’editore:

L’ispettore Camilla Cagliostri ama indagare a modo suo. E spesso si fa coinvolgere più di quanto non richieda il suo ruolo professionale, perché a volte questo è l’unico sistema per riuscire a capire dove sboccia il male, ed evitare che dilaghi.

In Camilla e i vizi apparenti la bella poliziotta modenese non ha – almeno all’inizio – un incarico ufficiale: la figlia di un suo conoscente, Riccardo Merighi, subisce i primi contraccolpi dell’età difficile. Ma forse la tredicenne Fosca, così scontrosa e introversa, semplicemente non regge il confronto con una mamma come Andrea, troppo bella ed esuberante. Una breve vacanza in Sardegna, un soggiorno nella splendida e appartata villa di Ferrara dove vive questa famiglia danarosa e in apparenza così normale, lasciano solo intuire quello che sta per accadere.

Per esplorare e capire i retroscena di questo interno di famiglia con delitto, Camilla Cagliostri dovrà seguire tutte le intuizioni e gli impulsi della sua sensibilità femminile, al di là di ogni regola e regolamento.

E così Ermanno Paccagnini, per il Corriere della Sera

«L’indagine procede tra colpi di scena dentro una ben orchestrata trama, attenta al contesto umano e sociale della perbenista Ferrara.»

Non un grande thriller ma una lettura coinvolgente, che può interessare anche ai non appassionati di libri gialli. Un finale che piacerà soprattutto alle donne.

Mio gradimento tre stelline abbondanti (***+)

—-

Giuseppe Pederiali (Finale Emilia, 16 luglio 1937 – Milano, 3 marzo 2013) è autore di numerosi romanzi.  L’ispettore Camilla Cagliostri è anche la protagonista di “Camilla nella nebbia” (2003), “Camilla e il Grande Fratello”  (2005) e “Camilla e il Rubacuori” (2010). E’ anche l’autore della biografia romanzata del maratoneta Dorando Pietri che ho commentato qui.

—-.

Memo: in questo blog, nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

 

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , | 7 commenti

[Libri] “Non guardare nell’abisso” di Massimo Polidoro – Piemme (21 giugno 2016) 419 pag.

non-guardare-nell-abisso-polidoro
Mi aveva entusiasmato Massimo Polidoro con il suo giallo d’esordio “Il passato è una bestia feroce” (mio gradimento da 4 a 5 stelline), ma non altrettanto con questa pur apprezzabile sua seconda fatica dal titolo “Non guardare nell’abisso”.

Il protagonista è sempre Bruno Jordan, cronista per la rivista Krimen, “ironico segugio e piantagrane supremo” così definito dall’autore.

Ha una grande qualità:

– la ricchezza di imprevedibili colpi i scena,

ma due, a mio personale giudizio, pecche:

– un abuso di interlocuzioni che dovrebbero rendere simpatico il protagonista ma sono decisamente sovrabbondanti, poco credibili e, quindi, irritanti. Come ad esempio questa: “Mastroianni ci teneva sotto tiro con la pistola, Terminator aprì con la chiave le nostre manette per sganciarle dalla catena fissata all’auto. Strofinai i polsi che, rimasti stretti in quei ferri per ore, erano ormai insensibili. Ma Gasser ci ordinò nuovamente di portare le mani dietro la schiena e ancora richiuse le manette.
«Non si può fare a meno di questi affari?» domandai.
«Taci!» fece lui dandomi una pacca sulla testa.
Certi giorni sarebbe meglio non alzarsi nemmeno dal letto. (sic.!)”

– e il rivangare, seppur con cura e competenza fatti di un periodo storico del nostro Paese, quello degli “anni di piombo”, che trovo poco adatti ad un romanzo che dovrebbe pur rappresentare un momento di sereno relax.

Ciò detto, la lettura è avvincente e l’intreccio decisamente coinvolgente.

Il mio gradimento, però, non supera le tre/quattro stelline (***/****)

Questa la presentazione dell’editore:

In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l’abisso più nero dell’animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.
È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: da una buca nascosta sotto l’altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni. “Questi cambieranno ogni cosa” dice il leader del gruppo, estraendo il coltello che metterà fine alla vita del prete. È una tranquilla mattina estiva, a Milano. Bruno Jordan esce di casa per la solita corsa nel parco: è un periodo piuttosto piatto, nella vita dell’inquieto cronista di nera, dopo le vicende che l’anno prima lo hanno portato al clamoroso ritrovamento di una donna scomparsa. Forse anche per questo, di fronte all’irrituale e insistente richiesta di un ex senatore in pensione di aiutarlo a rintracciare la nipote che non ha mai conosciuto, Jordan cede e accetta l’incarico. Per questo, e perché Publio Virgilio Strazzi non è un ex senatore qualunque: è uno dei nomi più quotati per l’imminente elezione del prossimo presidente della Repubblica italiana. Cominciando le indagini, però, Jordan si rende conto ben presto che l’uomo gli ha raccontato solo una parte della verità. Dietro il nonno tormentato dai rimpianti si allunga l’ombra inquietante di un complotto che affonda le radici negli anni più tragici e irrisolti del dopoguerra. E dietro il vicino della porta accanto potrebbe annidarsi un nemico che aspetta solo il momento giusto per seminare morte e terrore. In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l’abisso più nero dell’animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.

Memo: in questo blog, nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

Pubblicato in Libri letti, Uncategorized | Contrassegnato , | 4 commenti

La prima volta a 34 anni.

Frz40 Sport

Palo Lorenzi, ora 41 al mondo

Mi emoziona più dell’acquisto di Higuain da parte della Juve.

E’ la vitoria di Paoloi Lorenzi a Kitzbuehel, la sua prima in un torneo ATP.

Alla tenera età di 34 anni, 7 mesi e 9 giorni.

Bravo Paolo, questo significa “non mollare mai”

View original post

Pubblicato in Altri Sport, Uncategorized | Contrassegnato , | 2 commenti

Eh sì, ahimé

senza parole

 

(Da “Enigmistica più” del 5/7/2016)

Pubblicato in Sorridiamo anche un po', Uncategorized | Contrassegnato | 2 commenti