Gad Lerner e le “veline” di Striscia

Scrive Francesco Alberoni (questo è il link) sul Corriere del 21 dicembre :

Così il parlamento mediatico ha cambiato cultura e politica e dice ora abbiamo “un grande palcoscenico mediatico formato dalle televisioni e, a distanza, dai quotidiani e dal web. In questo palcoscenico i protagonisti sono i grandi conduttori televisivi, i politici ed i commentatori politici importanti, i divi dello spettacolo e dello sport, alcuni intellettuali e gli specialisti del gossip.

Queste persone costituiscono un vero e proprio «parlamento mediatico» in cui si espongono idee, si sostengono opinioni, si affermano valori, si propongo no modelli di comportamento in tutti i settori: politica, arte, scienza, educazione, medicina, spettacolo.

In questo «parlamento mediatico» vi sono molti centri di potere che competono fra loro e prevale chi ha più audience.

Lo confesso: tra i tanti i conduttori televisivi che fanno politica non ne sopporto nemmeno uno.

Dico fanno politica perché questo è il loro vero mestiere e scopo, e non la conduzione imparziale di dibattiti televisivi che potrebbero anche essere costruttivi. E lo fanno con ogni mezzo, a partire dagli ospiti, dai servizi strumentali di supporto, dagli applausi a comando di una platea scelta volutamente faziosa, dalle faccine e dalle interruzioni su personaggi scomodi, per finire con una regia e ad una scenografia scelte opportunamente ah hoc.

Francamente mi chiedo perché dobbiamo pagare il canone alla tv di stato per sorbirci questo tipo di tribune elettorali permanenti, ma questo è un altro discorso.

Anche le televisioni private ci propinano di queste sceneggiate e la lotta, comunque, si fa sempre sullo stesso punto: l’audience.

In questo contesto, uno dei personaggi che sopporto di meno, è Gad Lerner.

E’ nato il 7 dicembre 1954 a Beirut, Ha lavorato dal 1976 per il quotidiano “Lotta Continua” dove nel 1979 ricopriva l’incarico di vicedirettore. Ha lavorato poi per il “Lavoro” di Genova, “Radio Popolare”, iil “Manifesto” e l'”Espresso”. Dal 1990 al 1993 è approdato alla televisione su Rai Tre. Dal 3 maggio 1993 fino al settembre 1996, è stato vicedirettore de “La Stampa”. E’ ritorrnato poi in Rai, con “Pinocchio” ed è editorialista de “La Repubblica”.

Conduce da nove anni, su La7 , “L’infedele”, ora in onda il Lunedì. Ha uno share del 4-5%, che equivale ad un milione circa di spettatori. Non so dove li trovi, ma il mondo è bello perché è vario. La trasmissione trova anche grande riscontro dalla carta stampata, soprattutto di un certo colore, che ne riferisce sempre ampiamente.

Ciò nonostante da quel 4-5% non si schioda e lui è alla evidente ricerca di qualcosa in più.

Uno dei temi su cui ci prova è quello delle donne e fin dal maggio scorso ebbe a presentare il documentario di Lorella Zanardo il “Corpo delle Donne” (questo è il link per chi volesse vederlo) che, appunto, tratta di come le donne vengono strumentalizzate dalla TV e di come viene, in particolare, mediato il loro corpo dal mezzo televisivo. Tema di parte, assolutamente discutibile ma apprezzabile.


Recentemente non ha trovato di meglio che mandare frecciatine alle due veline di Striscia la Notizia, Federica e Costanza , accusandole di essere “taciturni soprammobili” che sgambettano sul bancone senza mai proferire parola.

Fin qui nulla di nuovo, anche se disdicevole e solo strumentale per fare audience “col corpo atrui”

Adesso passa però il limite del buon gusto e della sopportabilità.

Lerner, infatti, appena ha appresa la notizia che le due veline non si erano presentate in studio durante la puntata del 21 Dicembre a causa della neve, ne approfitta per mandare loro un originale messaggio di auguri e scrive sul suo blog (questo è il link):

“Apprendo che lunedì sera, a causa della nevicata, “Striscia la notizia” è andata in onda senza le Veline cui è risultato impossibile raggiungere lo studio televisivo. Peccato che non abbiano pensato di prendere la metropolitana come ho fatto io, che sono andato regolarmente in onda da una sede vicinissima a quella di “Striscia”, grazie alla straordinaria professionalità della nostra squadra produttiva e redazionale.”

Che carino !! Un vero lavoratore nazional popolare. Si era portato anche il baracchino (*) e le coperte?

Poi però un po’ si tradisce e dice:

“Certo, poi si sono fatte le ore piccole per accompagnare tutti a casa zigzagando fra le tangenziali bloccate, ma sono fatiche sopportabili.”

Ma come? La metropolitana non c’era più?

E conclude con questa escusatio non petita:” Post scriptum: siete e resterete meravigliose, ma gli ascolti più alti non li abbiamo fatti nelle puntate in cui abbiamo parlato di voi…”

E’ proprio vero, quando uno crede d’essere troppo intelligente……….

Auguri comunque a Costanza e Federica. A lui niente

(*) Il baracchino è un termine piemontese che si usava per definire quel contenitore di cibi vari, di solito una pastasciutta, che un tempo gli operai si portavano al lavoro per farlo riscaldare e utilizzarlo nella pausa pranzo.

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