Cittadinanza e ora di religione

ntegrazione

Da una quindicina di giorni su Ultime da Babele, trasmissione che va in onda su Radio Uno alle 8.30 del mattino, si discute sul tema “Gli Italiani sono un popolo di merda?”

Il tutto nasce da una provocazione di Giampaolo Pansa che ha usato questo termine per definire gli italiani e ha portato a supporto diversi esempi di pessimi comportamenti che lo confermerebbero.

Io non credo che la questione sia ben posta e credo che la domanda giusta sia più semplicemente: “Gli Italiani sono un ‘Popolo’?

Ecco. Se sapessimo dare con certezza una risposta a questa domanda, probabilmente sapremmo risolvere in quattro secondi due temi che scuotono l’opinione pubblica in questo Paese: la cittadinanza agli immigrati e l’ora di religione a scuola.

Ammettiamo per un momento di essere un popolo, con la P maiuscola.

Non avremmo dubbi. La cittadinanza la riconosceremmo solo a chi dimostra di aver acquisito i nostri valori.

Invece cosa càpita? Càpita che i voti di 5-6 milioni di immigrati possono a fare la differenza alle prossime elezioni ed è la corsa a chi se li accaparra prima.

E per “nostri valori” cosa intendo? La conoscenza della nostra storia, della nostra lingua, l’orgoglio di aver avuto padri che hanno dato la vita per questo Paese, l’orgoglio delle nostre tradizioni, l’orgoglio di aver avuto grandi uomini.

E spazzeremmo via quegli assurdi stereotipi che ci legano alla pizza, al mandolino e a Cosa Nostra.

E l’integrazione? Integriamo pure chi abbraccia i nostri valori, le nostre tradizioni e le nostre leggi, ospitando tutti gli altri con cortesia ma anche con fermezza. Così la cittadinanza non la “svenderemmo” per qualche voto a chi di Italiano non ha nulla, anche se risiede in Italia da 20 anni.

Ci sono differenze che sono inaccettabili e qui mi riferisco soprattutto al ruolo che gli tutti gli immigrati devono riconoscere alle loro donne, così come noi li riconosciamo alle nostre.

E la religione? La domanda di fondo è questa: fa parte il Cattolicesimo della nostra cultura? Ne fanno parte i suoi insegnamenti? Se la risposta è “sì” allora l’ora di religione a scuola dev’essere obbligatoria per tutti. Un’ora ben fatta che ne diffonda gli insegnamenti e che metta in evidenza le differenze con altri credo.

Questo non vuol dire che non debba esserci libertà di culto. Vuol dire che non si può acquisire la cittadinanza se non si sono almeno conosciuti anche i valori della nostra fede. Mi basta conosciuti, non parlo di conversione.

Difficile? Non credo.

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10 risposte a Cittadinanza e ora di religione

  1. elisabetta ha detto:

    Per quello che riguarda l’integrazione di un popolo nella cultura, nelle leggi e nelle tradizioni del Paese ospitale, la penso come te, ma per quello che riguarda l’ora di religione obbligatoria nelle scuole, non sono completamente d’accordo…. e non in riguardo alle altre fedi, ma proprio per una libertà di credo e di pensiero.

    Penso che si faccia un po’ di confusione e si confonda lezione di religione con adesione, confermazione o meglio ancora conversione religiosa….

    Secondo me la lezione di religione si deve catalogare nella disciplina “Storia” ….

    Come è Storia lo studio dei popoli, dei conflitti, delle conquiste, delle dinastie e degli imperi.

    Studiare una religione non significa condividere quel credo, allo stesso modo come si possono non condividere le gesta dei grandi della Storia o le ideologie di uno Paese.

    Se materia scolastica deve essere… anche la religione venga insegnata… ma sempre impartita nella sua conoscenza storica: la sua nascita, i suoi personaggi, la sua crescita e la sua diffusione.

    Se così verrà proposta, si potrà finalmente avere una vera e vasta conoscenza, comprensione e rispetto anche tra credenti di diversa fede religiosa.

    Conoscere è capire….
    Capire è rispettare….
    Rispettare è convivere…
    E… convivere, è anche amare…..

    eli

  2. Mattia Ventroni ha detto:

    Per quanto concerne l’introduzione dell’ora di religione islamica nelle scuole italiane, posso ritenermi fermamente contrario. Il nostro paese ha una cultura, una storia, che non si può trascurare. L’Italia è un paese cattolico, tuttavia estremamente tollerante verso chi professa altre religioni; nonostante questo, non condivido nella maniera più assoluta la proposta lanciata dal Presidente Fini, in quanto i ragazzi non cattolici hanno già la facoltà di seguire corsi alternativi, ergo, non vedo l’esigenza di creare questo “nuovo istituto”. Sono d’accordo, con l’integrazione e con la presa di conoscenza da parte dei cattolici dei principi islamici, che sono ben lontani da quelli fondamentalisti; dico questo, perchè molti italiani fanno molta confusione, per pregiudizio o per ignoranza. Da questo discorso, a mio avviso prescinde totalmente il tema sulla cittadinanza. Sono d’accordo con l’abbreviare i tempi previsti per la concessione, magari con qualche modifica ,introducendo requisiti accessori, prendendo spunto da modelli come ad esempio quello tedesco, dove si deve dimostrare un’autosufficienza economica. Credo sia questa la soluzione giusta al problema. Per riforme di così vasta portata, c’è bisogno di un largo consenso all’interno del Parlamento. Mattia Ventroni

    • frz40 ha detto:

      Sarei molto più conservatore sul tema della cittadinanza.

      Essere Italiani è prima di tutto un onore. Concediamo pure diritti e ospitalità, ma per entrare nella nostra famiglia i valori di fondo non possono essere un optional.

      Appprezzo il suo intervento. Grazie. Mi auguro di averne altri presto.

  3. andrea rubiu ha detto:

    Cittadinanza, è ora di chiarire!!!!! è proprio così, in Italia mi pare di notare troppe idee o talvolta paure molto confuse. specie in materia di cittadinanza. è senz’altro lodevole e chiaro il concetto esposto dal leader dell’UDC Pierferdinando Casini il quale afferma:”Benissimo costruire una società multietnica e multirazziale, che in fondo già c’é, meno bene costruire una società multiculturale in cui chi é già italiano va a perdere i propri connotati.Questa non é la terra di nessuno. C’é il rischio che resti in mano solo alla Lega la bandiera dei punti di riferimento nazionali”. è proprio questo il punto cruciale. chi è italiano rimane taliano, ma la novità riguarda il fatto che l’italiano deve convivere con nuovi cittadini, spesso provenienti da culture diverse, ma che ormai sono integrati. si tratta di individui rispettosi delle leggi e del senso morale. la cittadinanza va conquistata proprio in queste circostanze. ovviamente i problemi iniziano quando gli emigrati compiono atti di terrorismo o compiono azioni che son nocivi per la sicurezza pubblica. anche le scuole devono contribuire, insegnando il senso di civiltà e cittadinanza, affinchè chiunque possa comprendere bene questi valori e sopratutto trattare di temi come religioni diverse e culture diverse, proprio al fine di eliminare etnocentrismi e convinzioni di superiorità. solo così si può arrivare a parlare di cittadinanza, cultura e sicurezza.

    • frz40 ha detto:

      Grazie anche a Lei per questo commento.

      Non credo, comunque, di aver parlato di superiorità e non credo affatto che il problema si ponga in questi temini. Solo di condivisione dei valori base che costituiscono la nostra cultura.

      La cittadinanza aquisita per ragioni di semplice convenienza o concessa solo per accaparrarne i voti non mi sta bene.

      A presto.

  4. Alessandro Carboni ha detto:

    Credo che il concetto espresso nel suo articolo sia pienamente condivisibile, sopratutto alla luce delle differenze culturali da lei citate. Mi preme sottolinerare quanto il diverso valore dato alla vita in generale, sia una tra le principali cause di questa “diversità” tra cattolico e musulmano.
    Su questa linea trovo che siano da apprezzare le parole spese da Casini, in quanto l’Italia è giù un paese multietnico e multirazziale, ma non bisogna confondere il diritto di difendere i valori, a storia culturale e religiosa che caratterizza il nostro Paese, con le accuse di razzismo che taluni politici di estrema sinistra non perdono occasione di fare. L’Italia deve difendere la sua storia e nello stesse tempo deve permettere agli immigrati che hanno realmente intenzione di cercare lavoro onestamente, la possibilità di trovarlo e di poter acquisire la cittadinanza, ma solo se rispettano le nostre leggi e la nostra cultura.

  5. tarta ha detto:

    Penso che migliore spiegazion sia impossibile da dare…COndivido tutto pienamente. Gli ITALIANI devono ritrovare l’unione fra di sè, devono ritrovare l’attaccamente alla bandiera Italiana. Devono essere un POPOLO. Cosa che adesso, aimé, non è affatto!!!

    • frz40 ha detto:

      Grazie.

      La prima versione di questo post diceva “Gli Italiani sono un Popolo o un accrocchio?”

      Poi mi son rifiutato di scrivere la parola “accrocchio!”

      A presto.

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