Che fessi quelli del Friuli

Non credo alle manifestazioni di piazza. Nella stragrande maggioranza dei casi sono strumentalmente manovrate da burattinai che le promuovono per fini politici. Spesso degenerano. Non ho mai partecipato ad alcuna di esse.

Leggo di quella di ieri a Roma, dei terremotati aquilani, che ha dato luogo a scontri di piazza tra manifestanti e polizia e non posso non pensare ai terremotati del Friuli di tanti anni fa.

Era il 1976. I tre terremoti del 6 maggio, dell’ 11 e del 16 settembre rasero completamente al suolo i comuni di Trasaghis, Bordano, Osoppo, Gemona del Friuli,Buja e Venzone che furono le località maggiormente colpite. Vi furono, 989 morti e oltre 45.000 senza tetto Anche allora la popolazione di quei comuni fu trasferita negli alberghi di Grado, Lignano Sabbiadoro, Jesolo e altre località marittime. Là furono ospitati anche i terremotati di altri comuni, rimasti senza alloggio.

I fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti, Commissario straordinario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi. assieme al governo regionale del Friuli Venezia Giulia. Dal settembre a dicembre 1976 tutti i terremotati furono sistemati in prefabbricati, così da poter affrontare l’inverno in un’abitazione sicura.

Nonostante una lunga serie di scosse di assestamento, che continuò per diversi mesi, la ricostruzione fu rapida e completa.

Ancora oggi il ricordo di come venne gestito il dramma post-terremoto, viene ricordato come un esempio di efficienza e serietà.

Furono riconoscenti per gli aiuti ottenuti, non ruppero le palle a nessuno per non pagare le tasse, si misero di impegno al lavoro e non scesero mai in piazza.

Che fessi!

Sarà!… ma alle prossime elezioni voto Lega.

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6 risposte a Che fessi quelli del Friuli

  1. vincenzo ha detto:

    Appena un mese prima del terremoto lasciai il friuli con la mia famiglia per altra destinazione di lavoro.
    Nei tre anni precedenti avevo stretto amicizie, alcune indelebili, con colleghi friulani.
    Quasi gionalmente rimasi in contatto con quelle persone e tremavo per loro proprio per il susseguirsi dei continui terremoti di assestamento.
    I friulani si tirarono su le maniche e, con i doverosi aiuti statali, ricostruirono senza sperperi le loro case.
    Ricordo anche, perchè questa è la differenza, che non ci furono
    strombazzamenti mediatici nè strumentalizzazioni politiche. Non ci furono “Bollettini” quasi giornalieri di consegne di abitazioni e tanmeno si parlò di speculazioni da parte di “costruttori festanti” per le prospettive di guadagni insperati.
    Ora, malgrado le cose fatte, perchè in ffetti molto è stato fatto, pare che ci siano ancora realtà di baraccati e di situazioni critiche.
    Non mi sentirei di “liquidare” quei poveretti considerandoli dei facinorosi.
    Non ho capito, ma questo è sicuramente un mio limite (e in questo non sono polemico) la scelta di votare per la Lega…. Frz c’è forse una “vena” di razzismo?
    Vincenzo

  2. Lou ha detto:

    Concordo con il tuo commento….ma spero che il votare Lega sia una battuta.
    Non dovrebbero nemmeno arrivare a parlare persone che dicono che con il tricolore ci si possono pulire il sedere. Che vergogna!

  3. marisamoles ha detto:

    A mia cognata, che ha sposato un carnico, è andata semidistrutta la casa. Sono anche stati fortunati perché i suoceri, che allora abitavano a Torino, avevano nella stessa proprietà una casetta dove la famigliola, marito moglie e figlio di appena un anno, si è sistemata. Poi, nel 1977 è nato il secondogenito e hanno dovuto costruire un altro pezzo di casetta, sempre impegnandosi nella ricostruzione della casa semidistrutta. Si sono indebitati (e lavorava solo lui!) e pezzo dopo pezzo hanno ricostruito la casa dove sono rientrati appena nel 1984 … in quattro, perché nel frattempo era nata la mia nipotina.

    Non li ho mai sentiti lamentarsi, la maggior parte dei lavori li hanno fatti da soli, mobili e infissi compresi (il suocero di mia cognata era falegname e, dopo il terremoto, è ritornato in paese e, insieme alla moglie, si è adattato a vivere in una baracca fino a quando la famiglia del figlio ha lasciato libera la casetta). Nessuno è mai stato ospitato in albergo, nessuno ha mai dato loro la possibilità di non pagare le tasse, né per un anno né per più tempo, non hanno avuto sconti sul tasso passivo per i prestiti e i soldi per la ricostruzione li hanno ottenuti sette anni dopo il terremoto.

    Io rispetto il dolore degli aquilani e posso anche capire la loro disperazione. Ma i miracoli nessuno è capace di farli, nemmeno Berlusconi.

    Il Friuli è rimasto un esempio di ottima gestione dell’emergenza, è vero. Ma molti friulani si sono arrangiati da soli perché, avranno pure tanti difetti, ma sono dei grandi lavoratori e la casa per loro è il bene (materiale, ovviamente) più prerzioso. Hanno, in particolare, un pregio che nessun governo ha dato loro ma che è insito nella semplicità di questa terra: la dignità.

  4. frz40 ha detto:

    Grazie Marisa per la tua preziosa testimonianza.
    Hai riportato uno dei tanti esempi di quei “fessi” del Friuli che armati di buona volontà e grande impegno hanno permesso di ricostruire senza alcun clamore e con tanta fatica le loro case e i loro paesi.
    E quella del Friuli è ormai da tempo una pratica chiusa. I Paesi sono rinati; la gente si è rimessa al lavoro.
    Non è così per i terremotati del Belice (1968). Ho visto personalmente, poco tempo fa, le baraccopoli. Sono ancora tutte in piedi ed occupate. Non più da quelli che furono i terremotati, ma dai loro figli e dai figli dei figli. E sai perché? Per avere anche loro i contributi per farsi, a loro volta, una nuova casa. E a 42 anni dal sisma la pratica di finanziamenti è ancora aperta.

    Situazioni analoghe le possiamo riscontrare nei molti (mi vien da dire ‘tutti’) casi di calamità naturali. Al Nord tutto ritorna a posto in pochi anni, al Centro e al Sud passano le generazioni.

    Per l’Abruzzo credo che sia stato fatto di tutto e di più, non risolvendo forse ancora tutti i casi ma molti di essi. E per quelli ancora aperti mi chiedo se la “manifestazione di piazza” fosse lo strumento più adatto. Penso di no. Penso che abbia avuto uno sfondo politico predominante. E del tutto inutile per gli interessi di chi ha realmente bisogno.

    Io, caro Vincenzo, non ho parlato di “facinorosi”. Non c’ero e non so se ce ne fossero. Ma se scontri con la Polizia hanno avuto luogo, mi rifiuto di credere che i torti siano stati tutti da una parte.
    Ti aggiungo che mi fanno ridere i “poveretti” che chiedono un’ulteriore dilazione delle tasse. I “poveretti” veri, purtroppo, di tasse non ne hanno mai avute da pagare. Per quegli altri un aiuto mi sta bene. L’annullamento no.

    Sarà l’Abruzzo come il Friuli o come il Belice?

    Non lo so, mi auguro che tutto torni a splendere presto, come prima e più di prima. Ma queste “manifestazioni di piazza” non mi inducono a pensar bene. E vorrei tanto sbagliarmi.

    A te, cara Luisa, aggiungo che no, non voterò Lega. La mia è stata solo una provocazione. Ma per molti, però, questa storia sarà un motivo in più per votare, come tu dici, chi ignobilmente afferma “che con il tricolore ci si può pulire il sedere”.

    Buon wekend a tutti.

  5. vincenzo ha detto:

    No, caro Frz, il termine facinorosi tu non l’hai usato, l’ho usato io. La Procura, però, ha avviato un’inchiesta sul comportamento ritenuto troppo duro da parte della Polizia. Io al telegiornale ho visto camicie sporche di sangue e…tanto.
    Ho sentito un paio di dichiarazioni di persone ancora baraccate e in disagi.
    Fortunatamente non ho provato questa esperienza, ma, senza troppa fantasia mi immagino in che condizioni sia chi ha perso il lavoro e magari anche la casa, onestamente non so cosa farei al loro posto … ma dal mio salotto, senza esserci stato, non mi sentirei di liquidare i problemi considerando quei poveretti dei “rompi palle”.

    In quanto alla “vena di razzismo”, ben conoscendo cosa pensi della “Lega”, mi sono permesso di darti un amichevole “pizzicotto”.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Mi spiace Vincenzo ma i casi singoli, dal mio salotto non li so giudicare.

      So giudicare, invece, i burattinai che sui casi singoli ci marciano, magari aggiungendoci qualche infiltrato.

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