Legnatela: se è forte e non si intimorisce non è maltrattamento in famiglia

Quando io mi trovo d’accordo con Rosi Bindi dev’essere veramente per un caso eccezionale.

Questo è uno di quelli.

La Cassazione ha emesso ieri una sentenza, la 25138, con la quale assolve un un 45enne di Livigno, in provincia di Sondrio, che era stato condannato, sia in primo che in secondo grado, a otto mesi di reclusione per il reato di cui all’art 572 c.p. per “maltrattamenti in famiglia ” contro la moglie.

C’erano i racconti e i certificati medici, ma non sono bastati.

La motivazione del caso specifico? “Non sussiste il requisito dell’abitualità della condotta di sopraffazione, [..] dato della circostanza che la signora, per ammissione della stessa di carattere forte, non fosse intimorita dalla condotta del marito. I casi incriminati – dice la sentenza – appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie,minacce e percosse nell’arco di circa tre anni, che non rendono di per sé integrato il connotato della sopraffazione” essendo lei solo “scossa.. esasperata… molto carica emotivamente.

Insomma: donne, se le prendete, ma non dimostrate di essere “sopraffatte” evitate di lagnarvi.

Commeta Rosi Bindi “È davvero un tempo difficile per le donne in Italia e l’ultima sentenza della Cassazione purtroppo lo conferma. Davvero incredibile che non si possa avere giustizia se si è forti e se non ci si lascia intimidire dal marito manesco e aggressivo”.

E questa volta ha ragione.

Sullo stesso tema mi sembra molto significativo anche l’articolo “Tra velina e mammoletta” di Flavia Amabile, per La Stampa, che trovate qui. (LINK)

Questo è il dispositivo sentenza_25138 Non è reato picchiare la moglie se

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4 risposte a Legnatela: se è forte e non si intimorisce non è maltrattamento in famiglia

  1. paola ha detto:

    caro Franz, anche io condivido con te una certa antipatia per Rosy Bindi. I suoi atteggiamenti mi disturbano. Ma anche io , come te, sto dalla sua parte. La giustizia deve essere amministrata sempre applicando le leggi. Niente deroghe fantasiose. Specialmente con uomini brutali che magari alticci arrivano a casa e sfogano sulla moglie le proprie sconfitte.
    Spero di non fare arrabbiare una mia cara amica che aveva un padre così. Mi raccontava che questo padre aveva tutti i vizi: Bacco, Tabacco e Venere. Naturalmente i denari svanivano prima ancora di riuscire a contarli benchè il soggetto amministrasse una impresa di costruzioni. A casa liti furibonde, spesso davanti ai figli che erano esasperati anche dalla madre che teneva testa al marito e che si scagliava su di lui con la pentola della minestra al grido: ti faccio un cappello! E dai una sera e dai un’altra. E il fattaccio si avverò. Una sera lei prese il minestrone e lo capovolse tutto sulla testa del marito che furibondo abbandonò la casa ( dopo essere passato dalle vie di fatto). Trascorsero gli anni e l’aitante uomo dalla forza bruta si ammalò. Venne abbandonato da tutti ma dalla moglie no. Lei lo accolse di nuovo in casa. Gli rese felici gli ultimi mesi. Era o non era una donna forte? Soprattutto nel perdono, che per quello avrà fatta una faticaccia ….!

  2. paola ha detto:

    correggo, ” vizi ” non ” visi “

  3. Vincenzo ha detto:

    Sono colpito dalla logica introdotta in questa sentenza secondo cui il reato diventa punibile o meno a seconda del comportamento della vittima.
    Posso comprendere facilmente che commettere un sopruso a danno di un essere più debole possa comportare “aggravante” ma, nel caso in questione, il fatto che la vittima sia caratterialmente forte e reagisca avrebbe comportato addirittura l’assoluzione!
    Anche sulla motivazione della mancanza del requisito “dell’abitualità della condotta di sopraffazione” mi verrebbe da opporre lo stesso ragionamento “dell’ aggravante” ma non l’assoluzione … come se il reato non avesse di per sè rilevanza legale!

    Insomma, picchiare la moglie si potrebbe ….. ma con ……… “juicio”!!!!!!
    …..mi sembra da matti!

    Saluto con rinnovata simpatia e solidarità tutte le mogli!
    Vincenzo

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