La scuola sexy.

classe
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Napoli, 26 Settembre 2009

Scuola, niente vestiti sexy

Abbigliamento rigoroso, niente più minigonne, jeans a vita bassa, pinocchietti, e scollature; stop a sbaciucchiamenti e chiacchiere nei corridoi.

Queste le “nuove” regole del “nuovo” preside del Liceo Classico Umberto I, Ennio Ferrara.

No anche a cellulari e I-pod, e ingressi fuori orario: “Ne va della dignità della scuola”

Gli allievi sono in rivolta. Azzarderei più per i cellulari che altro.!

Io ho ritrovato una foto di 52 anni fa. Terza Ragioneria, 17 anni d’età.

Maschietti in giacca e cravatta, femminucce, in classi separate, col grembiule nero.

Non correvamo di sicuro rischi di essere redarguiti per “abbigliamento troppo sexy.!

Capisco la posizione del nuovo Preside, ma dai, non esageriamo !!! Lasciategli almeno i pinocchietti!l E poi chi giudica sulle scollature? Mi propongo !!!!

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12 risposte a La scuola sexy.

  1. elisabetta ha detto:

    Scusa frz, siamo sempre qui a lamentarci che la scuola non è abbastanza severa e che bisognerebbe dare un colpo di vite a certi comportamenti e atteggiamenti degli studenti (e a volte non solo degli studenti ma anche di alcuni professori)….e adesso che finalmente è arrivato un preside che impone regole che, tutto sommato, non mi sembrano così impossibili…. con una visuale più sobria e seria quale si dovrebbe avere nella scuola la cui formazione non deve essere solo basata sull’insegnamento delle materie in programma, ma anche sull’ educazione e inquadramento sociale: base per tutti gli studenti, per un futuro che prevede anche una dignità di immagine personale e rispetto per gli altri, ci permettiamo di criticarlo?
    Non si può pretendere un abbigliamento con giacca e cravatta per i maschi (come dalla tua foto ricordo) nè grembiule nero per le femmine come era negli anni 50 (anch’io avevo il grembiule nero allora), ma un decoroso paio di jeans con camicia o maglia o polo per i maschi mi sembra adattissimo e per le ragazze, credo che qualche centimetro di più sulla lunghezza della gonna e una scollatura più decente non danneggerebbe la loro immagine e bellezza… anzi!!!!…
    E i cellulari??? Lasciarli a casa o quantomeno durante le lezioni spegnerli…. Pena….. sequestro immediato e magari anche multa…
    Siiii, multa…. E non ditemi che multare per qualcosa che si è danneggiato (anche se, solo il disturbo di una lezione) non si debba poter fare…

    Ricordo che io in terza media, accidentalmente avevo fatto cadere e rotto un vaso che si trovava all’ingresso della scuola e sono stata chiamata in direzione… La direttrice (una volta non la si chiamava preside) mi ha imposto di ripagare il vaso e siccome non ero in grado di poter avere tutto il denaro subito (la mia famiglia doveva fare i conti per arrivare a fine mese), mi è stato concesso di pagarlo a rate…. Non ricordo quanto tempo ci ho messo, ma il vaso è stato pagato…
    Per me è stata una umiliazione, ma anche una bella lezione di vita…. Da allora ho sempre fatto più attenzione a come mi muovevo e a come maneggiavo gli oggetti…..

    Se penso che ora in alcune scuole, non un vaso, ma complete aule e servizi vengono imbrattati e danneggiati…. Mi si rizzano i capelli ….. cosa ci avrebbero fatto o fatto fare ai miei tempi per ripagare quei danni????

    Beh, certo non posso fare paragoni…. E non ce l’ho con i giovani… mi piacciono (e invidio la loro verde età), mi piace la loro vitalità e i loro entusiasmi, ma penso che sempre tutto vada preso con moderazione…..

    eli

    • frz40 ha detto:

      Hai ragione.

      La scuola deve essere presa come una cosa seria e certi comportamenti non devono essere ammessi.

      Se quel preside ha ritenuto di ricorrere ad una circolare avrà avuto i suoi buoni motivi. Tra l’altro dichiara : “Una mattina ho incontrato un alunno con la biancheria intima in bella mostra, altri con le infradito e i pinocchietti, e anche un’insegnante parecchio scollacciata”

      Ho solo colto l’occasione per fare una battutina sul controllo sulle scollature.

  2. marisamoles ha detto:

    @ eli

    Io personalmente, sarei favorevole alla divisa -Gelmini docet!- e ti spiego perché.
    Negli anni ho dovuto asciugare le lacrime di ragazze vestite con abiti decorosi ma non di marca, che si lamentavano di essere estromesse dal gruppo delle snob supergriffate. Ho cercato di consolarle dcendo che probabilmente quelle non meritavano né la loro compagnia né la loro amicizia. Ma so benissimo che a scuola si soffre anche per questo.
    I maschi fanno meno caso ai dettagli ma è evidente che, essendo la maggior parte delle ragazze alquanto snob e supergriffate, soffrono ugualmente perché ottengono meno consensi dei “fighetti”.

    I cellulari PER LEGGE devono rimanere spenti durante le ore di lezione. Anche quelli dei docenti, ovviamente. Pena il sequestro del telefonino -per gli allievi- che va consegnato al dirgente che poi valuterà l’opportunità di riconsegnarlo ai genitori, debitamente convocati per l’occasione. Ho avuto gli elogi di un padre che, oltretutto, ha affidato la custodia del cellulare della figlia al dirigente per ben un mese! Genitori così si trovano di rado; è più comune trovare quello che s’indigna perché ritiene il sequestro di un oggetto personale, per giunta costoso, un’azione indebita.

    I giovani sono meravigliosi ma bisogna educarli. Ciò implica un dispendio di energie notevole, da parte delle famiglie e dei docenti, e i ragazzi sanno che certe volte la possono fare franca per stanchezza … degli educatori!

    Io sono d’accordo con quel preside, anche quando vieta i permessi di entrata posticipata: non sai quanti se ne approfittano per saltare il compito della prima ora. Io mi chiedo perché non vengano richieste delle giustificazioni documentate per i permessi e mi rifiuterei di accettare “scuse” del tipo “la sveglia non ha suonato”, “mia mamma si è addormentata”, “la corriera era in ritardo” e amenità del genere.

    Sai qual è il problema? Chi ha frequentato le scuole qualche decennio fa e non insegna non può immaginare quanto i giovani siano cambiati e quanto abbiano bisogno di regole rigide e punizioni esemplari … soprattutto quelli che deturpano gli edifici scolastici che, per la maggior parte, cadono già a pezzi da soli.

    @ frz

    Con i primi caldi, non solo gli allievi ma anche i docenti si presentano con i pinocchietti e i sandali infradito, con tutti i pelacci in bella vista. Fosse per me, vieterei l’ingresso agli allievi e richiamerei per iscritto gli insegnanti. Non sarebbe eccessiva severità, ma solo salvaguardia del decoro.
    Quanto alle insegnanti in minigonna e scollatura vertiginosa, non dico nulla. So quanto tu ami le donne! 🙂

    • frz40 ha detto:

      Concordo su tutto. (meno che sulle scollature 🙂 ), divisa compresa.

      Per il problema delle griffes però faccio difficoltà ad entrare nell’ordine di idee; non me ne è mai fregato nulla, né a me, né a mia moglie e, quindi, nemmeno ai miei figli.

      Su telefonini e permessi: dura lex, sed lex.

  3. Lou ha detto:

    Pà….dimmi che ti ho riconosciuto…ma sei quello al fondo a destra nella seconda fila, con il bananone in testa ? MERAVIGLIA !!! 😀 😀

  4. Tania ha detto:

    Caro Frz, sono pienamente d’accordo per la divisa a scuola , i ragazzi durante la loro crescita hanno bisogno di punti di riferimento , di regole da rispettare e di grandi valori.

    Bisogna dar loro delle sicurezze oltre la famiglia , la scuola dev’essere formativa nel loro modo di vivere la vita , come vere persone , e non come strumenti, che poi alla loro prima difficcolta’ si arrendono , ho addiritura si tolgono la vita. Le marche griffate i telf, ecctcttcttc macchinine a 14 anni , sono cose futili ; hanno bisogno d’amore , e di attenzioni da parte dei genitori , nonni e insegnanti . tutto questo li educa alla loro sicurezza mentale , tutto il resto è fatuo.

    Ciao buon pomeriggio Tania

  5. Marins ha detto:

    Buongiorno a tutti
    Quel giovanotto in seconda fila, modello Elvis, assomiglia in modo marcato ad un certo Fede…

    Guardando la foto in generale e di primo impatto mi sono chiesto: e le femmine ? Dove sono ?
    Ah già non c’erano le classi miste (peccato)

    Tutti giacca e cravatta, eleganti, mediamente belli (se me lo consentite da maschio a maschio, anche se a me interessano le donne, anzi non più ora … sono sposato…)

    Si è passati da un mondo tutte regole = bigotto ad uno tutta anarchia = ciarpame

    Forse siamo sulla buona strada per una sintesi finale !

    Concordo anch’io sulla divisa, stop ai cellulari e ipod ed altri strumenti del genere: quando si fa lezione si segue quello che sta avvenendo lì, altrimenti te ne vai a fare qualcos’altro, magari a lavorare.

    Problema griffe: ma come è bello avere l’ultimo capo alla moda ! eppure se ne può fare a meno, occorre però educare bene i propri figli

    Avendo vissuto la mia infanzia tra le bande di strada ed avendo avuto un’educazione molto parca sul modo di vestire ed anche di fare e ricevere regali (su questo punto mia moglie mi mette in croce ma come dico si tratta di ineducazione e non di maleducazione), a me personalmente non ha mai importato nulla ma proprio nulla della griffe

    Un capo bello è bello ma per me finisce lì, passo ad altro

    Concludendo, forza ragazzi andate a scuola e interiorizzate le regole, bello questo termine: le regole non vanno applicate in modo meccanico, con il timore della reprimenda, ma vanno interiorizzate, devono diventare parte di noi stessi

    Quanti danni ha fanno l’anomia (=assenze di regole interne), dal suicidio ai mostri odierni…

    Arrivederci
    Marins

    • frz40 ha detto:

      La strada mi sembra comunque lunga ma in una cosa io credo: che i giovani di oggi hanno tutte le chances per diventare adulti migliori.

      Anche se davanti hanno un mondo molto più difficile.

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