Napoli: non ritrattare, Marco !

Roberto Saviano fa discutere. Ha avuto del coraggio a scrivere Gomorra, ma sta ricevendo critiche da destra e da sinistra, non ultimo il pamphlet «Eroi di carta» del sociologo Alessandro Del Lago edito da Il manifesto.

Ma non è di Saviano che voglio parlare, bensì di Marco Borriello. Con un’intervista a GQ ha dichiarato:

«Roberto Saviano? Uno che ha lucrato sulla mia città. Non c’era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos’è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto»

Poi ha ritrattato. Oggi leggo sul Corriere (LINK)

«Sono fortemente rammaricato per come mi sono espresso nei confronti di Roberto Saviano e del suo lavoro di giornalismo d’inchiesta. La mia impulsività nell’esprimermi può aver dato adito a un’interpretazione sbagliata del mio pensiero. Da napoletano che vive lontano dalla sua città sono stanco di sentir parlare sempre di Napoli e dei suoi cittadini nei soliti termini di malaffare, corruzione e camorra. Riflettendo mi sono reso conto che il problema è più grande di me e che determinati argomenti vanno trattati con più cautela e attenzione. Vorrei quindi dare il mio sostegno a Saviano e a tutti coloro che convivono quotidianamente con questa difficile realtà».

E’ un ripensamento onesto, lo capisco, ma non lo condivido.

Marco è nato in una città difficile, Napoli, e in un quartiere ancor più difficile, San Giovanni a Teduccio, uno di quelli con il più alto tasso di famiglie malavitose in Italia.

«Non è la giungla – dice – ma nemmeno Disneyland. Diciamo che ti tempra e ti insegna a stare sveglio fin da piccolo. Prendi un bambino di 8 anni di Napoli e uno venuto su altrove: la differenza si vede».

E lì si sono formate le sue radici.

Quando aveva più o meno 8 anni rimase senza padre. Questi, Vittorio, non era uno stinco di santo: era soprannominato «Biberon» e prestava soldi a usura alle persone del quartiere controllato dal clan Mazzarella. Finì sotto processo per associazione mafiosa, ma fu assolto completamente. Fu ucciso da Pasquale Centore, ex direttore di banca e pezzo grosso della Dc casertana che, dopo un litigio per eccessivi interessi su un prestito, gli sparò , portò via il corpo, e lo seppellì sotto la sua villa.

Ma Vittorio era sua padre.

«Ho sempre avuto una famiglia alle spalle che mi ha sostenuto e non mi ha mai fatto mancare niente – dice Borriello -. Crescere senza una figura maschile di riferimento è stato duro. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma che ci ha fatto anche da papà. ».

Marco Borriello è diventato un calciatore famoso. Gioca centravanti nel Milan, guadagna un sacco di soldi, ha successo con le belle donne. Ma tutto questo lo deve a quelle radici.

Fa bene Saviano a combattere, a modo suo e generalizzando forse un po’ troppo, la camorra dei casalesi, ma non sbaglia Marco Borriello a difendere le sue origini, che gli hanno dato molto.

Io sono cresciuto, tanti anni fa, in un quartiere povero, all’estrema periferia della grande città. Intendiamoci: nulla di paragonabile con San Giovanni a Teduccio a Napoli e, in quegli anni, non c’erano, per fortuna, tutti i pericoli di oggi. Qualcuno sì, però. Molti, di quel quartiere, ne parlavano male.

Io ne sono sempre stato orgoglioso.

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32 risposte a Napoli: non ritrattare, Marco !

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    ho l’impressione che ci sia un equivoco di fondo. Un conto sarebbe rinnegare le proprie origini… ma non mi sembra questo il caso… un conto, come scrivi tu, “difendere le proprie origini” ….. cosa ci sia da “difendere” faccio fatica a comprenderlo .. gli affetti familiari non sono certo in discussione!
    L’ambiente in cui è vissuto Boriello da ragazzo è sicuramente stato un ambiente pieno di rischi e problematico … cosa ci sia da difendere e da chi, ripeto, non lo capisco.
    Invece apprezzo la Sua non difesa ad oltranza come invece “certi”, non disinteressatamente, fanno proprio dell’ambiente napoletano.
    De Crescenzo ad esempio si è inventato “Il popolo d’amore” ed ha venduto tanti libri… ma tu hai mai vissuto in quei posti? Dov’è quel “popolo d’amore” che annovera una percentuale di ammazzamenti da Far West ogni anno e in cui le vittime innocenti, perchè occasionalmente di passaggio, non sono rare?
    Ti assicuro che non è cosa facile doversi adattare a girare per Napoli senza una borsetta, o valigetta per tema di essere scippati ad ogni angolo.
    Lo sai che le navi turistiche non fanno neanche più scalo per non esporre i passeggeri ai furti?… E qui mi fermo.
    Marco Boriello non credo proprio debba la sua carriera all’ambiente cui ho appena accennato ma a una qualche botta di -++-+ che, malgrado l’ambiente o grazie all’ambiente, gli ha consentito di farsi notare da “qualcuno” che contava.
    Pensa a quanti ragazzi cresciuti in quell’ambiente e grazie a quell’ambiente, invece, si mettono giornalmente al “servizio” della camorra per mancanza di alternative di vita!

    Un’ultima cosa Frz, non confondiamo un quartiere sia pur modesto di Torino, dove potrà anche esserci qualche problema di “Mala”, con Scampia o San Giovanni a Teduccio ….dove neppure la Polizia di notte mette piede ….

  2. elisabetta ha detto:

    Sono d’accordo con Vincenzo, non capisco questo “orgoglio per le proprie radici”… o, meglio se si parla di radici genetiche (padri, nonni ecc.), posso essere d’accordo, ma radici di tipo urbanistico, se tali radici provengono da un quartiere così messo in discussione, non mi sento di dare ragione a chi ha queste nostalgie…

    Prova ne è che non ci vivono più, quindi quelle “radici” tutto sommato, non sono più tanto gradite e sono preferiti i quartieri più esclusivi e, nel caso di un noto calciatore come Borriello, probabilmente più signorili e non credo che cambierebbe volentieri, se glie lo proponessero, tornarsene a quelle così tanto “amate origini”.

    La nostalgia a volte è dettata più dal desiderio di rivivere gli anni dell’adolescenza e, come in questo caso (anche se non so perché, essendo ancora tanto giovane dovrebbe avere tale nostalgia), non certo dal rimpianto di una periferia pericolosa e delittuosa.

    Anch’io a volte rimpiango la mia Milano di bambina, rimpiango il mio cortile, le mie amiche di giochi e i miei giorni felici in quella che è stata l’allora periferia (oggi già diventata zona quasi centrale) della mia Milano tanto amata ed ora tanto nostalgicamente ricordata.

    Ma i rimpianti e le nostalgie sono sinonimo di vecchiaia…. E la vecchiaia è il peggior nemico di tutto ciò che il nuovo e il moderno ci propone… non solo per gli affetti, ma anche per i luoghi.

    Eli

  3. elena ha detto:

    ecco…voi parlate di torino e di milano…no di napoli,no dei quartieri peggiori di napoli…dv devi avere forza,carattere e determinazione andare avanti,xproseguire su una retta via…non esistono botte di culo,non esistono xsone a darti 1mano xk ci si lotta 1contro l altro xsopravvivere,xscavalcarti nelle gerarchie,x1posto di lavoro…solo studiando,sapendo fare qlk e fuggendo da quei posti puoi farcela…ma dv anke avere il coraggio di lasciali qst posti:li c è la tua famiglia,i tuoi amici,i tuoi luoghi…a napoli t giri e c è il mare k ti rilassa anke in quei gg di tempesta,il sole k ti fa sorridere e 1pizza a farti compagnia…ma dv lottare…dv lottare solo lottando puoi frcela!marco è st bravo…aveva talento,ha talento e merita tt qllo k sta avendo…è bravo…infondo a napoli si cresce cn 1pallone tra i piedi giokando xstrada e inventando…e cs nascono i veri campioni!campioni alcuni anke d animo…cm borriello!eppure nonostante tt la nstr citta se possiamo l difendiamo…ormai-grazie anke al libro di saviano k xcarità è bel libro inkiesta cn nulla di nuovo xk purtroppo a napoli qst è la realtà-siamo tt camorristi e malviventi soprattutto xil nord…e marco cm tnt altri k abitano lontno da qst citta nn ne puo piu…e cerca di difenderla…ecco il motivo del suo attacco a saviano…ma sapete cm è certa gente k nn è di napoli nn puo mai cpire..
    borriello è 1di quei ragazzi ke xseguire il suo sogno è riuscito a vincere pur partendo da 1quartire degradante cm qllo di san giovanni…xmlt di loro,di noi è 1esempio…1campione in campo e cm uomo…

    • elisabetta ha detto:

      Cara Elena, ognuno parla di quello che conosce ed è giusto che parli della sua città….

      La mia è Milano, ma non credere che vivere a Milano sia sempre così facile: anche qui abbiamo delinquenza e anche qui ci barcameniamo tra gente non sempre affidabile e onesta, ma è la mia città e come te e Borriello la difendo quanto più posso.

      Conosco i problemi della tua Napoli anche se non posso capirli fino in fondo perché non ci vivo, ma credo che non è fuggendo che si risolvono le cose, anche se fuggire è la strada più facile per cercare una personale soluzione.

      Riconosco nei napoletani una buona dose di intelligenza, mi è simpatico il loro idioma e la loro filosofia, ma dicendo ciò rischio di fare della demagogia, perché naturalmente mi riferisco più alla napoletaneità che alla struttura sociale di questa parte d’Italia.

      Da come scrivi e come imposti le parole (quasi in forma stenografica) intuisco che devi essere molto giovane, quindi nella piena capacità di tempo e mezzi per cercare di cambiare le cose….

      Ed è proprio sempre dai giovani che dovrebbe partire non solo il desiderio, ma anche la forza di cercare di cambiarle.

      Non dire “nessuno ci aiuta”…. Non bisogna sempre solo aspettare gli aiuti da altri….I primi nei quali si deve cercare “aiuto” siamo proprio noi stessi.

      Con tutta la mia simpatia comprensione, credimi….

      eli

    • frz40 ha detto:

      Cara Elena,

      Prima di tt grz x il kommento !!

      Credimi, è un grosso piacere vedere che una ragazza giovane come te, arrapata di sms da come scrivi, abbia letto questo mio post e abbia avuto la volontà di commentarlo.

      Questo è un blog di vecchioni. Di quelli che credono di saper tutto, me compreso, vivendo lontano dalle cose e dal mondo.

      Abbiamo invece bisogno di aria fresca. Fatti viva ancora, se puoi.

      Come vedi, cmq, in questo caso, sto dalla tua parte. Ma se hai la forza di cambiare, anche solo in parte, una brutta situazione, provaci.

      Li oggi ci sono la tua famiglia e i tuoi amici. Domani ci saranno anche i tuoi figli. Non basta «il mare k ti rilassa anke in quei gg di tempesta, il sole k ti fa sorridere e 1pizza a farti compagnia », ma, come dici tu, «dv lottare…dv lottare e solo lottando puoi frcela!»

      Ti abbraccio.

      • marisamoles ha detto:

        “Questo è un blog di vecchioni.”. Ehi, vecchioni chi?!? Il cantautore????????

        Bene, ora cercherò di fare la persona seria, come si addice ad una prof che non usa abbreviazioni da sms quando commenta i post … anche perché qui non c’è da risparmiare sui caratteri e non si sprecano soldi!

        Mio papà è napoletano, anche se in effetti a Napoli è vissuto solo 5 anni.
        La sua famiglia viveva a Fuorigrotta. Non so che tipo di quartiere fosse negli anni Trenta, ma non credo uno dei peggiori di Napoli. In ogni caso, anche se mio padre era molto piccolo quando la sua famiglia si è trasferita al nord, prima a Milano e poi a Trieste (mio nonno era un alto funzionario di un’importante società di assicurazioni che aveva ed ha la sede direzionale a Trieste), ha sempre difeso la sua napoletaneità e ,anche attraverso l’idioma e la cucina, in casa mia si è sempre respirato un clima napoletano, anche se d’importazione.

        Mai una volta ho sentito mio padre parlare di camorra, delinquenza, degrado … lui ha mantenuto, forse, un’immagine “pulita” della sua città, quella che era rimasta indelebile negli occhi del bambino che era e grazie al contesto familiare in cui è vissuto.

        Quando, nel 1974, ha voluto portarci a Napoli, ne è rimasto semplicemente disgustato. Come ben dice Vincenzo, è una città in cui non puoi girare per strada senza il timore di essere derubato. Mia madre è stata messa in guardia dai parenti e ha rinunciato ad uscire con i suoi gioielli. Mio padre ha parcheggiato l’auto affidandola ad un posteggiatore abusivo, pagandolo profumatamente, e quando siamo tornati dell’autoradio non c’era più nemmeno l’ombra. Alle proteste di mio padre, il posteggiatore ha replicato: “Signo’, v’ho detto che vi guardavo l’auto, non chi v’entrava”.
        Nel nostro hotel, al Vomero, la sporcizia reganva ovunque e nel bagno gli scarafaggi erano di casa. Abbiamo cambiato albergo ma la situazione era pressocché identica.
        Per le strade dovevamao scavalcare le immondizie e nei vicoli sulla faccia spesso ci svolazzavano le lenzuola stese ad asciugare.
        Non ci potevamo muovere senza il seguito agitato e urlante dei quaglioncelli che ci rincorrevano per avere qualche spicciolo.

        Altro non mi ricordo, ma mi è bastato per giurare che mai più avrei messo piede a Napoli. Un po’ mi dispiace perché, come dice frz, le origini sono sacre e, anche se da lontano, spesso fanno sentire la loro voce che ci richiama, lì da dove siamo venuti.
        Ma io preferisco, come mio padre del resto, sapere che una volta c’era un’altra Napoli, quella che alberga nel cuore di chi ci ha vissuto e di chi sente, pur senza esserci mai stato, il richiamo della terra degli avi.

        Non giudico il comportamento di Borriello, ma sono d’accordo sul fatto che di Napoli si vedono sempre e comunque solo i lati negativi. Grazie alla nomea che possiede, è anche naturale che un turista, pur apprezzando le bellezze di quella terra e il suo patrimonio culturale, sia in qualche modo prevenuto e osservi solo i lati negativi piuttosto che quelli positivi.

        Concludo condividendo il pensiero di Elisabetta quando, rispondendo ad Elena, osserva: «Non dire “nessuno ci aiuta”…. Non bisogna sempre solo aspettare gli aiuti da altri….I primi nei quali si deve cercare “aiuto” siamo proprio noi stessi.»

        Un caro saluto a tutti e buon week-end! 🙂

      • elisabetta ha detto:

        Innanzitutto, hai ragione ad offenderti per quel “vecchioni”, io non posso permettermelo, ma tu si….. 🙂

        Hai raccontato molto bene la storia della tua famiglia, dei tuoi nonni e dei tuoi genitori e della tua esperienza nel tuo viaggio a Napoli e sono convinta che nonostante la tua sincerità e anche crudezza nel descrivere tali esperienze, ci sia in te anche una parte di “amara dolcezza” per il tempo in cui in quei luoghi sono vissuti i tuoi avi e ancora batte un po’ del tuo cuore.

        Con questo tuo commento abbiamo conosciuto anche noi, meglio, quella Marisa che non difende solamente la sua tiestinità, ma anche la sua piccola parte partenopea .

        un saluto caro
        eli

  4. frz40 ha detto:

    Cari Vincenzo ed Elisabetta,

    L’uno scrive: «Ho l’impressione che ci sia un equivoco di fondo. Un conto sarebbe rinnegare le proprie origini… ma non mi sembra questo il caso… un conto, come scrivi tu, “difendere le proprie origini” ….. cosa ci sia da “difendere” faccio fatica a comprenderlo .. gli affetti familiari non sono certo in discussione! L’ambiente in cui è vissuto Boriello da ragazzo è sicuramente stato un ambiente pieno di rischi e problematico … cosa ci sia da difendere e da chi, ripeto, non lo capisco.»

    Elisabetta aggiunge: «Sono d’accordo con Vincenzo, non capisco questo “orgoglio per le proprie radici”… o, meglio se si parla di radici genetiche (padri, nonni ecc.), posso essere d’accordo, ma radici di tipo urbanistico, se tali radici provengono da un quartiere così messo in discussione, non mi sento di dare ragione a chi ha queste nostalgie…»

    Provo a spiegarvelo.

    Quando si vive in “ambienti estremi” fino ai 14 anni come è toccato a Marco Borriello, e a tutti gli altri come lui, tutte le situazioni in cui si vive ti marchiano profondamente, nel bene e nel male. Alcuni hanno forza o talento per uscirne, altri no, ma anche quelli che ne escono non possono dimenticare quegli anni e quelle situazioni. Che spesso sono di violenza, di delinquenza, di soprusi. Ma così come sono estreme le negatività, così sono estreme anche le positività. E in quei contesti non mancano e, forse più che da ogni altra parte, si esaltano, l’amicizia, l’amore, l’abnegazione, la solidarietà e il sacrificio.

    Queste sono le cose che Marco vuol difendere quando dice: «Lui, Roberto Saviano, però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto».

    E le deve difendere. Ad oltranza.

    Lungi da me l’idea, con questo, di difendere la criminalità, ma anche lungi da me la tentazione di fare di ogni erba un fascio, o peggio ancora, come dicono gli americani, di buttare anche il bambino, assieme all’acqua sporca.

  5. marisamoles ha detto:

    Grazie, Elisabetta.

    Ora aspetto che frz pubblichi qualcosa sulla Sicilia, così vi mostro anche il mio lato siculo!

    Ebbene sì, le mie origini sono del sud al 100%. I miei genitori mi hanno sempre detto che devo essere fiera di appartenere al Regno delle Due Sicilie. 🙂

  6. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz,
    Nessuno e sottolineo nessuno ha mai attaccato nè famiglia nè amici perchè, a prescindere dall’ambiente, gli affetti e la solidarità che si ricevono ognuno li ricorda per tutta la vita …. ma questa è un’altra storia. Se si mescolano questi concetti con l’ambiente esterno, come se gli uni fossero collegati e dipendenti dal contesto sociale si fa una bella insalata russa e…buon appetito!
    Abbiamo sempre tutti ragione!
    Dopo la testimonoanza dei ricordi di Marisa e quella, se vogliamo, più drammatica di Elena che descrive la vita a Napoli in tempo reale, quando si parla di amicizia, amore, solidarietà equivocando tra ambiente esterno e famiglia, mi viene in mente De Crescenzo n° 2.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Non è solo questine di ambiente familiare….

      Cmq De Crescenzo 2 mi piace 🙂

      • elisabetta ha detto:

        Anch’io adoro De Crescenzo…..

        Mi piace come scrive, come filosofa e soprattutto mi piace quella parte di umorismo che mette in tutti i suoi libri….

        Un napoletano DOC… non c’è che dire….

        eli

  7. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, anche a me piace “come” scrive: è intelligente, arguto e colto. Non sempre sono d’accordo su “cosa” scrive.
    Sulla realtà sociale di Napoli trovo che Giuseppe Marotta sia altrettanto bravo e descriva una Napoli più aderente al contesto. Ma questi sono gusti personalissimi.
    Vincenzo

  8. elena ha detto:

    forse avete ragione…alle volte mi faccio prendere dall abitudine e scrivo tutto abbreviato…ormai al computer o sul cellulare si scrive soprattutto cosi…e certamente non sarà contento il mio prof di latino e greko!ahahaha!…eh si sono proprio una ragazza…19anni…Ma mi piace leggere il pensiero degli adulti…e soprattutto penso k bastino per capire la realtà in cui abito…
    vedete ho letto il commento di marisamoles k dice k non avrebbe mai piu visitato Napoli…E QUESTO FA MALE!fa molto male sapere k Napoli non avrà turisti,che ogni giorno hanno sempre piu paura a visitare questa fantastica città pur con tatissimi problemi…frz40 ha espesso esattamente il mio stesso pensiero su marco borriello…1pensiero k da come avete potuto capire condivido pienamente…
    la nostra realtà è abbastanza difficile…xrò -come ha detto borriello-non è 1libro k sconfigge la camorra,lei c è sempre stata e non serviva saviano per sapere cosa fosse…
    A Napoli soprattutto noi giovani abbiamo bisogno di aiuti concreti per riuscire a sconfiggere questo male…Enon basta uno scrittore che fa salotto nelle varie tv,gira scortato e scrive un libro…anke perchè non ha senso girare scortato se la camorra lo volesse uccidere gia ci avrebbe riuscito…basti pensare a falcone e borsellino…2eroi insuperabili!le istituzioni hanno altro da fare per preoccuparsi di Napoli…

    • frz40 ha detto:

      Cara Elena,

      Tu, sul mio blog, continua pure a skrivere con tt le ‘k’ k vuoi. 🙂

      Quanto al commento di Marisamoles, però, dai…. un po’ di colpa i napoletani ce l’hanno, no?

      E quanto agli aiuti per i giovani, un po’ di ragione ce l’ha pure Elisabetta. O no?

      Ma tu continua a stare dalla parte giusta e vedrai che molti staranno con te.

      Ti abbraccio e invidio i tuoi 19anni.

      Fatti ancora sentire, te ne prego.

      KKKKKKKKKKKKK

      Frz40

    • elisabetta ha detto:

      Cara Elena. Mi piace pensare che ci siano giovani come te ai quali interessino le idee e i commenti dei “vecchioni” come dice Frz oppure come tu gentilmente ci definisci “adulti” (bontà tua).
      Non so se hai trovato interessanti i post e i commenti di questo blog…. che, ha ragione frz, forse è più adatto ai “maturi” (come vedi uso una via di mezzo tra vecchioni e adulti).

      Mi piacerebbe che alcuni scritti ti siano serviti magari per chiarirti meglio le idee e anche a regalarti un po’ di quella esperienza di vita che hanno coloro che sono nati molti anni prima di te….

      Continua a commentare nel modo che hai fatto… sei una ragazza intelligente e lucida e nel tuo commento ho riscontrato educazione e moderazione…. doti delle quali a volte, noi adulti, nutriamo dubbi nel comportamento dei giovani.

      Sono certa che frz… che, malgrado la sua “vecchitudine” è un fanatico sostenitore dei giovani, ne sarà molto contento.

      Un abbraccio affettuoso
      eli

  9. elisabetta ha detto:

    Cara Elena… dimenticavo di dirti anche che “Elena” è anche il nome della nipotina di frz… quindi … 🙂 gli sarai doppiamente cara e simpatica…

    eli

  10. elena ha detto:

    grazie…continuerò a commentarvi…l ho detto dagli adulti c è smpr da imparare infondo sn nati prima di noi giovani e anke se ci sn diversi modi di pensare,di comportarsi ti insegnano a vedere in un modo piu maturo la vita…
    grazie per i complimenti k mi avete fatto:educazione e moderazione…ma penso che siano alla base di una persona perchè senza di queste qualità non si ottiene nulla e non si va da nessuna parte…peccato che parecchi miei coetanei se ne dimentico…
    questo argomento affrontato mi stava molto a cuore 1perchè tocca napoli e la sua triste realtà che mi appartiene 2perchè si parlava di uno dei simboli di noi giovani soprattutto napoletani con sani principi ed educazione…
    sempre con educazione alal prossima

    • elisabetta ha detto:

      Cara Elena, approfitto di questo tuo arrivo così fresco e giovane in questo blog di v….. ( ma no non lo dico) per conoscere il tuo pensiero di 19enne sui programmi televisivi tipo “Il grande fratello” e della calamitosa influenza che essi hanno sui giovani che invece di cercare di affermarsi nella vita con un lavoro o una professione che li rendano più maturi e indipendenti, fanno lunghe attese, file e partecipano a numerose selezioni pur di essere tra i fortunati ammessi a tali trasmissioni….

      Quale secondo te il motivo e lo scopo di questo fenomeno???

      Facili guadagni???? Notorietà???? Esibizionismo????….

      Mi dispiace vedere che in questi anni le aspirazioni di molti giovani siano mirate solamente all’apparenza… o meglio ad apparire….

      Certo è che con queste premesse, la nostra Italia e anche la tua Napoli…. Non hanno molte speranze di migliorare…

      Tu che ne pensi?

      Grazie e con affetto

      eli
      🙂

  11. elena ha detto:

    si franz…sarà 1bell articolo…
    purtroppo l ignoraza regna e questi programmi sn una prova evidente di quanto stiamo diventando un paese che mira all esibizionismo,al gudagno facile e dolce far nulla…
    è comodo guadagnare facile alle spalle di chi scende tutti i giorni per andare a lavorare e portare un misero stipendio a casa…è comodo essere ignoranti alle spalle di chi la mattina si sveglia e va a scuola passando interminti pomeriggi sui libri…la cosa piu brutta?accendere la tv e vedere dei cretini che non sanno chi è gribaldi e non sanno coniugare dei verbi…E RIDERE!non so cosa ci sia da ridere sulla propria ignoranza…e non stiamo parlando di cultura…ma di cose che stanno alla base della comunicazione …ma vabbè a loro non serve comunicare con le parole…ci pensano i loro bei faccini e i loro fisici…per loro questo è tutto cio che la vita gli offre…contenti loro!io non saprei cosa farmene di un vita senza cervello e senza cultura…ma determinate persone e programmi non vanno neanke commentati

  12. tania ha detto:

    Ciao Elena ho letto attentamente il tuo articolo e dico ; FINALMENTE UNA RAGAZZA CHE VA CONTRO CORRENTE!!!!!!!!!!!!!!!! si legge che ,,sei una ragazza pura sana di valori ,roba d’altri tempi direbbero i tuoi coetanei . Con La tua semplicita’ e la tua serenita’ potrai trasmettere a molti i tuoi sani principi …….. la vita non e guadagno facile , ma bisogna lottare giorno dopo giorno per guadagnarsi un pezzo di pane , dando un senso alla nostra umana esistenza con maggiore consapevolezza della tua forza interiore improntata su grandi valori !!!!!!!!! continua a brillare tu sei fonte luce in questo mondo che si sgretola di depressione e false immagine!!!!!!!ma alla fine non porta a nessuna parte se non ha sentirsi delle persone vuote ed inutili!!!!!!!!!!Cara Elena hai tutta la mia amirazione,,,, il mio sostegno , la mia stima brava bravissimaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!! Vorrei aggiungere che Napoli è una citta’ bellissima con grande ferite ma con un cuore grande , pronta ad Accoglierci il 10 ottobre per la corsa contro il tumore al seno(race for the cure) speriamo che nell’occasione potremo conoscerci saro’ sul palco con la cucinotta ciao ELENA UN ABBRACCIO FORTISSIMO BACIO tania

    • frz40 ha detto:

      Non credo, Tania, che Elena vada contro corrente. Sono altri quelli che ci vanno, solo che li notiamo di più.

      • tania ha detto:

        FORSE NON MI SONO SPIEGATA: ELENA VA CONTRO CORRENTE RISPETTO ALLE MODE ATTUALI CHE SI ESIBISCONO SOLO IN TV CON GIUADAGNI FACILI, MI PARE DI LEGGERE CHE LEI NON CONDIVIDA TUTTO QUESTO CIAO BUON POMERIGGIO

      • frz40 ha detto:

        Sì, ma tieri spiegata benissimo. Nessun problema 🙂

  13. elena ha detto:

    si si assolutamente nn sn d accordo con questo tipo di vita che va tanto di moda…
    tanya se posso ci sarò…questi sono i veri problemi della vita…trovre una soluzione alle malattie incurabili…
    xquanto riguarda napoli grazie per averla difesa e per averla etichettata con un cuore grande…

  14. tania ha detto:

    Allora Elena avevo capito bene il tuo pensiero!!!!!!!!!!!! mi fa molto piacere condividerlo con te !!!!!!!!!!!!! mi piace molto andare contro corrente , ci si sente veramente (diversi) si guarda il mondo con gli occhi dell’anima !!!!!!!!! faccendoti sentire forte contro tutte le avversita’ della vita .ciao bacio e BUON POMERIGGIO

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