[Libri] “Un piccolo favore” di Darcey Bell – Rizzoli (marzo 2017, 347 pag.)

Un piccolo favore

“Un piccolo favore” è il romanzo d’esordio di Darcey Bell, una scrittrice americana, nata nel 1981, che vive a Chicago.

E’ un thriller psicologico che mette a nudo le complesse personalità di due giovani donne, Stephanie ed Emily, tra le quali, da un anno, da quando cioè i due figli di cinque anni, Nicky e Miles, si sono incontrati sui banchi di scuola,  pare essere nata  una profonda amicizia.

Tutto ha inizio – dice la presentazione del libro qui adattata – con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily a Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di essere utile all’amica e di sentirsi in qualche modo importante per lei. Quel giorno però Emily non tornerà a prendere suo figlio e non risponderà né alle telefonate, né ai messaggi dell’amica. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicinerà col tempo all’affascinante marito della sua amica, Sean, e si prenderà cura di lui e del bambino. Poi, un giorno, la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? In realtà niente è come sembra, e si scoprirà che dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondevano  una mente subdola e un disegno perverso e diabolico.

Bello, intrigante, avvincente. Anche se ho letto giudizi molto contrastanti soprattutto, credo, a causa di un finale che esce decisamente dagli schemi ed è molto lontano da quello che ci si aspetta (ma spesso nella vita reale è proprio così), a me è piaciuto molto. Quattro stelline (****)

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E brava Schiavone

F. Schiavone

Non è impresa da poco conquistare ancora a 37 anni  un trofeo WTA (l’ottavo in carriera).

Ce l’ha fatta ieri Francesca Schiavone a Bogotà. Complimenti e….. perché no,  al prossimo!

 

 

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[Libri] “La giostra dei criceti” di Antonio Manzini – Sellerio Editore (2017, 336 pag.)

La giostra dei criceti

Sull’onda del successo della serie Rocco Shiavone in tv, Antonio Manzini ritorna nelle librerie con  questo “La giostra dei criceti” che era già stato pubblicato dieci ani fa da Einaudi e conquista immediatamente le prime posizioni nelle classifiche delle vendite settimanali.

Dico subito che con Rocco Schiavone ha ben poco a che vedere e che per me è stato una grossa delusione.

Dice l’editore:

Con un ritmo implacabile, tra commedia, noir e thriller, una galleria di personaggi senza speranza intrecciano le loro esistenze in un girone infernale ambientato tra Tor Tre Teste e l’Agro pontino, specchio di un Paese che sembra avere perduto la nozione più elementare di umanità. Dagli alti burocrati che sognano un complotto delirante per risolvere drasticamente il problema delle pensioni, ai piccoli criminali presi in un meccanismo senza scampo, a un impiegato Inps che si crede un giustiziere, tutti cercano di fare la pelle all’altro, pur di fare un passo in più nella giostra dei criceti.

E in realtà tratta due storie. La prima di quattro balordi malavitosi della periferia romana, a cui se ne aggiungono via via altri, alle prese con un colpo in banca che ha fruttato una bella somma e che i quattro tirano ad accaparrarsi ciascuno per intero fregandosi l’un l’altro. La seconda è la storia di alcuni alti papaveri che per risolvere il problema pensionistico del nostro paese non trovano di meglio che eliminare fisicamente i pensionati.

Filo comune delle due vicende è il tentativo di rappresentare le storie in chiave grottesca. Le trame gialle, tuttavia, mal si addicono al grottesco e il ricorso al romanesco raramente aggiunge colore e non rende simpatico alcuno dei personaggi di questo libro.

Una sola stellina di mio gradimento (*), dunque, con l’augurio  di ritornare presto ad una nuova avventura del nostro tenero e burbero vice questore dallo spinello facile.

Con tanti auguri di Buona Pasqua a tutti Voi.

pasqua

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[Libri] “La scelta decisiva” di Charlotte Link – Corbaccio (2017, 432 pag.)

La scelta decisiva

Dice l’editore:

Il nuovo thriller di Charlotte Link, un’autrice da 30 milioni di copie vendute nel mondo

Cosa succede quando, nel momento sbagliato, ti trovi nel posto sbagliato?

«Charlotte Link è una maestra del thriller e una scrittrice di grande talento.» KRIMI

Simon sognava di trascorrere le vacanze di Natale con i figlie e la sua compagna in un tranquillo paesino nel sud della Francia. Ma a quanto pare il sogno è destinato a non realizzarsi: i figli gli comunicano che hanno tutt’altri progetti, e la compagna lo abbandona all’ultimo momento. Ciononostante Simon decide di partire da solo, finché, lungo la strada, incontra una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon le dà un passaggio e d’impulso le offre di ospitarla nella casa che ha affittato. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo e in un mondo le cui tracce, macchiate di sangue, conducono fino in Bulgaria e a una ragazza di nome Selina che cercava una vita migliore ma che ha trovato l’inferno. Selina riesce a sfuggire ai suoi aguzzini ma la sua vicenda si intreccerà in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza…

 La narrazione è avvincente anche se, all’inizio si fa un po’ di fatica a memorizzare tutte e vicende e tutti i personaggi. Le pagine scorrono comunque via veloci fino ad un finale che mi è parso, però,  un po’ scontato e irrealistico.

 Mio gradimento tre stelline (***).

 Charlotte Link (Francoforte, 1963) è una delle più affermate scrittrici tedesche. Di lei segnalo,  in particolare,  “Nobody”.

 

 

 

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[Libri] “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson – Sperling & Kupfer (2000. 112 pag.)

Chi ha spostato il mio fornaggio

Sono capitato per caso su questo libricino che mi ha riportato indietro di oltre trent’anni, quando l’azienda in cui lavoravo ci costringeva a partecipare a corsi di management (fortunatamente sempre brevi) indetti per la più parte da famosi e costosi consulenti provenienti da oltre oceano.

Non mi hanno mai troppo convinto, ma qualcosa di buono c’è sempre stato. Così come in questa favoletta che fa parte, appunto, di quel filone. Dice l’editore:

… Una storiella breve, densa di significati e insegnamenti, che fa comprendere ai lettori l’importanza e il valore del cambiamento, della flessibilità e dell’apertura al nuovo.

Nasofino e Trottolino sono topolini, Tentenna e Risolino sono gnomi grandi come topolini. Tutti e quattro vivono nel “Labirinto” e sono alla ricerca di un “Formaggio”, che li nutra e li faccia vivere felici.

Il “Formaggio” è la metafora di quello che vorremmo avere dalla vita: un lavoro soddisfacente e appagante, una bella relazione d’amore, tranquillità economica. Il “Labirinto” è il mondo in cui cerchiamo quello che desideriamo: l’azienda in cui lavoriamo, la famiglia, la comunità in cui viviamo. I personaggi devono fronteggiare dei cambiamenti inattesi, uno di loro affronta il mutamento con successo e scrive sui muri del Labirinto quello che ha imparato dalla sua esperienza. E proprio queste parole saranno lo spunto per scoprire come gestire il cambiamento, per subire meno stress e avere più successo nel lavoro e nella vita.

Il libricino vale qualche riflessione. E’ già di per sé molto breve, ma se non volete farvi impallare oltre misura limitatevi alla lettura della seconda sezione, intitolata, appunto, La storia di «Chi ha spostato il mio formaggio?»

Mio gradimento: due stelline (**)

Spencer Johnson è autore anche di numerosi altri libri di successo, tra cui cinque della serie One Minute (The One Minute Sales Person [trad. it. L’One Minute per vendere. Sperling & Kupfer, Milano 1986], The One Minute Mother, The One Minute Father, One Minute For Yourself (trad. it. Un minuto tutto per me, Frassinelli. Milano 19861 e The One Minute Teacher), Yes or No, una guida al processo decisionale, la celebre serie per l’infanzia Vaiues Tales™. oltre al libro strenna da sempre in testa alle classifiche, The Precious Present.

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[Libri] “Carta Bianca” di Carlo Lucarelli – Sellerio (1990, 132 pag.)

Carta bianca

 

E’ il primo libro della serie il commissario De Luca, di Carlo Lucarelli

La trama:

Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci suI mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. Carta bianca è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà del diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l’ultimo rifugio del senso di giustizia.

Il mio gradimento: tre stelline (***).  Amo poco, in generale i romanzi ambientati in quel triste periodo storico del nostro Paese. Come giallo non è malaccio.

Carlo Lucarelli (Parma, 1960), scrittore di racconti e romanzi che uniscono il gusto dell’inchiesta storica alla ingegnosa tessitura di trame gialle e noir, è anche ideatore e conduttore di trasmissioni televisive e sceneggiatore. Dai romanzi con il commissario De Luca è stata tratta una serie televisiva.

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[Libri] “Intrigo italiano” di Carlo Lucarelli” – Einaudi (Gennaio 2017 -216 pag.)

intrigo-italiano

Il libro:

“C’è stato un omicidio a Bologna, una città coperta di neve in cui i tram scampanellano sulle rotaie e la gente affolla i ristoranti per i tortellini di Natale: la bella moglie di un professore universitario è stata annegata nella vasca da bagno del trappolone, l’appartamento da scapolo del marito. Il Servizio vuole sapere chi è stato, e per questo c’è bisogno di un cane da tartufi come De Luca, che sembra finalmente trovarsi alle prese con un’indagine da giallo classico, fatta di indizi, tracce, impronte e orari. Ma non è cosí, naturalmente. Perché anche nell’incidente d’auto in cui un paio di mesi prima è morto il marito professore – dongiovanni, esistenzialista e appassionato di jazz – c’è qualcosa di molto strano. E cosí De Luca, assistito da un giovane agente del Servizio incaricato sia di aiutarlo che di spiarlo, si ritrova in un’indagine ambigua e pericolosa, dove quello della vita è soltanto uno – e neppure il peggiore – dei rischi che corre. Alla fine, dopo essersi innamorato di una giovanissima cantante di jazz meticcia e bravissima – la Dorothy Dandridge bolognese – il cui passato di mondina e staffetta partigiana è l’esatto opposto del suo, e dopo essere sopravvissuto a un attentato dalle gravi conseguenze, De Luca sarà costretto a scegliere se seguire il suo vecchio cuore di cane da caccia o quello nuovo, di cane bastardo”.

Carlo Lucarelli

E’ con questo romanzo che Carlo Lucarelli decreta il ritorno del commissario De Luca,…

… appena richiamato in servizio dopo cinque anni di quarantena e – continua la presentazione  del libro – non gli occorre troppo tempo per mettere in fila le tante cose che non tornano. Da lunedí 21 dicembre 1953 a giovedí 7 gennaio 1954, con in mezzo Natale ed Epifania, mentre la città intirizzita dal gelo scopre le luci e le musiche del primo dolcissimo consumismo italiano, tra errori, depistaggi, colpi di scena il mosaico dell’indagine, scandita come un metronomo, si compone.[…] Lucarelli ha saputo evocare una Bologna che non avevamo mai visto cosí. E ha saputo tessere il piú imprevedibile, misterioso e divertente romanzo, dove la verità profonda di un’epoca che non è mai interamente finita emerge nei sentimenti e nella lingua dei personaggi.

Dico subito che il libro non mi ha pienamente conquistato, forse anche perché non ho letto i precedenti. Ma è proprio “l’intrigo italiano” che non mi ha convinto, così come non mi hanno convinto le meccaniche dei due incidenti stradali che costituiscono il punto di partenza e di arrivo dell’intera vicenda.

Per me non più di tre stelline (***), ma devo anche dire, per contro, che il libro ha ottenuto un considerevole successo di critica e pubblico, entrando ad occupare le posizioni alte delle attuali classifiche di vendita.

Questi i precedenti casi: Carta Bianca (1990), L’estate torbida (1991) e Via delle Oche (1996)

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[Libri] “Qualcosa” di Chiara Gamberale – Longanesi (Febbraio 2017, 176 pag.)

qualcosa

Balza subito ai primissimi posti delle classifiche settimanali di vendita la favola moderna di Chiara Gamberale e che vede come protagonista la Principessa Qualcosa di Troppo. Una ragazzina che….

…. fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.

Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?

Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro , di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».

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Questa la presentazione del libro che aggiunge:

Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.

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Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

E’ a parer mio una presentazione un po’ troppo pomposa per una favola piacevole, sì, che ci induce anche a qualche riflessione importante, ma che favola rimane pur se con tante buone qualità.

Mio gradimento da due a tre stelline (**/***). Ho apprezzato soprattutto l’originalità del racconto e le illustrazioni di Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro, 1976) che, leggo, “è tra i più quotati autori di fumetto italiani. Ha collaborato a diverse riviste, tra cui Internazionale, Linus e Repubblica XL”

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile. Ha scritto, fra gli altri, La zona cieca (2008, Premio Campiello Giuria dei Letterati), Le luci nelle case degli altri (2010), Per dieci minuti (2013), Avrò cura di te, a quattro mani con Massimo Gramellini (2014), Adesso (2016). È autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi come Io, Chiara e l’Oscuro (Rai Radio2) e Quarto piano scala a destra (Rai Tre). Collabora con La Stampa, Vanity Fair,Io Donna e Donna Moderna”.

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[Libri] “Vecchi, folli e ribelli” di Giampaolo Pansa – Rizzoli (2016, 294 pag.)

Vecchi, folli e ribelli

Dice Pansa:

Vecchi, folli e ribelli racconta senza piagnistei un protagonista dell’Italia di oggi: gli anziani. Al contrario di quanto si crede, non è un mondo di deboli, con il solo traguardo di andare al Creatore. Prima di tutto, il gusto per la vita non li ha abbandonati. Rifiutano di arrendersi e di considerare la vecchiaia una malattia incurabile. Contano molto in un Paese come il nostro dove il loro numero cresce di continuo. Nelle scelte politiche risultano decisivi, lo si è visto in Gran Bretagna nel referendum se uscire o no dall’Europa. Il mercato li coccola poiché decretano il successo o la sfortuna di un prodotto. Eppure di loro non si discute mai. Il motivo l’ho compreso quando ho compiuto gli ottant’anni. La vecchiaia impaurisce persino chi ne è ancora distante. E quasi nessuno vuole occuparsene. Ho provato a farlo con questo libro per me insolito e in parte autobiografico. Descrive la terza età nella sua forza, ma anche nei problemi che l’affliggono: la solitudine, la paura della povertà, il terrore di ammalarsi, l’angoscia di essere rapinati persino dalla propria banca, sino al rebus del rapporto tra maschi e femmine. L’amore è un test infallibile di vitalità e del desiderio di rimanere giovani. Per gli uomini lo conferma l’uso crescente di un rimedio miracoloso, il viagra. Mentre nelle donne il rifiuto della vecchiaia spinge a nascondere l’età, grazie all’abito sfacciato e alla cura del corpo. È una rivoluzione silenziosa che ho tentato di togliere dall’ombra con un insieme di storie sul privato di italiani ormai lontani dalla giovinezza. A cominciare dal lato che il pudore impone di tenere segreto. Parlo di chi non ha problemi di sopravvivenza. Se la terza età non ti sorprende con le tasche vuote, il sesso, condiviso per passione o per denaro, diventa un elisir di lunga vita. Illude di fermare l’incalzare del tempo. Infine convince molti di non appartenere alla tribù dei nuovi sconfitti: gli anziani da sempre poveri o che lo stanno diventando. Sono questi gli esclusi di una società che riflette soltanto sui giovani. Vecchi, folli e ribelli è stato pensato come il racconto di un’Italia poco conosciuta e molto trascurata. Dirà il lettore se sono riuscito a sbirciarla nel modo giusto.

Ho letto molto di Pansa, come giornalista e come scrittore: spesso mi ha strappato le quattro stelline e anche più. Qui siamo un po’ sotto media.  Il tema degli anziani sotto le lenzuola è stuzzichino, le riflessioni sulla società che viviamo e che li circonda sono interessanti ed attuali, ma questa volta il buon vecchio non graffia. Rimane però un narratore di qualità e il libro può essere apprezzato soprattutto da chi ha le penne bianche come me.

Tre stelline (***).

Di Giampaolo Pansa (Casale Monferrato, 1935) su questo blog:

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Spot pubblicitari”Chi è Laura?”

Canzone Pubblicità Volkswagen Polo Tech&Sound | Luglio 2016

Guardate qui il video.

Una sola battuta ma la trovo  eccezionale!

🙂    🙂    🙂

 

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