Come insegnare il sesso ai bambini

Come insegnare il sesso ai bambini In un libro illustrato c’è tutto quello che bisogna sapere. Senza retorica

Lo leggo su Il Foglio di qualche tempo fa (questo è l link) ma mi fa piacere ricordarlo adesso, sotto Natale.

“Alla storia dei bambini che si trovano all’improvviso sotto ai cavoli, o alla cicogna che arriva con un fagotto nel becco, diciamocelo, non ci ha mai creduto nessuno. E la spiegazione dell’ape e del fiore era decisamente presa troppo alla lontana. Ma se fino a qualche anno fa almeno si pensava che toccasse ai genitori mettere le cose in chiaro su come funziona fra maschio e femmina – pur affidando di solito la scomoda dettaglistica ai compagni di classe più scafati – adesso non si fa che urlare all’ignoranza sessuale dei minorenni. E giù con vagonate di palloncini per adulti e scatole di pillole per mano di consultori e insegnanti. Eppure non basta ancora: pare che i ragazzini non studino abbastanza.

Secondo Io Donna è tutta colpa della scuola: altro che famiglia, deve essere lo stato che impartisce lezioni di sesso. Questa è la stessa linea del fallimentare sistema inglese: raggiunta l’inscalzabile posizione in testa alla hit parade dei paesi europei con più aborti [ …] dove il segretario all’Educazione, Ed Ball, ha sancito l’obbligatorietà dell’educazione sessuale a scuola dove i genitori dei quindicenni non potranno più scegliere se far frequentare le ore di sesso ai loro figli: che lo vogliano o no dai 15 anni ai ragazzi toccherà almeno un anno di lezioni sul tema.

Invece forse un altro modo per raccontare ai bambini come funziona la questione senza scadere nel meccanicismo c’è. Per genitori ed educatori in cerca di ispirazione è uscito per Ancora un manuale a fumetti che non nasconde niente, ma rende la questione molto divertente. Nel libello di Pierluigi Diano il sesso non è una cosa da fruttivendoli: niente “pisellini” o “patatine”, chiamiamo le cose con il loro nome. Altro che preservativi srotolati sulle banane in classe. Ma senza essere troppo crudi nelle spiegazioni: il corpo della donna è “un’isola del tesoro”, lo spermatozoo un “fantastico esploratore”. Nel fumetto l’ovocita Citina si fa bella per un mese aspettando l’appuntamento con il suo To-zoo, allenato a corse più dure che il Camel Trophy. Lui rischia sempre di arrivare in ritardo causa traffico, lei è cicciotella e gli dà di pelandrone. Il sesso a fumetti “non è una cosa sporca”, anzi è meraviglioso. L’introduzione spiega per filo e per segno che cosa succede quando mamma e papà vogliono stare “stretti-stretti”, tranquillizza sulle strane reazioni dei corpi (lei certi giorni è nervosa, lui si alza un po’ strano) e si prepara a eventuali obiezioni: no, non è come se qualcuno ti mettesse il dito in un occhio, anzi è una cosa molto piacevole. Se c’è amore, ça va sans dire”.

————– fin qui l’articolo a firma Valentina Fizzotti.

Pierluigi Diano è un mio lettore. Con l’occasione gli faccio tanti auguri.

Una cosa voglio aggiungere: l’educazione sessuale va fatta. Ai bambini e ai ragazzi. Meglio i genitori di chiunque altro, anche se su molti di loro ho qualche dubbio, ma anche la scuola deve fare la sua parte.

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3 risposte a Come insegnare il sesso ai bambini

  1. elisabetta ha detto:

    Giusta l’educazione sessuale ai ragazzi e l’uso dei fumetti è davvero un modo semplice, efficace ed anche diventente: ma non dimentichiamo che non è il come deve avvenire quell’incontro tra “l’esploratore” To-zoo e la bella Citina in quell’”isola del tesoro”, ma di quali poi possono essere le conseguenze di quell’incontro….
    Non tutti quegli “appuntamenti” sono davvero desiderati, ed è proprio su questo punto che maggiormente si dovrebbe studiare poi il seguito di quel fumetto….. Magari mettendo a To-zoo in testa un bel berrettino rosso di riconoscimento….

  2. Sabah ha detto:

    10 suggerimenti per parlare dei fatti della vita sessuale

    Avviare una discuzione o una conversazione sui i fatti della nostra vita, può essere difficile per alcuni genitore, perchè non sono cresciuti in un ambiente in cui si discuteva di questo argumento. Certi genitori possono avere paura di non conoscere le buone risposte o possono sentirsi non in grado a dare risposte adeguate.
    il seguito : http://il-primo-passo.com/educazione-sessuale/

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