Grazie Mike.

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Mike: il ricordo di un mito, sì, ma soprattutto il ricordo di una persona seria, un professionista innamorato del proprio lavoro, un uomo che si è anche sempre saputo godere la vita. Ogni volta con grande entusiasmo e con nulla lasciato al caso, nemmeno in occasione delle sue famose gaffes. “Signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello!”. Chi non la ricorda? Sono certo che gli è venuta per caso, ma non ha fatto, allora, nulla per trattenerla. Questa come tante altre.

Mi piace ricordarlo negli spot pubblicitari; da ultimo la serie con Fiorello per Infostrada, ma anche molto prima, con quelli sulla cima del Cervino, con il braccio teso in alto a mostrare la bottiglia di grappa con lo slogan “ E concludendo: sempre più in alto con Grappa Bocchino sigillo nero”. Lo avevano calato lassù da un elicottero, ma ci piaceva pensare che ci fosse salito sa solo.

Mi piace ricordarlo come gentleman driver nelle corse di trotto a Milano. Vinceva poco, ma sfidava un nuovo mondo.

Soprattutto mi piace ricordarlo ai tempi di “Lascia o raddoppia?”. Allora, con lui, è nata veramente la tv.

Erano gli anni 1956-1959. Le tv era apparsa da poco in Italia (1954) con un solo canale di stato, in bianco e nero. Si diffondeva a fatica e fu proprio Mike Bongorno, con “Lascia o Raddoppia?”, a traformarla in un boom, in un fenomeno di massa.

Le caratteristiche della trasmissione le trovate qui (link) ma il nome stesso dice quasi tutto. La vincita massima per i concorrenti era di 5 milioni di lire, un premio importante per quei tempi, valutabile attorno ai 100.000€ di oggi.

La gente non era abituata a queste vincite e si incollava alla tv nei giorni di trasmissione.

Avevo un nonno che abitava in un paesino di campagna di mille anime nella pianura assolata introno a Casale Monferrato. Era un uomo di pochissime parole, molto ambizioso. Fin dall’ apparire della tv aveva voluto un apparecchio per sé. Viveva solo, ma la sera alcuni i vicini lo venivano a trovare per guardare insieme il tg e commentare i fatti del giorno. Poi, dopo Carosello, tutti a nanna, perché i lavori di campagna richiedevano, il mattino dopo, di alzarsi dal letto col cantar del gallo. Bastavano poche sedie intorno al tavolo e tutto finiva lì. Con l’arrivo di Mike, apriti cielo. Arrivavano gli amici degli amici, i parenti dei parenti e le sedie non bastavano più; solo posti in piedi !!! E tutti a guardare la TV fino all’ultima buonanotte. Rideva mentre me lo raccontava.

Nelle città era la stessa cosa. Nei palazzi tutti si concentravano negli appartamenti di quei pochi che possedevano un televisore; all’ora canonica era tutto un viavai per le scale e nessuno si perdeva le battute dl buon Mike, il sorriso, solo quello, senza parole, delle vallette, e le gocce di sudore che imperlavano la fronte dei concorrenti nella cabina, alle prese col domandone finale, una vera tortura.

Per le strade era un deserto.I locali pubblici erano semivuoti. Molti bar si attrezzarono con la TV. Fu necessario spostare dal Sabato sera al Giovedì la trasmissione per venire incontro alle esigenze dei gestori.

Ricordo che le sale cinematografiche si attrezzarono per proiettare sul grande schermo la trasmissione prima dell’ultimo film. Erano i miei diciott’anni. Al cinema ci andavamo tutti, con la ragazza, in galleria, soprattutto per ‘limonare’ anche un po’…(che bello!)., ma durante Lascia o Raddoppia, niente carezze e niente baci, E guai se qualcuno se lo permetteva.

Così eran quei tempi, così è stato.

Grazie Mike.

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6 risposte a Grazie Mike.

  1. elisabetta ha detto:

    Bravo Franco, un bel post per ricordare il nostro Mike nazionale….

    Ricordo bene anch’io quegli anni che tu hai così ben descritto e nel rievocarli mi vengono le lacrime agli occhi, come sempre succede quando si torna ai tempi della giovinezza, ma non solo per quello: quei ricordi sono anche legati ai sentimenti di entusiasmo per quel nuovo strumento di comunicazione che era la TV.

    Tutto allora ci sembrava bello e anche il semplice “carosello” era atteso e guardato con interesse.

    Siiiiii bei tempi, si viveva bene anche senza “veline” , senza “isola dei famosi”, senza “il grande fratello”…..

    Mi unisco anch’io al tuo “grazie Mike” : stavolta sei salito “più in alto” del Cervino e di lassù il tuo ultimo saluto sarà certamente: “Allegria!!!!!”

    eli

  2. Lou ha detto:

    Bellissimo articolo, pà. Grazie.
    Io non ho vissuto i tempi di Rischiatutto o Lascia o Raddoppia, ma Mike Bongiorno era anche per me il presentatore con la P maiuscola, quello che nelle cose che fa ci crede, con entusiasmo, con professionalità, e tanta passione.
    Intramontabile fra i grandi della TV…grazie Mike.

    • frz40 ha detto:

      In terza pagina su La Stampa di oggi trovi un articolo dal titolo “Il simbolo assoluto della mediocrità”. Riporta alcune parti di un pezzo del 1961 di Alberto Eco dal titolo “Fenomenologia Di Mike Bongiorno”.

      L’intero pezzo lo trovi a questo link

      Trascrivo di seguito le parti che riporta La Stampa:

      “Il caso più vistoso di riduzione del superman all’every man lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta uni ta (questa è l’unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o fin zione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.”

      Che devo aggiungerti? Due cose.

      La prima:troppo spesso l’ “intellighentia” ha il puzzo sotto il naso.

      La seconda: di medioocrità così ne vorrei tante.

      Un abbraccio.

      • marisamoles ha detto:

        Ops! è proprio il testo che ho riportato nel mio post su Mike. Ma ho anche scritto che non tutto quello che Eco dice è condivsibile e comunque non è offensivo. Un’analisi attenta e acuta, piuttosto. Datata 1961, bisogna aggiungere. Magari nel frattempo anche Eco ha cambiato idea. 🙂

      • frz40 ha detto:

        Invece sì, è offensivo.

        Lo è quando afferma che dal povero Mike “traspare una mediocrità assoluta” E lo afferma con quella puzza sotto il naso che è tipica degli intellettuali di un certo tipo, che attribuisce il successo altrui all’imbecillità di chi glielo ha fatto conseguire. Un orbo re, nel mondo dei ciechi, insomma.

        Per assurdo l’analisi che fa del personaggio è più che condivisibile. Mike era così come lo descrive . Ma andava bene così.

        Mike non era uomo di cultura e sbagliava pure i congiuntivi che mi son tanto cari, ma era un uomo che faceva il suo mestiere con grande serietà e passione. E questo trasmetteva al suo pubblico che lo amava.

        Io stimo molto chi fa un lavoro, qualunque esso sia, dal più umile al più nobile, con entusiasmo e semplicità.

        Scriva pure il “Il nome della rosa” chi lo sa scrivere e sturi le fogne chi le sa sturare.

        Si può essere mediocri nello scrivere un romanzo (non è il caso di Eco), si può essere mediocri nello sturare una fogna.

        Certo. Poteva piacere o non piacere, ma Mike non era un mediocre. E se alla fine degli anni cinquanta, con il suo “Lascia o Raddoppia?” ha avuto il successo che ha avuto non è per l’imbecillità delle masse.

        Diciamo che è stato il personaggio giusto, al momento giusto, col programma giusto. Ma nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna e lui l’ha avuta.

        Onore al merito.

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