Gli sciacalli insegnano a scuola.

Caduti in Afghanistan

La notizia di fonte Adnkronos (link)

AFGHANISTAN: GELMINI, AMAREZZA PER SCUOLE CHE NON HANNO OSSERVATO MINUTO DI SILENZIO

Roma, 21 set. – (Adnkronos) – ”E’ davvero triste apprendere che in alcune scuole si sia deciso di non osservare il minuto di silenzio in memoria dei militari italiani caduti in Afghanistan”. E’ quanto afferma il ministro dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca, Mariastella Gelmini, sottolineando che ”la missione fondamentale della scuola e’ educare alla cittadinanza, dunque tutti coloro che operano al suo interno dovrebbero rispettare e insegnare a rispettare persone che, correndo rischi altissimi, lavorano per riportare la civilta’ in zone devastate, costruendo scuole e ospedali”.

”L’idea – aggiunge Gelmini – che, per motivi di polemica politica, alcuni docenti e dirigenti scolastici abbiano voluto deliberatamente mancare di rispetto a chi ha dato la propria vita per portare pace e sicurezza nel mondo, e’ una cosa che riempie di amarezza. Mi sento – conclude il Ministro – di chiedere scusa alle famiglie dei nostri soldati”.

Questa è l’educazione e questo è il rispetto che gli sciacalli insegnano a scuola. Un bell’indottrinamento, non c’è che dire.

Chiedere scusa è poco.

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5 risposte a Gli sciacalli insegnano a scuola.

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  2. marisamoles ha detto:

    “Chiedere scusa è poco.”. Dici bene ma non lo faranno! L’atteggiamento di certi dirigenti, oltre che essere scorretto dal punto di vista educativo, è disgustoso. E meno male che solo pochi giorni fa la Gelmini aveva invitato a “lasciare la politica fuori dalla scuola”. Parole al vento. 😦

  3. elisabetta ha detto:

    Caro frz,
    trovo anch’io che l’astensione di quel minuto di silenzio come partecipazione ai funerali dei sei parà è stata da quei docenti e dirigenti scolastici una scelta irresponsabile, incivile e provocatoria.

    Non si dovrebbe approfittare di queste tristi celebrazioni per manifestare e fare politica.

    Ho assistito in TV ai funerali con immensa e triste partecipazione, ma una cosa mi ha disturbato (anche se l’episodio è stato commovente), il bambino di sette anni che accarezza piangendo la bara del suo papà e poi, durante l’esecuzione del “silenzio” , con il basco sul capo è rimasto per tutto il tempo del brano immobile sull’attenti col saluto militare.

    Quel gesto non è certamente un gesto spontaneo per un bambino così piccolo, è stato, a parer mio (e vorrei sbagliarmi), un atteggiamento studiato e qualcuno ha voluto fare di quel piccolo orfano il protagonista di uno “spettacolo” in una cerimonia tanto triste per tutti.

    Non sono una bigotta, ma sono giorni che prego per quei ragazzi morti, per quelle famiglie distrutte dal dolore, per quegli orfani che non avranno la gioia di crescere accanto ai loro padri e serberanno di loro solo il ricordo di questa giornata, quando tutta l’Italia era strettamente vicina a loro, ma poi, passate queste ore e questi giorni, si ritroveranno forse, i soli a ricordarli e a piangerli ancora.

    E’ triste, ma è e sarà così: il corso degli eventi, le nuove tragedie, i nuovi lutti, le nuove emozioni, nonché il nostro egoismo ci farà dimenticare queste lacrime versate e tutto tornerà ad essere come prima…. più di prima…. e credo, purtroppo … peggio di prima….

    eli

    • frz40 ha detto:

      Non so valutare se il gesto di quel bambino fosse spontaneo o no. Propendo per il sì. I bimbi spesso sorpendono per le loro iniziative e non credo che la mamma o i nonni, col dolore nel cuore, abbiano avuto la forza di guidarlo più di tanto. Forse potrebbe averlo fatto un estraneo, ma i bimbi, a chi non conoscono, obbediscono poco.

      Comunque sia, sono i grandi che riescono a non perdere occasione per dare il peggio di sé stessi e dell’uomo.

      Nemmemo le bestie mancano di rispetto ai morti. E, hai ragione, non c’è limite al peggio.

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