Certo che non cadono dal pero.

Parlo dei nostri parlamentari. Si sono ridotti lo stipendio base del 10% . La misura dovrà essere ratificata dagli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama la prossima settimana. Il taglio verrà calcolato sull’indennità, che per i deputati ammonta a 5.486,58 euro. Un bel sacrificio pari a 550 euro al mese circa.

Una bella sorpresa, dunque?

Sì, ma quel che fa più sorpresa è che quei 5.486 euro al mese sono solo una parte degli emolumenti complessivi che ammontano, invece, a oltre 21.000 euro lordi, sempre al mese, ovviamente.

Niente male per scaldare le sedie di Montecitorio, che è esattamente quel che fa la maggior parte di loro.

E in pensione? Il limite pensionistico per le pensioni di anzianità viene elevato a 60 anni. Ma per gli statali non è di 65 anni, donne comprese?

Già, ma loro lavorano per lo Stato?

Dal Corriere.it

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3 risposte a Certo che non cadono dal pero.

  1. marisamoles ha detto:

    Se è per questo, mi pare che ogni singolo deputato abbia diritto alla pensione anche per una sola legislatura, a patto che sia durata almeno la metà del tempo previsto. E’ per questo, credo, che la “crisi” viene generalmente dichiarata e vengono annunciate nuove elezioni solo una volta passato il periodo utile … 😦

    Quanto al “sacrificio” degli statali, quello dei parlamentari è modesto, ma lo si sapeva. Agli insegnanti, per fare un esempio a me vicino, la manovra sarebbe costata fino a 29.000 euro, nel caso di un docente appena assunto. Ora, però, il governo ha fatto dietro front e ha deciso di non bloccare gli scatti di anzianità. Tuttavia, i tre anni da ora fino al 2013 non saranno valutati nella ricostruzione della carriera, come se non fossero mai esistiti. Ti pare giusto?

  2. frz40 ha detto:

    Non mi pare giusto. Ma soprattutto non mi pare giusto che gli scatti di anzianità siano, di fatto, l’unico strumento per valutare il ‘merito’ di un insegnante.

  3. frz40 ha detto:

    Leggo oggi che sarà di mille euro netti al mese il taglio sulla retribuzione dei deputati e dei senatori, deciso dai rispettivi uffici di presidenza sulla base delle indicazioni della manovra. Il taglio inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno (oggi 4.003,11 euro) e per i restanti 500 sulla somma destinata al ‘rapporto eletto-elettore’, quei 4.190 destinati ai ‘portaborse’

    1.000 euro sui 20.000 che arraffano tutti i mesi è un 5%

    Io avrei tagliato non quel 5% ma un buon 50% dei deputati e dei senatori; l’importante, comunque, è almeno incominciare!

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