Le cento donne del 2009

Il Corriere pubblica un articolo dal titolo “Le cento donne che hanno fatto il 2009” (questo il link)

Bisognrebbe prima di tutto intendersi su cosa significhino le parole “hanno fatto”? e “su cosa hanno fatto? ln Italia? Nel mondo?

Comunque, al primo posto c’è Angela Merkel, e ci può stare.

Poi è tutta una saga degli orrori.

A cominciare dall’ ottavo posto di Rosi Bindi !

Poi al venticinquesimo Veronica Lario.

Al cinquantaduesimo Luciana Littizzetto. Dicono:” La sua irriverenza dimostra che la tv non è solo per showgirl desnude. “ E’ simpatica e graffiante, è vero, ma il lato B di Belen è di gran lunga più attraente.

Al sessantaseiesimo Anna Finocchiaro. Nessuna donna di destra in classifica.

All’ottantasettesimo Noemi (ma non è quella di “papi”, è quella di X-Factor) e al novantaseiesimo Arisa (look anni 30, occhialoni quadrati vince a sorpresa Sanremolab con Sincerità, 70.000 copie vendute). E di Alessandra Amoroso di Amici che ha venduto quattro volte tanto?

An novantaduesimo Elisabetta Canalis. Apprezzo solo perché ”fa rodere mezza Italia”.

Dulcis in fundo, al novantasettesimo Carla Bruni. che dice sì a Woody Allen per il nuovo film e confessa: «Non sono un’attrice ma non posso perdere quest’occasione». Si annoiava?

Sorvolo sul decimo posto per Rita Levi Montalcini, ma solo per rispetto ai suoi 101 anni.

Vedo al quattordicesimo Federica Pellegrini (“In acqua è la più veloce del pianeta: ai Mondiali di Roma è stata la prima donna a scendere sotto i 4 minuti nei 400 stile libero. Ma ha vinto anche la bulimia, gli attacchi di panico e il dolore, enorme, per la morte del suo allenatore.”) e al ventisettesimo Flavia Pennetta («Noi donne siamo più forti e determinate dei maschi, per questo vinciamo». la prima italiana della storia a entrare nella top ten del ranking mondiale.”) Ma mancano moltissime nostre donne dello sport.

Troppo indietro in classifica Michelle Obama, solo quarantaduesima.

Mi sta bene il quarto Neda Soltani. È morta il 20 giugno, alle 18.30, in Kargar Avenue a Teheran, filmata dai telefonini dei compagni di protesta. Ed è diventata il simbolo della rivoluzione verde. I sostenitori di Akhmadinejad hanno rimosso la sua pietra tombale. Ma il pellegrinaggio al suo sepolcro non si ferma. Ma manca Teraneh, violentata e uccisa per gli stessi motivi

E di Sanaa e di Hina, non si dice nulla?

No, mi piacciono molto di più le donne del mio blog. (vedi la voce “donne” tra le categorie a lato)

PS. Ringrazio che ci hanno risparmiato, una volta tanto, la nostra Patrizia D’Addario. Come avranno potuto resistre?

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15 risposte a Le cento donne del 2009

  1. elisabetta ha detto:

    Le 100 donne che hanno fatto il 2009?

    Hai ragione tu…. Quali 100 donne??? Di Quale Paese? Per quali fatti, atti o vicende????

    Ogni giorno ci sono donne che si rendono importanti, ma non sono quasi mai quelle che vengono nominate dai giornali o dalla Tv….

    Le donne a cui mi riferisco sono anonime e sono quelle che ogni giorno hanno sulle spalle oneri gravosi: sbarcare il lunario anche con mezzi limitati, prendersi cura dei figli, a volte dover accudire a un famigliare malato o a un vecchio non autosufficiente e magari anche avere un lavoro da svolgere.

    E’ a queste donne che va la Palma e il Merito.…. e non a 100 ma ai milioni che se ne contano….

    Ma so di uscire dal tema e certamente l’articolo del Corriere si riferiva a “donne” di pubblica conoscenza e a fatti che hanno interessato l’opinione pubblica durante l’anno….

    Ma anche qui credo che questa classifica non sia veritiera…. è una classifica soggettiva, perché quella donna che per il Corriere può essere stata degna di trovarsi tra quelle 100, per altri non lo è, ed anche se quest’ordine di importanza è stato riportato in base a referendum o ricerche di mercato, non sono completamente d’accordo: l’opinione di molti non è detto sia sempre l’opinione del giusto….

    • frz40 ha detto:

      Condivido.

      Le donne a cui mi riferisco sono anonime e sono quelle che ogni giorno hanno sulle spalle oneri gravosi: sbarcare il lunario anche con mezzi limitati, prendersi cura dei figli, a volte dover accudire a un famigliare malato o a un vecchio non autosufficiente e magari anche avere un lavoro da svolgere.

      A quelle va il primo posto, almeno simbolicamente

  2. Vincenzo ha detto:

    Confesso che non ho visto nessuna delle due classifiche sia quella del Corriere sia la Tua e, forse, ci andrò a curiosare in altro momento.
    Dai nomi citati deduco che, almeno quella del Corriere, propone una miscellanea di nomi con meriti che spaziano tra caratteristiche di pensiero e …diciamo …di gambe.
    Raramente, almeno per la mia esperienza, le due cose convivono nello stesso individuo. A questo punto rimane difficile capire il criterio di classificazione…a differenza di te potrei apprezzare l’ottavo posto della Rosi Bindi ed il decimo per Rita Levi Montalcini….non la chiamerei “saga degli orrori”
    In linea di massima apprezzo il giudizio generico ma condivisibile di Elisabetta che è un peana sull’importanza del ruolo della donna nella società.
    Ritengo, basandomi sui fatti concreti, che mediamente la donna occidentale abbia giocato e giochi un ruolo assolutamente determinante nell’avanzamento della civiltà, della giustizia e del progresso sociale e saranno le donne, specie quelle del mondo arabo, a “picconare” sempre di più sistemi sociali costruiti sulla sopraffazione e disuguaglianza anche a costo di spargere sangue. E’ successo e succederà ancora.
    Ma quelle donne sanno che hanno troppo da guadagnare….è paragonabile al prezzo della libertà che spinge un popolo conscio e maturo a sacrifici anche estremi pur di raggiungerla. La nostra stessa storia lo dimostra.
    Sappiamo bene che la chiave di tutto questo è legata alla possibilità d’accesso all’istruzione.
    Le donne questo lo sanno da molto tempo nel mondo occidentale e le vediamo sempre di più emergere con risultati che dimostrano la perfetta parità potenziale di valore tra i sessi…con una differenza: le donne hanno ancora da dimostrare… la montagna non è del tutto scalata ed è per questo che si impegnano più degli uomini, con risultati superiori a quelli dei maschi, basti comparare mediamente le pagelle scolastiche.

    Io penso che la perfetta parità tra i sessi sarà raggiunta quando mei posti di comando vedremo un certo numero di donne inadeguate al ruolo, come non è infrequente vedere oggi uomini.

    Per concludere e ritornare alle classifiche, ritengo che se il titolo è: Le donne che hanno fatto il 2009, avrei qualche problema a considerare il lato “B” come parametro di merito.

    Eppure caro, carissimo Franco tu sai quanto entrambi i “lati” non ci lascino indifferenti!

    • frz40 ha detto:

      Caro Vincenzo,

      Tocchi dei temi che mi sono cari e troverò un giorno il tempo di scrivere un pezzo.

      Condivido:“Saranno le donne, specie quelle del mondo arabo, a “picconare” sempre di più sistemi sociali costruiti sulla sopraffazione e disuguaglianza anche a costo di spargere sangue. E’ successo e succederà ancora.”

      E’ anche vero che:” la perfetta parità tra i sessi sarà raggiunta quando mei posti di comando vedremo un certo numero di donne inadeguate al ruolo, come non è infrequente vedere oggi uomini.” Ma aggiungo che ho letto una ricerca, alcuni mesi fa, che diceva che le donne che assumono responsabilità sul lavoro, finiscono di avre gli stessi difetti degli uomini. Le mie esperienze personali lo confermano. E credo che abbiamo ben poco da guadagnarci.

      Su Rosi Bindi invece no: è l’esatto opposto della donna che ammiro. Molto meglio il lato B di Belen. Il contenente almeno è gradevole da vedere.

  3. Vincenzo Anfossi ha detto:

    Ho letto solo oggi la tua replica. In effetti il comportamento delle donne di successo, parlo di carriere manageriali, è molto simile a quello degli uomini. Anche le mie personali esperienze lo confermano…ma questo è un altro discorso.
    In effetti il modello maschile ha tracciato comportamenti che la maggior parte delle donne di successo hanno copiato senza portare quei cambiamenti legati alla diversa natura e che auspicavamo : un approccio al comando ed alle responsabilità diverso dal nostro, più umano, più “sensibile” più femminile.
    La realtà sta dimostrando ahimè una cosa che facciamo fatica ad accettare: le grandi differenze tra uomo e donna non esistono! Non lasciamoci imbrogliare dalle apparenze… sono le culture che creano i condizionamenti comportamentali.
    Un esempio per tutti, ma non l’unico, si vada a vedere il giudizio che in combattimento è stato dato su certe comandanti donna americane….
    neanche un briciolo diverse dai colleghi maschi!

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  5. Vincenzo Anfossi ha detto:

    ma…allora non ci siamo capiti….o meglio non mi sono spiegato.
    Tu ed io siamo culturalmente condizionati ad attenderci dalle donne quegli atteggiamenti che a sua volta la cultura riserva al loro sesso…..Ma tutto ciò è solo un fatto formale. L’indipendenza che giustamente le donne stanno raggiungendo, la loro integrazione sempre maggiore nel mondo economico/produttivo riproduce specularmente gli stessi modelli comportamentali un tempo solo appannaggio di noi uomini.
    A questo punto vengono abbandonati, perchè non più indispensabili, i modelli femminili storici.
    Quello che tu sostieni è che siccome i nuovi modelli ti piacciono di meno(e vorrei vedere non fosse così) le donne ai tuoi/nostri occhi ci perdono.
    La verità è che i traguardi da loro raggiunti le fanno inesorabilmente uscire dai vecchi schemi comportamentali perchè a loro va meglio così.
    Caro Franco, avresti preferito una gattina miagolante che intenerendoti avrebbe fatto di te un “falso” padrone? Non confondiamo il mezzo (il miagolio) col fine (l’appagamento di un desiderio qualsiasi)!
    E’ pur vero che il Leopardi, che la sapeva lunga, sosteneva che si vive di illusioni!

    Rileggendo il mio scritto ho moooooolto apprezzato il tono del medesimo
    perchè traspare quel cinismo e quel distacco rispetto agli argomenti trattati come il mio ruolo di uomo, ormai cosciente dei nuovi comportamenti femminili in atto, impone.

    Caro Frz…la verità e che sono terribilmente spaventato!!!!

    • frz40 ha detto:

      Questa volta non ti capisco io.

      Non ho mai parlato di gattine miagolanti che mi inteneriscono (non sarebbe questo il mio tipo di reazione) o che mi fanno sentire un “falso padrone” (figurati un po’ io dei miei cani son sempre stato l’amico, forse il capobranco, ma mai il padrone. Lo potrei essere di una donna?).

      Dico solo che se il prezzo da pagare è forzatamente, come sembra, quello dell’abbandonare i comportamenti tipici della donna, e quì leggi “empatia, emotività, sensibilità, cordialità ed esteriorizzazione dei sentimenti” nessuno ha da guadagnarci qualcosa.

      E per la famiglia, soprattutto, questo è un prezzo molto alto. Spesso troppo alto.

      Se poi vogliamo concludere che la famiglia non è più un valore, facciamolo pure, ma una vita fatta di incontri occasionali, bambole gonfiabili e figli clonati, allora, caro Vincenzo, non sono cinico abbastanza, e ti dico che non è proprio più, per nulla, il mio ideale di vita.

      Mi spiace.

  6. Vincenzo Anfossi ha detto:

    Caro Franco, normalmente quando si vuole sorreggere una tesi si estremizzano gli esempi per focalizzarne la validità. Da qui l’esempio della gattina…..é evidente che ne’ tu ne’ io saremmo tanto fessi da “bercela” davanti ad aperte moine volte all’ottenimento di un consenso.
    Quando parlo di “falso padrone” non mi riferisco certo al rapporto che è intercorso tra te e cani o gatti di famiglia, ne’, tanto meno, al tuo/mio ideale desiderio di tipo di rapporti all’interno delle reciproche famiglie, ma alla strumentalizzazione verso gli uomini in generale cui l’universo femminile è ricorso nei secoli con le armi proprie (le uniche!), non avendo le donne altri mezzi di convinzione: scarsa istruzione, pochissima autonomia, sottomissione (sicuramente in passato era così) al coniuge, sistema legislativo del Diritto di Famiglia sfavorevole, discriminazioni nel lavoro etc.etc…. in quelle condizioni una donna, specie se bella, poteva ottenere rispetto, amore e quant’altro attraverso una falsa sottomissione mediante l’arma formidabile dell’alcova.
    A questo mi riferivo con l’esempio estremizzato della “gattina”.
    Ora, giustamente, le cose son molto diverse e, però, siamo in grado di valutare differenze comportamentali tra i due sessi.
    Come ben sai, e ne riporti risultati statistici tu stesso in questo Blog, questo “appiattimento” delle differenze comportamentali tra i due universi non riesco a leggerlo diversamente se non come la riprova inversa di un ridotto ricorso all’ipocrisia da parte delle donne.
    Tutto il delta comportamentale tra l’oggi ed il passato da’ una dimensione ed un nome al fenomeno :ipocrisia!
    Caro Franco, sei in grado di darmi un’altra chiave di lettura?

    • frz40 ha detto:

      Dici bene, caro Vincenzo: per secoli hanno avuto a disposizione solo “armi improprie”. Quelle avevano e quelle hanno utilizzato per affermarsi in certi contesti sociali.

      Ma le donne hanno avuto soprattutto un altro ruolo: quello di madri, e spesso di madri coraggio. E’ questo che le ha fatte grandi e diverse dall’uomo.

  7. Vincenzo ha detto:

    Caro frz..ieri ti ho risposto ma stranamente la mia risposta è scomparsa!
    non è strano?

  8. Vincenzo ha detto:

    Perchè? I padri che lavoravano o ancora lavorano in miniera, quelli che emigravano per mandare quei quattro benedetti soldi a casa rinunciando alla famiglia e in paesi che li trattava con disprezzo “usandoli” per i lavori più a rischio o più umili?
    Pensa ai quotidiani morti sul lavoro…non sarebbero degni di essere annoverati padri, fratelli coraggio?

    No caro, su questa strada, che è quella dei sacrifici per la famiglia, non vedo questa supremazia.
    Pensa a quanti uomini hanno vissuto all’estero, magari in baracche di legno, senza neanche avere il conforto degli affetti famigliari! Ti ricordi il film “Pane e cioccolata”?
    Se questi sacrifici non sono atti d’ amore verso i propri cari spiegami cosa sono!

    Penso che con la retorica ci allontaniamo da un confronto razionale.

    Con tutta la buona volontà non vedo la differenza tra uomini e donne su questo genere di argomentazioni.

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