Sempre più single, sempre più soli


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Milano, i single sorpassano le famiglie”. Questo il titolo di un articolo sul Corriere, a firma Rita Quarzé. (questo il link) Sottotitolo: “Sono il 50,6 per cento. In crescita anche nel resto d’Italia. L’identikit: giovani, divorziati, anziani che restano soli”

Secondo questo articolo, la tendenza alla crescita delle famiglie-single è in atto da un trentennio. Tuttavia, nemmeno i demografi si aspettavano che Milano fosse diventata una città di monadi, anche se era nelle attese che nel nostro Paese la quota di famiglie single tenderà a portarsi intorno al 40 per cento, contro il 28,4 per cento del 2007.

Milano è un caso particolare (ma anche Roma – noto io – col 42%).

Sotto la Madonnina si trasferiscono a caccia di lavoro i giovani. Poi ci sono i single anziani, in stragrande maggioranza vedove. Terzo fattore: la costante crescita di separati e divorziati». Infine gli immigrati che prima vivevano da clandestini.

Fanno già capolino i negozi che propongono «liste single» per chi va a vivere da solo.

Qualcuno festeggia separazioni e divorzi.

E gli orgogliosi di esser soli, mettono una fedina sulla mano destra imitando parigini e newyorkesi anche se, a sentire il sociologo Enrico Finzi, si tratta di una minoranza: «Secondo una nostra indagine i single che subiscono la loro condizione e, per di più, non vedono prospettive di coppia per il futuro sono la maggioranza. Mentre i convinti— quelli che hanno scelto di vivere da soli e pensano di continuare sulla stessa strada in futuro — sono poco più del 15 per cento».(ndr: non pochi, a mio avviso)

————–Fin qui l’articolo. ———–

Un solo commento: comunque sia, per una ragione o per l’altra, l’istituto della famiglia mi pare sempre più in crisi e lascia sempre più spazio alla solitudine

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3 risposte a Sempre più single, sempre più soli

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, conoscevo la notizia,e non concordo con tutte le deduzuioni, una in particolare quella della solitudine.
    Per l’anagrafe quando un individuo esce dal nucleo famigliare se non costituisce un nuovo nucleo è, giustamente considerato single.
    Ma da questo ad ipotizzare la solitudine ce ne passa!
    Le molte vadove, i vedovi, probabilmente gli immigrati, e non è detto, possono essere considerati soli….. ma tu pensi davvero che oltre la metà dei milanesi vivano da soli?
    L’istituto della famiglia è sicuramente in grossissima crisi ma non penso proprio, a differenza del giornalista, che si possa dedurre che la metà dei milanesi viva nella solitudine.

    • frz40 ha detto:

      No, certo.

      A vent’anni ‘single’ può voler dire libertà, entusiasmo, gioia di vivere, molto raramente vuol dire solitudine.

      Poi gli anni passano e la solitudine si fa sentire di più. Soprattutto se si è rotto un rapporto affettivo, con una morte o una separazione.

      Non sempre solitudine vuol dire disperazione, depressione; qualche volta sì.

      Certamente molto meno del cinquanta per cento dei milanesi soffre per solitudine e solo per alcuni solitudine diventa sinonimo di depressione e disperazione.

      Ma per alcuni sì. E penso per molti più che in passato, augurandomi di sbagliare.

  2. Vincenzo ha detto:

    E’ probabile, anche perchè la vita media si è allungata.

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