A scuola: le tre scimmiette e gli imbecilli

A proposito dell’aggressione a Berlusconi, ieri scrivevo ““E’ un fatto importante, ma a scuola se ne parla? Sapete che questa domanda mi terrorizza? Che ne pensate?”

A volte sono forse troppo sintetico nell’esprimere le mie preoccupazioni. Le preciso ora. Tra me e me pensavo: “Bene, tutti solidali, tutti (o quasi) che condannano “senza se e semza ma”. Ma a scuola che si dice? La scuola ha il compito di formare le coscienze civili dei nostri giovani e se fosse successo ad Obama, negli Stati Uniti, certamente non si sarebbe persa l’occasione di parlarne apertamente, condannando l’aggressione e la spirale di violenza che l’ha preceduta. Qui da noi?”

Purtroppo una prima risposta l’ho avuta oggi sentendo, a Pomeriggio5, che il Giornale pubblicherà domani la notizia di un docente che, dalla sua cattedra in un liceo veneto, ha così commentato l’accaduto “Gli ha fatto troppo poco”.

Chiederà che, questa volta, siano le sinistre, all’unanimità, a far aprire un’inchiesta. Non lo faranno. O per lo meno non all’unanimità.

Ma la vera domanda è: Quanti insegnanti ne hanno parlato nelle scuole? E come ne hanno parlato?

E temo proprio che delle risposte proverei disgusto.

Non perchè i più, effettivamente, non condannino l’accaduto, ma perchè avranno fatto come le tre scimmiette “non parlo, non vedo, non sento”. Gli imbecilli, invece non avranno perso l’occasione…. Come sempre.

Sbaglio?

PS – E a proposito di coscienze civili. che ne è stato di quei tali che non fecero osservare, nelle scuole, il minuto di silenzio per i nostri morti in Aghanistan? Lodi ed aumenti di stipendio e grado per tutti?

16 dic 2009

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8 risposte a A scuola: le tre scimmiette e gli imbecilli

  1. elisabetta ha detto:

    Certo che se ne parla, ma come????
    Sul tram ieri ho sentito due ragazzi (studenti… avevano lo zaino dei libri) ridevano alla battuta di uno dei due ” A Obama hanno dato il Nobel…. a Berlusconi, la Madonnina”….
    Ecco quello che dicono….. certo queste battute le avranno sentita a scuola e a scuola le riporteranno……
    Spero solo che siano abbastanza consapevoli di quello che è accaduto e che trasformino quelle risate in presa di coscienza e di leale senso politico.

    • frz40 ha detto:

      Sdrammatizzare non fa male, e la battutina è anche carina.

      E’ quel che dicono i prof dalle cattedre, che mi preoccupa.

      • marisamoles ha detto:

        Io scelgo il silenzio. Non perché ho paura di affrontare l’argomento con i ragazzi, ma temo che poi le famiglie non apprezzino. Hai sentito, tempo fa, di quella prof di latino che aveva proposto una versione su Berlusconi, tratta da un sito che conosco anch’io e in cui puoi trovare dei testi di attualità in latino? Ne è nato un putiferio e dire che io, all’indomani dell’elezione di Obama avevo proposto ai miei allievi una versione su di lui! Allora nessuno aveva mosso obiezioni, ma quando si parla di Berlusconi … l’argomento diventa scottante e inevitabilmente antididattico.
        😦

      • frz40 ha detto:

        Lo capisco ma così lasci spazio a chi, invece, ne parla e ne parla da imbecille.

        Trovo, invece, che qualcosa dev’essere fatto. Del tipo un tema obbligatorio per tutti o un messaggio del Capo dello Stato da leggere in tutte le classi.

        Lottare contro la violenza è formare una coscienza civile contro la violenza e contro coloro che la fomentano. Proponi, magari tra qualche mese, un tema sull’argomento, senza citare Berlusconi.

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  3. Marins ha detto:

    Io la vedo in modo ottimistico, per me i giovani hanno la mente sgombra per inquadrare le cose.

    I giovani, e lo ricordo ancora quando lo ero io, amano ridere e scherzare anche su cose molto serie.

    La battuta della Madonnina è divertente ed è certamente meglio dell’affermazione del prof, che rivela un odio di fondo che non deve contagiare i giovani

    Ma appunto perchè giovani, non sentono quest’odio verso il “nemico” e il messaggio di fondo di un educatore è quello di non ricorrere alla violenza per far valere le proprie ragioni.

    Via i rancorosi dal futuro di questo paese

    Saluti a tutti, buone feste
    Marins

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