Caliamo il briscolone. Tassiamo le escort

asian-escort
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Mi ha incuriosito questo articolo sul Corriere.it di oggi (link)

Londra: arriva la legge anti lap-dance

In realtà, non si tratta di proibire la lap-dance ma di sottoporne a giusta tassazione i proventi

Si legge: “La signora Harriet Harman, agguerrito ministro laburista con un curriculum di battaglie civili lungo parecchi chilometri, zitta-zitta, ha fatto un calcolo semplicissimo: qui a Londra chiudono i negozi per mancanza di clienti, arrancano le banche, partono i giovani e rampanti investitori ma crescono come funghi i locali del divertimento notturno. Perché? Tutti hanno stretto la cinghia ma l’industria del sesso pare che la recessione non l’abbia proprio avvertita. È bastato ordinare un controllino nei club e nei privé per scoprire che gli affari, specie nelle sale delle danze erotiche e di ciò che ne consegue, non vanno poi così male..
La Harman ha dichiarato guerra: chi desidera rincitrullirsi davanti a una ballerina di lap-dance è libero di farlo, se un professionista o un banchiere desidera tenersi buono il cliente offrendogli fantasie e illusioni notturne liberi pure loro di agire. Ma che paghino le imposte. Un minimo di decenza. [..] Si chiedevano prontuari per la cura della finanza allegra? Londra ha calato una simpatica briscolina.

Ma allora mi chiedo: perchè non caliamo anche noi un bel briscolone? Come? Tassando finalmente le prostitute, o almeno le escort!

Tutti i lavoratori autonomi pagano le tasse sulle loro entrate, vere o presunte.

E le “lavoratrici autonome” no?

Di escort ce ne sono di famosissime agli onori della cronaca, facilissime da rintracciare, così cone tante altre, qualche migliaio almeno: basta andare sui vari siti internet.

Più “entrate” di così. !!!

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13 risposte a Caliamo il briscolone. Tassiamo le escort

  1. elisabetta ha detto:

    Tassare le escort????

    Beh, sarebbe un’idea…. Com’è che nessun partito alla Camera ha fatto questa proposta? Eppure se ne studiano e propongono tante ogni giorno per incamerare nuove entrate…

    Ci sarebbe però un problema da risolvere.

    Come regolamentare questa attività???

    Con regolare fattura comprensiva di IVA o, come per i professionisti, con Marca da Bollo…?

    Con un sistema forfetario che stabilisca un tot mensile o annuale per le prestazioni????

    Con impegnativa medica che certifichi la necessità della prestazione (come avviene per le terapie mediche ambulatoriali)? E allora le prestatrici d’opera dovrebbero entrare nel Servizio Sanitario Nazionale (escort della mutua).

    Ma si, si può fare, o almeno ci si potrebbe pensare e non lo dico con ironia…..

    • frz40 ha detto:

      Come per i maestri di sci, tennis, golf etc. Col sistema forfettario senza necessità di rilasciare ricevuta.

      Perchè non lo fanno? Forse per l’incongruenza di dover riconoscere un’attività illegale. Ma non sarebbe, invece, un modo per combatterla?

      E anche per controllarla? Anche dal punto di vista dell’integrità sanitaria.

      Ma a molti piace far come gli struzzi. Nascondono la testa sotto la sabbia e il problema non esiste più. Anche se quel “mestiere” è il più antico del mondo.

  2. marisamoles ha detto:

    Caro frz,

    a Pordenone un comitato di prosttute da anni si batte perché la loro attività venga legalmente riconosciuta, anche attraverso il regolare pagamento delle tasse. La “lotta”, iniziata nel 1982, non ha avuto ancora degli esiti positvi. Perché? Posto che ognuno è libero di svolgere la professione che crede, perché ci indigniamo se il barista non batte lo scontrino del caffé o la parrucchiera non ci fa la ricevuta fiscale e non diamo la possibilità a queste “volenterose” di pagare le tasse? In questo modo anche lo Stato ci guadagnerebbe, no? Ma si dà il caso che a Roma ci sia il Vaticano … non aggiungo altro, ma lo puoi fare tu! 🙂

    Se vuoi, leggi qui: http://www.exclusion.net/images/pdf/92_bofal_ilmanifesto.pdf

  3. frz40 ha detto:

    Non sono un moralista e non ce l’ho con le poverette che per scelta o per costrzione esercitano questo antico mestiere.

    Ce l’ho invece con chi le costringe su un marciapiede e ancor più con certa stampa che le sbatte in prima pagina, col nome di escort, facendole quasi apparire come un nuovo modello di vita a cui ispirarsi “per pagare il mutuo” o per acquisire gloria e visibilità.

    Se “mestiere” è, che “mestiere” sia riconosciuto. E che paghi le imposte, come tutti i mestieri.

  4. tania ha detto:

    wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww
    wwww le escorttttttttttttttttttttttttttt!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. tania ha detto:

    e chiamale sceme!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. elisabetta ha detto:

    Pensavo, ma guarda cosa vado a pensare, che poi a me, che me frega?
    Ma tanto per completare i commenti a questo post, pensavo, e mi domandavo: se quelle signore o signorine che fanno quel mestiere o professione o “missione”, si chiamano prostitute, put…ne, troie o, più modernamente, escort, come si chiamano gli uomini che fanno lo stesso mestiere?
    Se ne parla meno, ma ce ne sono e sono in molti… la maggior parte travestiti da donna (quelli sono i trans) quelli invece che non sono trans ma proprio del tutto simili alle loro colleghe donne….?
    “Gigolot” … molto chic detto in francese… ma in italiano?
    Beh… vorrei proprio saperlo, tanto per curiosità…..
    Oggi è lunedì… un bel modo di iniziare la settimana… con un commento e una domanda stupidi, mi scusino i lettori….
    eli

    • frz40 ha detto:

      Mi hai fatto fare una ricerca di buon mattino !!! E ho scoperto che il termine francese è “gigolo”, senza t finale; quello italiano “gigolò”

      Ma guarda un po’ 🙂

      Comunque sia, tasse anche per quelli. (Su internet non mancano gli indirizzi).

      E per tutti/e libretti sanitari.

  7. Marins ha detto:

    Siamo come nel caso dell’imposta sui ‘pirla’ che da anni è passata, con buona pace di tutti.

    Un grosso business, entrate per il fisco sempre affamato e perchè non tassare le professioniste ?

    Altri paesi, Olanda e Germania, tassano già questo settore ed anche la puritana Inghilterra inizia a promuovere leggi in tal senso.

    L’Italia ?
    Abbiamo un problema … Houston, come ci ricorda Marisa

    Il governo ombra del nostro paese non è quello dell’opposizione ma è quello di Roma Vaticano

    Credo comunque che ci sia un margine di manovra: accordo segreto Stato Italiano – Santa Sede => non si spinge troppo per l’uso del preservativo (pochi spot in sostanza), si tranquillizza sull’ingegneria genetica (nessun provvedimento senza accordo della Chiesa) ma ok sulle EXCORT TAX (sia settore femminile che maschile)

    Naturalmente una legge simile richiede l’analisi di tutte le situazione oggi presenti, per introdurre controlli sulla “corretta esecuzione del business”

    In sostanza in ogni settore ci sono comportamenti criminali e anche qui sono da disciplinare

    Credo che ogni schieramento politico abbia nel cassetto una bozza simile…

    Marins

  8. Pingback: [Sdr] Oh yes, le escort sì! | Frz40's Blog

  9. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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