Amici 9 – La scusa nobile e il bullismo

E’ sempre interessante osservare le dinamiche e le reazioni dei ragazzi di“Amici”, anche se la situazione da “reality” esaspera troppo i toni (e gli autori ci marciano).

Nei pomeridiani di ieri, martedì, e di oggi, ci sono stati due casi su cui soffermarsi quelli di:
Pierdavide e la “scusa nobile”;
Matteo e il bullismo.

Dopo la cocente sconfitta di Domenica sera, i bianchi si sono chiesti del perché di un certo accanimento del pubblico nei loro confronti e Pierdavide è sceso a più miti consigli, chiedendo di incontrare la Celentano.

Ha detto “Io sono nelle mie canzoni. Non antepongo il successo a ciò che sono, alla mia sfera personale, checchè ne dica Platinette che criticava il mio atteggiamento nei confronti di Grazia, io voglio restare fedele a ciò che scrivo, però non so come relazionarmi con il pubblico che prima mi applaude quando dico delle cose cantando e poi mi fischia quando le ribadisco parlando, io non posso vedere la persona che mi sta accanto piangere tutti i giorni e restare indifferente, ho sentito il bisogno di proteggerla”

Ecco questa, il bisogno di proteggerla è stata la “scusa nobile”, quella che ha finito per non fargli riconoscere l’ errore di averla protetta, sì, ma nel modo sbagliato. Non tanto nella prima sfuriata, di reazione, contro la Celentano. Ma nella seconda, fatta a freddo, dopo che l’insegnate aveva rinunciato a chiedere un provvedimento.

Ed é la “scusa nobile” che gli ha impedito di dire in diretta:” mi spiace, ho sbagliato, ero sotto stress perché la vedevo piangere a causa sua”, come invece oggi ha fatto.

Non c’entra nulla con il non anteporre il successo alla sfera personale, così come dice nelle sue canzoni. Questo al pubblico sta benissimo e l’ha capito. Quel che non ha capito è perché si è ostinato a nascondere un proprio errore.

Non ce l’ho con Pierdavide, ragazzo peraltro sempre fino ad ora più che a modo; capita spesso e a molti. Ce l’ho con la “scusa nobile”. Non cercatela mai, non lasciatevene accecare.

A Matteo sono state dette ieri cose grosse dai suoi compagni: “Sei un paraculo”, “Adesso ci hai rotto, la devi piantare”, “Per far bella figura, ci fai fare figure di merda.”

Oggi hanno ripreso la musica i bianchi. Non sto a riferire le frasi, le potete immaginare. Il tema di fondo è stato sempre quello: è un falso e vuol apparire quello che non è.

Non è vero, Matteo è solo “un diverso”. Non fuma, va a letto alle 9.30, conosce la musica, conosce il bel canto, a 14 anni ha rinunciato al motorino per avere un pianoforte, legge i libri, riconosce che gli avversari sono bravi e li applaude se fanno bene, non esulta troppo quando vince e se gli scappa di farlo cerca di controllarsi, si preoccupa di essere gentile coi professori, non ha mai attaccato nessun avversario, cerca il fairplay, non dice parolacce, non usa frasi e modi volgari.

E cosa si fa quando tra noi c’è “un diverso”. Non lo si sopporta. I “diversi” non possono esistere, “ci fanno” e basta. E, allora lo si attacca, lo si mette in un angolo, gli si vuol far confessare chissà ché. Con la volgarità, con la violenza.

E sapete come si chiama tutto questo? Bullismo. Inizia così.

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4 risposte a Amici 9 – La scusa nobile e il bullismo

  1. marisamoles ha detto:

    Ovviamente non sono d’accordo su Pierdavide: a me basta aver visto e sentito la Celentano per capire che il tuo “accanimento” è fuori luogo (te l’ho scritto in un commento al mio post). Quando si è orgogliosi, è assai difficile scusarsi (ne so qualcosa, purtroppo!). In più a lui non interessava scusarsi in modo plateale, voleva vedere la Celentano a telecamere spente ma gli autori non gliel’hanno permesso. Proprio per questo non ha voluto scusarsi in diretta domenica sera.

    Quanto a Matteo, sono d’accordo con te: Matteo è “diverso”, ma non per le qualità che tu descrivi (giustissime tra l’altro), bensì perché ha ottenuto la maglia di Amici a casting ancora aperti. Nonostante tutto, ha saputo conquistarsi la simpatia e la stima dei compagni d’avventura, almeno fino ad ora. Comprenderai anche tu che, avvicinandosi il termine della trasmissione, il clima è acceso e qualsiasi cosa può dar fastidio. Ora Matteo è il rivale per eccellenza e, visto che non si schioda dalla sua posizione in classifica, è naturale che i compagni, sia di squadra sia gli avversari, gli trovino tutti i difetti del mondo.
    Ma tra questi sfoghi e il bullismo ce ne passa; te lo dice una che del bullismo ne sa qualcosa. Ora semplicemente vige il motto: mors tua, vita mea.
    Nulla in confronto, comunque, con gli attacchi a cui eravamo abituati seguendo le altre edizioni di amici. Questi sono davvero dei bravi ragazzi e si stimano l’un l’altro, mentre i “vecchi” concorrenti si criticavano pesantemente dal punto di vista “artistico”. Quelli erano davvero dei bulli.

    • frz40 ha detto:

      Il mio discorso non è tanto su Pierdavide, in particolare, quanto sulla “scusa nobile” in generale. Quel tipo di scusa che ti fa apparire giusto quel che giusto non è e non ti fa capire che hai commesso un errore. E non è nemmeno una questione di orgoglio. La scusa nobile viene spesso prima dell’azione e la determina.

      Di fronte ad un’azione sbagliata non è giusto dire “L’ha fatto perché è orgoglioso” è giusto dire “l’ha fatto perché credeva di avere un buon motivo (la scusa nobile)”. Del pari non è giusto dire “non si scusa perché è orgoglioso” ma “non si scusa perché crede, erroneamente, di avere un buon motivo per non scusarsi, ossia “la scusa nobile”.

      Nel caso specifico bene ha fatto la Celentano. Male ha fatto Pierdavide nel non scusarsi in pubblico. Da quando in qua si offende in pubblico e ci si scusa, di nascosto, in privato? Con questo, lo ripeto non ce l’ho con Pierdavide, critico solo la situazione specifica.

      Per Matteo hai ragione. C’entra molto il fatto che sia un pericolo per chi pensa di poter vincere. Ma non è forse vero che i “diversi” rappresentano sempre un pericolo? Poco conta che questi attacchi non siano peggio di quelli dell’anno scorso, ma mi fa riflettere il fatto che provengano anche dai suoi stessi compagni. Certo, il bullismo è un’altra cosa, ma incomincia così.

      • marisamoles ha detto:

        Che cosa intendi per “pubblico”? Mi pare che le parole grosse siano partite da “casa”, non dallo studio televisivo. I microfoni ci sono sempre, è ovvio, ed è per questo che qualsiasi cosa dicano o facciano, tutto è “pubblico”. Quindi, Piersdavide si è scusato con la Celentano in pubblico, nello stsso modo in cui, in pubblico, l’aveva offesa.

      • frz40 ha detto:

        Marisa, per favore. Va bene difenderlo ma fino ad un certo punto.

        L’aveva fatto nella caetta, è vero, ma sapeva benissimo di essere ripreso e visto da 3 mil di spettatori,

        Non l’ha fatto Domenica sera, perdendo una grossa occasione.

        Ha cercato di farlo di nascosto, in privato, ma non gli è styato giustamente concesso.

        E’ stato così obbligato a farlo, obtorto collo, due o tre giorni dopo e l”ha fatto senza mai guardarla in facccia.

        Insomma, non sarà proprio stato l’esempio un pentimento venuto dal profondo del cuore!

        Con tutto questo non lo accuso. Meglio che si sia scusato che non. Convinto lui di avere una “scusa nobile”, convinti tutti.

        Ma di quì ad approvarlo, scusa, ce ne passa.

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