Casey Anderson e il suo grizzly

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Nel 2002, Casey Anderson, un noto naturalista, prese con sé due cuccioli di grizzly nati in cattività nella riserva dove lavorava.

Uno morì ma l’altro, Brutus, sopravvisse.

Casey è il fondatore del Montana Grizzly Encounter, un’organizzazione finalizzata a proteggere i grizzly nati in cattività nell’ambito di un progetto, denominato Expedition Greezly, del National Geographic, che si propone di raccontare in diretta, per un anno, la vita degli orsi grizzly dello Yellowstone National Park.

Benchè in cattività, Brutus è cresciuto bene e ora ha 8 anni e pesa 400 kg.

Vive con Casey e si sente ormai come uno degli animali domestici della casa. Non sporca, è molto gentile, e va e viene come vuole

Quando Casey nell’aprile 2009 sposò l’attrice Missy Pile, anche lei appassionata di animali, Brutus non poté mancare alle nozze!

In questo video lo vedete durante la Cena del Ringraziamento.

Dice Casey:

«E’ stato Brutus a farmi conoscere mia moglie, Missi, non potrò mai ripagarlo per come ha cambiato la mia vita. Mi ha insegnato tanto, mi ha fatto diventare un uomo migliore e mi ha fatto incontrare l’anima gemella. Certe volte mi sento suo padre, altre volte lui è il mio. Brutus è estremamente gentile, capisce che con me non può comportare come fa con gli altri orsi. Con Missi poi è fantastico, un vero gentleman. E’ il mio migliore amico e farà sempre parte della nostra famiglia»

A Casey è stato chiesto: « Di Brutus cos’altro vuoi che la gente sappia?»

«Lui è un comico – ha risposto – ha un grande senso dell’umorismo e ama davvero la gente. Si diverte a prendermi il cappello dalla testa. E quando torno a casa da un lungo viaggio, passiamo una o due ore facendoci le coccole. Lui mi ha insegnato ad essere paziente e come lottare per le cose in cui credo.

So che gli ho salvato la vita, ma lui ha salvato anche le mia. Mi ha dato uno scopo e l’ispirazione per cercare di rendere diverso il mondo. Egli è sempre stato il simbolo di quello per cui sto combattendo»

Ne faranno un film.

Per saperne di più questo è il link National Geographic

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6 risposte a Casey Anderson e il suo grizzly

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, tutto bello … tutto tenerissimo …. W la natura! … Ma non ti sembra un pò … mica tanto …ma un pò … forzato scambiare un orso per un peluche?
    E poi portarlo a tavola facendolo sedere tra la coppia? ….In verità l’orso più di tanto non pareva sentirsi imbarazzato ….. ma siamo proprio sicuri che trattare un orso come un bambino (un pò primitivo) sia il massimo per quella specie?
    Mi sembra proprio quello che un volta si definiva “americanata”!
    🙂 :-):-) :-):-) :-):-) :-):-) :-):-) :-):-) :-):-) 🙂

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Tenero sì, ma qualche dubbio ce l’ho pure io.

      Non tanto sotto il profilo “americanata”, quanto perchè mi chiedo se non ci saranno mai segnali di pericolo ed, in quel caso, che fine farà il povero orso. Prendere gli animali in cattività per farli sopravvivere è degno di merito, ma la finalità dovrebbe essere quella di restituirli alla loro vita e ambiente naturali.

      Quì forse la cosa non era possibile per la sovrabbondanza di orsi in quella riserva eallora, auguriamo al tenero Brutus di vivere ancora qualche anno felice.

  2. lorettadalola ha detto:

    Come vedi sono venuta da te…per leggere la tua “impronta” sulla vicenda…
    Dubbi legittimi per chi ama e rispetta gli animali, ma pensiamo a tutte le forme di sfruttamento, insensibilità e crudeltà che hanno e continuano a subire gli animali per rispondere alle egoistiche esigenze umane…ben vengano i Casey che portano un esempio di sana convivenza. Non trovi? Comunque fra la morte certa e Casey, credo che Brutus sia stato decisamente fortunato e sono convinta che non abbia rimpianti!

    • frz40 ha detto:

      Quando ancora avevo 20, guidando su una strada di campagna, ho investito un uccellino.

      Era vivo. Mi sono fermato, l’ho preso e l’ho partato a casa. Gli ho messo una goccia d’acqua nel becco ed è volato.

      Avrei preso anch’io Brutus 🙂

  3. loretta ha detto:

    Giustappunto…abbiamo or ora vissuto lo svezzamento di un rondone (che differisce dalle rondini, mi son fatta una cultura) caduto dal nido e nonostante il dolore del suo volo senza ritorno ( sai, la fantasia egoistica umana avrebbe voluto che ogni tanto tornasse da noi…) in realtà il mio compito era l’aiuto e il giusto distacco quindi sono fiera di averlo salvato e che ora viva la sua vita! Brutus non è stato umanizzato, ha un compagno di vita intelligente che lo tratta da orso, entrambi hanno ceduto una parte di sè stessi in funzione della convivenza, succede anche con le mie tre gatte (salvate dalla strada), viviamo un sano rapporto che il destino ha incrociato.

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