[Libri] “Certi momenti” di Adrea Camilleri – Chiarelettere 2015, 162p.

certi momenti

“Certi momenti” di Adrea Camilleri.

La presentazione:

Quasi una vita, momento per momento, quelli più intensi che nel tempo acquistano ancora più vigore e ritornano in tutta la loro vividezza. Tanti incontri qui offerti nella forma del racconto, ognuno dei quali ha una luce, un’atmosfera e dei personaggi indimenticabili che hanno segnato soprattutto la giovinezza e l’adolescenza di Camilleri. Alcuni conosciuti negli anni più maturi, durante la sua carriera di regista teatrale e televisivo, molti altri sconosciuti, che ci riportano ai tempi del fascismo, della guerra, momenti segnati da storie che nei loro risvolti più umani e sinceri acquistano un tratto epico e la magia del ricordo assoluto perché unico nel costituire una tappa, una svolta nella formazione dello scrittore.

L’anarchica, invincibile indifferenza di Antonio, insensibile ai richiami militari e agli orrori della guerra; la bellezza sorprendente dell’incontro con un vescovo libero nella mente e nel cuore; l’indelebile ricordo di quella notte di burrasca quando il padre di Camilleri andò a salvare l’eroico comandante Campanella, dato per disperso; il coraggio della “Sarduzza” e la determinazione nel difenderla dal tenente tedesco; l’ultimo saluto a “Foffa”, prostituta per necessità, sola nella vita e negli affetti.

Intermezzati gli uni con gli altri ecco l’incontro con Primo Levi e i suoi silenzi, la stravaganza di Gadda e la suscettibilità di D’Arrigo, il franco scontro con Pasolini riguardo alla regia di una sua opera teatrale, poco prima della sua morte, l’impareggiabile bravura di Salvo Randone (senza dimenticare Elio Vittorini, Benedetto Croce e il quasi incontro con Antonio Tabucchi).

Tra tanti personaggi si staglia un libro, quello più importante, “La condizione umana” di André Malraux, la cui lettura fu decisiva nel far crollare la fede fascista di Camilleri.

Cosa ne penso.

Il libro è effettivamente una raccolta di momenti significativi vissuti dall’autore, che hanno lasciato il segno nella sua vita. Alcuni racconti, sono in tutto ventisette, sono interessanti, altri curiosi, altri semplici aneddoti. Ma “Foffa” è straordinario: mezza stellina in più solo per questa toccante, anche se triste storia.

Mio gradimento da tre a quattro stelline (***/****).

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[Libri] “Noli me tangere” di Andrea Camilleri – Mondadori 2016, 171 p.

noli me tangere

 

E te pareva!  “Noli me tangere” è in libreria dal 19 Gennaio ed è subito in testa nelle classifiche di vendita della stessa settimana. L’affetto dei fan !!! Ma questo breve nuovo romanzo di Andrea Camilleri è, per certi versi, insolito per questo scrittore.

Non è un giallo anche se del giallo ha ritmo, struttura e suspense, ma non ha il finale. Non è un  romanzo d’amore perché d’amore ce n’è poco. E’, e ce lo dice lo stesso autore, il tentativo di disegnare, con mezzi semplici, un ritratto femminile complesso, sì, ma non così inconsueto come a prima vista può apparire.

Laura, 35 anni,  è giovane, bella e molto amata. Scrive, va a teatro ed è un’esperta storica dell’arte. Ha sposato, da quattro anni, Mattia Todini, uno scrittore 69enne, che la venera.  “Me ne innamorai – dice lui – appena la vidi entrare nel mio studio. Un vero colpo di fulmine.[…] Saremmo stati una normalissima coppia di scrittori… ce ne sono state tante… Moravia e la Morante, per esempio…”.

«Be’, Laura, – spiega Todini al commissario Maurizi –  bella com’è, è naturale che avesse avuto delle storie con diversi uomini… storie non del tutto concluse al momento della nostra decisione di sposarci… non so se mi sono spiegato. Intendeva perciò chiudere i conti, tagliare definitivamente.»
«Capisco. Ha voluto fare piazza pulita.»
«Sì, questa era la sua intenzione.»
«Mi faccia capire meglio.»
«Meglio di così…»
«Mi sta dicendo che qualche storia è continuata anche dopo il vostro matrimonio?»
«Diciamo meglio che ci sono stati degli strascichi che però, grazie all’abilità di Laura, non hanno per nulla turbato l’andamento del nostro ménage».

Ma Laura è soprattutto una donna irrequieta, che si sente irrealizzata ed è alla continua ricerca di sé stessa.

È capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, quando lo desidera, senza farsi travolgere dal senso di colpa. È generosa di sé e delle proprie ricchezze. Ma, in certi momenti, su di lei cala un cono d’ombra. “Ho il ghibli” dice, secondo l’immagine evocata da uno dei suoi amanti: perché davvero è come se si alzasse nel suo cuore il temibile vento del deserto, che la prostra e la costringe a giorni di reclusione durante i quali nessuno deve azzardarsi a toccarla.

E, all’improvviso, Laura scompare portando con sé  tutti i propri beni.

Indaga  il commissario Maurizi, colto e garbato, che saprà andare oltre il ritratto iniziale di una donna facile, che si gode il momento e si prende ciò che desidera quando vuole, per scoprire una realtà ben più complessa ricca di tensioni nascoste in ogni suo gesto, che sembrano quasi evocare il ricordo di quelle dei corpi dell’affresco “Noli me tangere” del Beato Angelico.

26 beato angelico - affreschi di san marco

Dicevo: non è un giallo anche se del giallo ha ritmo, struttura e suspense, ma del giallo non ha il finale. E questo finale mi pare debole anche nell’ottica di rappresentare il ritratto di una donna complessa, alla ricerca di suo scopo di vita. Tuttavia il romanzo è godibile e la storia è avvincente.

Nel complesso il mio gradimento è tra le tre e le quattro stelline (***/****).

PS. Andrea Camilleri (6/9/1925) non ha certo bisogno di presentazione. Preciso solo che  questo romanzo, per una malattia agli occhi, l’ha interamente dettato

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[Libri] “Urla nel silenzio” di Angela Marsons – Newton & Compton. 2016, 375p.

urla

Analogamente a quanto accaduto in Inghilterra, questo thriller,  “Urla nel silenzio”, sta avendo un grosso successo editoriale: fresco di stampa, questa settimana è già al secondo posto tra i bestseller di autori stranieri.

E’ il romanzo d’esordio della scrittrice inglese Angela Marsons. In lingua originale titola Silent Scream e ad esso hanno già fatto seguito due altri episodi: Evil Games,  e Lost Girls, che è facile prevedere saranno tradotti presto anche per noi. Tutti hanno per protagonista la detective  Kim Stone e sono ambientati nel Black Country, la zona inglese nei paraggi di Birmingham, celebre per le miniere di carbone.

Il thriller apre con questo prologo:

Cinque figure, disposte a pentacolo, erano radunate intorno a una montagnola di terra appena scavata: una tomba, ma lo sapevano soltanto loro.
Scavare nella terra gelata, attraverso gli strati di neve e ghiaccio, era stato come tentare di incidere la pietra. Avevano fatto a turno, tutti quanti.
Avrebbero impiegato molto di più se avessero scavato una fossa delle dimensioni di un adulto.
La vanga era passata di mano in mano. Qualcuno aveva una presa incerta, esitante, qualcun altro più salda, ma nessuno si era tirato indietro. Non avevano pronunciato una sola parola.
Erano tutti ben consapevoli di quanto fosse innocente la vita che era andata perduta, ma avevano stretto un patto. E i loro segreti sarebbero stati sepolti.

Ma neanche il più oscuro dei segreti può restare sepolto per sempre e oltre dieci anni dopo una di quelle persone viene barbaramente uccisa in bagno.  Il compito di indagare viene affidato alla detective Kim Stone.

Nel corso  delle indagini, seguiranno altri omicidi e si scopriranno alcune fosse contenenti i resti dei corpi di giovani ragazzine massacrate e sepolte vive molto tempo prima.

Un buon intrigo con  un bel finale; la trama è avvincente e il ritmo è serrato. Ma personalmente mi hanno un po’ infastidito certe compiaciute descrizioni, al limite dell’horror, dei delitti e dei ritrovamenti. Per questo mezza stellina in meno di mio gradimento: da tre a quattro stelline (***/****), quindi, e un nuovo grazie a Mariella per la segnalazione.

PS. Chi fosse interessato alla lettura di questo thriller può trovare qui i primi capitoli del libroresi disponibili da Newton & Compton.

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Questa volta Massimo ha proprio ragione.

Questo il Buongiorno di Massimo Gramellini per La Stampa di oggi.

Sottomissione

I geni del cerimoniale che hanno inscatolato quattro statue peraltro velate del museo Capitolino nel timore che, vedendole, il presidente iraniano Rohani avesse uno sgomento ormonale e stracciasse i contratti con le nostre aziende sono i degni eredi di un certo modo di essere italiani: senza dignità. Quella vocazione a trattare l’ospite come se fosse un padrone. A fare i tedeschi con i tedeschi, gli iraniani con gli iraniani e gli esquimesi con gli esquimesi. A chiamare «rispetto» la smania tipica dei servi di compiacere chi li spaventa e si accingono a fregare. Su questa tradizione millenaria, figlia di mille invasioni e battaglie perdute anche con la propria coscienza, si innesta il tema modernissimo del comportamento asimmetrico con gli Stati musulmani. Se un’italiana va in Iran, si copre giustamente la testa. Se un iraniano viene in Italia, gli copriamo ingiustamente le statue. In un modo o nell’altro – in un mondo e nell’altro – a coprirci siamo sempre noi. E la suscettibilità da non urtare è sempre la loro. Ma se la presenza di donne sigillate da capo a piedi su un vialone di Baghdad urtasse la mia, di suscettibilità? Non credo che, per rispetto nei miei confronti, gli ayatollah consentirebbero loro di mettersi la minigonna.

(La Venere capitolina, a sinistra coperta con dei pannelli per la visita di Rohani)

Sarei curioso di sapere come funziona la sensibilità a corrente alternata del signor Rohani (le tette di marmo lo sconvolgono e i gay condannati a morte nel suo Paese no?) e di sentire cosa penserebbe mia nonna di questa ennesima arlecchinata italica: quando ero bambino mi insegnò che il primo modo di rispettare gli altri è non mancare di rispetto a se stessi

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[Libri] “La moglie perfetta” di Roberto Costantini – Marsilio, Gennaio 2016, 447p.

la moglie perfetta

Mi sa che mi toccherà leggere anche ponderosa “Trilogia del male” di Roberto Costantini, tanto mi ha appassionato questo giallo.

“La moglie perfetta” ha come scenario la Roma del 2001. Da un lato il caso di una ragazza, Donatella, che viene uccisa senza un apparente motivo. Dall’altro il caso di due coppie¸ il professore italoamericano Victor Bonocore con la moglie Nicole Steele, e Bianca Benigni, che è anche pubblico ministero dei due casi, con il marito Nanni. Terzo incomodo la sfacciata e disinibita Scarlett, giovane sorella di Nicole, con i suoi miniabitini a mezza coscia. Sullo sfondo un losco giro di appalti, di gioco d’azzardo e  usura.

Si occupa delle vicende Michele Balistreri poliziotto dai metodi spicci, assai discutibili, che vista anche l’implicazione di  cittadini americani, non mancano di creare un casus belli tra Italia e Stati Uniti (sulla falsariga dell’omicidio di Merdith Kercher, by the way).

La storia è avvincente e molto ben descritta, anche grazie all’insolito ricorso a più voci narranti. Peraltro mi è parso che l’intrigo sia fin troppo complesso, con una soluzione che lascia qualche dubbio. Ho trovato anche un po’n troppo sopra le righe le parti riguardanti i rapporti con la mafia.

Comunque da non perdere. Mio gradimento quattro stelline (****) e un grazie Mariella per la segnalazione.

ROBERTO COSTANTINI (Tripoli, 1952), ingegnere, consulente aziendale, oggi dirigente della Luiss. È autore per Marsilio della Trilogia del Male (composta da Tu sei il male, Alle radici del male e Il male non dimentica) con protagonista il commissario Michele Balistreri, bestseller in Italia e già pubblicata negli Stati Uniti e nei maggiori paesi europei, premio speciale Giorgio Scerbanenco 2014 quale “migliore opera noir degli anni 2000”.

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Tra froci e cazzoni volano parole grosse, al termine di Napoli Inter

Frz40 Sport

Gentlemen

L’episodio ha luogo quando Roberto Mancini va a chiedere spiegazioni al quarto uomo, Di Bello,  per i 5’ di recupero concessi al termine della partita Napoli – Inter finita poi 0-2 per i nerazzurri.

E’ allora che Maurizio Sarri si alza dalla sua panchina, si avvicina al tecnico interista e inizia a insultarlo.

E qui di seguito riporto uno stralcio del resoconto di Matteo Brega e Gianluca Monti per la Gazzetta dello Sport, oggi in edicola.

Versione raccontata dallo stesso Mancini ai microfoni di Rai Sport.

«RAZZISTA» «Sarri è un razzista e uomini come lui non possono stare nel calcio — inizia —. Io mi sono alzato per chiedere al quarto uomo perché mai avesse assegnato 5 minuti di recupero. Lui si è alzato e mi ha urlato “frocio” e “finocchio” — continua Mancini —. Sarei orgoglioso se lo fossi».

[..]«Della partita non mi interessa niente — ha aggiunto…

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Volti e maschere

Volti e maschere

Per  “Aforismi e pillole di saggezza”

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[Libri] “Il metodo del coccodrillo” di Maurizio De Giovanni – Mondadori 2012, pp. 247

Il metodo del coccodrillo

Bellissimo. Ormai faccio fatica anche a leggere e riesco a mantenere la concentrazione per poco tempo, ma questo giallo mi ha tenuto incollato alle sue pagine per un’intera giornata.

E’ il primo dei romanzi di Maurizio De Giovanni che ha per protagonista l’ispettore Lojacono ed è quello che ha dato poi il via alla serie de I bastardi di Pizzofalcone, che ho più volte commentato. Bella tutta la serie, ma questo è straordinario.

Dice la presentazione:

Napoli, così, non l’avevamo vista mai. Una città borghese, inospitale e caotica, cupa e distratta, dove ognuno sembra preso dai propri affari e pronto a defilarsi. È esattamente questo che permette a un killer freddo e metodico di agire indisturbato, di mischiarsi alla folla come fosse invisibile. “Il coccodrillo” lo chiamano i giornali: perché, come il coccodrillo quando divora i propri figli, piange. E del resto, come il coccodrillo, è una perfetta macchina di morte: si apposta, osserva, aspetta. E quando la preda è a tiro, colpisce. Tre giovani, di età e provenienza sociale diverse, vengono trovati morti in tre differenti quartieri, freddati dal colpo di un’unica pistola. L’ispettore Giuseppe Lojacono è l’unico che non si ferma alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. È appena stato trasferito a Napoli dalla Sicilia. Un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia e lui, stimato segugio della squadra mobile di Agrigento, ha perso tutto, a cominciare dall’affetto della moglie e della figlia. È il giovane sostituto procuratore incaricato delle indagini, la bella e scontrosa Laura Piras, a decidere di dargli un’occasione, colpita dal suo spirito di osservazione. E così Lojacono, a dispetto di gerarchie e punizioni, l’aiuterà a trovare il collegamento, apparentemente inesistente, tra i delitti. A scorgere il filo rosso che conduce a un dolore bruciante, a una colpa non redimibile, a un amore assoluto e struggente.

Assolutamente da non perdere.

Mio gradimento da quattro a cinque stelline (****/*****)

Memo: Di Maurizio De Giovanni (Napoli 1958) ho commentato su questo blog, “Anime di vetro” eIn fondo al tuo cuore della serie del commissario Ricciardi, l’intera serie de I Bastardi di Pizzofalcone e Il resto della settimana della serie sportiva.

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[Libri] “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi – Longanesi 2015, 373p.

La ragazza nellla nebbia

Bello insolito e intrigate. E’ ai primissimi posti delle classifiche settimanali dei libri più venduti.

Cosi Antonio D’Orrico  per “La lettura” del “Corriere della sera” del 10/1/2016

Donato Carrisi La ragazza nella nebbia Longanesi.

Voto 8.

Thriller da applausi. Carrisi alza la media.

 In uno sperduto paesino di montagna, improvvisamente arricchitosi a causa della scoperta di un giacimento di fluorite, sparisce, all’antivigilia di Natale, una ragazzina. L’inchiesta e affidata a un super poliziotto che non ha particolari abilita investigative ma e un mago nella gestione mediatica dei delitti.

Ed e anche un tipo disinvolto in materia di deontologia. Se non c’è una prova a carico del presunto criminale, la inventa.

L’importante, secondo la sua filosofia di detective, e trovare al più presto un colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica. Poi, se non e colpevole, pazienza.

La prima parte del romanzo segue i movimenti del super poliziotto, l’astuzia con cui usa gli inviati delle tv allettandoli con notizie in anteprima, il cinismo con cui sfrutta il dolore della famiglia della giovane vittima. Nella seconda parte della storia il punto di vista si capovolge ed entra in campo il principale sospettato, un professore di lettere della scuola che la ragazzina frequentava.

Come insegnante, coltiva interessanti teorie letterarie che privilegiano il ruolo del personaggio del cattivo all’interno del processo narrativo. Mi pare un po’ poco per mandarlo in galera con l’accusa infamante di avere ucciso (e forse altro ancora) una ragazzina che potrebbe essere sua figlia. Ma non e poco per un super poliziotto sensibile alle ragioni dell’audience. Finora le pagelle di Donato Carrisi erano state disastrose. In due suoi precedenti e disgraziati romanzi (L’ipotesi del male e La donna dei fiori di carta) aveva registrato la media del tre precisa. Stavolta no. La ragazza nella nebbia e un thriller ottimamente congegnato, dall’atmosfera cupa e angosciosa. I colpi di scena arrivano con perfetto tempismo e dopo un’adeguata preparazione. Ogni personaggio ha quel giusto filo di ambiguità e di mistero che confonde le acque. Lo scioglimento finale forse pecca in verosimiglianza ma e una giocata d’azzardo che merita l’applauso.

Concordo: da applausi.

Mio gradimento quattro stelline (****)

Donato Carrisi (Martina Franca, 25 marzo 1973) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano, vincitore del Premio Bancarella nel 2009 con Il suggeritore. Nel 2011 è la volta di Il tribunale delle anime sempre con Longanesi e l’anno seguente è la volta di La donna dei fiori di carta. Nel 2013, sempre con Longanesi, pubblica L’ipotesi del male libro che può considerarsi sia sequel che prequel de Il suggeritore infatti Carrisi afferma di considerarli libri gemelli anche per via del fatto che in entrambi i libri appare il personaggio femminile di Mila Vasquez. Nel 2014, sempre con Longanesi, scrive il “Cacciatore del Buio”,che può considerarsi il sequel del “Tribunale delle anime”; infatti, in entrambi i libri troviamo gli stessi personaggi. Nel 2015, sempre con Longanesi, scrive “La ragazza nella nebbia”. (Fonte: Wikipedia)

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[Libri] “Sei casi per Petra Delicado” di Alicia Giménez-Bartlett – Sellerio Editore 2015, 304pp.

Sei casi

Non conoscevo questa scrittrice spagnola, peraltro molto nota ed apprezzata anche in Italia, autrice di numerosi saggi e romanzi tra i quali la serie che vede come protagonisti Petra Delicado, dura e femminista ispettrice della polizia di Barcellona, e Fermín Garzón, il suo vice panciuto e tradizionalista e mi era parso che iniziare con questi sei casi fosse una buona opportunità per iniziare a conoscerla.

Sono sei racconti, scritti in tempi diversi, e tutti già pubblicati in altrettante raccolte a tema di autori vari  dal 2011 in poi.

Petra e Fermín sono antitetici e appassionatamente amici. Indagano e – dice la presentazione – battibeccano su tutto, sulle inchieste in corso ma anche e soprattutto sul mondo intero. Inscenando una commedia dentro il poliziesco, un divertimento nella asprezza del noir

La lettura è  piacevole, ma la mia non è stata forse la scelta migliore: i sei racconti, probabilmente per la loro brevità, si fanno apprezzare più per i battibecchi che per il contenuto di suspense.

Mio gradimento tre stelline  (***) riproponendomi però di ritornare su questa autrice con qualche cosa di più consistente.

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 10 Giugno 1951) vive dal 1975 a Barcellona. Si è laureata in letteratura e filologia moderna all’Università di Valencia e, una volta conseguito il dottorato in letteratura all’Università di Barcellona, ha insegnato per tredici anni letteratura spagnola. E’ la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado e ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista(2004, 2010), Segreta Penelope (2006, 2013), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno ti troverà (2011, 2014) e Exit (2012). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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