Droghe: come siamo caduti in basso !

Un tale era stato condannato dalla Corte d’Appello di Catania a 5 anni di reclusione e 18 mila euro d’ammenda, per spaccio di droghe, attribuendogli l’aggravante dell’ingente quantità detenuta, in applicazione dell’art 80 del DPR 309/1990.

La Corte di Cassazione, con sentenza 485 depositata il 25/05/2010, ha annullato tale provvedimento in quanto la Corte d’Appello avrebbe valutato erroneamente come “ingente” il quantitativo detenuto “senza alcuna considerazione concreta della situazione di mercato nell’area interessata, tale da far ritenere che il quantitativo fosse idoneo a soddisfare un notevole numero di tossicodipendenti per un lungo periodo [..] tanto più che nel caso in esame l’area territoriale di riferimento era quella di Catania, notoriamente di vasta entità”

Insomma: bisogna tener conto del mercato !!! Più è vasto e più droga si può smerciare senza incorrere in aggravanti di reato!

Ma qual’era la quantità detenuta dal “pusher” ? Pensate: ‘solo’ 948,11 gr. di cocaina, pari a 4.000 dosi.

Vi pare poco?

A me no, ma alla Giustizia, evidentemente, sì. La stessa, infatti, stabilisce in 2kg. di eroina o cocaina (8mila dosi!) e in 50 Kg di droghe leggere (mezzo quintale!) i quantitativi “ingenti” sulla base della ”casistica e di dati di comune esperienza”.

Come siamo caduti in basso !!!

1025_doc_sentenza_20119 ingente quantità

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7 risposte a Droghe: come siamo caduti in basso !

  1. elisabetta ha detto:

    Si, hai ragione, sai cosa mi viene in mente????
    Il supermercato e le offerte.

    “Prendi 3 e paghi 2!!!!! ”

    🙂 eli

  2. marcovag ha detto:

    La riflessione del supermercato non è affatto campata in aria. Da tempo gli esperti (su tutti Riccardo Gatti QUI) parlano di un vero e proprio “supermarket delle sostanze”, per il vastissimo sistema di offerte al consumatore e per le sempre più ricercate strategie di vendita, anche “promozionale”. Inoltre è impossibile analizzare il fenomeno-droga senza considerare, parallelamente, i cambiamenti del mercato, come ad esempio la ben nota crisi: infatti il mondo dello spaccio agisce di conseguenza, sa regolarsi in maniera assai funzionale rispetto alle evoluzioni e agli andamenti del mercato globale. Infine, bisogna considerare sempre che viviamo in una società i cui valori-cardine, ormai, sono le merci ed i consumi delle stesse. Per questi motivi, al di là dello sconcerto morale che come cittadino non posso non provare di fronte ad una sentenza del genere, non sono stupito che in essa si inviti a “tener conto del mercato”: in molti casi, è quella l’unica legge che conta.

    Se vi fa piacere discutere di questo ed altri temi correlati, ne parlo spesso sul mio blog

  3. Pingback: Il legame droga-mercato « Prevenzione 2.0

    • frz40 ha detto:

      Non l’ha assolto. Ha solo detto che l’aggravante non andava applicata.

      Ci sarà un nuovo processo.

      Personalmente di aggravanti glie ne avrei date due.

  4. Vincenzo ha detto:

    Scusa Frz, ma come sempre si fa in fretta a giudicare quando non si è esperti della materia.
    Premetto che non lo sono nemmeno io.
    Mi permetto solo di fare qualche riflessione sull’argomento.
    Qui si sta parlando di un processo per “SPACCIO di droga” da qui deriva l’incomprensione … la legge ai fini della pena divide tra quantitativi “ingenti” e quantitativi considerati “non ingenti” ma si tratta in ogni caso di un processo per “spaccio” non per detenzione per uso personale.
    A questo punto la Magistratura, dovendo fissare ” l’ aggravante per spaccio” collegandola a quantitativi ben definiti, ha dovuto regolarsi sui reali “volumi” assorbiti dal mercato di quella zona….ed è logico… non c’è che dire.
    Con ogni probabilità i volumi in questione saranno enormi, tali da fare apparire quelli in questione poca cosa!

    Un esempio: fare un assegno scoperto del valore di 200 € non comporta la stessa gravità e pena rispetto ad un pari assegno di 100.000 €!

    Nel caso della droga non oso pensare a quali volumi “girino” in Italia!

    Hai ragione siamo caduti in basso … ma per le “abitudini” dei compatrioti … non per colpa della Magistratura!

    Cordiai saluti
    Vincenzo

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