L’affare Marrazzo – Perché Berlusconi sapeva?

scosse
Ancora sulla vicenda Marrazzo.

Leggo questo articolo (link) “Il disinteresse del conflitto” , a firma dell’ottimo Massimo Gramellini, su La Stampa di Torino di ieri, che tratta della notizia dell’esistenza del noto compromettente video, per come è venuta a mani del Cavaliere.

L’articolo dice: “ Commentavo con tre amici di sinistra la telefonata in cui Berlusconi avverte il governatore del Lazio di un filmato che lo riguarda, dopo averne avuto notizia dai dirigenti della Mondadori ai quali era stato proposto. Il primo amico, tendenza D’Alema, ha detto: stavolta Silvio si è comportato da signore, poteva rovinarlo e invece lo ha risparmiato. Il secondo, tendenza Veltroni: è il presidente del Consiglio, avrebbe dovuto avvertire la polizia. Tesi discutibile, perché presuppone che Berlusconi fosse a conoscenza non solo del video, ma anche del ricatto. Era naturalmente questa l’opinione del terzo amico, tendenza Di Pietro: per lui il premier è all’origine di tutti i mali dell’umanità dai tempi del Diluvio Universale «perché non poteva non sapere».
Ma neppure il più ossessivo dei berluscallergici mi ha opposto la semplice osservazione che mi sono sentito fare al telefono da un collega inglese che vota per i conservatori: «Come potete accettare che un primo ministro riceva e usi, anche a fin di bene, informazioni ottenute in virtù del suo ruolo di editore?».

E’ l’ultima, lampante esplicazione del conflitto di interessi. Ma così lampante che nessuno di noi ci ha fatto caso.”

E Gramellini sposa questa tesi .

Ma non ci prende forse per ingenuotti?

Dobbiamo forse credere che nessuna testata abbia dei fili diretti coi politici?

E come spiega, ad esempio, la famosa uscita di ‘baffino’ D’Alema: “Scosse in arrivo – l’opposizione sia pronta” del giugno scorso, due giorni esatti prima che scoppiasse la notizia dei festini e delle escort a Palazzo Grazioli?

Massimo, Massimo………… !!!

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