Stop alle bandiere rosse e alla falce e martello

Chissà perché, di certe notizie importanti, i nostri maggiori organi di stampa non rendono conto e le informazioni bisogna andarsele a cercare col lanternino !

Questa è una di quelle: “La Polonia vieta l’apologia di comunismo: pena fino a 2 anni per una bandiera rossa”

La leggo solo su Blitzquotidiano.it (questo il link)

Dice:

Stop alle bandiere rosse e a falce e martello, secondo la modifica dell’articolo 256 del codice penale, già passata in Senato, che potrebbe entrare in vigore dal prossimo anno.

Il governo polacco dichiara guerra al suo passato comunista e lo fa vietandone i simboli ancora presenti per le strade: addio dunque alle bandiere rosse e a poster e gadget con falce e martello.

Cadute da 20 anni le statue di Lenin, Varsavia vuole punire i nostalgici che rischiano fino a due anni di carcere: secondo la modifica dell’articolo 256 del codice penale, (revisione già passata in Senato), che potrebbe entrare in vigore entro il prossimo anno dopo la firma di lunedì del presidente Kaczynski, saranno vietati: «La produzione, distribuzione, vendita, o possesso, in stampa o in registrazione, di tutto ciò che possa rappresentare simboli fascisti, comunisti o un qualsiasi altro tipo di simbolo totalitarista».

«Nessun simbolo del genere ha ragion d’esistere in Polonia, perché questi sono simboli di un sistema genocida che dovrebbe essere paragonato al nazismo», ha commentato l’ex presidente Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello dell’attuale.

Lo storico polacco Wojciech Roszkowski però spiega: «Il comunismo (per più di 40 anni al governo, ndr) è stato terribile, un sistema totalitario, basato sulle bugie, con una propria polizia segreta, che ha fatto milioni di vittime; fu simile al Nazionalsocialismo, e non c’è assolutamente alcuna ragione di trattare questi due sistemi, con i loro simboli, in maniera differente»

E’ proprio vero:
1. per rendersi conto della realtà delle cose, bisogna proprio averle vissute;
2. dell’esperienza altrui, visto che non pubblichiamo, non ce ne frega niente.

RETTIFICA: il giorno dopo (meglio tardi che mai) sono apparsi i servizi sui siti de La Stampa, del Corriere e del Messaggero. Sul sito di Repubblica, niente (meglio mai).

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8 risposte a Stop alle bandiere rosse e alla falce e martello

  1. elisabetta ha detto:

    Io penso che non sono i simboli che si debbono combattere, ma lo spirito di come vengono interpretati.

    Non credo che vietando lo sbandieramento delle “bandiere rosse” o della “falce martello” si eliminino le ideologie e si cambino gli individui.

    Esse, se non sono seguite da atti di violenza, prepotenza e dispotismo, sono solo un ideale di pensiero sociale e ogni ideale dovrebbe avere un fondo umanitario: purtroppo non è sempre così, anzi non lo è quasi mai, e si arriva poi ad una forma di prepotenza e di sistema totalitario, come nel caso del comunismo del nazismo e del fascismo.

    Non sono le ideologie che creano i genocidi e le prepotenze, sono la “distorsione” delle “ideologie”, sono il modo sbagliato di interpretarle e applicarle.

    I simboli sono solo simboli….e non nuociono a nessuno.

    Anche la nostra “croce” è un simbolo e a qualcuno non piace: e se andiamo lontano nel tempo, anche in nome di quella croce purtroppo molte sono state le guerre e, se pensiamo al periodo dell’Inquisizione, anche le prepotenze e le vittime innocenti….
    Eppure è un simbolo al quale ogni cristiano è affezionato e si batte perché quel simbolo rimanga appeso nelle aule delle nostre scuole e negli uffici pubblici…. Guai a chi lo tocca!!!!!

    Con ciò non voglio paragonare la Croce alla bandiera rossa o alla falce e martello (quel simbolo anch’io lo amo), la mia è solamente una constatazione di quanto il simbolo di per se, anche se rappresenta un pensiero non sempre condiviso, è del tutto innocuo.

    eli

  2. frz40 ha detto:

    Per chi li ha vissuti sulla pelle quei simboli non rappresentano un pensiero, ma un triste, tristissimo passato di quella gente.

    E nessuno ce lo viene a raccontare. Tutti zitti. Come mai?

    • Barbara ha detto:

      In Italia chi votava per la “bandiera rossa2 si prendeva le cannonate ora dei Bava Beccaris, ora le fucilate dei Tambroni. E si parla del 1950, non della Preistoria. Quindi, dato che quelli ammazzati erano contadini, braccianti e operai, che a differenza sua non la buttavano sul ridere, la bandiera rossa per l’ Italia non è un simbolo negativo di cui vergognarsi, né lo sarà mai. Si studi la storia, invece che perdere tempo con i giornaletti. Le comparazioni con gli altri Paesi sono fantastoria. Disciplina che in Italia ha molto seguito, a causa del disamore di questo popolo per la verità. Saluti.

      • frz40 ha detto:

        “… che a differenza sua non la buttavano sul ridere”. Non credo di aver fatto dello spirito, però lo chieda ai Polacchi se avevano di che ridere. E’ a loro che si riferisce questo post.

  3. Vincenzo ha detto:

    In linea di massima concordo con Elisabetta, sono le distorsioni dovute alla natura umana che, per egoismo e sete di potere, “addomestica” ogni cosa trasformando un ideale anche nobile in un sistema perverso in modo tale da rendere paragonabili nei risultati ideologie diametralmente opposte,
    Mi permetto però di dissentire su una cosa : l’ideologia nazista, a differenza di quella marxista, di nobile non aveva proprio nulla e le basi da cui parte (super razza e quant’altro) partivano già con il cancro della sopraffazione.
    Come risaputo secondo l’ideologia nazista gli uomini non hanno i medesimi diritti ma alcuni sono di serie A altri …neppure uomini..da bruciare!

    • frz40 ha detto:

      E’ vero.Il risultato pratico però è che da una parte i “diversi” li cremavano nei campi di lavoro e dall’altra “i diversi” li congelavano sempre nei campi di lavoro dei gulag.

  4. Vincenzo ha detto:

    E’ vero, ma io rispondevo alla affermazione di Elisabetta (con la quale concordo su tutto il resto) quando scrive che “non sono le ideologie che creano i genocidi…sono la distorsione etc.etc.”
    Nel caso del pensiero nazista il principio su cui si fonda e’ già bacato.
    Sui risultati credo di essermi espresso senza riserve nel primo capoverso.
    Caro Franco, a parer mio questo distinguo tra le due ideologie non è una una questione marginale.
    Una ideologia che valuta l’umanità sula base delle “razze” e da ciò prenda le mosse per affermare il proprio diritto di soggiogare ed annientare quelle “razze” ritenute inferiori fino al predominio su tutti i popoli, con la convinzione del “Gott mit uns”, a me fa orrore perchè la distorsione è insita nelle premesse.

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