Spot in UK: pro-aborto o pro-bidet?

Quando ho letto questo titolo (LINK):

«Inghilterra, il primo spot pro aborto»

per reazione istintiva, forse un po’ volgare, me ne scuso, ho pensato:
Ma non sarebbe bene che, invece, gli inglesi facessero finalmente

«uno spot pro bidet»?

Le due cose, ovviamente, non sono in relazione, ma col bidet almeno l’igiene e la pulizia avrebbero tutto da guadagnarci.

Intendiamoci: non è l’unico Paese nel quale il bidet è uno sconosciuto. Francia e Usa non sono da meno, ma da qualche parte questa forma di civilizzazione dovrà pur iniziare.

Poi ho letto il corpo della notizia e ho visto che di questo spot, per ora, al di là dello slogan «Are you late?» -Sei in ritardo?-, si sa ben poco: salvo ripensamenti conseguenti alle polemiche che si sono scatenate sarà trasmesso lunedì prossimo, alle 10.10, sulla tv inglese Channel Four e solo allora potremo capire esattamente di cosa si tratta.

Dicono che ha l’obiettivo di offrire informazioni su dove rivolgersi in caso di una gravidanza non desiderata ed i rappresentanti di Marie Stopes, l’organizzazione no-profit britannica che ne è lo sponsor e che si occupa di interruzioni di gravidanza, contraccezione e salute sessuale, hanno dichiarato: «Quasi la metà dei cittadini britannici, il 46%, non saprebbe da chi andare in caso di una gravidanza non voluta».

Beh, ho pensato, forse, allora, è una cosa utile.

Poi ho visto che in UK si registra uno dei più alti numeri di aborti, soprattutto nella fascia di età fino ai 20 anni: nel 2007 in Italia il tasso di abortività per donne con meno di 20 anni è stato di 7,5 per 1000, contro il 25 per 1000 in Inghilterra nello stesso anno, il 16,4 in Francia nel 2006, il 20,5 negli Usa nel 2004.

E allora ho pensato che il problema non è quello di dove andare “When she’s late”(cosa che, secondo i dati di cui sopra, le “she” scoprono benissimo), ma di insegnar loro come fare per non mettersi in condizione di dover abortire e poi, se del caso, di come verificare se questi aborti sono proprio necessari.

E tornando a quel famoso accessorio del bagno, devo dire che qualche bidet in più, NON PRIMA, NON DOPO, MA “INVECE”, forse non farebbe del tutto male all’Inghilterra.

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6 risposte a Spot in UK: pro-aborto o pro-bidet?

  1. marisamoles ha detto:

    Quando vado in Inghilterra per me stare senza il bidet è un vero incubo! Sarò fissata -tuttavia scopro di non essere la sola, per fortuna 🙂 – ma durante il viaggio di ritorno in aereo penso … al bidet!
    Gli inglesi sono davvero un po’ zozzi ma comunque anche in Austria e in Croazia non l’ho mai trovato.

    Venendo alla questione dell’aborto, è vero che in Inghilterra c’è un’alta percentuale
    di aborti anche perché le ragazzine inesperte e ignoranti non usano contraccettivi e i loro ragazzi, ignoranti anche se forse più esperti, evidentemente credono che la contraccezione sia un affare “femminile”.
    Però lì ci sono anche tanti bambini e le mamme non sono attempate come qui in Italia. Qui si punta al benessere mentre lì vivono molto modestamente. Non so come siano i loro stipendi ma in ogni caso non se la passano male. Diciamo che i giovani sono meno viziati.

    • frz40 ha detto:

      Il bidet, chissà perché, è in effetti diffuso solo nei paesi latini europei, Italia, Spagna, Portogallo, in tutto il Sud America e in Giappone.

      E’ vero. in UK, nonostante l’alto numero di aborti, i tassi di natalità sono più alti che da noi, ma gli stipendi sono più o meno gli stessi.

  2. paola ha detto:

    ieri si è sposata mia figlia. E’ stato invitato Luca che è giunto dall’Inghilterra per partecipare alla cerimonia. Luca è un giovane veterinario che si è laureato a Bologna circa 7 anni fa poco dopo mia figlia con la quale per tanti anni ha condiviso l’appartamento e con la quale ha stretto una solida amicizia. Appena giunto a Bolzano è venuto a salutarmi e in quell’occasione gli ho chiesto di parlarmi di se. Luca è un ragazzo aperto e loquace e subito si è entusiasmato nel raccontare la sua esperienza. Paola, diceva, Londra è il mondo. E’ la New York europea. Il posto dovi trovi tutto, dove hai la possibilità di fare tutto. Teatri, ristoranti etnici di tutto il mondo, cultura, divertimento, lavoro. Per due anni ha lavorato in un centro di studi delle attività marine poi si è rimesso a studiare e ha conseguito un master che gli ha aperte le porte del governo che gli ha offerto un posto in una remota località che si affaccia sul mare del Nord. Qui Luca conosce la provincia. Vede la gioventù che , mi dice, non ha prospettive. I giovani si ubriacano e si drogano. Tantissimi. Le ragazze si fanno mettere incinte. Essere incinte giovanissime è un modo di sopravvivere perchè vengono mantenute dal governo. Non devono lottare per trovare un lavoro perchè il governo concede loro casa e denaro. Il quadro che Luca mi ha fatto della provincia è molto sconcertante. Lui ambisce ritornare presto a Londra dove ha trovato tante amicizie anche tra i molti italiani che in quelle metropoli hanno trovato l’occasione di lavoro della loro vita.Ha amici e amiche al Financial Times e presso varie Banche e dice lui: quando mai si potrebbero trovare occasioni di lavoro così interessanti e remunerative qui in Italia? Tornando qui vede il nostro Paese con più criticità di quanto non faccia io. L’Inghilterra , dice, si sta muovendo in direzione di un moderno sviluppo mentre l’Italia sta ferma e ancora è arroccata sul Made in Italy che è si il nostro baluardo ma che giocoforza verrà aggredito dai paesi emergenti che dispongono di manodopera a basso costo. Mi racconta tante cose interessanti Luca. A me piace stare a sentirlo. Domani riparte . Gli chiederò del bidet. Sono certa che ci faremo delle risate perchè noi siamo gente con tanti difetti ma sappiamo goderci la vita come pochi al mondo. Abbiamo cura del nostro corpo e del nosgtro cibo. Non lasciamo che le vasche da bagno diventino verdi dalla muffa. Non facciamo la lavatrice una volta in settimana. Non risparmiamo l’acqua dello sciacquone. Non apriamo lattine di ravioli. Abbiamo il bidet e siamo italiani, per fortuna.

  3. elisabetta ha detto:

    Ho scoperto che la parola bidet è il nome francese per indicare il pony; deriva da bider che significa “trottare”. L’omonimia è dovuta alla somiglianza delle posizioni che si assumono durante l’utilizzo del bidet con quella della cavalcata del pony.

    Senza il tuo post questa informazione non l’avrei mai cercata, quindi mai avuta….
    Ne sentivo proprio il bisogno (quello etimologico naturalmente)

    🙂 eli

    • marisamoles ha detto:

      A proposito: ho trovato questo simpatico post

      E’ strano, però, che l’inventore del bidet sia un francese e che in Francia non si usi. Dicono che loro fanno la “douche”: non vorrei augurare a nessun francese -ma anche ad altre nazionalità, per par condicio- un attacco di diarrea. 😦

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