L’accordo FIAT – CHRYSLER

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Non credo che si sia dato il giusto valore alla notizia dell’accordo FIAT-CHRYSLER.

Le valenze di questo accordo vanno molto al di là delle pur importantissime potenzialità di prodotto/mercato che si aprono al nuovo Gruppo. Con 240.000 dipendenti produrrà 4,7 milioni di auto l’anno e sarà il quinto Gruppo al mondo con 10 mila punti vendita in ogni continente e marchi quali Chrysler, Jeep, Dodge, Fiat, Abarth, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati, Iveco ed altri minori ancora.

Le valenze sono quelle che derivano dall’orgoglio di essere riusciti a fare questo miracolo in un Paese che, per anni, ha fatto di tutto per distruggere l’economia e l’industria, alla luce della più bieca demagogia rivolta solo alla caccia dei voti elettorali, a scapito dei programmi di investimento e di ricerca.

In un paese malato di miopia, dove si è continuato a comprare prodotti d’importazione per puro spirito di esterofilia ed esibizionismo, e che non ha visto quanto così si sia sottratto all’economia nazionale.

In un Paese dominato dal facile giustizialismo a fini politici e dalle manifestazioni di piazza contro tutto e contro tutti.

In un Paese oppresso dalla burocrazia e dall’inefficienza della cosa pubblica. Penso allo sfacelo di tante aziende di Stato da ultimo all’Alitalia…..Always Late In Taking off, Always Late In Arrival.

Già.. !!! Anche FIAT si era meritata il suo bravo acronimo: Fix It Again Tom.!!!! Ma erano altri tempi in un altro mercato: quello delle millecento, commercializzate senza provvedere ad un adeguata rete post vendita, in un mercato che viaggiava in Buick, Cadillac, Oldsmobile etc.

Godiamoci ora questo Barak Obama che dichiara: «Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat è l’unica possibilità di salvezza, ….Fiat ha già trasferito la nuova tecnologia a Chrysler»

Barak Obama, Presidente degli Stati Uniti, non l’ultimo degli spazzini del porto.

La “tecnologia”, signori!

Sì, la tecnologia, proprio quella cosa che serve per costruire le automobili.

Forza spiriti maligni, non applaudite, arrotate i ferri per i primi errori che verranno, criticate pure ancora anche adesso! Avanti con le frasi ad effetto, la disinformazione e il pressapochismo. Gli argomenti non vi mancheranno di certo, perché la strada è certamente ancora lunga e difficile. Non mancheranno le difficoltà, non mancheranno i problemi: non è questo il lieto fine di una storia , è l’inizio di una strada ancora ricca di alti e bassi, di lacrime e sangue.

Ma sono certo che gli uomini, che in questi anni hanno saputo apparire così poco e lavorare così tanto, sapranno ancora una volta trovare le soluzioni migliori e darci le giuste lezioni di umiltà.

——

Sul mio sito: http://frz40.jimdo.com / trovate anche:

– La notizia

– Il comunicato stampa

– Un articolo di V.Borgomeo (La Repubblica) Le possibili strategie di modelli e fabbriche

– I dati di produzione dei Costruttori Mondiali di Autoveicoli

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5 risposte a L’accordo FIAT – CHRYSLER

  1. marisamoles ha detto:

    Caro frz,

    lodo il tuo impegno nell’affrontare un argomento non facile e piuttosto tecnico. Condivido molti punti del tuo pensiero ma non sono all’altezza di giudicare perché il mio mondo è molto lontano da quello delle partnership economiche. Posso solo dire che anch’io, come tanti italiani ingrati, ho preferito acquistare un prodotto d’importazione snobbando quelli nostrani. Ti spiego il perché: ho acquisato un’automobile coreana, una piccola ma spaziosa utilitaria (sembra un ossimoro ma non lo è!) perché pagandola 3000 euro in meno di una FIAT modello base ho potuto avere DI SERIE tutto ciò che la FIAT includeva fra gli OPTIONAL. Visto che sono una “povera” insegnante, non potevo permettermi di buttare 3000 euro fuori dalla finestra … anzi, pardon, dal finestrino (magari senza alzacristalli elettrici!).

    Ciao ciao. 😀

    • frz40 ha detto:

      Non sei la sola ad aver fatto quella scelta e ti auguro che i 3.000 euro di differenza siano frutto di un effettivo confronto “mele con mele”, tenuto anche conto dell’eventuale prezzo di realizzo.

      Sono contento che tu ti senta soddisfatta dell’acquisto e, in ogni caso, ben venga la concorrenza che è l’unico vero grande stimolo a migliorare.

      Il mio pezzo non è certo per dire “buy italian” ad ogni costo (e vale non solo per l’auto) ma solo un invito a non lasciarsi trascinare dalle mode e dagli stereotipi del momento.

      Sono contento, peraltro, che tu condivida “molti punti” del mio pensiero che, ne sono certo, a molti altri può anche dar fastidio.

      Un abbraccio

  2. marisamoles ha detto:

    Prima di acquistare la nuova auto, un anno e mezzo fa, avevo una FIAT UNO del 1985 (!), comprata di seconda mano, ma praticamente mai usata, e tenuta per 15 anni.

    Come puoi pensare che io sia interessata a VALUTARE IL PREZZO DI REALIZZO?!? 😦

  3. frz40 ha detto:

    Il prezo di realizzo che consideravo è quello che sarà della vettura che hai acquistato. Se la terrai per 20 anni è un’invariante.

    Goditela.

    🙂

  4. marisamoles ha detto:

    Ecco, appunto, è quello che intendevo!
    🙂

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