Prostituzione. Due casi e una proposta

E torniamo a parlare di prostituzione.

Me ne danno lo spunto due recenti notizie.

La prima ha un ché di particolare e curioso e proviene proprio da Torino, la mia città.
Ne riferisce La Stampa con un articolo, (QUESTO), ed un servizio fotografico, dal quale è tratta l’immagine di testa. E’ stata scovata una casa d’appuntamenti di un certo livello, situata in un palazzo di recentissima costruzione, destinato per lo più a sede uffici. Uno di questi “uffici” era quello della «Torino accademia» una strana associazione di 401 membri il cui Statuto prevedeva – guarda un po’ – anche uno specifico impegno alla lotta contro la prostituzione. Pare che i 401 membri, di fatto, avessero tutt’altro interesse poiché pagavano dai 100 e i 300 euro ogni prestazione di “coccoloterapia” alle ragazze, una ventina, reclutate nell’Europa dell’ Est.

L’articolo parla di un incasso di 330mila euro nell’anno scorso, che mi sembra largamente sottostimato, dato che sul mercato pare che ogni ragazza non frutti meno di 5.000 euro al mese.

Le giovani intascavano solo il 20% dell’incasso legato alla prestazione e godevano di vitto e alloggio. Guardate a pag 2 le immagini del bordello. Sono senz’altro particolari.

La seconda arriva da Firenze e ne parla in QUESTO articolo il Presidente dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utente e dei Consumatori), Vincenzo Donvito.

Per la verità non si tratta di nulla di nuovo. Il Sindaco, Matteo Renzi, ha proposto, sulla falsariga di quanto hanno fatto altri, di multare gli “utilizzatori”. E’ già tanto che anche lui non si sia inventato pure le “buste rosse” da far pervenire direttamente a casa del malcapitato per notificargli l’infrazione.

L’articolo contesta, giustamente, la proposta, ma quel che mi sorprende è l’invito a istituire, sulla falsariga dei parchi nomadi, degli appositi “parchi del sesso in cui sia garantita sicurezza, igiene e liberta’ di tutti”. Giustamente dice l’ADUC, che si fa anche portavoce di una proposta per la legalizzazione della prostituzione, oggi siamo alla non gestione del problema, ma come si faccia a “garantire la sicurezza, l’igiene e la liberta’ di tutti nei parchi del sesso” proprio non lo capisco.

«La prostituzione – affrema l’ADUC – e’ una realta’. Lo dicono anche le nostre leggi che, non a caso, non la vietano ma, timidamente e ipocritamente, ne condannano solo sfruttamento e adescamento. Continuare cosi’ non fa altro che continuare ad aggravare il problema».

Già, ma che fare?

Secondo i dati (che riporto anche se mi paiono ormai vecchi e superati) di un convegno di un paio d’anni fa, le prostitute in Italia sono circa 50-70 mila, di cui 25.000 immigrate e almeno 2.000 minorenni. Il 65% delle prostitute, pari a circa 30.000 donne, lavora in strada, il 29,1% in albergo. Le altre ricevono i clienti “in privato”.

Il 59% delle prostitute straniere arriva dalla Nigeria, il 14,1% dall’Albania, il 10% dalla ex Jugoslavia, l’8,1% dal Sud America il 3,6% dal Nord Africa. (ndr: e le molte che arrivano dall’Est Europa?).

Il 12% delle prostitute è sieropositivo.

Il giro d’affari supera il miliardo di euro all’anno. La maggior parte di questo denaro finisce nelle tasche delle organizzazioni criminali e degli sfruttatori. Sono una percentuale esigua finisce nelle tasche di chi si prostituisce.

E’ «un’emergenza che rende necessari interventi dello Stato. – ha detto don Ciotti – Bisogna fare di più: chiediamo al legislatore di fare un passo ulteriore. Dobbiamo offrire altre vie di fuga alle ragazze prostituite, dare loro un’opportunità di lavoro e di dignità».

Ecco: e allora legalizziamo il legalizzabile, puniamo severamente l’illegalità residua (prostituzione minorile, tratta delle schiave, violenza sulle donne, etc) e offriamo alle poverette che lo vogliono una via di fuga.

La prostituzione è legale e regolamentata in 22 paesi del mondo; in Europa lo è in Austria, Germania, Grecia, Svizzera e Olanda. Prendiamo da loro qualche esempio.

A questi Paesi si era ispirata la Daniela Santanché quando ha proposto di legalizzare la prostituzione nei bar dotati di camere, ma è stata subissata di critiche. Non mi pare invece che sia una proposta del tutto da scartare. E’ prima di tutto necessario togliere la prostituzione dalle strade e individuare dei luoghi idonei dove sia piu’ facile eseguire controlli.

Per la verità mi piace di più l’idea di Diego Maria Bili, provocatorio vicesindaco di Lombardore, paesino in provincia di Torino, di cui avevo parlato già in un precedente post (QUESTO): la creazione di bordelli comunali e/o provinciali e/o regionali, in zone appartate e discrete , con “professioniste”, che paghino le tasse e siano controllate per gli aspetti igienico sanitari.

Alle Regioni, Provincie e Comuni diamo l’incarico di gestire il problema, lasciamo a loro favore gli introiti che in questi momenti di tagli faranno certamente comodo, e chiediamo solo che offrano idonee strutture a chi vuol uscire dal giro.

E’ certamente un business che rende, uno dei pochi sempre in crescita anche in questi momenti di crisi, e non vedo perché debba essere lasciato in mano a criminali.

Discorso a parte, ma simile, infine, anche per le escort: facciamole uscire allo scoperto, legalizziamo le agenzie o le iniziative individuali, purchè si sottopongano ai controlli sanitari e paghino le tasse.

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18 risposte a Prostituzione. Due casi e una proposta

  1. marisamoles ha detto:

    Già da qualche anno si sente parlare di un ipotetico ritorno delle case di tolleranza. Tanto che l’amministratore del mio condominio ci ha fatto aggiungere al regolamento il divieto di affittare o vendere gli appartamenti a questo scopo. Questa presa di posizione dice tutto: chi mai vorrebbe vivere con un bordello sullo stesso pianerottolo? Non tanto per le “signorine” (fatti loro se si sono scelte questo lavoro) ma per il viavai che si verrebbe a creare.

    Nel condominio in cui vivevo fino a nove anni fa c’erano delle colombiane che ufficialmente facevano le ballerine in un night ma era evidente che di giorno arrotondavano, proprio nell’appartamento vicino al mio. Sai cosa vuol dire uscire di casa con i bambini e cercare di spiegare loro che cosa facevano degli uomini, alcuni dalle facce alquanto truci, fermi sul pianerottolo a tutte le ore del giorno? sai cosa vuol dire sentir suonare il campanello e sentire una voce al citofono che fa :”ehi, bella, ti ho telefonato prima!”? Sai quante volte ho dovuto spiegare che non ero io che ricevevo su appuntamento?

    Insomma, la proposta di Diego Maria Bili potrebbe essere accettabile riguardo al pagamento delle tasse e ai controlli, ma cosa significa “la creazione di bordelli comunali e/o provinciali e/o regionali, in una zone appartate e discrete”? Un quartiere a luci rosse in ogni città? Andrà bene per gli Olandesi ma per gli Italiani proprio no.

    • frz40 ha detto:

      Significa utilizzare un cascinale ai margini del paese o della città.

      Sono d’accordo con te sugli appartamenti, ed è proprio uno dei casi di cui ho parlato nel post: ai condomini non sta per niente bene.

      D’altra parte ti sembra che per le strade sia una buona soluzione? Qualcosa bisogna pur fare, visto che cancellare non si può.

      • marisamoles ha detto:

        Ma un cascinale ai margini del paese o delle città sarebbe sempre vicino a qualcuno che potrebbe non gradire le vicine di casa.

        La soluzione per me sarebbe quella di perseguitare i clienti e di fare piazza pulita dei falsi protettori che in realtà sono degli sfruttatori. Ma le forze dell’ordine dipendono dallo Stato e, come ben sappiamo, sugli statali si risparmia sempre. 😦

      • frz40 ha detto:

        Premetto che “me come cliente” le prostitute avrebbero fatto fallimento da sempre, ma non sono assolutamente d’accordo sul punire i clienti.

        Per molti uomini è l’unico sfogo possibile e forse anche uno dei pochi momeni di intimità, seppur a pagamento, di cui possono godere. In alcuni casi nasce pure un certo affetto.

        «Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori.» dice Woody Allen.

        Ma le motivazioni dei clienti possono essere le più disparate, alcune da criticare, altre da accettare e penso, addirittura, che in alcuni casi la prostituzione, di fatto, svolga un certo ruolo sociale.

        Estremizzando, poi, non vedo per quale motivo una donna non abbia il diritto di vendere il proprio corpo, Sarà poco edificante, non certo da portare ad eempio, ma le donne lo hanno sempre fatto. Non tutte ovviamente. E in molti modi. Non vedo molta differenza tra la poveretta che lo fa su un marciapiede, e quelle che vanno in cerca di un eredità, o di quattrini per tacitare una gravidanza o una nascita, a quelle che cercano una “particina” nel mondo dello spettacolo o un passaggio di categoria nel mondo del lavoro. Lo “strumento” è sempre lo stesso.

        E funziona benissimo.

  2. vincenzo ha detto:

    Scusate……Il fenomeno della prostituzione, come si sa, è vecchio quanto il mondo ed in qualche modo viene e verrà sempre esercitato.
    Non accettarlo non ha alcun senso …. in una Nazione meno ipocrita e dotata di senso realistico l’unica cosa da fare, quindi, sarebbe la sua regolamentazione.
    Gli obbiettivi di una legge in tal senso dovrebbero essere almeno tre :
    1) Evitare lo sfruttamento in tutte le sue accezioni
    2) Togliere la prostituzione dalle strade
    3) Schedare chi sceglie quella professione.
    Questo terzo punto permetterebbe sia di considerare la prostituita un soggetto economico, con le debite coseguenze fiscali, sia obbligare a sottostare a periodici controlli sanitari. (ho attribuito il femminile ma, evidentemente, vale per tutti senza eccezioni)

    Sul luogo e sulla forma , da buon liberale, mi rimetterei alle scelte individuali con esclusione tassativa della strada.
    Cosa ne pensate’

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Sì Vincenzo. Gli obiettivi sono quelli. Credevo di averli esplicitati.

      Ma il problema che pongo è “come”. E il “come” è fondamentale per ottenere gli obiettivi che indichi.

  3. marisamoles ha detto:

    Sarà anche il mestiere più antico del mondo ma oggigiorno non lo concepisco. Una volta le donne per bene, virtuose, non si concedevano prima del matrimonio, quindi era logico che gli uomini cercassero qualche valvola di sfogo. Poi anche allora c’erano quelle meno virtuose che, però, pur concedendosi pensavano all’amore eterno. Hai visto due sere fa il film “L’amore ritrovato”? Bellissimo.
    Oggi, però, le donne sono disinibite, di certo la maggior parte non attende la prima notte di nozze, quindi non c’è motivo di cercare altrove. Ma io sono una donna ed è logico che ragioni da donna.

    Certamente ci sono uomini, magari impacciati e poco inclini alle relazioni con l’altro sesso, che cercano anche solo compagnia e quella con una prostituta è senz’altro meno impegnativa. Da questo punto di vista, hai ragione quando affermi che “la prostituzione, di fatto, svolga un certo ruolo sociale”.

    Quello che bisogna combattere, secondo me, è lo sfruttamento, con conseguente riduzione in schiavitù, delle prostitute e finché ci saranno i clienti, la situazione rimarrà tale.

    Mi rendo conto che non c’è la risposta alla tua domanda, anche perché qualsiaisi proposta di legge, considerato l’argomento scottante, non sarà mai appoggiata dalla maggiornaza. E sai perché? Per rispetto della moralità: sai quanti, affrontando l’argomento, si mostrano scandalizzzati e si atteggiano a moralizzatori ma, sotto sotto, sono i primi ad “usufruire del servizio”? E adesso non parliamo delle escort, per favore! 😦

    • frz40 ha detto:

      Sì certo. Ma alla luce di quella “moralità” accettiamo che non ci sia nessun conytrollo sanitario (il 12% sono siropositive, senza contare le altre infezioni) e che una qualunque povera disgraziata venga prelevata dalla Nigeria e o un Paese dell’Est per essere sbattuta su una strada polverosa o su un marciapiede.

      Quanto alle escort è forse ancora il caso meno condannabile, visto che spesso è una libera scelta. Facciano pure, in questo caso, ma paghino le tasse e si facciano controllare.

  4. vincenzo ha detto:

    Con una legge che ufficializzi la prostituzione considerandola una professione a tutti gli effetti, naturalmente alle condizioni di “categoria” che ho indicato nei tre punti di cui al mio post.
    Se il “come” si riferisce all’alternativa case di tolleranza e/o casa privata, o altre forme societarie, sempre beninteso nel rispetto delle medesime condizioni, l’ho già scritto, sono un liberale, la formula verrà scelta dal/dalla professionista che intende esercitare: anche un avvocato può scegliere se esercitare in uno studio “associato” o in un ufficio in proprio.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Sulla legalizzazione non ci piove.

      Sull’esercitare in uno “studio associato” vorrei proprio vedere se ti andrebbe bene se fosse quello dell’appartamento sul tuo stesso pianerottolo 🙂

  5. vincenzo ha detto:

    Normalmente nel 99% dei regolamenti condominiali sono vietate tutte quelle attività che possono recare nocumento all’igiene alla tranquillità ed al decoro del condominio ed in genere alla moralità della casa. In molti casi sono addirittura esplicitamente elencate attività come studi medici, legali, magazzini di esplosivi e attività contrarie alla morale.
    Ne deriva che se le prostitute fossero schedate come categoria, ben difficilmente troverebbero in condominio possibilità di esercitare.

    Vincenzo

  6. elisabetta ha detto:

    Tempo fa ho assistito a una puntata di “FORUM” con Rita Dalla Chiesa.
    Trattava il caso di un proprietario di terreno: lo aveva fatto cintare e faceva pagare la sosta a ore alle auto che volevano utilizzarlo come “posteggio del sesso”.

    Giustificava questo suo commercio come utilità e protezione per quelle coppie che volevano godere di intimità e nel contempo anche sicurezza da eventuali aggressioni.

    Chiunque avrebbe potuto beneficiarne, non solo le giovani coppie che il titolare del fondo voleva più di altre proteggere, ma anche coppie clandestine o di sesso a pagamento (questo all’entrata non veniva chiesto).

    L’idea non era piaciuta a coloro che abitavano vicino al “parcheggio” che, anche se isolato da recinzione suscitava morbosa curiosità e soprattutto cattiva educazione per i loro figli minorenni.

    Mi pare però che tale caso non sia stato condannato dal giudice e anche da parte dei partecipanti in aula tale proposta era piaciuta e la trovavano una idea utile e intelligente…

    Sono certa che non sia nata come il protagonista voleva farla credere, certamente il proposito era di guadagnarci…. e non toglierebbe dalla strada le contrattazioni, ma solamente il seguito…ma la trovo pure io una buona proposta.

    eli.

    • frz40 ha detto:

      Non so se non si configuri, in quel caso, il reato di favoreggiamento; al apri, ad esempio di chi mette a disposizione un appartamento.

      Inoltre, probabilmente, incrementa le presenze nelle strade vicine e non permette alcun controllo.

      No, non è nella direzione che auspico. 🙂

  7. vincenzo ha detto:

    Ma scusa Frz, dobbiamo preoccuparci per il reperimento in città di possibili ubicazioni di case di tolleranza?
    Dato il giro economico una qualche villetta potrebbe essere una valida soluzione … stai tranquillo non sarà questo il problema.
    🙂
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      No certo, non del reperimento; ma dato che il post fa la proposta di di bordelli comunali e/o provinciali e/o regionali, in zone appartate e discrete , anche per risanare le finanze locali, mi sembrava utile approfondire.
      Ciao, ciao.

  8. paola ha detto:

    Riguardo questo argomento, il dibattito riguarda il diritto come anche le problematiche socio-economiche. In tutte le argomentazioni più sopra lette ci sono cose che condivido e altre meno. Del resto ognuno al riguardo s’è fatto una propria opinione. A suo tempo c’è stato plauso per la legge Merlin .che molti oggi ritengono superata. Effettivamente come dice Marisa, i tempi sono cambiati. L’illibatezza al tempo dei miei venti anni era un valore che andava difeso e gelosamente custodito. Anche se, in effetti , i rapporti prematrimoniali sono sempre avvenuti, ma con pudore.
    Ho visto in questi giorni in televisione la movida a Ibiza e a Saint Tropez. Mi viene da supporre che in quelle notti di follia succeda di tutto. Non ci sono più freni inibitori. Le ragazze sono lì, basta prenderle. Quasi quasi mi chiedo che tipo d’uomo può essere quello che ha ancora bisogno della prostituta. Tu Franz parli di “sfogo”. Una parola che sa di stantio. Forse andava bene per gli avventurieri del West quando andando alla ricerca dell’oro capitavano nei Saloon. E’ sesso, semplicemente sesso.
    Daccordo che ognuno possa essere libero di farlo come , quando, con chi vuole. Vorrei però che si evitassero le inserzioni a pagamento sui quotidiano locali che sono pieni di
    “coccolone”, “dolcissime” ” ambiente rilassante “, “complete” “indimenticabili”.
    Questi annunci secondo me dovrebbero trovare spazio solo su giornali appositi, non sui quotidiani che vengono letti anche a scuola, giornali che entrano nelle famiglie che possono essere letti anche dai nostri bimbi. Che razza di emancipazione è questa? E’ che ci stiamo abituando a tutto. Ormai non ci sono più paletti. Ma una soluzione andrebbe davvero trovata . E che paghino le tasse infine! Ditta individuale o Società che sia………Paola

    • frz40 ha detto:

      Sì, certo Paola. “sfogo” sta per “sesso”. Ma quando ne parlo riferendomi alla “funzione sociale delle prostitute”, scusa i termini, mi riferisco non tanto ai giovani che , anche se non sono sempre ad Iiza, hanno maggiori opportunità, ma soprattutto agli uiomini di una certa età, rimasti magari vedovi troppo presto. O a tutti coloro che, per una ragione o per l’altra, non intendono avviare una relazione stabile. E probabilmente anche a tutti coloro che, in loro assenza, sfogherebbero i loro istinti usando violenza sulla malcapitata di turno.

      Quanto agli annunci, hai perfettamente ragione. I quotidiani dovrebero evitare certe inserzioni. Alcuni lo fanno. Altri no.

      Così come hai ragione quando dici che ci stiamo abituando a tutto. E quasi sempre al peggio, senza reagire.

      Così va questo mondo.

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