Esame in quinta elementare?


Leggo questo interessante articolo di Marco Rossi-Doria per La Stampa di Torino:“Ripristiniamo l’esame di quinta elementare”.

Il tema non è nuovo : soffriamo di una grave malattia, non si conosce più l’italiano e “bisogna riprendere a imparare bene a scuola la nostra lingua nazionale”

Come spesso accade, la descrizione dalla malattia è perfetta:” Le parole non si usano bene e se ne utilizzano sempre di meno. Si legge e si ascolta spesso senza capire [..] Si scrive per frasi fatte, spesso tratte da stereotipi della tv. Non si conoscono le basi della sintassi.[..] Il congiuntivo si è eclissato […] Non c’è idea di punteggiatura, sparisce l’ortografia”, etc, etc.

Perfetta è anche la descrizione delle conseguenze di questa grave malattia: “scrivere e parlare correttamente non solo ti aiuta a proseguire negli studi, a salvaguardare il tuo posto di lavoro o a trovarne un altro ma anche a difenderti dai soprusi, far valere i tuoi diritti, prevenire e curare malattie, allontanare dipendenze, evitare il carcere, allungare la vita per te e i tuoi figli”.

Ma la cura? Ripristinare l’esame di quinta elementare?”. Con una prova vera: dettato, tema, riassunto e test di «uso della lingua»?
Sì – dice – “Perché è a quella età che si consolidano le basi della lingua materna o che si accede con successo a un’altra lingua. Perché la prova spingerà docenti e anche genitori a guardare con altri occhi alle competenze su cui non si transige. E perché è un rito di passaggio, cosa che serve a ogni essere umano che sta crescendo”

Io vedo la mia nipotina che, in seconda elementare, é già alle prese con tuti i problemi di questa malattia: l’uso del “che”, la sintassi delle parole difficili, i loro plurali, i congiuntivi, l’uso della h. e i vari ghe, ghi, che, chi, sce, sci, gli.., etc , etc. Ha una buona maestra che la fa lavorare sodo. Lei riesce bene e così alcuni altri bambini; molti hanno maggiori difficoltà ma sono certo che, con quella maestra, per i bambini che arriveranno in quinta non avremo bisogno di alcun esame per valutare se avranno acquisito le buone basi della nostra lingua.

Sono contrario agli esami che spesso risentono di fattori casuali oggettive e fattori soggettivi imputabili all’esaminatore; senza dire poi che costano un sacco di quattrini. E a fronte di risultati di incerti che si fa? Con qualche errore si chiude un occhio? Con più errori qualcuno chiude un occhio e qualcuno boccia? E con troppi errori? Si rimanda in quinta? o in seconda?

Sono invece favorevole al buon insegnamento che consente un apprendimento serio, graduale e sistematico.

E per avere questo occorre avere dei buoni maestri. Ma li abbiamo? Molti, sì, certamente, ma se leggo quest’altro articoloL’ignoranza dei maestri di domani“,sempre apparso su La Stampa qualche giorno prima, mi tremano le vene ai polsi.

Dice:”Sono una studentessa di «Scienze della formazione primaria», il corso di laurea istituito per preparare buoni maestri per le Elementari. [..] quello che mi colpisce costantemente è il basso livello di preparazione richiesto dai docenti e la pretesa che gli studenti hanno di passare gli esami senza studiare.”

“L’unico docente esigente è stato additato dagli studenti di tutta la facoltà come un professore troppo severo, che impedisce agli studenti di laurearsi e, per questo, tutti sperano che venga trasferito.”

“Quando ho sostenuto il suo esame [..] sono riuscita a passarlo con un buon voto al primo colpo, solo perché ho studiato.”

“Prima del mio turno, ho potuto assistere ad alcuni orali di questo esame, e sono rimasta sconvolta dalle risposte delle studentesse, che non solo facevano intendere di non aver studiato, ma non davano neanche l’impressione di possedere buon senso. Una ragazza ha affermato che il Sole è più piccolo della Terra. Un’altra, alla richiesta di descrivere il comportamento di una pallina che cade, ha dichiarato che la pallina oscilla (avete mai visto una pallina oscillare cadendo!?). Ancora, ad una studentessa è stato chiesto di trasformare in grammi 20 chili e lei ha cominciato a scrivere alla lavagna «0,0020 g»…”

Che dire allora? Tutto si risolve con la reintroduzione dell’esame di quinta elementare?

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2 risposte a Esame in quinta elementare?

  1. elisabetta ha detto:

    Sono d’accordo per l’esame… ma prima credo che andrebbe fatto fare ai maestri che, a quanto leggo dalle tue segnalazioni, forse sono meno preparati degli stessi scolari….

    E pensare che il piacere di scrivere bene è una gioia infinita, sapersi esprimere, usare bene i periodi, gli aggettivi i verbi, è come suonare una musica la cui sinfonia entra nel cuore ed esalta il sentimento.

    eli

    • frz40 ha detto:

      Il problema è che quando le cose si lasciano degradare, di generazione in generazione, poi recuperare è difficile.

      Per dirla a modo tuo, anche le maestre non son più quelle di una volta. 🙂

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