Le calze d’Italia

E’ bufera.

Mi scrive Elisabetta: “Non so che ti è capitato in queste ultime settimane di vedere in TV negli intervalli pubblicitari, la pubblicità della “Calzedonia” (marca di calze), beh…. in tale pubblicità si fa uso del nostro inno nazionale, cantato peraltro con petulante cantilena. L’inno di Mameli è un inno e come tale va cantato con foga, vitalità e patriottismo, ma a parte ciò…. trovo che utilizzare questo canto per fare pubblicità mi sembra irriverente e di poco buon gusto.
Inoltre vorrei sapere se questo uso improprio di un canto che è simbolo di una nazione è ammesso dalla nostra Costituzione (ma oggi sembra che della Costituzione se ne freghino un po’ tutti).
Piaccia o no “Fratelli d’Italia” è la nostra Etichetta e come tale dovrebbe essere anche, come tutti i marchi registrati, tutelata nel suo uso.
Anche per questo argomento, lo posti tu sul tuo blog o no, vorrei conoscere il tuo parere.”

So che i più sono della stessa opinione di Elisabetta. Io, questa volta, francamente non lo sono, o almeno non in modo così drastico.

L’uso dell’inno è improprio, certamente discutibile, ma lo spot è fatto con garbo, l’adattamento musicale è dolce. le immagini sono tenere e belle e il tutto è un omaggio alla figura dolce, bella e tenera della donna. Nel nostro Paese ne abbiamo tanto bisogno.

Sbaglio?

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8 risposte a Le calze d’Italia

  1. elisabetta ha detto:

    Ribadisco: sarebbe stato altrettanto garbato con altrettante tenere immagini, con altrettranto omaggio alla figura dolce, bella e tenera della donna anche se si fosse usata un’altra musica…. e di musiche dolci e melodiose nostre italiane ce ne sono a iosa….

    Perchè usare proprio l’inno di Mameli?????

    Mi dispiace, non sono d’accordo…. e vorrei proprio sapere se è permesso farne uso.
    eli

  2. Lou ha detto:

    Sono anche io d’accordo con Elisabetta. Ci sono moltissime calzoni di musica leggera, dolci e sensuali che possono fare da sfondo ad una pubblicità di calze, senza andare a scomodare l’inno nazionale. E poi che c’entra la figura dolce, bella e tenera della donna con l’inno nazionale????Per alcune cose ci va rispetto e un inno ha un significato. Altrimenti va sempre bene tutto quanto, basta fare scalpore.
    Lo trovo davvero irritante, poi cantato in quel modo sensuale, dai é un inno !!!
    Siamo sempre gli ultimi in fatto di nazionalismo (avessero fatto una cosa del genere con la marsigliese credo la Francia intera si sarebbe scatenata), questo potevano risparmiarcelo.

    Lou

  3. frz40 ha detto:

    @ elisabetta e Lou

    Non posso darvi torto. Ma, che devo dire, non mi da fastidio più di tanto.

  4. Freddy ha detto:

    Anche io sono d’accordo con Elisabetta.
    Dovremmo “proteggere” un po’ di più i nostri valori, e l’Inno e quello che rappresenta ritengo siano tra questi. Poi non lamentiamoci quando gli altri calpestano i nostri valori, quando noi siamo i primi a farlo.
    Ha ragione Lou: lo avessero fatto in Francia…
    In ogni caso la pubblicità ha raggiunto lo scopo…

  5. Lea ha detto:

    Io non porto calze. Noto invece Franz, che sei un bellissimo uomo. E, arrivati a sera, stanchi e sfatti, beh…guardarti mette allegria.

  6. frz40 ha detto:

    E infine lo spot viene tagliato.

    Accade alla famosa e tanto chiacchierata pubblicità della Calzedonia, che ha proposto l’Inno di Mameli in chiave rivisitata, adattandolo ad un pubblico prettamente femminile.

    Ma questa rivisitazione del testo dell’Inno non è piaciuta all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria che ha deciso la definitiva sospensione dello spot sia su Mediaset che su Rai. Ora lo spot è sottposto al vaglio dell’Autorità per le Comunicazioni.

    Antonella Bellucci, presidente dell’Associazione Difesa dei Consumatori Sportivi, che ha portato avanti la denuncia contro lo spot Calzedonia, afferma che “Era assurdo che l’emblema musicale della nostra Nazione venisse utilizzato a scopi meramente commerciali per vendere calze! Crediamo di aver interpretato in questo modo il pensiero non soltanto di ogni cittadino, ma anche di tutti coloro che hanno imparato ad amare e cantare l’Inno di Mameli attraverso lo sport, in occasione degli incontri delle nostre nazionali ad Olimpiadi e Campionati del Mondo”.

    L’inno non va distorto, quindi, neanche minimamente, perché rappresenta un elemento di identificazione e riconoscimento per gli sportivi.

    Continua il suo discorso, aggiungendo che “Alla nostra associazione erano arrivate nei giorni scorsi numerose proteste e segnalazioni da parte del mondo sportivo affinché venisse fatto qualcosa per porre fine a tale scandalo. Abbiamo immediatamente inviato una richiesta di sospensione e, visto l’esito dell’esposto, crediamo di aver svolto al meglio il nostro compito a difesa di tutti i consumatori”.

    Fonte: Ciaopeople

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