Un po’ di razzismo, Massimo Gramellini?

Massimo Gramellini, nota ed apprezzata firma e vice direttore de La Stampa, scrive ieri, con l’abituale ironia, un corsivo dal titolo “Il prezzo della Mercedes” (LINK).

Nel suo bel pezzo rimprovera a Mercedes Bresso di aver «ritirato il ricorso contro la vittoria del suo rivale Roberto Cota nelle recenti elezioni del Piemonte, dopo aver strillato al complotto, alla truffa, al pericolo per la democrazia», mentre, « In cambio la Lega si è limitata a togliere il veto alla conferma della signora nel prestigioso incarico di presidente del Comitato delle Regioni europee»

Giusto. I baratti fanno un po’ ribrezzo se chi li fa si professa cavaliere senza macchia e senza paura.

Poi, però, Massimo Gramellini aggiunge:

«Abbiamo smesso da tempo di credere che chi fa politica sia dotato di una spina dorsale più solida di quella di noi comuni mortali. Ci accontenteremmo che appagasse le sue ambizioni personali senza sovrapporle ai destini della democrazia. Una precauzione che dovrebbe valere soprattutto per coloro che chiedono il voto agli elettori di sinistra, ergendosi a paladini degli ultimi.»

Eh, no! Cosa vuol dire con quel «soprattutto per coloro che chiedono il voto agli elettori di sinistra»?

Cos’è un nuovo tipo di razzismo?

Da quando in qua la democrazia è patrimonio solo degli uomini di sinistra? I “puri”, i “bellli” e i “buoni” stanno tutti da una parte?

Ce lo spieghi, per favore.

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