Cose cinesi

La Cina è proprio un altro mondo.

Guardate questa foto, è dello scorso 18 maggio ed è stata pubblicata da Le Figaro. Chi sono? Cosa stanno facendo?

Sono studenti di un liceo di Anshan. Partecipano ad una seduta di rilassamento collettivo, prima di iniziare gli esami a carattere nazionale che daranno diritto all’ingresso all’università.

Ve l’immaginate una cosa simile da noi?

P.S. Non vedo donne, by the way.

Fonte: Le Figaro. Foto STRINGER/EGYPT/AFP

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9 risposte a Cose cinesi

  1. elisabetta ha detto:

    Si, hai ragione, non si vedono donne….
    Chissà perchè????

    Le ragioni possono essere diverse e di diversa natura…

    O alle università cinesi le donne non hanno bisogno di fare esami per essere ammesse, o non vengono proprio ammesse le donne, oppure forse, le donne non hanno bisogno di rilassarsi per sostenere quegli esami…. si sentono più sicure….. 🙂

    eli 🙂

  2. marisamoles ha detto:

    Esercizi di rilassamento a parte, nella mia scuola in questa stagione qualcuno fa trasferire la classe nel parco (non i banchi, solo le sedie! chissà come riescono a scrivere …), con sommo disappunto del preside e … anche mio.

    Ieri, però, c’è stata una novità. Al terzo piano dell’edificio c’è una grande terrazza (protetta dalla muratura, in pratica una di quelle tipiche delle mansarde): qualcuno ha pensato di trasferire là la classe, con sommo disappunto … delle altre classi che vorrebbero fare i turni! Ma insomma, a me non pare una cosa seria. Sarò retrograda ma non concepisco l’idea di far lezione all’aperto.

    P.S. Riguardo alla foto, pensi che qualche maschietto usi le magliette rosa fucsia? Magari sono quelle le donne …. 🙂

  3. frz40 ha detto:

    @ Elisabetta e Marisa

    Non ne so molto della Cina.

    So che nel Paese sopravvivono forti credenze sulla “superiorità del maschio”. Sono pregiudizi ereditati da una società contadina dove le femmine erano considerate meno produttive e dove le stesse, con il matrimonio, passavano al servizio della famiglia del marito per assistere e curare i suoceri.

    Anni fa è stata anni fa impostata una efficace politica di controllo delle nascite per la quale ogni coppia ha teso ad avere un solo figlio. Ne è derivato che sono aumentati a dismisura gli aborti quando l’ecografia rivelava la presenza di un feto di sesso femminile.

    Si è venuta così a creare una forte anomalia demografica con nascite di 120 maschi ogni 100 femmine con la conseguenza che oggi molti giovani rischiano di restare senza moglie. Per recuperare questo squilibrio il governo ha lanciato un piano si chiama “Aiuto alle ragazze” e non bada a spese: i genitori con una figlia si vedranno offrire dallo Stato il rimborso delle rette scolastiche, polizze assicurative gratuite fino alla maggiore età della figlia, sconti sull´affitto della casa e agevolazioni nella ricerca di lavoro.

    Credo che questo la dica lunga sullo stato della donna in quel Paese e non mi stupisco molto nel vedere questa foto di liceali tutti maschi

  4. Lou ha detto:

    Beh…quella asinistra con la maglia rosa mi sembra proprio una cinesina…e voglio sperare che quelle tre con le magliette fucsia siano donne…vabbé che non sono il massimo… 😉

  5. paola ha detto:

    Cara Marisa, io non sono dell’ambiente. Ma scusa a chi può saltare in mente di fare lezioni sul terrazzo? Al preside? Agli alunni? Ma ci sarà pure un regolamento! Deve essere snervante doversi confrontare con un lavoro come il tuo che oggi penso sia irto di difficoltà , anche se quando lo si intraprende lo si fa come una missione e nello stesso tempo incagliarsi nelle maglie delle più strane ideologie delle quali la scuola è infarcita. Meglio un tempo qua ndo c’era la disciplina. Quanto la si deve rimpiangere …
    Se ti può sollevare io sono stata di quelle mamme sempre solidale con il professore e ancora oggi apprezzo il suo lavoro, un po meno quello del preside che spesso è un semplice burocrate. Sono con te dunque! ciaoo 🙂

    • marisamoles ha detto:

      Sinceramente non so a chi sia venuta l’idea di trasferire la classe sul terrazzo, ma escludo che c’entri il preside che, casomai, ha fatto traslocare al più presto il materiale (cattedra, banchi e sedie) nell’aula di appartenenza.

      Vedi, la scuola è in un certo senso lo specchio della varietà umana: ci sono docenti e allievi di tutti i tipi. Certamente c’è un regolamento e la maggior parte degli allievi e dei docenti lo rispettano. Poi ci sono i ribelli, in entrambe le categorie: ci sono, ad esempio, professori che trattano i ragazzi come fossero amici, con tanto di pacche sulle spalle e permesso di farsi dare del “tu”, altri che, evidentemente per sentirsi più vicini a loro, usano il turpiloquio e spiegano dei concetti utilizzando paralleli vari, tra cui quello più gettonato riguarda l’ambito sessuale, altri ancora che insultano gli allievi perché non capiscono un ca**o o li terrorizzano pensando di meritarsi più rispetto ed evitare qualsiasi problema disciplinare, ci sono pure quelli che usano il voto come un’arma, una pistola puntata sulla tempia con la minaccia di morte perenne … insomma, in tutta questa varietà è evidente che anche gli allievi si “adeguino”.
      In un commento, che ho indirizzato a frz sul mio blog, ho scritto: «La scuola è una palestra di vita e a seconda di ciò che ti hanno insegnato, puoi trasmettere qualcosa, nel bene e nel male, agli altri. Poi, ognuno ha i “discepoli” che si merita». Il contesto era diverso, ma questo è esattamente ciò che penso. Spero che, essendo io una persona seria e sentendomi costantemente in dovere di dare il buon esempio, possa essere apprezzata dai miei allievi ancor di più del collega che si adegua al loro linguaggio, che dà loro le pacche sulle spalle e … li porta a far lezione all’aperto. Forse oggi no, ma col tempo capiranno che ciò che appare migliore a conti fatti si rivela peggiore.

      Ciao! 🙂

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