Due Euro per un sogno “da pirla”

superenalotto-come-si-gioca-scheda-per-giocare

Ancora nessun 6 nell’estrazione di ieri sera, la numero 99 di quest’anno.

Il jackpot, quindi, aumenta ancora e arriverà a sfiorare i 150 milioni di Euro.

Il 6 manca ormai da 85 concorsi, cioè da oltre 6 mesi e mezzo: l’ultima volta che è uscito risale al 31 gennaio 2009.

Dal 1 gennaio 2009 gli italiani hanno speso per il Superenalotto poco meno di 1,900 milioni di euro e l’Erario ne ha incassati circa 1.000 milioni

Un ottimo affare, dunque. Sì ma per l’erario che ha trattenuto per sé il 53,6% delle giocate; l’ 8,0% (circa 160 mil di €) è andato ai punti vendita e il 3,7% (circa 70 mil €) alla Sisal.

Solo il 34,6% è andato al montepremi destinato ai giocatori. Di questo, il 6,9% ha gradualmente formato l’attuale Jackpot per il “sei”, e il rimanente 27.7% è stato utilizzato per i premi delle altre categorie.

Un gioco iniquo, dunque, dato che solo un terzo circa delle somme giocate ha concorso a costituire il montepremi, rendendo le vincite non proporzionali alle probabilità di successo.

Mi spiego. Queste sono le probabilità:
– una probabilità su 327 di fare tre
– una probabilità su 11.907 di fare quattro
– una probabilità su 1.232.346 di fare cinque
– una probabilità su 103.769.105 di fare cinque + 1*
– una probabilità su 622.614.630 di fare sei.

Nelle ultime tre settimane i “4” hanno fruttato un vincita media di circa 600 volte la posta, contro una loro probabilità che è di 1 su 11.906; i “5” hanno fruttato un vincita media di circa 75.000 volte la posta, contro una loro probabilità che è di 1 su 1.235.346. Dati analoghi si possono ricavare per tutte le combinazioni vincenti, con la conclusione, quindi, che lo Stato paga solo dal 5 al 10% di quel che dovrebbe ai vincitori sulla base di un gioco equo.

Per il bene amato “sei” in questo momento il discorso è un po’ diverso: i 50 centesimi giocati sulla sestina vincente frutteranno all’unico vincitore, per effetto delle mancate vincite delle precedenti 85 settimane che sono andate a costituire il Jackpot, un premio di 150 milioni di Euro, . E’ già molto, anche se è ancora meno della metà di quel che dovrebbe e, comunque, se le sestine vincenti saranno più di una, i vincitori si dovranno spartire tra di loro il montepemi.

Tuttavia i 150 milioni di Euro in palio sono uno straordinario specchietto per le allodole e, come spesso avviene, l’aumento progressivo del superpremio ha determinato un progressivo aumento delle giocate e gli scommettitori.

Attualmente vengono giocate oltre 100 milioni di combinazioni ad ogni concorso, e poiché la probabilità di un “sei” è di 1 ogni 622,6 milioni di combinazioni, è possiibile che questo venga presto realizzato.

Mi auguro che succeda già oggi. Me lo auguro soprattutto per i poveri vechietti e per i quanti come loro che fanno fatica a sbarcare il lunario ma non rinunciano a far la fila ai botteghini.

Quando nel neonato Regno d’Italia fu legalizzato il gioco del lotto, Camillo Benso conte di Cavour pare che l’avesse battezzato come la “ tassa per i pirla “ (che detta nella sua lingua, il piemontese, suona , per chi lo conosce, ancora più crudamente); venne poi più comunemente detta come la “tassa sui poveri” e, più romanticamente, la “tassa sulla speranza”.

Ma Cavour aveva ragione; “tassa sui pirla” è proprio la definizione giusta.

Mi riferisco a tutti coloro che mettono in gioco somme importanti, e pare che siano molti, senza rendersi conto di quanto il Lotto e, ancor più il Superenalotto siano iniqui.

Un paio d’Euro possono essere il giusto prezzo per comprare un sogno di qualche ora, ma non dimentichiamo che la sestina si azzecca solo una volta ogni 622.614.630, che il 5+1 si azzecca solo una volta su 103.769.105, e che per le altre combinazioni vincenti lo Stato non vi riconosce nemmeno un decimo di quanto dovrebbe.

Auguri a tutti.

Questa voce è stata pubblicata in Lotto, Superenalotto, Win for life, Slot Machies e altri giochi iniqui e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Due Euro per un sogno “da pirla”

  1. elisabetta ha detto:

    Caro frz,
    ho letto il tuo articolo sul Superenalotto.
    Confesso che tutti quei numeri, quelle cifre, quelle percentuali mi hanno fatto girare la testa e sono sicura che i dati che hai citato sono risultati di studi esatti e non confutabili.
    Sono convinta come te che lo Stato sia veramente l’unico (insieme al fantomatico vero vincitore) ad avere enorme interesse per questo fenomeno di massa.
    Confesso che almeno un paio di volte la settimana tento anch’io la fortuna con una giocata di 2.50 o massimo 5 euro per volta e, anche se già so in partenza che sono soldi buttati via, mi piace provare, ogni volta che controllo i numeri vincenti, quell’emozione e quella speranza che poi so di poter rinnovare con la giocata successiva.
    Camillo Benso Conte di Cavour con quel termine “tassa sui pirla” ha emesso un giudizio troppo severo riguardo a coloro che si giocavano poche lire con la speranza di poter alzare un po’ di più lo sguardo sopra le loro quotidiane possibilità economiche. Preferisco l’ultimo termine che hai citato “tassa sulla speranza”, la trovo oltre che più gentile anche più appropriata.
    Il gioco comunque procura in chi lo pratica una emozione per alcuni paragonabile quasi ad un amplesso…. Guarda i volti dei giocatori attorno al tavolo della roulette o seduti davanti al banco di chemin de fer o altri giochi del casinò…. Sono volti sempre tesi che nascondono sentimenti interni ed emozioni che procurano notevoli scariche di andrenalina pura.
    Ma tornando al gioco in questione, sono d’accordo con te che in questi ultimi anni la corsa alle vincite del Lotto e più recentemente quelle del Superenalotto, sono notevolmente aumentate… e ciò è in correlazione con l’aumento di maggiori problemi economici degli italiani. C’è in tutti
    la speranza che tali problemi possano essere risolti con la fortuna, anche se poi a volte presi dall’entusiasmo o dalla malattia del gioco, ciò peggiora ancora di più tali problemi.
    C’è gente che con il gioco del lotto si è mangiato una fortuna, ma di questo lo Stato non se ne cura, come del resto fa per altri vizi come ponendo i divieti di fumo e poi vendendo egli stesso le sigarette ai fumatori… e così fa con il gioco… Lui, ci guadagna sempre e sempre alle spalle di chi (me compresa) ci casca….
    Ma quando diciamo “lo stato” a chi ci riferiamo????
    Ad un politico? Ad un partito? Ad una istituzione? Insomma a chi?
    Certo, ad un sistema…. Ma come, chi, quando e soprattutto A chi, inviare il nostro disappunto, le nostre critiche, il nostro desiderio che il sistema cambi sistema?
    Siamo troppo piccoli, troppo in basso, troppo afoni per elevare le nostre proteste così in alto.
    Intanto continuiamo questo carosello di giochi che anche se di “fortuna tassata” (oramai paghiamo tasse su tutto, perché non anche sulla fortuna?) riescono ancora a farci un po’ sognare.
    Si sogna così poco oramai!!!!!
    Bravo Franco, hai fatto davvero un bel pezzo. Sei diventato un VERO giornalista….
    eli

    • frz40 ha detto:

      No, non un vero giornalista, solo uno che ama le verità. O, almeno, quelle che crede che siano le verità.

      Il gioco è una brutta bestia, Eli. C’è troppa gente che si è rovinata dietro un tavolo del Casinò, su un tavolo da poker, al lotto, e adesso butta via troppi soldi per rincorrere il Superenalotto. Che dire a costoro se non “pirla”?

      Bastava conoscere le probabilità favorevoli e quelle contrarie prima di rovinarsi, ed usare la testa.

      Non è certo, con questo che voglio criticare chi vuol comprare l’illusione di qualche ora con un paio di monete. Ma quelli che giocano forte, sì. Pirla, pirla e ancora una volta pirla.

      E ancora una cosa: mi da un gran fastidio che sia proprio lo Stato, con governi di tutti i colori, bianco, rosso, nero, azzurro o multicolor , a rubare i soldi ai poveri e ai pensionati che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

  2. elisabetta ha detto:

    Caro frz
    Finalmente questo 6 del superenalotto è stato azzeccato e pare proprio con una giocata da 2 euro…
    Così è finita la folle rincorsa degli italiani, anche se da martedì, nonostante il premio non sarà più così astronomico, chi è abituato a giocare giocherà lo stesso…
    Poco fa alla TV hanno dato consigli al vincitore come spendere i 147 milioni di euro vinti… si va da ville favolose (fino a 80 milioni) ad auto prestigiose, a opere d’arte di grosso calibro…. Ma nessuno da consigli di come invece poterli conservare questi 147 milioni o meglio come investirli…
    Ti giuro che perderei la testa anche per molto meno… ma, tanto per conoscere il tuo parere, che reputo intelligente e anche competente…. E nel caso che il prossimo 6 lo dovessi fare io J cosa mi consiglieresti tu di fare? Iniziando intanto dal momento che uno vince… che si fa? Come ritirare il premio senza che nessuno ne venga a conoscenza? E poi Come investire????
    Sono domande sciocche lo so, ma davvero se mi trovassi nei panni del vincitore di questo ultimo 6, avrei qualche problema, anche se sembra una eresia dirlo….
    Grazie
    eli

    • frz40 ha detto:

      Finalmente, sì !!!

      E pare che sia una giocata da due soli Euro. Mi piace che sia così. Spendere tanti quattrini voleva dire acquistare frazioni bassissime di maggior probabilità e pagare tanto in più della famosa tassa.

      Adesso incominciano i problemi per il vincitore. Le grosse vincite, di solito creano grossi traumi; speriamo che per lui non sia così.

      Ritirare il premio è il minore dei problemi. Si dà incarico ad una banca, che esegue l’operazione con la massima riservatezza.

      Poi devi pensare alla tua sicurezza personale, nel caso che si sia venuto a sapere che sei tu il “fortunato”. Fai gola a molti. L’errore più grande crdo che sia proprio quelllo di far sapere che hai vinto tu. Se così fosse io cambierei città e forse anche Paese.

      Come investire? Mi preoccuperei di più di come “non investire” .

      Comunque: una bella casa, una seconda casa da qualche parte al mare, lidem per i miei figli, il tutto senza strafare. Il lusso costa doppio a chi non lo sa gestire, e si svaluta in un batter d’occhio.

      Per il resto mi affiderei a qualche esperto serio, mai a consulenti finanziari impovvisati che ti promettono guadagni extra, e comunque diversificherei molto sia gli investimenti sia le mani alle quali affido i miei quattrini.

      Il lavoro? Lo manterrei, se mi piaceva. Altrimenti ne ne starei a guardare il mondo. Ma che palle !!

      Niente auto di gran lusso, niente quadri famosi o altre opere d’arte, nessuna iniziativa in campi che non conosco.

      Insomma, una vita normale. Almeno per una decina d’anni, poi ne riparleremo.

      Cavalli da corsa si nasce, non ci si diventa. E’ più facile diventar barboni.

      Auguri al fortunato.

  3. Marins ha detto:

    Ma vediamo il tutto dal punto di vista dello Stato.

    I miei cittadini non pagano le tasse, evadono, si fanno pagare rendite che non gli spettano, mi derubano ed usano i beni demaniali ed io ho bisogno di entrate e allora? quale migliore soluzione (non violenta) se non la ‘tassa sui pirla’

    [In effetti in piemontese è molto più cruda come dici tu ma direi addirittura che porta disprezzo verso i ‘pirla’]

    Io, Stato, tengo il banco, mico lo lascio alla malavita o ai privati
    e decido di quanto ridurre le vincite (sia Lotto che Superenalotto e altro)

    Chi tiene il banco è un professionista, vedi i vecchi Casinò e le neonate agenzie di scommesse [in Italia hanno dovuto cambiare la legge per consentire la nascita di questo business]
    Chi tiene il banco non è lì per perdere ma per guadagnare:non ti regalo un sogno senza fartelo pagare.

    Questo gli italiani non lo sanno o fanno finta di non saperlo perchè in fondo sognare è nella natura dell’uomo

    Che fare per i casi patologici dei giocatori zombi (li vedo in agenzia fissare i monitor delle corse ippiche) o di quelli che si giocano una fortuna ?
    Per gli uomini: una sana terapia sessuale, se proprio devi dipendere da qualcosa che sia almeno in linea con l’esempio che arriva dall’alto
    Per le donne: una sana immersione nei social network dove chiacchierare con il mondo intero ed impiegare così il tempo libero

    Sono un po’ estremo forse ma sono pronto ad accogliere suggerimenti alternativi

    Saluti a tutti
    Marins

  4. frz40 ha detto:

    Non capisco perchè la sana terapia sessuale non vada bene anche per le femminuccce 🙂 ma va bene così

    Saluti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...