Quella multa grida vendetta

Ha fatto scalpore.

Ne hanno parlato tutti i TG e i quotidiani: 1.000 euro di multa per aver acquistato da un vù cumprà , tra gli ombrelloni della spiaggia. un borsellino taroccato da 7 euro.

È accaduto sulla spiaggia di Jesolo e la vittima è una turista austriaca di 65 anni, colta sul fatto da due agenti della polizia locale , appostati con il binocolo su un’ altana di salvataggio, nei pressi di Piazza Mazzini.

Ma dico io !!! Con tante che ce ne sono, e tante che comprano, proprio una turista austriaca e per di più di 65 anni dovevano andare a pizzicare?

Io li licenzierei tutti e due.

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6 risposte a Quella multa grida vendetta

  1. Vincenzo ha detto:

    Tu ti scandalizzi per la turista austriaca … ed hai anche ragione … e per quel disgraziato che offre paccottaglie varie per campare? Che cosa gli avranno fatto o comminato?…. silenzio stampa.
    In ogni caso adesso il mondo sarà un pò migliore!

    Non me la vengano a raccontare … un tempo questo non accadeva e tutti vivevano come potevano … sento puzza di Lega! … E poi si parla di radici cristiane …. e la carità non c’entra niente?
    Il crocefisso serve solo per darlo in testa ai diversi?

    Vincenzo

    • marisamoles ha detto:

      Credo che quei poveretti meritino tutta la compassione del mondo … anche se sarebbe meglio, più che compatirli, offrire loro un lavoro decente.

      Tuttavia, la legge è legge, e vale per tutti. Lo sa il vucumprà che non può vendere merce contaffatta e la turista doveva sapere che chi compra tale merce rischia la multa. La legge, ahimè, non ammette ignoranza … non imorta in quale Paese ti trovi.

      Comunque, non credo che la Lega c’entri molto. Da anni c’è questa legge e di multe salate la stampa ha dato notizia anche in passato. Accade nelle spiagge di Lignano, Grado, Bibione, Jesolo, Caorle … solo per citare quelle che conosco. Accade anche in altre città turistiche: ad esempio, a Venezia i vucumprà sono organizzatissimi, capaci di sloggiare in 30 secondi quando sentono puzza di sbirro. Ma credo ci sia un tacito accordo con la polizia. Mi spiego: una volta ero interessata ad un acquisto (sapendo comunque di rischiare la multa!) ma ho detto che non mi andava di portarmi in giro la merce; sarei tornata più tardi. Il vucumprà mi ha avvertita che sarebbe rimasto là fino ad una certa ora, non oltre. Quando sono tornata, infatti, non c’era l’ombra di alcun venditore ambulante ma era pieno di … poliziotti! Insomma, pare ci sia una certa tolleranza e credo che ci sia stata anche nel caso di cui riferisce frz: una multa sola, anche se consistente, contro chissà quanti acquisti.

      Ora che ci penso, a Lignano da un altoparlante avvertono che si rischia la multa se si acquistano merci dagli ambulanti e se ci si lascia fare i massaggi dalle thailandesi. E lo dicono in tutte le lingue. Uomo avvisato … 🙂

    • frz40 ha detto:

      Esiste una legge, la nr. 80 del 15/05/2005 che, salvo che il fatto costituisca reato (quello di ricettazione o quello di acquisto di merce di sospetta provenienza), prevede di punire “con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro (minimo 500) l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale.”

      La legge si propone di combattere il fenomeno del commercio abusivo di merci contraffatte.

      E’, in fondo quello che vorremmo che altri facessero quando i nostri marchi vengono contraffatti nei paesi esteri.

      Dietro questo commercio vivono rilevanti organizzazioni in totale evasione delle imposizioni fiscali.

      Combatterle è cosa buona e giusta, ma chi ci lascia le penne, in questo caso, sono gli ultimi anelli della catena. Da un lato, come tu dici, quel poveraccio (che pare fosse un senegalese senza documenti, e come tale impossibile da perseguire) che, per rifarsi dai quattrini pagati per la merce che gli è stata confiscata, sarà già all’opera su altra spiaggia a vendere altra merce (se non peggio) e dall’altro quella turista austriaca di sessantacinque anni, che si era regalata un piccolo sogno da sette euro.

      Il fatto è che la legge è stata emanata quando il fenomeno si era ormai troppo incancrenito; che ai Comuni fa comodo incassare le multe e ai leghisti far propaganda; che nessuno, di fatto, vuol fare una battaglia seria.

      E così mettiamo due 007 con tanto di binocolo e macchina fotografica a nascondersi tra gli ombrelloni per farci ridere dietro e perdere turismo. Per inciso, l’ambasciata austriaca ha chiesto “spiegazioni” e di certo la cosa ci sta facendo una bella propaganda.

      Ma che ne dici? Se riuscissimo una volta tanto ad essere gente seria?

  2. tania ha detto:

    ECCO QUESTE SONO LE COSE CHE NON CAPISCO DI QUESTA MIA ITALIA!!!!!!!!! MA COME C’è GENTE CHE SI FA REGALARE APPARTAMENTI CON I NOSTRI SOLDI VEDI ;;;; SCAIOLA VEDI GLI SCANDALI DEI GRANDI EVENTI , POI SE LA PRENDONO CON UN POVERETTO CHE VUOLE SBARCARE LA GIORNATA CAMMINANDO X KM SULLA SPIAGGIA PER VENDERE 4 PAREI , E MULTANO LA SIGNRA CHE CI PORTA DENARO DALL’AUSTRIA!!!!!!!!!!!! E SOLO ROBA DA MATTI è UN MONDO CHE NON RIESCO AD ACCETTAREE FACCIO UNA BELLA FATICA !!!!!!!!!!!!!!!!! NON TOLLERO LE INGIUSTIZIE CIAO TANIA

  3. Vincenzo ha detto:

    Si si .. la legge esiste … bisogna rispettarla!
    Non intendo fare chiacchiere qualunquiste ma un poveraccio alla disperazione ne viene stritolato e tutti i santi giorni siamo sommersi da scandali milionari e corruzione dove la giustizia viene ostacolata in tutti i modi.
    Battere le mani in nome della legge che si deve rispettare imporrebbe, sempre per il medesimo rispetto della legge, avere il coraggio di scendere in piazza per farla rispettare da chi, potente, si permette di irriderla!
    Vincenzo

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