San Firmino a Pamplona

La giudichiamo comunemente una festa “da matti” e forse abbiamo anche ragione.

Sia per la “corsa dei tori” nelle vie della città, di mattina, sia per la corrida pomeridiana.

Per quest’ultima anche una forte corrente degli stessi spagnoli, dei Catalani in particolare, è contraria.

Ma una festa così, che si svolge dal 1591, da più di 400 anni dunque, e si protrae per 9 giorni, non ha diritto di esistere?

Guardate, in queste foto, la gioia, il calore e l’entusiasmo della gente. (cliccateci su per ingrandirle)

Viva San Firmino!

NB – Le foto sono tratte dal sito Boston.com che ne pubblica anche molte altre; alcune sono cruente ma per guardarle occorre accettarlo esplicitamente, se no si saltano. Questo è il LINK

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6 risposte a San Firmino a Pamplona

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Se vogliono tenersi la festa che se la tengano pure. Quello che sinceramente non riesco a capire che gusto ci sia a correre insieme ai tori col rischio di farsi prendere a cornate e/o farsi calpestare dai tori.
    Queste sì che sono sofferenze “gratuite”.
    Il mondo è bello perchè è vario o perchè è avariato?

    • frz40 ha detto:

      Direi per tutte e due le ragioni.

      Quanto al rischio di essere incornati, francamente non ci vedo nulla di molto diverso da un qualsiasi sport estremo. E’ nella natura dell’uomo,

      A presto

  2. elisabetta ha detto:

    S.Firmino a Pamplona…. Non mi piace….

    Come mi sono commossa e ho firmato la petizione per il leoncino Simba, a questo nuovo post che forse non casualmente lo precede, devo dire … non mi piace….

    Molte volte mi sono espressa in sfavore di queste feste e corride….

    Più di una volta ho sottoscritto petizioni che le condannano e che chiedono la loro abolizione e non capisco come dopo 500 anni ancora esse possano continuare ad esistere….

    Se festa deve essere, sia festa: ma festa senza crudeltà e senza vittime, soprattutto vittime ignare e innocenti per ciò che una stupida tradizione vuole si rinnovi il loro doloroso, triste, violento e mortale destino.

    Eli

    • frz40 ha detto:

      Non amo la corrida. Soprattutto quella odierna dove il toro “non è più un toro”. Tuttavia ho avuto la fortua, nel 1960, di vederne una con un ragazzo spagnolo al fianco, appassionato di corride, che mi spiegava il significato e il rischio delle diverse figure. Posso capire che chi se ne intende può appassionarsi. Come accadde ad esempio ad Hamingway che proprio di Pamplona e dell’ Encierro, questo il nome della famosa corsa dei tori, lasciati liberi di correre tra la folla, si innamorò.

  3. Vincenzo ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con Elisabetta e condivido ogni sua riflessione in merito..
    Il fatto che gli spagnoli si divertano non giustifica neanche un pò le sofferenze dei tori. La tradizione spiega perchè essi siano condizionati fin da piccoli a determinate “liturgie” …..ma non giustifica le sofferenze degli animali.
    Usiamo i termini giusti: per il toro la corrida è una tortura ….fino alla morte! Immagiatevi la disperazione ed il dolore!….. Per fare divertire!
    … Ma come è bello!!!!!!!

    Vincenzo

  4. Vincenzo ha detto:

    Ancora un commento, scusate, ….anche a me piace tantissimo Hamingway, sia come romanziere, sia come giornalista e corrispondente di guerra. Di lui ho letto quasi tutto e non dimentichiamolo … era un accanito cacciatore.
    Vincenzo

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