“Grisha” Perelman: un matematico a cui vorrei stringere la mano

Genio della matematica rifiuta un milione di dollari

“Grisha” Perelman, il monacale genio russo della matematica che ha dimostrato l’astrusa congettura di Poincarè, ha ufficializzato che non ritirerà il premio da un milione di dollari assegnatogli dall’Istituto di matematica Clay di Cambridge, negli Usa. E lo ha fatto con una nota di grande umiltà: «non condivido le loro decisioni, ritengo che il contributo dato dal matematico Usa Hamilton alla dimostrazione della congettura di Poincarè non sia inferiore al mio», ha spiegato all’agenzia Interfax.

Richard Hamilton è il professore di matematica della Columbia University che ha fornito a Perelman il programma di ricerca per risolvere quello che è considerato uno dei sette problemi matematici irrisolti del Millennio individuati dal Clay. Perelman, 46 anni, ha avuto fin dall’adolescenza una fobia per i premi e per la ribalta: nel 1982, quando in Ungheria vinse con il punteggio massimo una medaglia d’oro alle Olimpiadi di matematica, gli fu proposta una borsa di studio per New York ma declinò.
Da allora ha spesso e volentieri detto niet. Il più clamoroso risale all’agosto del 2006, quando a Madrid rifiutò la Medaglia Fields, una specie di Nobel della matematica istituito nel 1936. Volevano assegnarglielo per la soluzione – fondamentale per la topologia – della congettura di Poincarè, e cioè sul perché in uno spazio tridimensionale una forma a ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera. Una svolta che apre nuove prospettive anche per lo studio dell’universo e della sua forma. Perelman pubblicò la sua ricerca su internet nel 2002 e cominciò a diventare una leggenda nel mondo della matematica.
Ma nel 2005 si dimise dal prestigioso istituto di matematica di Steklov di San Pietroburgo, dove era ricercatore, e l’anno successivo rifiutò la medaglia Fields: «per me è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c’è bisogno di alcun altro riconoscimento», spiegò, ritirandosi a vivere con l’anziana madre in uno squallido monolocale alla periferia sud dell’antica capitale degli zar. «Vedete, dovreste prendere esempio da Perelman», ha detto recentemente premier Vladimir Putin per arginare le proteste degli accademici per i tagli alla ricerca.

Qui trovate altre informazioni, congettura di Poincarè, compresa (LINK)

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10 risposte a “Grisha” Perelman: un matematico a cui vorrei stringere la mano

  1. Vincenzo ha detto:

    Che sia un genio matematico non v’è dubbio! Che la gratificazione per un’intelligenza così eccezionale derivi già dal fatto di essere riuscito a trovare la soluzione di un problema estremamente arduo tale da costituire guiderdone di per sè sufficiente, lo si può anche comprendere.
    Tutti quei rifiuti di riconoscimenti fanno però sospettare che, pur trattandasi di un essere superiore e fuori dalla norma, qualche problemino comportamentale ci covi.
    Qualche volta la natura fa regali eccezionali … ma qualche “scotto” può essere a volte chiesto in conto …
    In ogno caso lo considero un uomo fortunato perchè in grado di vedere con la mente cose che noi “normali” non possiamo “comprendere”.
    A qusto punto troverei calzante qullo splendido soliloquio che chiude “Blade runner”
    “ho visto cose che voi umani non potete vedere ………….”

    Frz, perchè ad uso e consumo di noi tutti non riporti l’integrale?

    Vincenzo

  2. francesco fumagalli ha detto:

    Ho avuto modo di conoscere personaggi, scienziati e tecnici, della levatura morale ed etica di Perelman, tutti in Russia e (chi lo sa se è un caso) proprio a S.Pietroburgo che vorrei chiamare col suo nome precedente: Leningrado.
    E questo non per una sorta di nostalgia del vecchio regime comunista, ma perchè ritengo che questa visione delle cose e della vita sia un retaggio di due realtà, solo in apparenza antagoniste tra loro, che si sono rese manifeste in quei luoghi.
    La prima è la spiritualità del popolo russo che affonda le sue radici, nei luoghi( di una bellezza mistica senza pari) e nella notte dei tempi. Canalizzata in un alveo Cristiano da Cirillo e Metodio, ha sviluppato un senso del sacro unico per intensità e espressività.
    La seconda è stata proprio l’esperienza del regime comunista, che nonostante le sue molte storture ha saputo dare potenzialità e opportunità ai propri migliori studenti come nessun’altra nazione al mondo, stimolando le loro capacità non tanto per far conseguire loro privilegi o ricchezze, ma per rendere un servizio alla scienza e alla patria (i russi hanno un fortissimo spirito nazionalista).
    In qualche modo il vecchio regime ha stimolato un senso del trascendente già molto presente nell’animo di quel popolo.
    Perelman è dunque la punta di un iceberg dalle dimensioni e dalle profondità enormi…uomini come lui salveranno il mondo…

    • frz40 ha detto:

      Non è il mio pensiero, ma La ringrazio per il commento

    • Larcari ha detto:

      Perelman ha compreso che noi nellUniverso siamo dei nulla e che per esistere in esso dobbiamo superare la nostra piccolezza liberandoci dell’egoismo, della vanità e dell’avidità. Non occorre essere stati educati nell’Urss, o essere cristiani per comportarsi così: basta essere uomini intelligenti, liberi e generosi. Comunque ill tuo articolo mi piace

  3. Lou ha detto:

    La congettura di Poicaré l’avevo studiata in topologia algebrica!!! Ricordo che ci era sembrata una cosa già impossibile da capire, figuriamoci da dimostrare…che bello sapere che ci sono geni così nel mondo, ovunque essi si trovino 😀

    Grazie per il post,
    Lou

  4. domenico ha detto:

    E’ il cercare i disturbi comportmentali da parte di noi normali sui geni che mi fa un pò ridere presi come siamo a monetizzare ogni cosa (l’uomo è l’unico essere che vende ciò che la natura gli regala!).
    Ritengo più adeguato pensare che questi sono dei costruttori di ponti sul futuro, sono gia soddisfatti di avere risolto qualcosa che per noi è impossibile, è che è semplicemente sublime .
    E’ questo il vero premio, sono questi i figli futuri di un’uomo (che non ha figli)……. essere letto nelle sue congetture dalle generazioni future di studiosi e essere preso ad esempio!
    Ritengo questi i veri modelli (indipendentemente dal passato e dal futuro politico).

  5. Vincenzo ha detto:

    Caro Domenico,
    Preciso che non ho “cercato” disturbi comportamentali con cui esaurire la mia valutazione di Perelman, anzi credo di avere considerato la sua diversità una grande fortuna.
    Riporto infatti una frase del mio post:
    ” In ogno caso lo considero un uomo fortunato perchè in grado di vedere con la mente cose che noi “normali” non possiamo “comprendere”.”

    Cordiali saluti
    Vincenzo

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