Fredde, calcolatrici e scontrose

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Commentando il mio precedente post “Le 100 donne del 2009” (link) affermavo che dalle donne in posti di responsabilità sul lavoro abbiamo ben poco da guadagnarci poiché, almeno secondo le mie esperienze personali, finiscono con l’avere gli stessi difetti degli uomini. Più qualcuno, forse.

Vincenzo, a sua volta, commentava dicendo: ”In effetti il modello maschile ha tracciato comportamenti che la maggior parte delle donne di successo ha copiato senza portare quei cambiamenti legati alla diversa natura e che auspicavamo : un approccio al comando ed alle responsabilità diverso dal nostro, più umano, più “sensibile” più femminile. […] Un esempio per tutti, ma non l’unico, si vada a vedere il giudizio che in combattimento è stato dato su certe comandanti donna americane, neanche un briciolo diverse dai colleghi maschi!”

Leggo oggi da questo articolo di fonte Adn-Kronos (link) di una ricerca ‘sul campo’ condotta, tra il 2001 e il 2009, da Cofimp, società di alta formazione e consulenza di Unindustria Bologna.

L’indagine è stata condotta su un campione di 1.200 soggetti (660 uomini e 540 donne) di età media di 39 anni (minima 20, massima 65), a cui è stato somministrato un apposito test sviluppato da RH Comportement di Parigi sulla base di un’esperienza di coaching nel campo dell‘Intelligenza Emozionale che dura dal 1991.

Lo strumento è stato concepito per la rilevazione di 5 fattori che rappresentano l’ossatura della nostra ‘intelligenza emozionale’: empatia, maturità emozionale, sensibilità, cordialità ed esteriorizzazione dei sentimenti.”

Il risultato di questa ricerca?

“Le donne, storicamente più capaci di comprendere gli altri, le loro motivazioni, i loro bisogni e in grado di stimolare spesso un comune desiderio di migliorarsi, stanno diventando sempre più ‘fredde’ e calcolatrici con un forte calo sia nel loro livello di empatia sia nella loro sensibilità.

Non solo ma preoccupa anche il basso livello di cordialità che precipita, secondo i parametri del test, da 8,1 a -0,7.

“E’ come se le due metà del cielo, – dicono i ricercatori – anziché ottimizzare, valorizzandole, le differenze avessero perduto le rispettive caratteristiche peculiari con il risultato di mandare in scena comportamenti uniformi stiamo assistendo a un appiattimento verso il basso, sia per le donne che per gli uomini

La ricerca si ferma qui, ma la vita quotidiana no, e mi chiedo quali riflessi possa avere tutto questo sulla vita in famiglia.

Certamente non buono. Purtroppo.

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21 risposte a Fredde, calcolatrici e scontrose

  1. elisabetta ha detto:

    Evidentemente, occupare una posizione agli alti vertici disumanizza e sempre più desensibilizza.

    Avere in mano uno scettro, invece che usarlo come bacchetta magica per aiutare gli altri a risolvere meglio i problemi, spianare situazioni complicate e farne comunque un buon uso, viene usato da colui o colei che lo possiede, come un’arma per ferire e complicare.

    Vorrei, anche se forse ciò esula dal tema in questione, portare anche l’attenzione sull’approccio ai problemi e procedure burocratiche alle quali quasi ogni giorno dobbiamo ricorrere.

    Ho notato che la nuova tecnologia che viene usata (con lo scopo di agevolare) nei contatti con enti e istituzioni, è fredda e a volte anche indecifrabile ed è sempre più difficile poter accedervi in modo umano e personalizzato.

    Se si usa il telefono (cosa più a portata di mano per evitare perdite di tempo) ci troviamo di fronte a operatori-robot che ci invitano a varie digitazioni per poi, nella maggior parte dei casi, ritrovarci con la cornetta calda in mano per aver atteso invano (anche se in compagnia di musica che a volte invece che rilassarci ci innervosisce), aver comunque perso del tempo e non aver risolto il problema perché sempre più spesso la comunicazione dopo un po’ di tempo decade.

    Ho riscontrato invece (e sempre più spesso se posso userò tale sistema) che presentandosi direttamente agli uffici o agli sportelli riesco a risolvere meglio i miei problemi, anche perché se si è educati generalmente si ritrova educazione e disponibilità anche dall’altro lato del banco.

    Si riesce (almeno per la maggior parte dei casi di mia esperienza) a instaurare un rapporto più umano e meno burocratico che favorisce meglio di qualsiasi altro mezzo i problemi posti o le richieste presentate.

    Si hanno informazioni più chiare e, sempre se non c’è maleducazione o non si è prevenuti nei confronti degli addetti, si ritrova quel riscontro di umanità e desiderio di aiutare che da molto tempo avevamo creduto perduto, ma che ancora esiste per fortuna in ognuno di noi perché, anche se il mondo ci porta allo scetticismo, in ognuno c’è il desiderio di ritrovarlo all’interno di questa società che non sempre è così sorda e ingrata come sembra.

    Il mondo è solo un pianeta… è l’uomo che lo rende umano…. Ed è nell’uomo che ancora dobbiamo sforzarci di credere…..

    • frz40 ha detto:

      Funziona quando lo sportello è sotto casa, ma quando è a kilometri, o quando non sai neppure dov’è, non ti restano che il risponditore automatico e spesso, dopo snervanti attese, tutto finisce con “Siamo spiacenti, nessun operatore è al momento disponibile, la preghiamo di richiamare più tardi”.

      Come dire: cornuti e mazziati

  2. Vincenzo ha detto:

    Questa indagine è interessantissima e stiamo infatti dissertando sul perchè o percome le donne stanno cambiando dando un segno negativo alla perdita di certe caratteristiche ritenute appannaggio precipuo del mondo femminile e ….tutto finisce lì.
    Io sostengo invece che, parallelamente, l’universo maschile stia cambiando ed in meglio.
    La verità va ricercata sempre dalla solita parte: stanno velocemente crollando quei condizionamenti comportamentali che costringevano gli uomini ad atteggiamenti legati alla tradizione del “maschio”.
    Per esempio, possiamo vedere giornalmente giovani padri spingere carrozzine o spupazzare pargoli. La ripartizione dei compiti, in seno alla famiglia(specie tra coppie giovani, ma non solo), non esistono quasi più; ognuno fa quel che è necessario quando gli tocca.
    Quante volte vedo padri giovani al super mercato, magari con i figli…etc…etc.
    Tutte queste cose non destano più stupore mentre 30/40 anni fa erano estremamente eccezionali.
    L’altra sera, al ristorante un papà cenava col figlioletto (dai discorsi la mamma doveva ancora uscire dal lavoro) …le attenzioni e la pazienza che il padre per tutta la cena riservava al figlio, che, per imperizia ogni
    tanto combinava qualche pasticcio, erano paragonabili a quelle di una madre molto affettuosa. Mia moglie prima di uscire sentì il bisogno di complimentarsi con quel giovane padre.
    Per concludere, se è vero che le donne hanno perso qualcosa è pur vero che, per contro, gli uomini, uscendo gradualmente dagli storici schemi comportamentali, hanno guadagnato non poco portando finalmente all’esterno ciò che per atavici condizionamenti evidentemente sentivano ma pensavano di essere nel giusto tenendo tutto ben represso.

    • frz40 ha detto:

      I problemi nascono dopo, soprattutto nella fase dell’adolescenza.

      Conosco personalmente un paio di situazioni nelle quali, davanti allo psicologo, i ragazzi con problemi hanno detto alla “mamma in carriera”: “Sì, mamma, ma tu non c’eri.”

      Sarò un maledetto tradizionalista, ma mi pare proprio che i “surrogati” di mamme e papà funzionino spesso piuttosto malamente.

      Per non parlare, poi, degli innumerevoli casi nei quali le unioni si sciolgono e i figli restano, di fatto, abbandonati da uno dei due genitori.

  3. Vincenzo ha detto:

    Forse mi sono perso qualche passaggio……surrogati di mamme e papà…separazioni.. ho perso il filo.
    Non si parlava dell’evoluzione negli ultimi decenni dei rapporti tra i due
    mondi il maschile ed il femminile?

    • frz40 ha detto:

      Col termine “surrogati” mi riferivo a quei papà, peraltro più che apprezzabili, che si trovano a fare le veci delle “mamme in carriera”.

      Poi sì, forse ho saltato io un passaggio. Mi spiego: l’evoluzione del ruolo delle donne nella società è, se non la causa, una delle concause, dello sfaldamento dei rapporti all’interno delle famiglie. Di quì il mio accenno alla non tenuta delle unioni e alle separazioni sempre più numerose dei giorni nostri.

  4. Vincenzo ha detto:

    Sono un rompi p++++…. ma già catalogare “surrogato” della madre l’atteggiamento tenero di un padre non mi sembra corretto. Pensi proprio che il bambino coccolato dal papà faccia delle classifiche di preferenza? Non cadiamo sempre nei condizionamenti culturali! Le carezze di un padre valgono quanto quelle della madre!

    • frz40 ha detto:

      Secondo me, assolutamente NO!

      • elisabetta ha detto:

        🙂 maschilista….. questo tuo “assolutamente no” è un altro modo per scaricare colpe solo sulla donna caricandola di una responsabilità che dovrebbe essere condivisa….

        Questo era un concetto che ai giorni nostri è oramai fortunatamente superato… sempre più si vedono giovani papà che si prendono cura, anche con compiti che un tempo erano prettamente femminili e ti giuro che questi gesti, atteggiamenti materni al maschile mi fanno enorme tenerezza e trovo che l’uomo in questo ci abbia guadagnato.:-)

    • frz40 ha detto:

      Maschilista perchè credo che per un bimbo appena nato le carezze ed il calore di una mamma siano insostituibli?

      O perchè credo che siano tali a nche a 5, 10, 15, 20, 30, 40 anni?

      Mi sembra di impazzire.

  5. elisabetta ha detto:

    🙂 Impazzire???? Esagerato… per così poco????

    Se quello che ho detto rischia di farti impazzire… allora 🙂 ritiro tutto 🙂
    non voglio ritrovarmi con un frz pazzo e magari anche “furioso” 🙂

  6. Vincenzo ha detto:

    Caro franco, dopo la tua risposta piuttosto secca al mio ultimo commento avevo deciso di non intervenire più. Scusami ma mi è sembrato di intravvedere in te un certo disagio e, a quel punto, per non urtarti…..la mia decisione.
    Vedo oggi il commento di Elisabetta (che saluto con rinnovata simpatia) allineato sulle mie tesi e leggo una tua risposta un pò disperata. Pertanto, rimangiandomi il proposito, vorrei ancora aggiungere qualcosa.

    Premesso che nessuno intende sottovalutare la figura materna…ed è verissimo quello che tu affermi quando sostieni che l’emancipazione della donna, avendola vivaddio resa più libera, ha creato le premesse di maggiore instabilità per la famiglia, con le conseguenze negative che ben conosciamo.

    Un tempo i tradimenti, le sbandate… erano molto più frequenti da parte del mondo maschile e toccava alla moglie, per necessità e molto minori occasioni, trangugiare il rospo, versare lacrime e mantenere per quanto possibile l’unità della famiglia.
    Ti sembra giusto?
    Una certa cultura di destra (lasciamelo dire) aveva tracciato dei paradigmi molto precisi: Al maschietto….il fuciletto, alla femminuccia…la bambolina…con tutto ciò che consegue: L’uomo deve giustamente procurare i mezzi economici, la donna custodisca il focolare domestico con annessi e connessi (vedi carezze…)
    Per fortuna l’individuo, e tu lo sai bene, è molto più complesso…i ruoli così definiti nascono da concezioni utilitaristiche creando grosse discriminazioni tra le parti ed enormi differenze di opportunità…..per non farla troppo lunga concludo.
    L’emancipazione ha CAMBIATO LE REGOLE!
    Si vive una unica volta e siamo ospiti e compagni di viaggio gli uni degli altri: tutti dovrebbero vivere in libertà e con PARI OPPORTUNITA’ e ritengo, tra le pari opportunità, anche la possibilità di manifestarci effusioni a prescindere se è la mamma od il papà a farle. L’unica cosa è la sincerità del gesto …non la sua provenienza

    • frz40 ha detto:

      Caro Vincenzo,

      Ti ringrazio per questo commento. La risposta di ieri era effettivamente un po’ asciutta, ma mi vengono anche quelle.

      Comunque avevo già anch’ io l’intenzione di ritornare sull’argomento. Mi ci vuole un po di tempo che oggi non ho avuto avendo fatto un bel viaggio sotto la neve.

      Tu che mi segui, dovresti sapere i che non mi urto mai per un commento quando è garbato e visto che è tuo non mi urterei nemmeno se non lo fosse.

      Un abbraccio e a presto

  7. Vincenzo ha detto:

    Sei proprio un caro amico!…… smach…smach

  8. elisabetta ha detto:

    Il commento-risposta di Vincenzo (al quale ricambio la simpatia) è un chiaro e sensato pensiero che condivido pienamente.

    Penso anch’io che l’emancipazione che ha portato la donna ad ottenere una posizione più equilibrata rispetto all’uomo (e bada non mi riferisco agli eccessi che molte femministe hanno purtroppo messo in evidenza), comporta anche questo diritto dell’uomo a guadagnarsi pari-pari il dovere-diritto (ma spero sia anche un piacere) di sciogliere quei sentimenti di padre-padrone per scendere in atteggiamenti definiti, fino a poco tempo fa, solo materni.

    Molte cose sono cambiate dal tempo della nostra infanzia: oggi i papà (vedi non dico padri) possono condividere con la compagna tutte le fasi della gestazione, assistere alla nascita del figlio, provare l’emozione di quel momento e anche in un certo senso il dolore del parto.

    Tutto ciò non è da poco ed è proprio questo che fa sì che anche il sentimento di un tempo sia mutato e che anche la partecipazione alle fasi della prima infanzia possano sostituirsi a quelle materne…

    Perché mai la carezza di un papà è diversa da quella di una mamma?
    Perché un bambino dovrebbe percepire quella mano sentimentalmente meno tenera e sicura?

    Oramai, caro frz anch’io ti conosco abbastanza bene: da anni condivido con te il nostro gioco preferito (il bridge) e ho imparato a capire che le tue convinzioni difficilmente possono cambiare (le tue prese di posizione nel gioco me lo hanno insegnato), ma da quando frequento il tuo blog e ho occasione di leggere (anche tra le righe) i tuoi pensieri, le tue idee, le tue prese di posizione e le tue critiche che il più delle volte condivido, ti ammiro e mi rendo conto che sei un giusto e un onesto quindi anche se non condividiamo sempre tutto non mi sento tradita.

    Con ciò, il tuo blog mi intriga sempre e sempre mi intrigano le nostre ore al tavolo virtuale di bridge on-line… nulla cambia anche se qualche idea tua non è la stessa mia…

    Con simpatia

    eli

  9. Pingback: Uomini e donne, quale futuro? « Frz40's Blog

  10. marisamoles ha detto:

    Questo mio giunge un po’ tardivo e, lo confesso, senza aver letto per esteso tutti i commenti postati. Quindi, non darò ragione a frz al 100% ma una cosa mi sento di dire: è vero che le donne sono cambiate, è pure vero che i rapporti tra uomini e donne si sono, diciamo così, evoluti (c’è più collaborazione, condivisione, rispetto delle idee e dei ruoli …), non nego nemmeno che i papà siano, oggigiorno, più padri e meno padroni e molto più disposti a trascorrere del tempo con i propri figli, dando così una mano alle mogli o compagne. Tutto vero e meno male che questa evoluzione c’è stata. Ma, lasciatemelo dire, da moglie e mamma, le donne sono sì cambiate, pure i papà, ma le mamme non cambieranno mai!

    Mio marito spesso si chiede come mai quando si soffre o si invoca un aiuto, o quando si vuole esprimere meraviglia, indipendentemente dall’età e dal fatto che si abbia ancora la madre o meno, si esclama “Mamma mia!” e non “Papà mio!”. Ecco, ho appena dato la risposta.

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