Galeotto fu quel tavolo

Un’articolo de la Repubblica a firma Emilio Randacio (questo è il link) riporta la vicenda di un colloquio a luci rosse tra un avvenente avvocatessa e il suo cliente, nel carcere milanese di Opera.

I due sono stati sorpresi da un agente della polizia penitenziaria che ha sbirciato dallo spioncino per controllare che l’incontro di routine tra l’avvocaressal e il detenuto procedesse normalmente, quando si è trovato di fronte ad un’inequivocabile scena di sesso orale
.
«Non è come pensa, posso spiegare tutto» fu l’imbarazzata spiegazione della penalista: “Mi era caduta la penna sotto il tavolo“.

Non è stata creduta ed è stata sospesa per sei mesi dall’Ordine, per aver “disonorato la professione”.

Poverina. Non so se ce l’avrebbe fatta a farlo assolvere, ma lei ce la stava mettendo tutta almeno per sollevare le pene delle detenzione al suo assistito.

Forse non aveva visto il cartello..

🙂 🙂 🙂

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