Finalmente una giusta ricompensa per la povera Patrizia

Leggo sul Corriere che la nostra Patrizia nazionale pare che abbia, dopo tante pene, ottenuto il “sì” del comune di Bari, retto da Michele Emiliano del Partito Democratico, per il progetto del suo tanto agognato residence.

Come per incanto pare che si siano disciote come neve al sole tutte le pregiudiziali che, per anni, avevano bloccato ogni autorizzazione. Ne resta solo una minore, di ordine paesaggistico, che, guarda un po’, andrà a dipendere proprio, ironia della sorte, dalla Direzione regionale per i Beni architettonici, che è un organo periferico dei Beni culturali che fa capo al ministro Bondi.

Dopo tanto impegno profuso dalla bella D’Addario, dal letto del Cavaliere in poi, la cosa per la verità non mi sorprende nemmeno un po’. Con tutte quelle testimonianze, interviste a El Pais e a testate di mezzo altro mondo, con lo stress della partecipazione ad Annozero, con tutti quei flash al festival di Venezia, col suo libro dal quale forse farà pure un film, e recentemente anche con un CD, c’è veramente da essere grati al Pio Destino che finalmente ha fatto il miracolo.

Quello che mi sorprende, piuttosto, è quanto ha dichiarato il primo cittadino della Città di Bari. Ve lo riporto: «Eh no — dice Michele Emiliano — adesso non dite che l’ho autorizzata io la D’Addario per farle un favore, eh? Perché non è vero. Io non ne sapevo niente e non ho autorizzato un bel niente. E sapete perché? Perché non ho alcun controllo politico, nessun potere d’indirizzo in materia. Sono pratiche in mano agli uffici. È come per il rilascio di una carta d’identità: vi risulta che il sindaco ci possa metter bocca?»

Eh già Signor Sindaco, se nessuno le dice nulla, come può Lei metterci bocca?

Ma io scommetto che se la nostra Patrizia fosse venuta in Comune per il rinnovo della carta d’identità gliel’avrebbero detto subito; per il rilascio di una licenza edilizia tanto discussa, invece no. Io al posto suo me ne preoccuperei.

Piuttosto, però, signor Sindaco, almeno non ci prenda in giro.

Fonte: Il Corriere

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