[Libri] “Pane.. per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni – Einaudi (2016, 344 pag.)

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E’ una serie, questa dei Bastardi di Pizzofalcone, che più invecchia e più migliora.

Qui sono impegnati, con l’ispettore Lojacono in primis, nella ricerca del colpevole di un delitto che ha come vittima Pasqualino, lo storico panettiere del quartiere di Pizzofalcone che produce ancora il pane con un metodo di lievitazione tradizionale. Indaga anche la DDA, la Direzione Distrettuale Antimafia, che crede ad una vendetta della camorra perché Pasqualino in passato, ha testimoniato, salvo poi ritrattare, contro la criminalità organizzata. Non è così e i Bastardi lo dimostreranno.

Ma non è solo la vicenda principale a catturare l’attenzione e la simpatia del lettore. Strepitosa la vicenda che ha per protagonista Pisanelli, l’anziano ispettore sempre alla caccia di un misterioso killer al quale crede solo lui; tenera la storia di Romano deciso ad adottare una bambina ritrovata; curiosa la storia alla quale si dedicano Aragona e la Di Nardo alle prese con la denuncia di uno studente universitario brutto come la fame che accusa di stalking una splendida ragazza con la quale in passato ha avuto una relazione. E non manca neppure una sorpresina sexy che ci riserva nel finale la Laura Piras, con la quale Lojacono ha una relazione segreta. Valle a capire le donne…

Sullo sfondo una Napoli dai mille colori.

Bello e intrigante. Per me quattro stelline (****).

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Segnalo, inoltre, che dal 9 gennaio RAI1 sta trasmettendo tutti i Lunedi alle 21:15 la fiction dedicata ai Bastardi di Pizzofalcone, protagonista Alessandro Gassman. Non è male.

La serie dei libri pubblicati comprende:
• 2012 – Il metodo del coccodrillo, Mondadori
• 2013 – I bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2013 – Buio per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2014 – Gelo per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2015 – Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2016 – Pane … per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
Tutti su questo blog.

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[Libri] “Delitto e rovescio” di Claudio Paglieri – Piemme (2016, 370 pag.)

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Credo che la miglior presentazione di questo libro sia la recensione di Marco Ansaldo (Repubblica 30 ott. 2016), che vi propongo qui di seguito:

“Delitto e rovescio . Se il mistero ci sorprende sul campo da tennis”

Alto, inappetente, inflessibile con se stesso e con gli altri. Dotato di una moralità personale e civile fuori dal comune. Ruvido come un genovese di scoglio, ma empatico con chi lo merita, e molto attento all’universo femminile. Il commissario Marco Luciani torna in una nuova indagine, Delitto e rovescio, e Claudio Paglieri, il suo ideatore, ha voluto questa volta cambiare scenario allontanandolo dalla città d’origine. Anzi, lo ha proprio destituito dell’incarico di poliziotto. Troppe le amarezze passate, le incomprensioni, la burocrazia. Eppure Luciani ama talmente il proprio lavoro da non poter lasciare l’occasione quando un padre disperato lo contatta a Barcellona, dove l’ex poliziotto più bravo della Questura di Genova è andato a vivere. La figlia dell’industriale, la diciannovenne Martina, aspirante campionessa di tennis entrata ormai nel circuito internazionale, è sparita, forse vessata dal genitore smanioso per il successo sportivo della ragazza, forse catturata da un giro equivoco di malfattori dell’Est Europa.

Il tennis è ambiente irresistibile per Luciani (e per Paglieri), e il commissario rientra in gioco. In tutti i sensi: appassionato dei campi in terra battuta, si iscrive all’oscura accademia poco fuori città, ora trappola dei sogni di tante giovani.

E affronta il caso con la consueta fermezza, trasparenza di intenti e fiuto sperimentato.

Il gusto per indagare è intatto, come la capacità di mimetizzarsi e il piacere di comporre i pezzi di un puzzle complesso.

Luciani scopre un ambiente ambiguo, zeppo di squali determinati a sfruttare le ambizioni di molte famiglie. Tanti i silenzi delle amiche di Martina e delle sue rivali. Ma l’ex commissario risolve la sfida. Con lui il figlio vivacissimo Alessandro, l’amante calva e libidinosa Alice, e la misteriosa donna dei sogni Sofia Lanni.

Ritmi serrati, dialoghi perfetti, vicenda che fa girare le pagine una dietro l’altra. Delitto e rovescio  (Piemme) segna l’ennesima prova convincente per Paglieri, che da giornalista attento alla cultura e allo sport (al Secolo XIX) conferma un’immaginazione vivida mantenendo una scrittura sicura e avvincente.

Condivido. Mio gradimento ***/****

Claudio Paglieri (Genova, 26 settembre 1965) è autore di libri umoristici e di romanzi e come giornalista  scrive sul quotidiano ligure Il Secolo XIX. Ha vinto il Premio Bancarella Sport per il romanzo giallo Domenica Nera del 2005 e il Premio Nebbia Gialla per il romanzo L’enigma di Leonardo nel 2014.

La serie di romanzi gialli aventi per protagonista il commissario di polizia Marco Luciani, ambientata principalmente in Liguria, comprende:

  • Domenica nera, 2005
  • Il vicolo delle cause perse, 2007
  • La cacciatrice di teste, 2010
  • L’enigma di Leonardo, 2013
  • L’ultima cena del Commissario Luciani, 2014
  • Estate in giallo per il commissario Luciani, 2016
  • Delitto e rovescio, 2016

Tutti da Edizioni Piemme.

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[Libri] “La cliente sconosciuta” di Elda Lanza – Salani (2015, 238p.)

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Mi aveva allettato la presentazione dell’editore.

‘Ho bisogno di parlarle di una cosa seria’. Una voce di donna, al cellulare. Max Gilardi non conosce Lidia Morandi, ma è spaventata, così le promette che l’indomani sarà da lei. Non farà in tempo a parlarle: al suo arrivo Lidia è già morta, uccisa da sette coltellate nel suo stesso appartamento. Senza averla mai vista da viva, Gilardi sarà costretto a conoscerla tramite il suo passato, attraversato da grandi successi e uomini potenti, ma anche da tragedie crudeli e inspiegabili. Tra vicini impiccioni, architetti sfuggenti e giovani donne belle e misteriose, il caso si snoda tra colpi di scena, intrighi di quartiere e confessioni. E ancora una volta, sarà la sua Napoli il teatro delle indagini.

La cliente sconosciuta inaugura una nuova serie di romanzi dal respiro più serrato, che raccontano alcuni casi risolti con straordinaria intuizione, competenza e impegno professionale da Max Gilardi, personaggio già amato da un vasto pubblico di lettori. Di scena esclusivamente vicende in cui episodi tratti dalla cronaca si intrecciano con la fantasia, il gusto e la scrittura avvolgente di Elda Lanza

Sarà….. ma personalmente ho trovato poco accattivanti e senza spunti di particolare simpatia i vari personaggi, con una trama di tipo classico poco realistica nonostante le promesse dell’autrice, che precisa “Io racconto storie che potrebbero essere vere”. Della “sua Napoli” poi non c’è proprio nulla e anche il finale appare frettoloso, con un tocco da libro Cuore che mi è sembrato fuori luogo.

Da due a tre stelline (**/***), in sintesi,  il mio gradimento.

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E’ questo il quinto di sei romanzi di Elda Lanza (Milano, 1924) giornalista, scrittrice ed esperta di comunicazione, nota al grande pubblico come prima presentatrice della televisione italiana, con protagonista Max Gilardi. Questi i sei titoli sinora pubblicati: Niente lacrime per la signorina Olga (Salani 2012), Il matto affogato (Salani 2013), Il venditore di cappelli (Salani 2014), La bambina che non sapeva piangere (Salani 2015)  La cliente sconosciuta (Salani 2015), Uno stupido errore (Salani, 2016)

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[Libri] “Succede” di Sofia Viscardi – Mondadori (Maggio 2016, 286 p.)

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“A questa età non lo decidi, succede. Non lo programmi, non sai quando. Arriva e basta”

A me è piaciuto un sacco, nonostante che non io abbia più l’età per questo genere di letteratura. O forse perché un po’ di quell’età  resta per sempre in tutti noi.

“Succede” racconta col linguaggio degli adolescenti la vita di un’adolescente, Margherita (Meg), e la racconta con la penna di Sofia Viscardi, diciott’anni, al suo romanzo d’esordio.

Margherita, è timida, goffa, insicura. Fa fatica a relazionarsi con gli altri, non le piace attirare l’attenzione. Ha i capelli ricci sempre arruffati, non ha mai tempo, perché è sempre in ritardo con la vita.

Insomma, Margherita è un “casino”. Tom dirà di lei:

«Sei un casino. È difficile non odiarti per via di tutti i problemi inutili che ti fai per ogni cosa. Non ti piaci mai, ti lamenti di non essere perfetta. E sì, non sei perfetta, ma esiste la perfezione? Ti lagni continuamente per via dei tuoi difetti, sei insicura, lunatica, un totale controsenso, sempre. Ma sei anche la ragazza più fragile e premurosa che io conosca. Ti nascondi dietro a stupide bugie, fingi di essere stronza, ma non lo sei. Sostieni  odiare le smancerie e poi piangi la notte davanti ai film d’amore. Il tuo muro è quasi impossibile da abbattere [..]».

Il romanzo si sviluppa sullo sfondo della Milano contemporanea, fatta di bar e localini, le avventure eroicomiche a scuola e i primi baci: il diario delle emozioni, di amori e di paure, di verifiche scolastiche e sentimentali. C’è anche la famiglia, con un padre ambientalista che non usa la macchina né lo shampoo e tira la cinghia sul riscaldamento. E una madre severa, implacabile sui ritardi, ma sempre presente nei momenti difficili.

Un libro – dice la presentazione – come un bacio lungo un giorno e una notte [..] Un libro come la prima vera lettera d’amore.

Ben scritto, letto tutto d’un fiato.

Mio gradimento quattro belle stelline (****), nonostante un finale forse un po’ troppo “a sensazione”, non del tutto necessario per spiegare le paure, le incertezze e le angosce della piccola grande Meg.

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Sofia Viscardi, 11 maggio 1998, vive a Milano e da due anni condivide, come youtubber, parte della sua vita sul web.

E’ stato annunciato che dal libro ne trarranno un film.

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[Libri] “Il caffè sospeso” di Luciano De Crescenzo – Mondadori (2009, 200 p.)

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Gustosissimo.

E’ “Il caffè sospeso” di Luciano De Crescenzo (Napoli, 20 Agosto 1928): una raccolta di articoli, citazioni e considerazioni dove – avverte l’autore – alcuni dei capitoli sono il frutto della rielaborazione di articoli già pubblicati su quotidiani e periodici.

Questa la presentazione dell’editore.

La saggezza spesso si nasconde nelle cose comuni, quotidiane. E gustose, come un caffè. Quella sul caffè sospeso è una delle chicche di pensiero raccolte in questo libro, fatto di aneddoti, riflessioni, parabole e altri pezzetti di vita di tutti i giorni che si trasformano, grazie al magico tocco di Luciano De Crescenzo, in solletico per il cervello. D’altra parte De Crescenzo è un maestro indiscutibile nell’arte di mescolare alto e basso, nel mostrarci la filosofia anche nei posti in cui non avevamo mai pensato che fosse. E mentre ci stordiscono conversazioni immaginarie e immaginifiche fra Empedocle, Aristotele, Galileo, Newton ed Einstein, capita di interrogarsi sui calendari – da quello di Gregorio XIII a quello di Sabrina Ferilli –, sul Grande Fratello secondo la prospettiva di zia Carmela, sull’omosessualità da Socrate a Storace.

Il caffè sospeso è un libro ricco e gustoso, un concentrato di spunti per ridere e pensare. Tutto condito sempre dall’ironia, come una giusta quantità di zucchero da mettere nel caffè per renderlo ancora più godibile.

Non amo, in generale, i libri che sono una raccolta di articoli e  aneddoti, ma questo fa assolutamente eccezione.

Così inizia il primo capitolo, che fa da premessa al libro:

A Napoli, una volta, c’era una bella abitudine: quando una persona stava su di giri e prendeva un caffè al bar, invece di uno ne pagava due. Il secondo lo riservava al cliente che veniva subito dopo. Detto con altre parole, era un caffè offerto all’umanità. Poi, di tanto in tanto, c’era qualcuno che si affacciava alla porta del bar e chiedeva se c’era un “sospeso”. Tutto questo era dovuto al fatto che erano più i clienti poveri che quelli ricchi. Oggi purtroppo non solo non esiste più chi paga un “sospeso” ma nemmeno chi è disposto ad accettarlo. Un giorno ho conosciuto un brav’uomo, bisognoso di fare amicizie, che di “sospesi” ne pagava addirittura cinque.

Che così conclude:

Questi capitoli che seguono sono come piccoli sorsi di caffè napoletano: brevi, gustosi, ma capaci di salire nelle vicinanze del cervello e fargli un po’ di sano solletico

Mio gradimento quattro stelline belle piene (****); c’è riuscito: il solletico me l’ha proprio fatto!

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“Carlo Arduino, Investigatore Privato ” di Giovanni Cravero – Ed. ilmiolibro self publishing  (2014, 268 p.)

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E’ un giallo di tipo classico però piuttosto fantasioso, poco verosimile e quindi poco credibile, ma di grande simpatia.

“Carlo Arduino, Investigatore privato” è il primo volume di una serie autoprodotta che ha come protagonista un bizzarro e sfigato investigatore privato della Torino dei giorni nostri. Ex carabiniere, cacciato dall’Arma, Carlo Arduino si occupa di casi minori, ma qui, nel corso di un banale pedinamento, s’imbatte casualmente in un caso più grosso di lui . Ne verrà a capo grazie anche ad uno strambo personaggio, Nicola Wildfield, psichicamente instabile ma dotato di grande intelligenza e intuitività.

Il racconto si snoda con l’alternanza di due voci narranti, quella esterna e quella del protagonista, e ricorre spesso a battute e citazioni tipiche del dialetto popolare piemontese. La lettura è scorrevole e accattivante e il libro si fa leggere tutto d’un fiato.

Mio gradimento tre stelline (***)

Giovanni Cravero dice di sé: “Nato a Murello in provincia di Cuneo, ho vissuto tutta le vita a Racconigi dove dimoro tuttora. Ho frequentato il liceo classico e Scienze Naturali a Torino. Ho suonato la batteria da professionista per 6 anni tra il 1976 e il 1982, e ora invece recito in una compagnia teatrale dialettale. Per lavoro sviluppo programmi per installatori di apri cancello e il mio hobby è imparare tutto ciò che posso. Prima di lanciarmi nella scrittura di un romanzo giallo, ho scritto sei commedie comiche in dialetto piemontese dal 2000 ad oggi. La prima commedia si intitola “La Rapina” ed ancora oggi va in onda, periodicamente su Telecupole. nel mese di novembre 2013 ha raggiunto le 115 repliche solo con la nostra compagnia”.

Fanno parte della serie il secondo volume “Carlo Arduino e il professionista” (2015) e il terzo “Carlo Arduino – Delitto a São Tomé” (2016)

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Carinissima la serie e lei è strepitosa.

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Non mi occupo quasi mai di programmi televisivi, ma questo lo voglio proprio segnalare.

La serie è la fiction “L’allieva”, trasmessa da RAI1 e ispirata ai romanzi di Alessia Gazzola (dei quali ho di volta in volta trattato su questo blog)

Lei è l’attrice Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi, la deliziosa protagonista dei romanzi sino ad ora pubblicati.

Sono thriller con prevalenza dei temi rosa rispetto a quelli gialli e in tv la prevalenza diventa netta, ma  godibilissima.

Da non perdere per gli amanti del genere, ma anche per chi desidera passare una serata in pieno relax.

Sono già andate in onda le prime quattro puntate, la prossima è prevista per lunedì 24 ottobre alle 21:15 su RAI 1, ma le puntate precedenti sono tutte visibili e scaricabili, previa registrazione gratuita, su Rai Replay (LINK). 

Buona visione.

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E io non mi arrendo !

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Sembra proprio dire così questo povero albero che rimette i suoi getti dalla base.

Torino, Parco del Meisino, 18 Ottobre 2016

 

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[Libri] “Il domatore di leoni” di Camilla Läckberg – Marsilio (Settembre 2016, 468 p.)

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E’ proprio brava la Läckberg. Ti prende alla gola dalla prima pagina e non ti molla più fino all’ultima. E poi ancora.

Questa la presentazione dell’editore de “Il domatore di leoni“:

L’inverno è particolarmente gelido, e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte, i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio solo un ricordo. Mentre l’intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un’auto la investe, uccidendola. All’arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un’inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento?

Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un’oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che ha generato e sostenuto negli anni una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un’apparente normalità.

Che dire? Il livello è assolutamente quello dei precedenti. La vicenda gialla, questa volta più cruda e violenta, si intreccia come al solito con le storie personali dei vari personaggi che abbiamo imparato a conoscere ed amare e ritrovarli è un po’ come ritornare in famiglia.

Non si può perdere: quattro stelline (****) belle piene.

CAMILLA LÄCKBERG (1974) è l’autrice della serie di Erica Falck e Patrik Hedström, pubblicata in più di cinquanta paesi con oltre quindici milioni di copie vendute nel mondo. Sono nel catalogo Marsilio La principessa di ghiaccio (2010), Il predicatore (2010), Lo scalpellino (2011), L’uccello del malaugurio (2012), Il bambino segreto (2013), La sirena (2014), Il guardiano del faro (2014), Il segreto degli angeli (2015) e Tempesta di neve e profumo di mandorle (2015), tutti commentati su questo blog.

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[Libri] “Il gioco del male” di Angela Marsons – Newton Compton (2016 , 384 pagine)

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“Il gioco del male” è il secondo thriller di Angela Marsons con protagonista Kim Stone.

Lo ha preceduto “Urla nel silenzio”, che ho commentato con questo post.

Qui il tema di fondo è lo scontro psicologico tra Kim, un’integerrima ispettrice di polizia con un vissuto problematico, e un’affermata psichiatra, Alexandra Thorne, che però è, di fatto, un soggetto sociopatico,  privo di empatia per il prossimo, incapace di provare rimorso, preda del suo totale distacco emotivo,  che manipola la mente dei propri pazienti e li spinge a commettere crimini orrendi.

Per interrompere la catena di crimini, Kim pensa di dover entrare nella mente della psichiatra ma rischia a sua volte di rimanerne succube. «Non hai nessuna possibilità di vincere» le dirà Ted, uno psicchiatra amico. «Sarebbe una mossa avventata per chiunque, ma per te addirittura suicida. Non hai gli strumenti per affrontare questa donna, Kim, e non posso appoggiare il tuo piano […] Se è vero che conosce il tuo passato, potrebbe utilizzare quelle informazioni contro di te. E sarebbe pericoloso persino se si trattasse di un passato con cui sei venuta a patti. Quindi, in risposta alla tua domanda, il consiglio che darei a chiunque è: scappa e non voltarti indietro. A te dico: corri come il vento».

Il thriller è ad alto grado di tensione e la lettura avvincente e ricca di suspense. Mi ha solo lasciato un po’ perplesso il ricorso ad un improbabile finale d’azione in un contesto tutto giocato il punta di fioretto tra le due contendenti.

Mio gradimento tra le tre e le quattro stelline (***/****).

Angela Marsons ha debuttato nel thriller con Urla nel silenzio arrivando a vendere un milione e mezzo di copie nel mondo. In Italia è arrivato ai primi posti delle classifiche. Urla nel silenzio è il primo, fortunato capitolo della serie che vede protagonista la detective Kim Stone, che prosegue con Il gioco del male. Angela vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller.

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