Ma Umberto Veronesi che verità ci racconta?


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La religione impedisce di ragionare mentre la scienza vive nella ricerca della verità. Sono mondi molto lontani”.

“La religione, per definizione, e’ integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità, nel bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare’.

Lo ha detto Umberto Veronesi, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, secondo una nota ANSA, così spiegando i motivi che, secondo lui, lo hanno portato ad allontanarsi dalla fede.

Il famoso oncologo ha affermato anche di provenire da una famiglia religiosissima e di aver «recitato il rosario tutte le sere fino ai 14 anni», decidendo poi di allontanarsi dalla religione dopo averle esaminate a fondo tutte, convincendosi che ogni religione altro non sia che l’espressione del “bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico».

Quando i grandi personaggi fanno certe affermazioni si è, per istinto, tentati di dare ad esse grande valore di verità. Così è successo a me, in un primo tempo, leggendo le frasi di Veronesi.

Poi mi sono posto due domande:

La prima:“Ma se lui, che religioso è cresciuto, ha potuto raggiungere una sua verità, in che modo la religione gli avrebbe impedito di ragionare?”.

La seconda:”Quel che lui afferma per la scienza, vale senza dubbio anche per il suo mestiere, l’oncologia. E allora in che modo e in quale misura la religione impedirebbe all’oncologia di sviluppare la propria ricerca della verità e il bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare?”.

E’ vero: spesso la religione ha condizionato la scienza, ma la verità mi sembra, invece, un ‘altra. Tutti noi nasciamo e cresciamo in un contesto che è obbligatoriamente pervaso da ‘credo’ di vario genere, siano essi religiosi, politici, ambientali o culturali.

Tanto più questi credo assumono forme esasperate di integralismo e di intransigenza, tanto più condizioneranno il nostro sviluppo e la nostra esistenza.

Tuttavia davanti a noi c’è il mondo. Basta avere occhi per vedere e orecchie per ascoltare per sviluppare un mostro pensiero. Magari anche per concludere, sbagliando, che “ La religione impedisce di ragionare e solo la scienza vive nella ricerca della verità”

E per convincersi che tra “fede” e “religione” c’è di mezzo il mare.

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25 risposte a Ma Umberto Veronesi che verità ci racconta?

  1. paola ha detto:

    sembra che solo gli uomini piccoli non possano ammettere la grandiosità di Dio

  2. elisabetta ha detto:

    “La religione, per definizione, e’ integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità, nel bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare’.

    Non trovo questa affermazione completamente veritiera.

    Non è vero che la Religione è “integralista”, anche nella religione esistono misteri e dubbi….

    Non sono mai disposta a credere incondizionatamente a coloro che affermano con convinzione il proprio credo….
    Nel fondo del loro pensiero sono certa che esiste sempre “il dubbio”….

    Semmai, dovrebbe essere la scienza che ha più certezze, perché scienza è matematica e la matematica, se vera e giustamente applicata è una scienza perfetta….

    Quindi, con tutto il rispetto per il Professor Veronesi, credo che le sue affermazioni siano da rivedere o quantomeno riproporre e chiarire meglio (ma forse sono io che non ho ben capito il concetto e allora me ne scuso).

  3. tania ha detto:

    MI DISPAICE CONTRADDIRE LA ELY, E IL PROF VERONESI, IO SONO PROFONNDAMENTE CRISTIANA CONVINTISSIMA DELLA MIA RELIGIONE , PIU’ CHE DUBBI CARA ELY SONO TENTAZIONI CHE OGNITANTO CADIAMO NOI CRISTIANI , MA CI SI RIALZA SUBITO CON UN CERTEZZA SEMPRE PIU’ PROFONDA DEL MIO AMATO DIO CHE E PADRE DI TUTTI ! IO LA VERITA’ HO CERCATA HO INVOCATA , MA NON SONO STATA IO A TROVARLA è STATA LA VERITA’ A TROVARE ME! COME DICE ; SANT’AMBROGIO LA VERITA’ MI RENDE LIBERA SO DI ESSERE AMATA PROFONDAMENTE DA UN DIO CREATORE , MI HA DATO LA VIA , CERTAMENTE E DIFFICCILISSIMO SEGUIRE LA STRADA DI GESU’ MA IO CI PROVO CON TUTTE LE MIE FORZE , E VEDO INTORNO A ME DEI PICCOLI MIRACOLI NEL MIO QUOTIDIANO SO CHE NELLA VITA NON SONO SOLA HO UN AMICO ACCANTO A ME CHE VIVE CON ME !!!!!!!!!!! LA FEDE è UN GRANDE DONO , ED è UNO STRUMENTO IN PIU’ NELLA VITA , E COME FUNZIONAAAAAA BASTA USARE GLI INGREDIENTI DEL VANGELO E TUTTE LE DIFFICCOLTA’ DELLA VITA ASSUMONO UN ALTRO ASPETTO , LA SOFFERENZA LA GIOIA HANNO UN SENSO FINALIZZATO ALL ETERNITA’ CERTA CHE QUANDO LASCERO’ QUESTA TERRA LA MIA ANIMA RISORGERA ‘ CIAO CIAO

    • frz40 ha detto:

      Atto di fede della nostra Tania. ma non mi sembra che la Ely dello stesso avviso di Veronesi

    • elisabetta ha detto:

      Tania carissima, sapessi quanto ti invidio, io purtroppo ho tanti dubbi…. anche se non vorrei, credimi, e infatti ancora e sempre mi aggrappo a questa fede anche se debole, perchè solo la fede ci può far superare le avversità della vita…. ma purtroppo a differenza di te non ho visto intorno a me così tanti miracoli…. anche se sempre spero, sempre prego, e sempre ancora aspetto….

      Ma ho rispetto della religione e di colui che è il Sommo Vertice, forse a volte ho qualche perplessità su coloro che si dichiarano religiosi e non si comportano come tali.

  4. TANIA ha detto:

    ho frainteso==?????? acciiiiiiiiiii sorry Ely mi sa che ho letto troppo velocemente !!!!!!!!!!! ora rileggo baci

  5. Vincenzo ha detto:

    Sposo al 10o% le dichiarazioni di Umberto Veronesi
    Cara Elisabetta anch’io diffido delle persone che non hanno dubbi…anzi ti dirò …quelle persone mi fanno paura perchè chi non accetta il dissenso si preclude ogni possibilità di crescita e diventa intransigente verso chi la pensa diversamente.
    A questo allude Veronesi quando parla di integralismo.
    La religione crea vincoli e condizionamenti inaccettabili per uno scienziato ma anche faticosi per chiunque voglia usare il proprio cervello liberamente.
    La scienza si muove tra i dubbi alla ricerca della conoscenza e non sopporta vincoli o blocchi..per definizione.
    La ricerca scientifica ha un solo vincolo: la razionalità ed è per questo, tanto per fare un esempio, che Galileo ha visto le sue o ….ce ne siamo dimenticati?
    Con tutto il rispetto per Paola e per il suo “gioco di parole”…Sarò probabilmente un uomo “piccolo” (non mi permetto di negare Dio, ma vivo nel dubbio) ma in compagnia di Voltaire, tanto per citarne uno, non ci si sente soli….. anzi.

    Mi identifico, purtroppo, in queste parole : QUAESIVI ET NON INVENI.

    • frz40 ha detto:

      Che religione e scienza siano stati in passato spesso in conflitto, non lo nega nessuno.

      Di qui a dire che solo chi è ateo può essere uomo di scienza, mi sembra non solo che sia una forzatura, ma proprio solo un patetico tentativo di giustificare (e chi glie lo chiede?) una propria scelta, peraltro legittima.

      Lo stesso Galileo, che tu citi, ateo non era.

      Leggiti questo articolo di Giorgio Israel, ne val la pena.

  6. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, la lettura dell’articolo non ha fatto che rafforzare la mia replica.
    Si parla di ateismo come alternativa alla religione e qui sta l’errore: un conto sono le regole i vincoli e le politiche attuati nella storia dalle gerarchie ecclesiastiche e imposte nel nome di Dio ed un conto l’esistenza di quell’Entità che noi chiamiamo Dio.
    Non sosterrai che Dio considerasse la teoria galileiana sbagliata.
    Non sosterrai che Dio volesse le Crociate e, successivamente l’Inquisizione.
    Lo sai che gli schiavisti non erano condannati ma si accostavano a pieno diritto ai Sacramenti col bene placito di Santa Romana Chiesa?
    E quelle disgraziate donne credute “streghe” e messe al rogo era forse per volontà di Dio come la Chiesa sosteneva?
    Come vedi una cosa è credere all’esistenza di Dio altra è prendere per volontà divina ogni decisione della religione che in suo nome si è sempre espressa e che ha permesso anche un sacco di nefandezze.
    Questo è il punto, quando io parlo di religione non parlo necessariamente di Dio.
    Altra cosa è l’ateismo.
    Io spero in Dio e qualche volta Lo prego ma poi non riesco a togliermi il dubbio….

    Se credi non publicare questo intervento.. ti assicuro che la mia intenzione era solo una lettera all’amico e non è mio desiderio sollevare vespai scandalizzando forse qualcuno col mio scritto. Mi conosci oramai… decidi tu per il meglio. So che qualsiasi decisione sarà quella di un amico in buona fede. Cordiali saluti.

    • frz40 ha detto:

      Perché non avrei dovuto pubblicare questo tuo commento ? Non ci vedo nulla di offensivo o di sconveniente. I fatti che richiami sono fatti noti. Nessuno nega che in nome di un Dio tutte le religioni, non solo la nostra, abbiano commesso i crimini più efferati.

      Mi sembra solo che siano un po’ fuori dal tema che ci propone Veronesi quando afferma, giustificando se stesso, che solo un ateo può essere uomo di scienza e che solo ad un ateo possono venire i dubbi che stimolano la ricerca della verità, qualunque sia la religione perché tutte sono integraliste e intransigenti.

      Io dal mio piccolo mi permetto di dire che non è vero e l’articolo di Giorgio Israel me lo conferma citando un certo numero di personaggi che, pur essendo religiosi, alla scienza hanno dato molto.

      “Senza la loro razionalità – ci dice – la scienza moderna semplicemente non esisterebbe” e “gli scienziati non credenti o atei sono stati sempre una ristretta minoranza”

      Aggiunge che “accoppiare la parola «integralista» alla religione è arbitrario; essa si attaglia altrettanto bene a molti scienziati”

      E conclude dicendo che “i dogmatici e le menti incapaci di ragionare liberamente esistono dappertutto”.

      Ha perfettamente ragione. Tutte le religioni pongono dei condizionamenti ma come ho detto nel post, tutti abbiamo occhi per vedere ed orecchie per ascoltare. Ben vengano i dubbi e anche i cambiamenti d’opinione. A tutti. E non ci racconti, quindi Veronesi, dall’alto della sua prosopopea, che l’ateismo è una sorta di razza superiore.

  7. Vincenzo ha detto:

    Scusa Frz, non riesco a trovare l’articolo da cui presumo tu abbia riportato le frasi del tuo ultimo commento.
    Io ho solo trovato quella brevissima sintesi (7 righe ANSA) di fianco alla foto dove la parola ateo non esiste. Potresti gentilmente fornirmi il Link dell’articolo completo?

    • frz40 ha detto:

      Vedo che il link ha dei problemi, faccio prima a trascriverti l’articolo quì di seguito

      Se per Veronesi la fede impedisce di ragionare
      di Giorgio Israel

      La filastrocca dell’incompatibilità tra scienza e religione sta diventando ripetitiva e provoca un senso di stanchezza. In certi casi, ormai, il dialogo si rivela una pura perdita di tempo. Ma Umberto Veronesi è un uomo di grande levatura e pare impossibile che anche con lui si crei una simile incomunicabilità.

      Nessuno mette in discussione la legittimità di essere ateo o agnostico, tanto meno si può mancare di rispetto a una simile scelta, per esempio dicendo che l’ateismo impedisce di ragionare. Ma non è per una questione di galateo e di reciprocità che va evitata l’affermazione simmetrica: e cioè che la religione impedisce di ragionare. Va evitata semplicemente perché è falsa.

      Sarebbe falso affermare che l’ateismo impedisce di ragionare: basterebbe produrre l’esempio di tanti scienziati e pensatori atei che hanno ragionato e ragionano benissimo.

      È non meno falso affermare che la religione impedisce di ragionare e che scienza e fede non possono andare insieme. Anche in questo caso basterebbe una lista di scienziati credenti, gente che ragionava benissimo, senza cui la scienza neppure esisterebbe – una lista talmente lunga che una pagina di giornale non basterebbe a contenerla.

      Non era forse un credente Keplero, al punto di motivare le sue leggi del moto planetario come espressione dell’armonia impressa dal Creatore al mondo? Spero a nessuno passi per la mente di dire che Galileo era ateo: se egli riservava alla mente umana lo studio della natura, lasciava il resto alla sfera religiosa. E che dire di Newton? Alla sua morte venne scoperto un baule contenente una massa di manoscritti che rappresentava il 70% della sua produzione totale, dedicati all’alchimia ed alla teologia. In una memorabile conferenza letta nel 1946, il celebre economista John Maynard Keynes, che aveva acquistato all’asta questi manoscritti da tempo scomparsi – ora è disponibile in italiano il Trattato sull’Apocalisse -, diceva di essersi trovato di fronte all’«ultimo dei maghi» i cui «istinti più profondi erano occulti, esoterici», un «monoteista della scuola di Maimonide». Newton era un mistico, influenzato dal pensiero cabalistico, che portava queste sue convinzioni persino nella definizione di spazio («sensorium Dei»). Non era forse un pensatore razionale? Senza la sua razionalità la scienza moderna semplicemente non esisterebbe.

      La verità è che gli scienziati non credenti o atei sono stati sempre una ristretta minoranza. E questo persino nel periodo dell’Illuminismo francese, peraltro una breve parentesi dopo la quale di nuovo abbondano gli scienziati credenti, come Louis-Augustin Cauchy, cui certamente la religiosità non impedì di ragionare bene e di essere uno dei maggiori matematici dell’Ottocento.

      Dice Veronesi che la religione è integralista mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità. Ma accoppiare la parola «integralista» alla religione è arbitrario. Essa si attaglia altrettanto bene a molti scienziati. Integralista è quella forma di religiosità che vede nel testo rivelato qualcosa di scritto direttamente dal dito di Dio e che va quindi preso alla lettera, in modo assolutamente testuale. Ma nell’ebraismo e nel cristianesimo le Sacre Scritture sono scritte da uomini e la rivelazione è mediata, per cui è fondamentale l’opera di interpretazione. L’esegesi biblica costituisce un’opera sterminata che ha accompagnato secoli di religiosità e che ha costituito una forma di pensiero razionale. Anzi, come è stato più volte osservato, questa attività di interpretazione ha rappresentato un esercizio di razionalità che ha favorito lo sviluppo dello spirito scientifico. Per spiegare (razionalmente) la presenza importante degli ebrei nella scienza moderna dopo la loro emancipazione, non occorre certamente evocare fattori razziali, ma proprio l’abitudine all’esercizio della ragione derivante dalla pratica intensa dell’esegesi biblica.

      I religiosi integralisti esistono certamente e li vediamo pullulare fra di noi, e spesso trucidare chi non crede alle loro verità, anche se curiosamente sono quelli verso cui si nutre la maggiore indulgenza. Ma esistono anche scienziati integralisti, quelli che si nutrono di un dogmatismo della scienza che si chiama «scientismo», ovvero della pretesa senza fondamento che qualsiasi fatto possa essere ricondotto a una spiegazione basata sul metodo sperimentale o su un approccio matematico.

      Ma anche guardando al procedere della scienza si danno manifestazioni di dogmatismo. Il filosofo della scienza Thomas Kuhn, nel suo famosissimo ‘La struttura delle rivoluzioni scientifiche’, ha descritto la tendenza della scienza a cristallizzarsi attorno a un insieme di assunti (da lui detti «paradigma») che la comunità ufficiale tende a difendere ad ogni costo, spesso con spirito dogmatico. Non sempre gli scienziati sono mossi dal bisogno di criticarsi e mettersi in gioco. Non di rado si chiudono in un atteggiamento di conservazione. Per cui il progresso della scienza spesso deve passare attraverso una rottura drammatica, un conflitto aperto di scienziati innovatori col paradigma dominante (la «rivoluzione scientifica»).

      In conclusione, i dogmatici e le menti incapaci di ragionare liberamente esistono dappertutto. È inopportuno elevare contrapposizioni artificiose tra scienza e religione, che oltretutto non hanno alcun riscontro nella storia, e in particolare nella storia della scienza. Come disse Einstein, «la scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca». L’analisi razionale della natura è fondamentale, è lo sguardo che l’uomo porta verso il mondo che lo circonda; ma la scienza da sola non può sopportare il peso di tutte le richieste dell’uomo, in particolare delle domande che riguardano il senso del suo essere nel mondo o, se si vuole, di quella sfera che Kant chiamava il mondo morale e che sfugge a qualsiasi spiegazione naturalistica.

  8. Vincenzo ha detto:

    Intanto ti ringrazio per l’articolo che già avevo letto e, quindi, conoscevo.

    Non contiene nessuna dichiarazione di Veronesi sulla necessità di essere atei per fare ricerca scientifica, da quanto letto veronesi parla di “religione” e non di ateismo.
    Credo di avere scritto il mio commento in proposito in data 6/2 dove rimarco che dichiararsi fuori dalla religione non equivale “de facto” essere atei.

    Dio, ovvero la Mente Creatrice, non si deve confondere nè con la religione Cattolica nè con le altre religioni.

    Se così fosse qualcuno mi dica qual’è quella vera visto che Dio dovrebbe essere uno solo mentre ogni religione sostiene di Adorare il Dio vero

    Veronesi bolla La Religione (credo Cattolica) per i vincoli che essa pone ma non parla di Dio.
    Attribuire a Veronesi la dichiarazione che per fare ricerca scientifica sia necessario essere atei mi sembra molto forzato, almeno io non lo ho letto nell’articolo.

    Rileggendo attentamente l’articolo di questo Giorgio Israel, che gioca a fare il “fine ragionatore” , ravvedo in lui più abilità e arguzie da avvocato che capacità speculativa, ma questo è ancora un’altro discorso che allungherebbe all’inverosimile il brodo.

    • frz40 ha detto:

      Veronesi ha dichiarato «Scienza e fede non possono andare insieme – ha affermato l’ oncologo – perché la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di legenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti». e ha “deciso di allontanarsi, nei primi tempi con grande difficoltà, dopo aver esaminato a fondo tutte le religioni.”

      Vedi un po’ tu se questo non significa che, per lui, solo un ateo può essere uomo di scienza.

  9. Vincenzo ha detto:

    Non necessariamente, vedi, il discorso è complesso: c’è chi ha la fede e chi, come me, vive nel dubbio e lo accetta perchè in fondo non si vuole abiurare all’uso del cervello.

    Per chi ha la fede Dio è certezza, per chi non ha la fede Dio è una speranza.

    La religione può mettere vincoli allo scienziato …..Dio no ed infatti Veronesi parla di perdita di fede non di Dio.
    Sono abbastanza convinto che chi, come Veronesi e come me stesso, convive col dubbio avrebbe molte difficoltà ad avere come unica certezza la negazione di Dio.
    Veronesi , per Sua affermazione, viene da una cultura religiosa come me, credo proprio che il concetto di Dio se lo porterà dentro per tutta la vita.

    • frz40 ha detto:

      Caro Vincenzo, io avrò a testa dura, ma la tua “me sembra de coccio” 🙂

      Veronesi parla di sé e dice che LUI E’ ATEO e poi aggiunge PERCHE’ UOMO DI SCIENZA.

      Se dice lui che E’ ATEO credigli. Pechè devi pensare che ” il concetto di Dio se lo porterà dentro per tutta la vita.”? Magari auguraglielo, ma lui, dicendo che è ATEO, lo esclude. Sarà ben libero di fare e dcihiarare una sua scelta? Non è mica un cretino: la parola ateo sa bene cosa significa.

      E se lui si dichiara ateo, per lui Dio non esiste. Nessun Dio. Affari suoi.

      Quel che non è libero di dire è che scienza e fede sono inconciliabili. Anzi: è libero di dirlo, ma solo come tutti sono liberi di dire una stronzata.

  10. Vincenzo ha detto:

    Vedo che è un dialogo tra sordi.
    Non dirò piu una sola parola in argomento perchè inutile!
    Tu affermi che Veronesi parlando di sè DICE DI ESSERE ATEO ma alle mie reiterate richieste non sei riuscito a farmi sapere da dove hai tratto questa dichiarazione che non ho trovato da nessuna parte se non sui TUOI commenti.
    NB : La nota ANSA NON PARLA DI ATEISMO e L’articolo di Giorgio Israel NON RIPORTA QUELLA FRASE

    • frz40 ha detto:

      E’ vero, hai ragione tu.

      La parola ‘ateo’ non l’ha pronunciata. Ha detto ‘solo’ di “essersi allontanato dalla religione”, “dopo aver esaminato a fondo tutte le religioni”,

      Non ha detto ‘ateo’, ma mi sembrato che le due affermazioni fossero molto vicine alla definizione di quella parola.

      Francamente non me ne importa nulla di sapere quanto lontano sia, sono affari suoi, e forse ho semplificato troppo nel capirlo ateo, ma il senso del mio discorso, non cambia.

      Traducilo così: “è una stronzata dire che bisogna, per definizione, allontanarsi dalle religioni per essere uomini di scienza” Qualche volta sì, ma non sempre , e non capisco quanto gli sia servito nel suo caso personale di oncologo.

  11. Vincenzo ha detto:

    Non hai mai sentito parlare di cellule staminali per la cura del cancro?
    La religione cattolica vieta le sperimentazioni sulle cellule staminali ed il referendum in Italia ha dato l’esito che ben conosciamo.
    Mia moglie conosce un caso, molto vicino a lei, in cui una madre di due figli, affetta di cancro, sta rifiorendo proprio da quando nella terapia hanno iniziato a curarla con le cellule staminali.(costosi farmaci che vengono dall’estero)
    Purtroppo la cura è arrivata in ritardo ma il marito spera che per tre, quattro anni la moglie potrà ancora crescere i due figli che sono piccoli.
    (Infatti all’estero gli studi sulle cellule staminali sono andati avanti malgrado l’avversità della chiesa Cattolica)
    Ecco cosa voleva dire Veronesi.

  12. Vincenzo ha detto:

    Caro Franco,
    sei liberissimo di non crederci, a conti fatti io evidentemente non godo di credibilità, qualcun’altro, più attendibile, potrà confermarti quanto dico…. e poi chiudo.
    (Mi sembra sia la CEI…. comunque una qualche organizzazione cattolica) per fare cadere il referendun sull’ utilizzo degli embrioni per la ricerca sulle cellule staminali fu promossa una campagna che invitava i cattolici a NON ANDARE A VOTARE.
    Infatti il quorum necessario non fu raggiunto.
    Guarda che, a naso, parlo di un due o tre anni fa.

  13. frz40 ha detto:

    Caro Vincenzo

    Mi spiace un po’ che abbia affermato che per me tu non sei degno di credibilità, soprattutto perchè non è vero. Sei una delle persone delle quali io ho maggior stima personale e so che quando parli lo fai per convinzione e con competenza.

    Per questa ragione, oltre che per cercare di essere chiaro nei confronti di quanti ci leggono, voglio ritornare su questo post e lo devo fare diffusamente, me ne scuserai, nella speranza di dissipare una buona volta quello che io credo essere un equivoco di fondo della nostra discussione.

    Il punto è questo: La nota Ansa diceva”La religione impedisce di ragionare mentre la scienza vive nella ricerca della verità. Sono mondi molto lontani -. Lo dice Umberto Veronesi. Lo scienziato ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad allontanarsi dalla fede. E aggiungeva – «ho recitato il rosario tutte le sere fino ai 14 anni», poi ha deciso “ di allontanarsi, nei primi tempi con grande difficoltà, dopo aver esaminato a fondo tutte le religioni. “

    Di cosa parliamo dunque:

    1. Della posizione personale di Veronesi nei confronti della fede, non solo nella nostra religione, ma in tutte le religioni;

    2. Dei presunti limiti che la fede avrebbe posto in passato, e continuerebbe ancora a porre, all’ uomo di scienza nella sua ricerca delle verità.

    Questi due sono i due temi che io ho proposto e dei quali ho inteso discutere contestando le conclusioni di Veronesi (grande personaggio, peraltro, nel suo mestiere di oncologo, per il quale mi levo tanto di cappello).

    Sul primo punto Veronesi non mi convince quando dice che allontanarsi dalla religione è stata per lui una sua scelta obbligata per svolgere il suo mestiere. Dovrebbe allora spiegarci quali sono stati i risultati che non avrebbe ottenuto se fosse rimasto credente. A me sembra che stia trovando solo delle scuse buone per giustificare il suo ateismo, più o meno pronunciato che sia, anche se nessuno glie lo chiede.

    Il secondo punto fa esclusivo riferimento alla scienza e quindi ai limiti imposti agli uomini di scienza dalla loro eventuale coscienza religiosa. Attenzione: non dalla Chiesa, ma, lo ripeto, dalla loro coscienza religiosa. Su questo punto mi sembra che il teorema di Veronesi non stia in piedi e mi conforta Giorgio Israel quando cita un certo numero di personaggi che, pur essendo religiosi, alla scienza hanno dato molto, e dice che “i dogmatici e le menti incapaci di ragionare liberamente sono esistiti dappertutto”. E’ vero: in alcuni casi, le religioni hanno posto dei condizionamenti e sono state di freno, ma non al punto di aver impedito a moltissimi uomini di fede e scienza di aver avuto occhi per vedere ed orecchie per ascoltare.

    Questi erano i due temi oggetto delle mie critiche alle dichiarazioni di Veronesi.

    L’equivoco nasce dal fatto che tu ne hai fatto un discorso più allargato e dai responsabilità alla Chiesa per scelte errate dei credenti e degli italiani in particolare. Non era il tema, ma qui hai una buona parte di ragione. La Chiesa in Italia è stata fortemente condizionante, soprattutto nel campo del sociale. Ma ha anche subito pesanti sconfitte, leggi ad esempio i casi del divorzio e dell’aborto.

    Nel caso che citi del referendum per la fecondazione assistita, che ha avuto luogo l’11 giugno 2005, ti faccio però solo presente tre cose:

    1. Che mi pare assurdo essere ricorsi ad un referendum per argomenti di quel tipo

    2. Che ricorrere a referendum, dopo che da 10 anni di insuccessi dell’istituto referendario, era come farsi harakiri. Dar la colpa del mancato quorum alla Chiesa, in questa situazione mi pare ridicolo.

    3. Che la scelta è stata soprattutto politica sia per ragione di fede, sia, e forse ancor più, per ragioni di demagogia acchiappa voti.

    A maggior informazione ti do di seguito l’elenco dei referendum tenuti dal 1995, ultimo caso di quorum raggiunto, ad oggi con le percentuali di partecipazione

    11 giugno 1995 57%
    15 giugno 1997 30%
    18 aprile 1999 49,6%
    21 maggio 2000 32%
    15 giugno 2003 25%
    12 giugno 2005 25%
    21 giugno 2009 23%

    Maggiori dettagli li trovi qui

    Con affetto.

  14. Vincenzo ha detto:

    Caro Franco , Ti ringrazio della stima che mi confermi e che ricambio sinceramente, ti propongo di ritrovarci su altro argomento….questo mi ha un pò esaurito.
    Infatti la tentazione di riprendere da capo le mie risposte punto per punto sarebbe grande…… ma il buon senso questa volta prevale.

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