Adozione: i genitori non potranno più rifiutare bimbi di colore?

Il tema è di un certo rilievo sociale. Lo riassumo.

A Catania una coppia ha presentato una domanda d’adozione di bambini stranieri precisando di essere disponibile «all’accoglienza fino a due bambini, di età non superiore ai 5 anni senza distinzione di sesso e religione», ma di essere «non disponibile ad accogliere bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea o in condizione di ritardo evolutivo»

II Tribunale dei minorenni di Catania ha dichiarato i coniugi «idonei all’adozione» e ha accettato quindi la condizione del “purché non di pelle scura”.

Contro tale posizione, su ricorso dell’Ai.Bi – l’associazione Amici dei Bambini – si è mossa invece la Procura della Cassazione che ha chiesto alle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione di esprimersi in proposito, rilevando «una palese discriminazione su base razziale nei confronti di minori di colore e di etnia straniera non europea», discriminazione tanto rilevante da dover da condurre, in futuro, i giudici a negare l’idoneità all’adozione delle coppie che la richiedessero.

Tra qualche settimana avremo la decisione della Corte che avrà orientamento giurisprudenziale, di fatto vincolante.

A supporto di tale tesi, nel frattempo, si è manifestata una certa sollevazione popolare al grido di “Le coppie non possono scegliere i bambini come al supermercato; niente esclusioni che puzzano di razzismo”.

Giusto, dico io !

E direi pure “giustissimo” se già facessimo parte di una società nella quale tutto è come lo vorremmo e nella quale discriminazioni di colore non esistessero più. Ma è così? Non completamente. Vorrei sbagliare ma mi pare che pur non essendo la nostra una società razzista, qualche problema esista e, probabilmente, esisterà ancora per molti anni.

Certo: una coppia aperta ad affrontare anche i problemi che avranno i loro figli di colore è una coppia che, teoricamente, offre maggiori garanzie, ma mi chiedo se questa sia una vera condizione “sine qua non”.

Certo: dobbiamo combattere il razzismo, ma mi chiedo:

– Perché vogliamo costringere chi già si accinge a fare il difficile mestiere di genitore a farsi carico, se non se la sente, anche del mestiere dell’avanguardista anti razzista, perché tale sarà, suo malgrado, il suo futuro?”

– E ancora:se il contesto sociale è tale da non offrire le stesse opportunità a persone di diverso colore, per quale motivo dovremmo costringere un futuro genitore ad investire proprio su chi avrà da quella società minori opportunità?”

– E ancora: quanti saranno i futuri genitori che rinunceranno ad una adozione per il timore di doversi veder assegnare un bambino di colore? E, quindi, quanti saranno, di conseguenza, i bambini che non troveranno una famiglia che sarebbe stata altrimenti disposta ad accoglierli?

La risposta in parte la conosco. I bambini sono tutti uguali, in qualunque parte del mondo siano nati e qualunque sia il colore della loro pelle. Tutti hanno diritto ad uno stesso futuro.

Non c’è dubbio.

Ma la società in cui viviamo è, per il momento quella che è, e mi chiedo se questo vincolo all’adozione sia la strada più giusta per combattere i pregiudizi o se, invece, non finisca col fare più vittime che salvataggi.

Attenzione! La mia è solo una domanda che rivolgo a chi può avere più esperienza e, comunque, a tutti coloro che vorranno contribuire con il loro pensiero.

PS. sullo stesso tema la mia amica Marisa Moles QUI

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47 risposte a Adozione: i genitori non potranno più rifiutare bimbi di colore?

  1. vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Ma non capisci che la societa è quello che è e noi non possiamo farci niente proprio e anche a causa di quelle persone che dicono esattamente quello che dici tu?!
    Chi cerca un figlio in adozione dovrebbe cercare una creatura da amare, educare, e sperare di riceverne affetto e riconoscenza. Condizionare questi sentimenti al colore della pelle vuole dire non essere sufficientemente motivati per adottare un figlio.
    A volte l’adozione può avere motivazioni meno nobili.

    A cosa serve essere concordi con le belle dichiarazioni di principio “I bambini sono tutti uguali, in qualunque parte del mondo siano nati e qualunque sia il colore della loro pelle. Tutti hanno diritto ad uno stesso futuro.”
    Quando poi ci adeguiamo passivamente ad una società che non è “come la vorremmo e nella quale le discriminazioni di colore esistono…eccome!?

    Caro Frz, siamo di passaggio in questo mondo che, a parole, sotto certi aspetti condanniamo …ma se il nostro “passaggio” lo lascerà esattamente come lo abbiamo trovato a che sarà servito vivere?
    Caro Frz, siamo coetanei, e tra un certo numero di anni (purtroppo non quanto vorremmo) non ci saremo più.
    Se almeno con le opinioni potessimo pensare di avere portato una goccia d’acqua a quel deserto di egoismi, di meschinità e di discriminazione, sarebbe già una consolazione che potrebbe dare maggior significato all’esistenza temporanea di ospiti su questo pianeta.

    Un abbraccio.
    Vincenzo

  2. Pingback: La ricchezza della diversità | Famiglia a Colori

  3. frz40 ha detto:

    Caro Vincenzo,

    Tu dici:“Chi cerca un figlio in adozione dovrebbe cercare una creatura da amare, educare, e sperare di riceverne affetto e riconoscenza”.

    E va bene, non è forse tutto, forse la cosa è più complessa di così, ma diciamo che vada bene così.

    Poi aggiungi: “Condizionare questi sentimenti al colore della pelle vuole dire non essere sufficientemente motivati per adottare un figlio”.

    E questo non mi convince. Non che non abbia un senso; anzi. al contrario, ce l’ha e rappresenta l’optimum desiderabile.

    Ma non so se sia la “condicio sine qua non” per verificare la reale motivazione.

    Non credi che si possa essere validi genitori anche se si chiede di non avere un bambino di colore? I motivi possono essere i più disparati, forse anche ingiusti.

    Ma mi chiedo: tutti quelli che sono andati a cercare i figli in Russia, in Moldova e in tanti altri paesi dell’Est non lo hanno forse fatto anche per evitare che gli arrivasse un bambino di colore? Oggi l’80% delle adozioni provengono di lì. Sono tutti cattivi genitori? E per i bambini adottati non è stata questa una gran fortuna? Quanti di loro sarebbero rimasti dov’erano se ci fosse stato questo vincolo? Quanti di quei genitori non avrebbero adottato nessun bimbo se gli fosse stato prospettato l’obbligo di riceverne anche uno di colore?

    E allora mi chiedo: voler a tutti i costi qell’optimum come condicio sine qua non, non diventa forse, in molti casi, nemico del bene?

    Guarda che non so dare una risposta definitiva. Mi piacerebbe davvero che qualcuno mi spiegasse perché quella condizione debba essere veramente un presupposto “on/off”. Forse sbaglio, ma io non ne sono convinto.

    Con questo, e tu lo sai, la mia goccia d’acqua cerco di portarla tutti i giorni, ma sono realista e non credo di poter cambiare il mondo. In questo caso mi accontenterei di vedere che chi vuol far del bene sia nelle condizioni di poterlo fare, anche se non ha il 100% dei requisiti che tutti vorremmo.

  4. marisamoles ha detto:

    Caro Vincenzo,

    se hai letto anche il mio post, cui frz rimanda tramite il link, sai già come la penso.
    Concordo con le tue affermazioni e non condivido affatto la posizione di frz per le ragioni che tu stesso sottolinei. Per lui credere nella possibilità di avere, in un futuro spero prossimo, un mondo migliore, è un’utopia. Per me, e penso di aver capito anche per te, una speranza.

    Ogni giorno a scuola incontro ragazzi di tutte le etnie anche se sono ancora una minoranza: il liceo spaventa un po’ quelli che vivono in Italia da poco e gli stessi insegnanti delle medie li orientano verso le scuole professionali o gli istituti tecnici. E’ un vero piacere vederli uniti, collaborativi (non pochi ragazzi di colore, in questi anni, sono stati eletti al consiglio d’istituto) e realizzare che sono una ricchezza per i nostri giovani che si abituano in questo modo a confrontarsi con chi è “diverso”, scoprendo che la propria identità acquista forza anche attraverso il confronto con l’alterità.

    I giovani sono molto più aperti dei “vecchi” e anche fra gli immigrati i figli possono fare molto per aprire la mente ai propri genitori. Perché, ricordiamolo, la diffidenza e i pregiudizi non sono unilaterali.

    Io credo in quello che vedo. Forse mi sbaglierò ma non posso condividere, con rassegnazione, l’osservazione che “la società in cui viviamo è, per il momento quella che è”.

    Con tutta la simpatia per frz, ovviamente.

    Baci baci.
    Marisa

    • frz40 ha detto:

      Cara Marisa,

      Il tuo commento si è incrociato con la mia risposta a Vincenzo. Forse ci troverai qualche ulteriore spiegazione di quale sia la mia posizione. Che non è un’opinione più o meno preconcetta, ma è semplicemente, ancora, una domanda.

      Tu dici: “Per lui credere nella possibilità di avere, in un futuro spero prossimo, un mondo migliore, è un’utopia. Per me, e penso di aver capito anche per te, una speranza.”

      E utilizzando le tue parole, in un’ estrema sintesi, la domanda è questa: “E’ buona cosa concedere l’adozione solo a chi crede che sia una speranza e negarlo a chi crede che sia un’utopia?”

      Con questo ti do atto di conoscere, per la professione che fai, il mondo dei giovani meglio di me e mi auguro che tu abbia ragione, anche se da quel che leggo dai giornali e vedo negli stadi, non credo che dappertutto sia proprio così.

      Chi però pensa all’adozione è di un’altra generazione e non possiamo pretendere che tutti siano perfetti. Credo che tra le tue amiche e i tuoi amici ci sia qualcuno che la pensa diversamente da te sull’argomento. Sarebbero questi tutti cattivi genitori?

      • marisamoles ha detto:

        Poco fa ho commentato il post di Ernesto Maria Amico e l’ho concluso con queste parole:

        “… confermo che decidere di diventare genitori sia un atto d’amore incondizionato tanto nei confronti dei figli naturali quanto verso i bimbi adottati. Ma è anche vero che talvolta non si riesce ad essere dei buoni genitori, non tanto buoni quanto vorremmo. Quindi, “mettere le mani avanti” significa prevedere di non essere in grado di affrontare delle difficoltà e già questo, a parer mio, non è un buon inizio.”

        Questo è ciò che penso e sai che difficilmente cambio idea. E’ un difetto, lo so, ma ho la testa dura. Come tu stesso dici, non tutti siamo perfetti.

      • frz40 ha detto:

        Non voglio farti cambiar idea; tanto più che io non ho una risposta certa e mi pongo non un problema di vincolo “giusto o sbagliato”, ma solo di “opportuno” o “non opportuno”.

        Condivido con te “non è un buon inizio”, c’è di meglio. Ma è sufficiente per dire: “NO,TU NO !” ?

  5. marisamoles ha detto:

    Sì, per me è sufficiente.

    • frz40 ha detto:

      Spiegaglielo a quelli che rimangono negli orfanotrofi, allora.

      Scusa la durezza.

      • marisamoles ha detto:

        Se è per questo negli orfanotrofi i bambini rimangono a lungo per la complessità burocratica delle pratiche di adozione. Non credo, comunque, che ne rimarrebbero di più se si dovesse obbligare i genitori ad adottare anche bambini dalla pelle scura. Se fosse vera la tua previsione, però, credo che sia meglio per loro rimanere dove sono che avere dei genitori che non li meritano.

        Scusa la franchezza e leggi, se puoi, il commento di Paola al mio post.

      • frz40 ha detto:

        L’irriducibile Marisa! E va beh, è toccata a me.

  6. elisabetta ha detto:

    Non ho la pretesa di dire la cosa più giusta su questo argomento, ma credo che posso semplicemente dire una cosa sensata.

    La società di oggi è una società che ha già fatto passi da gigante riguardo la promiscuità etnica.

    Quando ero bambina, incontrare per strada una persona di colore (nero, giallo, con gli occhi a mandorla o il velo arabo) era una cosa rara e ne restavo affascinata.

    Quella diversità era allora vista non in forma di razzismo ma di curiosità e permetteva di scoprire quello che c’era al di fuori del nostro piccolo mondo casalingo (altri individui diversi e di lontani paesi)

    Gli anni sono passati e anche se per me sono molti (me ne sento sempre più di quelli che ho), se li poniamo in riferimento storico, sono davvero pochi e in questi anni abbiamo fatto molti passi avanti anche se non siamo completamente tutti antirazzisti: ci sono ancora remore sulla completa mescolanza di razze.

    Molti, anzi quasi tutti dichiariamo “Io non sono razzista” e questo certamente viene detto con tutte le buone intenzioni e genuina sincerità.

    Ma poi riconosciamo (sempre negli altri) ancora una incompleta posizione di eguaglianza.

    Certamente poco alla volta arriveremo al risultato auspicato e possiamo chiamarlo come avete detto: “utopia”, “speranza”….
    Ma io lo chiamerei soprattutto “pazienza”….

    Forse la nostra età (e parlo della mia o di chi come me) non ci permetterà di essere qui per vedere questo completo cambiamento, ma sono sicura che ci sarà….
    E questo in nome di quella “pazienza”.

    E’ questo un secolo di corse sfrenate: tecnologiche, culturali, mediatiche… siamo abituati sempre a correre e non abbiamo più la “pazienza” di attendere che le cose maturino.

    Ed è questa maturazione che rende e renderà sempre più della corsa anche questo specifico argomento: “il razzismo” e la mescolanza pacifica e bene accetta di colori, etnie e religioni diverse.

    Concordo con frz per quello che riguarda le adozioni di bambini di colore.

    Perché non lasciamo per ora le cose come sempre sono andate?

    Perché porre questi obblighi che sicuramente in qualcuno frenerà il desiderio di adottare un bambino per timore che gli venga assegnato un bambino che (giustamente o no) gli creerebbe, a suo parere, qualche disagio?
    E intanto precludere ad un altro bambino la possibilità di una famiglia?

    Vedo sempre più coppie che adottano bambini di ogni colore e questo dovrebbe già farci ben guardare a quell’inizio di “utopia”, “speranza” , “pazienza” sopra citati.

    Personalmente anch’io sono tra quelli che dicono “io non sono razzista” e lo dico con tutta sincerità e convinzione….
    Ma sono veramente e completamente sincera?

    Potrei in una specifica occasione, tradire questa mia convinzione???’

    Sapete che è una domanda alla quale non so rispondere????

    E voi, tutti voi ne siete così sicuri????

    eli

    • frz40 ha detto:

      Vedi Elisabetta, sarebbe fantastico se il problema non si ponesse nemmeno. Tutti uguali, che problema c’é? Ma non è così e il problema esiste e c’è chi, per mille ragioni, lo sente di più, e chi meno.

      E’ troppo facile tacciare di razzisno qualcuno quando il problema è il suo e sta fuori dalle mura della nostra casa.

      Vorrei proprio vedere come si svolgerebbe il loro “Indovina chi viene a cena”, se il problema toccasse i figli o le figlie di coloro che oggi fanno sfoggio di antirazzismo. Tutti ben disponibili e indifferenti? E se il futuro sposo/a fosse una ragazza o un ragazzo Rom? O ebreo, o mongolo o integralista islamico? O una bella figliola di burqa vestita? Tutti a proprio agio?

      E perché allora, invece, dovrebbero sentirsi a proprio agio quei genitori che non se la sentono di affrontare, oltre al già difficile mestiere del genitore, anche le problematiche della discriminazione (che non l’abbiamo inventata noi) per il proprio figlio adottivo?

  7. nonsisamai ha detto:

    ho scritto anch’io su quest’argomento e anche da me si e’ scatenato un piccolo putiferio. ci tenevo a leggere qualche altra opinione in merito e ho trovato la tua interessante e molto condivisibile. a presto, e.

  8. frz40 ha detto:

    Un parere di Alessandro Gilioli. Scrive per L’Espresso

    La Cassazione lasci stare i bambini

    Questo è il LINK

  9. frz40 ha detto:

    Da dove provengono i bambini adottati (anno 2008, nel quale sono stati adottati 3.964 bambini)

    Russia…. 17,7
    Ucraina.. 13,7
    Colombia 11,2
    Etiopia… 8,8
    Brasile… 8,3
    Polonia.. 6,6
    Vietnam. 5,8
    India….. 3,3
    Bulgaria. 3,3
    Ungheria 2,1
    Perù… 1,8
    Lituania. 1,8
    Congo… 1,7
    Lettonia 1,4
    Cambogia 1,3
    Cile…. 1,1
    Altri Paesi 10,1

    Per vedere l’intero Rapporto alla Commisisone per le Adozioni Internazionali, questo è il LINK

    • marisamoles ha detto:

      La classifica che riporti è la conferma che, anche senza costrizioni di sorta, le famiglie adottive usano il buon senso e non si arrendono di fronte ai bambini dalla pelle scura: se consideriamo solo la Colombia, l’Etiopia, il Brasile (dove non sono tutti bianchi!) e l’India superano il 34 %.

      Sono anche convinta che le pratiche con l’Europa dell’Est siano più veloci e meno costose (i bambini, certo, non si comprano ma i genitori devono affrontare viaggi e lunghe permanenze nei Paesi in cui si recano per adottare i bambini) per questo Russia e Ucraina sono in testa.

      Credo anche che la famiglia di Catania sia un caso isolato e abbia “fatto scandalo” solo per l’interessamento dell’AiBi.

      • frz40 ha detto:

        Gli indiani, fino a pprova contraria non sono di colore.

        Comunque cambia poco. Se sei convinta che non si perda nemmeno un’adozione, che posso dirti? Auguriamocelo.

  10. tania ha detto:

    PER 10 ANNI FA HO AVUTO LA GIOIA DI FARE VOLONTARIATO IN UNA CASA FAMIGLIA , VICINO CASA MIA. C’ERANO IN TUTTO 10 BAMBINI TUTTI MISTI ANCHE DEGLI ITALIANI, MA QUANDO ENTRI IN QUESTE STRUTTURE NON GUARDI IL COLORE DELLA PELLE , MA CERCHI LE LORO MANINE DA ACCAREZZARE , IL LORO VISETTO DA BACIARE , CERCHI DI AMARLI CON TUTTA LA TUA FORZA . OGNUNO DI LORO AVEVA UNA STORIA DOLOROSA, E GIA’ QUESTO ME LI HA FATTI AMARE COME SE FOSSERO DEI MIEI FIGLI . LI HO PORTATI A CASA TANTE VOLTE CONTRO LA VOLONTA’ DEI MIEI FIGLI VERI , LOTTANDO E FACCENDOLI RAGIONARE CHE IL COLORE DELLA PELLE NON CAMBIA I SENTIMENTI DEL CUORE , ALLA FINE ERANO LORO CHE MI CHIEDEVANO : MA QUANDO CI RIPORTI I NOSTRI FRATELLINI, SONO RIUSCITA A FAR CADERE QUEL MURO DI RAZZISMO CHE ERA INSITO IN LORO , QUESTA E STATA LA GIOIA PIU’ GRANDE CHE ABBIA VISSUTO CON TUTTA LA FAMIGLIA DARE AMORE INCONDIZIANTO DAL COLORE DELLA PELLE

  11. marisamoles ha detto:

    Mi dispiace, frz, ma ho la prova contraria: una mia “vecchia” collega ha adottato una bambina indiana ed è nerissima … ovviamente, come capita per altre etnie, ci sono varie gradazioni di colore ma bianchi bianchi non sono!

    • frz40 ha detto:

      Spiace anche a me contraddirti un’altra volta, ma ne ho conosciuti moltissimi.
      Sono di pelle più scura della nostra, è vero, ma hanno caratteristiche morfologiche e somatiche del tutto diverse da quelli che normalmente chiamiamo “di colore”. Poi, prova un po’ a dire ad uno di loro che è negro e vedi un po’ cosa ti risponde.

      • marisamoles ha detto:

        Non mi pare che in tutto questo lungo dibattito si sia parlato di “negri” (che poi in latino “niger” vuole semplicemente dire “nero” quindi indica un colorito non bianco) come di africani e basta. Si è parlato di “bambini dalla pelle scura” intendendo “non bianchi”. Non credo che sia importante riferire l’appellativo che citi ad un’etnia o ad un’altra o mi vuoi fare intendere che gli indiani ai coniugi di Catania andrebbero benissimo?

      • frz40 ha detto:

        Non so gli andrebbero benissimo, ma sonsicuro che non son quelli che avevano in mente

  12. frz40 ha detto:

    Credo che dopo molte parole e tanti commenti, tutti sempre molto graditi, il pensiero che ho maturato scrivendo questo post, meriti un certo spazio. Permettetemelo.

    L’adozione è un istituto giuridico che deve contenere norme ne promuovano l’applicabilità e l’efficacia e stabilisca i prerequisiti che be consentano la miglior diffusione ed il miglior successo, sia per i futuri genitori, sia per i bambini adottandi

    Sino ad ora, sin quando cioè l’Ai.Bi ha presentato il suo esposto alla Procura della Cassazione, le norme prevedevano che fosse espressamente dichiarata dalle coppie anche la disponibilità ad accettare un bimbo di colore. Lo conferme il modulo per la richiesta di adozione, meglio detto, “dichiarazione di disponibilità all’adozione con richiesta di idoneità”, con un’apposita casellina da barrare per dichiarare, appunto, tale disponibilità.

    Adesso si vorrebbe cambiare e rendere obbligatoria e preliminare la dichiarazione di tale disponibilità sull’altare di ragioni prevalentemente etico-emozionali, più che apprezzabili come tali, ma, a mio avviso, poco consistenti.

    E spiego il perché.

    Primo: ritengo che con tale obbligo ridurrebbe il numero delle adozioni e farebbe salire, conseguentemente, il numero dei bambini che rimarrebbero chiusi nel loro begli orfanotrofi. Mi pare assurdo sostenere (anche se la mia amica Marisa ci prova) che tutte le coppie che non hanno dichiarato la loro disponibilità, l’avrebbero invece dichiarata se fosse stata obbligatoria.

    Secondo: per sostenere che non lo merita chi rifiuta un bimbo di colore, occorrerebbe verificare, se, a consuntivo, le adozioni effettuate da costoro siano state foriere di un maggior numero di insuccessi. Non mi risulterebbe, e se qualcuno dispone di prova contraria, me lo dica, per favore. Credo che si possa essere ottimi genitori anche se si hanno delle preclusioni nell’adottare bimbi di colore.

    Terzo: per sostenere che coloro che tali preclusioni non hanno avuto sono quelli che, solo loro, avrebbero meritato di ricorrere all’istituto dell’adozione, occorrerebbe verificare che le loro adozioni di bimbi di colore, a consuntivo, hanno avuto solo un limitatissimo numero di insuccessi. Così, a buon senso, non mi pare che possa essere, perché occorrerebbe pensare che, seppur con la miglior buona volontà e predisposizione, le cose riescono meglio proprio là dove sono più difficili. Ma, nella realtà, così non è. E me lo conferma la testimonianza di Alessandro Gilioli, giornalista di sinistra per “L’Espresso” che scrive:

    « Gonfio di educazione politicamente corretta, di quella casellina,me ne sono quasi indignato. Ma come? Mica siamo al supermarket, che uno sceglie il prodotto. E’ un bambino, e come viene, viene. Che brutalità, che schifezza, che idiozia queste caselline.
    E invece, l’idiota ero io: ma l’ho scoperto solo con il tempo. Con i corsi al Ciai, con le lunghe chiacchiere insieme agli psicologi che avevano seguito centinaia di adozioni bene o mal riuscite, con i confronti con tante coppie che stavano facendo o avevano già fatto lo stesso percorso.
    Perché le dinamiche della genitorialità adottiva sono molto complesse, delicate e scivolose: non è una passeggiata, non è un gioco.
    E – soprattutto – non è in ballo il desiderio di un genitore di avere un figlio, ma il diritto di un bambino di avere una famiglia che l’ama.
    Un bambino ha diritto a vivere in una famiglia che si sente pronta a farlo diventare davvero suo figlio. E tu, genitore, dovrai superare con il tuo amore totale il muro della biologia. Dovrai superare con il tuo amore totale il fatto che si sentirà comunque diverso dai compagni di classe o dai cuginetti. Dovrai superare con il tuo amore totale il fatto che un giorno si accorgerà di non avere il tuo colore degli occhi e ne proverà un dolore infinito.
    Dovrai superare con il tuo amore totale il fatto che la genitorialità adottiva può diventare perfino – quando il figlio sarà adolescente – uno strumento per farti del male, e se tu gli dirai di tornare entro mezzanotte lui ti risponderà: che cazzo vuoi tu che non sei neanche mio padre? (è successo davvero a una coppia che ho conosciuto).
    E il diritto del figlio a questo amore totale passa, prima di tutto, attraverso la sua completa accettazione, fin dal primo giorno. Che è un fatto profondamente intimo, privato, ed è il risultato di infinite e contrastanti spinte interiori. Non c’è scritto da nessuna parte che tutti i genitori si sentano pronti o siano capaci di crescere un bambino con una grave malattia. Allo stesso modo non sta scritto da nessuna parte che ogni genitore del mondo – specie una madre – nutra nel profondo del suo animo l’assoluta capacità di accettare e amare totalmente un bambino che, per la pelle di colore diverso, non gli assomiglia per niente.
    Potete, se volete, condannare eticamente quel genitore, e probabilmente lo farei anch’io. Ma non potete imporre a un figlio di crescere con un genitore che abbia dentro di sé quelle riserve. Perché fareste davvero del male al bambino, i cui diritti devono invece prevalere su tutto il resto.
    Spero che proprio che la Cassazione respinga la proposta della procura, perché è una stronzata pazzesca.»

    E lo spero proprio anch’io. E con questo quiì ho concluso.

    Con la speranza dia vere presto un mondo migliore nel quale questo problema non si ponga nemmeno.

    • marisamoles ha detto:

      Be’, un po’ presuntuoso affermare “sono sicuro che non son quelli che avevano in mente”. Io mi limito a leggere quanto riportato dai giornali riguardo alla richiesta della coppia catanese che si sarebbe dichiarata “non disponibile ad accogliere bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea”. Non mi pare che riferirsi a “bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea” escluda gli Indiani e includa esclusivamente gli Africani.

      E con questo è davvero tutto.

      • frz40 ha detto:

        Era solo un modo di dire per affermare che quando di pensa a gente di colore, normalmente non si hanno in mente gli indiani.

  13. elisabetta ha detto:

    Mamma mia, certo che il tuo post ne ha scatenate tante di polemiche e, nella maggior parte, contrarie al tuo e al mio punto di vista.
    C’è una cosa però che ancora vorrei mettere sul piatto dell’argomento.
    Tra coloro che sono in conflitto con quello che tu hai scritto, c’è qualcuno favorevole all’aborto e magari ne ha avuto anche esperienza diretta? (So che è difficile dichiararlo ma non si può nascondersi e mentire a se stessi),
    Perché, se così fosse, non è coerente con le sue affermazioni.
    C’è forse differenza tra chi decide di avere in adozione un figlio di colore o no e chi decide di avere o sopprimere una creatura già (anche se solo in embrione) concepita?
    Insomma…. È sempre onorevole, generoso e eroico, fare della retorica e del buonismo, ma sempre difficile vedere e sentire sulla propria pelle le esperienza dirette e le dirette conseguenze.

    Con tale pensiero mi viene in mente una piccola e divertente storiella.

    A un tale che dichiarava di avere sentimenti di eguaglianza e di giustizia vengono poste queste domande:
    “Se tu avessi due milioni di euro che faresti?”
    “Uno lo tengo io e uno lo darei in beneficienza”.
    “E se tu avessi due case?”
    “Una la tengo io e una la darei a chi è senza casa”.
    “E se tu avessi due automobili?”
    “Una la tengo io e una la darei al mio amico Carlo che è senza”.
    “E se tu avessi due biciclette?.
    “Beh, che discorsi… io ho due biciclette!!!!”

    Carina eh????

    Beh… si commenta da sola….

    Con ciò, anch’io “passo e chiudo”.

    eli

    • frz40 ha detto:

      Mamma mia Eli !!!! Non so a chi e a che cosa tu stia esattamente pensando, ma tracciare dei parallelismi tra adozione e aborto, mi sembra veramente eccessivo. Lascerei fuori in ogni caso le situazioni personali che possono esssere oggetto di circostanze e momenti del tutto particolari.

      Starei sul pratico, che era l’obiettivo di questo post. Se vogliamo dire che sarebbe bello che il problema delle adozioni dei bimbi di colore non esistesse siamo tutti d’accordo, ma siccome esiste occorre gestirlo al meglio.

      E allora chi vorrebbe cambiare le regole deve farsi carico di dimostrare che le cose andrebbero meglio, in particolre rispondendo alle domande che ho posto con le conclusioni di cui al mio commento del 2 maggio, alle 9:51.

      Carina, comunque la storiella.

      • elisabetta ha detto:

        Non è un parallelismo che cerco di dimostrare ma solo questioni di possibili scelte…. e su tali scelte, a parer mio non c’è differenza….
        eli

  14. marisamoles ha detto:

    Cara Eli,

    se è a me che ti riferisci (non saprei dire a chi altro!), leggi qui, per piacere: (LINK)

    Ho rischiato di perdere mio figlio al terzo mese di gravidanza: non potrei mai essere a favore dell’aborto.
    E visto che a quarant’anni ho dovuto subire un’isterectomia, se ne avessi avuto la possibilità (economica, soprattutto) avrei adottato volentieri un bambino … di colore.

    Non c’è retorica né buonismo in quello che dico: esprimo solo quello che sento e della mia sincerità credo non si possa dubitare, visto che le mie repliche qui e altrove sono sempre schiette.

    • elisabetta ha detto:

      @ Marisa

      Mi dispiace davvero molto che pensi che io mi sia riferita a te in particolare…. Il mio commento era rivolto in generale e non perché tu sei donna devi essere la sola interessata.
      Essere favorevoli all’aborto non è unilaterale e il mio (frz ha definito “parallelismo”) era solo un voler dimostrare che anche la scelta di far vivere o morire una creatura non è diversa dalla scelta di voler o no adottare un bambino di colore.
      Mi dispiace per le tue passate e sofferte esperienze…. Non sto a dirti nè a spiegarti la mia sofferenza per non essere stata madre (e non per mia scelta), che per una donna deve essere la cosa più meravigliosa,che completa e dà un senso all’esistenza femminile.
      Ma voglio anche dirti che, nonostante ciò, io sono favorevole all’aborto (sempre per motivazioni valide) e ciò, proprio per quella convinzione di rispetto per coloro che fanno una scelta (sbagliata o no) e che tale scelta grava solo sulla personale coscienza.
      Sulle adozioni, ho detto anch’io la mia, sto con frz, e come lui anch’io auspico che sempre meno ci siano limitazioni di colore nelle adozioni, ma penso che non è con l’imposizione obbligatoria a chi adotta che si possa risolvere il problema….
      Ho semplicemente detto che è questione di tempo e pazienza e non credo che i genitori che non scelgono di adottare bambini di colore siano genitori meno buoni o meno attendibili di coloro che non hanno questo problema, ma sono solamente impauriti e forse non abbastanza preparati ai problemi che sicuramente si presenteranno. Ma non possiamo pensare che lo facciano solo per una questione di razzismo.
      Come per tanti altri problemi che la società ha superato, supereremo anche questo ed è sempre più vicino il tempo in cui tutto il mondo sarà multietnico, quindi più maturo a questo tema.

      Con ciò, ripeto, mi dispiace che ti sia sentita presa di mira, se questo è quello che ho dato impressione di aver fatto, me ne scuso e spero mi perdoni, ma non mi sento in colpa… non è così.

      Mi dispiace anche che l’argomento “adozioni” sia finito con l’argomento “aborto” e per questo me ne scuso con frz….

      Insomma, scusa Marisa, scusa frz….:per oggi 2 scuse cono abbastanza, me ne starò zitta per tutto il resto della giornata così non correrò il rischio di nuovi errori.

      eli

      • frz40 ha detto:

        Non devi scusarti. Per me non c’è nessun problema a parlare dei due argomenti; mi sembra solo, come ti avevo già detto, che non siano da trattare in parallelo.

  15. marisamoles ha detto:

    @ Elisabetta

    Non ti devi scusare. Sono io che, escludendo Vincenzo in quanto uomo e Tania perché non mi sembra il tipo da essere favorevole all’aborto, ho letto tra le tue parole un’allusione a me. Comunque, non mi è costato nulla chiarire la mia posizione.

    Anche se frz è d’altro avviso, io capisco il “parallelismo” che hai voluto creare tra aborto e adozioni: è sempre una questione di scelta. Certo, nel caso di un bambino non desiderato, sarebbe comunque meglio pensarci prima; nel caso delle adozioni il problema è quello di essere pronti ad affrontare un “onere” -anche se i bimbi danno gioia, allevarli è sempre gravoso- che la natura ha negato. In ogni caso, così come quando si decide di mettere al mondo un figlio non si possono fare tanti “calcoli” perché sarà comunque la genetica ad avere la meglio – a parte situazioni particolari che potrebbero anche far propendere per un aborto terapeutico-, così mi sembra sia giusto che i genitori adottivi si preparino ad affrontare qualsiasi situazione e onere. Se così non fosse, sarebbero privilegiati in quanto potrebbero fare una scelta che i genitori naturali di certo non possono fare e non è comunque detto che la loro scelta si riveli la migliore.
    Io ho avuto due maschi, ma avrei desiderato una femmina. Ho gli occhi azzurri ma i miei figli ce li hanno scuri come il padre. Avrei desiderato che fossero biondi ma hanno i capelli scuri. Avrei tanto voluto avere un terzo figlio ma non potevo certo pretendere che venisse femmina, bionda e con gli occhi azzurri. Insomma, se la natura mi avesse dato la possibilità di una terza gravidanza, non avrei potuto scegliere.
    Perché, allora, chi decide di adottare un figlio dovrebbe avere la possibilità di scegliere? Solo perché dal punto di vista psicologico l’adozione comporta più problemi della genitorialità naturale?
    Nessuna coppia è mai davvero pronta ad avere dei figli: diventare genitori è un’incognita, si deve imparare un mestiere difficile, superare degli ostacoli, commettere degli errori e cercare di rimediarvi in qualche modo. Ciò, a mio parere, dovrebbe valere anche per le coppie che decidono per l’adozione.

    Un caro saluto.

    Marisa

    • elisabetta ha detto:

      Ok, grazie per la risposta che mi hai dato e ho capito le tue motivazioni e il tuo pensiero.
      Ma ora ti voglio porre una domanda diretta.
      Tu dici :
      “Io ho avuto due maschi, ma avrei desiderato una femmina. Ho gli occhi azzurri ma i miei figli ce li hanno scuri come il padre. Avrei desiderato che fossero biondi ma hanno i capelli scuri. Avrei tanto voluto avere un terzo figlio ma non potevo certo pretendere che venisse femmina, bionda e con gli occhi azzurri. Insomma, se la natura mi avesse dato la possibilità di una terza gravidanza, non avrei potuto scegliere.
      Perché, allora, chi decide di adottare un figlio dovrebbe avere la possibilità di scegliere? Solo perché dal punto di vista psicologico l’adozione comporta più problemi della genitorialità naturale?”
      Rispondimi: se tu avessi avuto la possibilità di scegliere, femmina o maschio, occhi azzurri o scuri, capelli biondi o neri… che avresti fatto? Avresti scelto o ti saresti affidata alla natura????
      Ti prego, non barare….. sii sincera e se non vuoi esserlo con me pubblicamente siilo con te stessa….
      🙂 Certamente… senza alcun dubbio… sempre con simpatia
      eli

    • frz40 ha detto:

      Vedo che non hai perso occasione per ribadire il tuo pensiero.
      Ma se pensavi che fosse utile, su questo blog è consentito.
      E allora mi scuserai ancora questa piccola replica. Magari anch’io mi spiego meglio. Magari non serve a te, ma a qualche altro lettore.
      Quel che voglio dire è questo.
      Ci sono cose utili di tipo più semplice, con difficoltà normali, che sono portata di persone comuni. Poi ci sono cose complesse, con difficoltà elevate e forse ancor più utili, per le quali occorrono persone di qualità superiore.
      Allora il punto è se sia giusto, d’ora in poi, consentire solo a chi sia disponibile a fare cose complesse e difficili di fare anche quelle semplici.
      Per rispondere affermativamente occorre dimostrare che le persone comuni hanno molto fallito nel fare le cose semplici. Ma tocca a chi vuol cambiare le cose il dimostrarlo.
      Ma c’è di più. Occorrerebbe anche dimostrare che le persone super sono riuscite a far bene allo stesso modo sia quando sono state chiamate ad affrontare le cose semplici sia quando hanno affrontato quelle più complesse.
      Già! Perché il problema non è adottare preferibilmente i bambini che presentano le situazioni complesse, ma far felici quanti più bambini si possono. Qui, sì, indipendentemente dal colore della pelle.

  16. marisamoles ha detto:

    @ Eli

    Non è questione di barare, è proprio che rispondere alla tua domanda è impossibile: si sa che quando si decide di mettere al mondo un figlio non si può scegliere. E comunque ti dirò che quando mi è stato comunicato che il secondo figlio era un maschio, io non ho minimamente pensato che avrei preferito una femmina. Non mi è proprio passato per la testa e nemmeno mi sono chiesta se avrebbe avuto i capelli biondi e gli occhi azzurri. Semplicemente perché quando si sa di non poter scegliere, si accetta “quel che viene”. E poi, diciamolo, la cosa che ogni genitore spera è che il bimbo stia bene; gli occhi, i capelli, il sesso … sono solo dei dettagli.

    @ frz

    Io continuo a non capire i tuoi ragionamenti. Quando si decide di diventare genitori, non si può sapere se si avranno tutti i “requisiti” per essere dei bravi genitori. Mi sembra di averlo già detto. Cosa significa distinguere tra “persone comuni” o “super”? Come si può prevedere che la situazione cui si va incontro sarà alla nostra portata, se saremo più o meno forti?
    Ciò vale tanto per i genitori naturali quanto per quelli adottivi. In questo secondo caso mi sembrerebbe addirittura vile adottare un bambino “normale” perché non ci si sente in grado di affrontare situazioni complesse. Allora tanto vale godersi la vita di coppia e farsi dei bei viaggi cui inevitabilmente si deve rinunciare per mantenere i figli.

    • elisabetta ha detto:

      Scusa Marisa se voglio ancora replicare alla tua replica, ma forse non è stata capita la domanda che ti ho posto….

      Ho una certa età, ma non sono fuori di testa, so che non si possono fare tali scelte, ma la mia era una domanda ipotetica.

      Quante volte diciamo “Se nascessi un’altra volta…….” , eppure sappiamo che non si nasce un’altra volta, ecco la mia era una domanda simile… una ipotesi ed era posta proprio per far emergere quella Marisa che forse (e dico forse) non è completamente coerente con quello che ammette.

      Sono convinta anch’io, come te, che ogni atto d’amore non dovrebbe avere limiti, ma sono anche aperta alla possibilità che per qualcuno ciò sia troppo difficile.

      Vedi Marisa, in ognuno di noi albergano due personalità: una è quella che vorremmo che fosse ed è la più visibile, l’altra, quella più nascosta, che contrasta (nonostante i nostri sforzi per reprimerla) con ciò che vorremmo far apparire di noi ed è quella che ci dovrebbe far più riflettere.

      Nella mia domanda c’era il desiderio di far uscire quella Marisa che forse anche tu non accetti, ma che voglia o no esiste, quella Marisa che alla domanda, forse (e dico forse) avendo avuto la possibilità di scelta, avrebbe pure lei, come quei genitori adottivi, scelto quello che desiderava….

      Ribatto, la domanda era impossibile ma ipoteticamente valida e la tua risposta avrebbe dovuto tener conto di questo ipotetico quesito.

      Con ciò, non devi più rispondere…. Credo che eludere la domanda sia stata già una risposta…. E se così non fosse non avermene….

      Sei una donna intelligente, sono sempre stata interessata ai suoi post e ai tuoi commenti (anche se da qualche settimana non commento nel tuo blog, un po’ perché temo di non essere adeguatamente preparata ai post pubblicati e anche perché mi sono assentata da Milano), mi piace lo scambio di opinioni e credo che ciò possa avvenire solamente con garbo ed educazione, mai con prepotenza e supremazia…

      Certamente nessuno cambierà parere, ma è utile prendere coscienza e conoscenza che esistono anche altri modi di vedere le cose e anche se non sono gli stessi, non è detto che siano sempre quelli sbagliati.

      Un caro saluto

      eli
      🙂

  17. frz40 ha detto:

    Non mi sembrava difficile da capire ma evidentemente ha ragione Cathleen Schine quando dice «Una lettera, nel momento in cui la infili nella busta, cambia completamente. Finisce di essere mia, diventa tua. Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu.ۛ»
    O quello che ti fa comodo capire. E allora te lo spiego: le coppie “super” sono quelle che sono disponibili all’adozione di un piccolo di colore, gli altri sono quelli che pensano di averci qualche problema.
    E qui ritorno a dirti che prima di affermare che questi altri meglio farebbero a godersi la vita e farsi dei bei viaggi dovresti dimostrarmi le adozioni da loro sin qui fatte sono state un grande insuccesso. Così come dovresti dimostrarmi, per contro, che quelle fatte dai super sono state un successo senza pari.
    Tanto, forse, ti dovevo ancora.

    • marisamoles ha detto:

      Ho a che fare ogni giorno con ragazzini quattordicenni che quando parlano dovrebbero avere dei sottotitoli per capirli. In oltre venticinque anni di insegnamento mi sono fatta tanta di quella pratica da comprendere anche chi parla in ostrogoto. E’ evidente che ho capito quello che intendevi dire ma volevo farti notare l’assurdità delle tue affermazioni. Inutilmente, purtroppo.

      Per fugare il dubbio espresso con il “forse”: no, non mi dovevi nulla. E speravo l’avessi capito.

  18. marisamoles ha detto:

    @ Elisabetta e frz

    Dopo aver appurato di aver bisgono di qualcuno che mi aiuti a decodificare semplici messaggi e di qualche seduta psicanalitica … mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

    Non vogliatemene: l’unica cosa che mi resta da fare è buttarla sul ridere, come si suol dire.

    🙂

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