L’impressione profonda di un insegnante speciale

insegnanti
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L’articolo: “Insegnanti, siate leader” su La Stampa di ieri è a firma Michelle Obama (questo è il link)

Michelle Obama esprime nel suo articolo il timore che la scuola americana possa perdere molti dei suoi insegnanti di maggior esperienza, in uno scenario che prevede che, nei prossimi quattro anni, un terzo dei 3,2 milioni di docenti americani possa andare in pensione.

Un grande insegnante – dice – ha le qualità di un grande leader: “energia illimitata e altrettanto sconfinata pazienza, capacità di visione e capacità di lavorare per obiettivi, creatività per aiutarci a vedere il mondo in modo diverso e dedizione al compito di aiutarci a scoprire e sviluppare il nostro potenziale “

E afferma: “Ci ricordiamo tutti quale impressione profonda ci abbia lasciato un insegnante speciale, quello che non ci ha abbandonato alle nostre lacune, quello che ci ha incoraggiato e ha creduto in noi quando dubitavamo delle nostre capacità. Anche dopo decenni ricordiamo come ci faceva sentire e come ci ha cambiato la vita.”

Io vorrei che questo lo tenessero sempre ben presente tutti i nostri insegnanti, augurandomi che tanti di loro sappiano essere “speciali” per lasciare nei nostri ragazzi quella “impressione profonda” che nella scuola d’oggi, invece, sembra essere sempre più una cosa rara. E spesso negativa.

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6 risposte a L’impressione profonda di un insegnante speciale

  1. marisamoles ha detto:

    Io la metterei su questo piano: gli “insegnanti speciali” ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. Ma spesso gli allievi e le loro famiglie non riescono a cogliere quell’ “impressione profonda”, presi come sono dall’autoreferenzialità, da quell’ostinarsi a guardare sé stessi, perdendo di vista le relazioni con gli altri. Càpita che siano più propensi ad individuare il loro “essere speciali”, rammaricandosi di non incontrare quei consensi che si aspetterebbero.

    • frz40 ha detto:

      Tu stessa, Marisa, in un tuo post di qualche tempo fa, hai dichiarato che gli insegnanti, molti, non tutti, hanno da tempo abdicato al loro ruolo tradizionale di insegnanti ed educatori.

      Alcuni “speciali” esistono ancora e quelli, ti assicuro, l’impronta la lasciano.

      Ma molti non sono affatto speciali e se a scuola i ragazzi crescono come non crescono, e imparano come non imparano, la colpa non è dei ragazzi.

  2. elisabetta ha detto:

    Il maestro, se egli è davvero tale, non ci invita ad entrare nella casa della sua sapienza, ma ci guida sulla soglia della nostra mente……
    Aiutare l’allievo a trovare da solo la strada della conoscenza e della logica, spronarlo a porre domande, a cercare risposte, invitarlo a consultare, confrontare, mettere in discussione o condividere… significa aiutarlo a crescere, a maturare e a diventare veramente adulto e consapevole dei propri ruoli futuri.
    Tutti concetti facili a dirsi, ma estremamente difficili da mettere in pratica.
    Ma non basta indirizzare l’appello agli insegnanti, dovrebbe essere fatto anche agli allievi.
    E ognuno svolga bene il suo ruolo.
    C’è bisogno di insegnanti più preparati e disponibili e allievi, più rispettosi ed attenti.
    Attualmente vediamo invece sempre più spesso, insegnanti che hanno scelto questo “lavoro”, che dovremmo chiamare “missione”, per convenienza o per necessità e allievi che per circostanze altrettanto “comode” o loro malgrado “costretti” sono al posto sbagliato e privi di convinzioni e motivazioni.
    L’appello che Michelle Obama ha lanciato agli insegnanti americani è un richiamo alla professionalità e alla responsabilità che essi hanno per il futuro del Paese…
    Divenire insegnanti “Speciali” non è un optional ma un proposito e una promessa fatta a se stessi.

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