Umberto Veronesi: una scelta onesta

Scrive Umberto Veronesi per La Stampa (LINK)

“Perché sto dalla parte del nucleare”

«Le polemiche sorte intorno alla proposta di una mia nomina a presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare non mi stupiscono, anzi sono comprensibili e in gran parte giustificate.

In particolare capisco il pensiero del Pd di fronte all’offerta che mi ha rivolto il governo: riflette un dilemma che io stesso ho vissuto e sto ancora vivendo. Mi sono chiesto infatti se fosse giusto compiere una scelta che va contro la posizione del partito con il quale ho accettato di candidarmi al Senato.

Oppure se non fosse più corretto operare una sorta di autocensura e dire no al coordinamento di un piano che pure considero importante per lo sviluppo del Paese. Alla fine ha prevalso in me il desiderio di partecipare con decisione al ritorno del nucleare in Italia, se pure a condizione di un programma ineccepibile dal punto di vista della qualità scientifica, della sicurezza per l’uomo e per l’ambiente e della sostenibilità economica.

Con questa scelta è difficile continuare l’attività senatoriale. Già avevo elaborato dentro di me questa consapevolezza, che poi mi è stata espressa da molti membri del partito. Ha ragione il senatore del Pd Roberto Della Seta: non potrei perché gli impegni sarebbero troppi, ma anche perché la mia coscienza non me lo permetterebbe. La legittima discussione sulla mia scelta ha tuttavia oscurato agli occhi della gente le sue motivazioni: perché sono così convinto del nucleare da assumermi un incarico così spinoso e largamente impopolare? Che cosa glielo fa fare, professore, mi chiedono i pazienti e gli amici più stretti? Mi spinge la mia convinzione che l’energia nucleare è un progresso scientifico straordinario per l’uomo e, proprio poiché ci credo, ritengo in coscienza di dover offrire tutto il mio impegno di scienziato e di cittadino perché il mio Paese, che amo, sia all’avanguardia in questo settore e non rimanga arenato per motivi ideologici.»

Umberto Veronesi è uomo di scienza e con questa scelta ha preferito anteporre le ragioni della scienza a quelle di un’ideologia politica e, probabilmente, anche a certi interessi personali.

Ma soprattutto è un uomo onesto che si è imposto di scegliere tra due strade quando ha visto che tra di esse c’era incompatibilità.

Lo sanno fare in pochi.

Alcune volte in questo blog mi sono permesso di esporre qualche mia considerazione a margine di certe sue esternazioni. Questo non vuol dire che non lo consideri un grande uomo e, in questa occasione l’ha dimostrato una volta di più.

Grazie, prof. Veronesi, ha tutta la mia stima.

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26 risposte a Umberto Veronesi: una scelta onesta

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Questo è quanto avevo iniziato a scrivere ma mai pubblicato.

    “E’ relativamente recente (14 marzo 2005) un articolo nel quale l’oncologo UMBERTO VERONESI, intervenuto al convegno sull’informazione ambientale, lancia l’allarme sugli alimenti. Il 30% dei tumori sarebbe legato all’alimentazione!

    Gli imputati, oltre la carne, sarebbero la farina di mais (da mais coltivato in modo tradizionale) e il latte contaminati da aflatossine.

    E’ lodevole constatare che gli alimenti vengono presi in considerazione da un eminente personaggio della medicina italiana. E’ Infatti fondamentale considerare l’alimentazione come fattore di benessere e/o di malattia.
    Ho pensato che potesse essere interessante approfondire un poco il problema. Cercare cioè di capire che cosa possa aver spinto un personaggio così importante a propagandare un’alimentazione “sana”. Non si dimentichi che il Prof. Veronesi fu, in Italia, Ministro della Sanità.

    Sembrerebbe infatti che lo scopo dell’articolo, sia per incitare, ovvero, per far considerare gli alimenti OGM meglio degli alimenti “naturali”.”

    Se ora si schiera dalla parte del nucleare…

    Non voglio aggiungere nulla. Sono molto dubbioso sul fatto dell’onestà.

    Nulla da dire per quanto riguarda la sua professionalità.

    • frz40 ha detto:

      Non ho elementi per approfondire il tema degli alimenti OGM e, francamente ne so poco. Cercherò di informarmi meglio.

      So qualcosa di più sul nucleare, ma in ogni caso non è per me importante definire se la decisione di Veronesi sia la più giusta.

      Per me la parola “onestà” sta nel non tenere il piede in due scarpe, quando queste sono in reciproco conflitto e a questo mi riferivo.

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Da questo punto di vista sono perfettamente d’accordo con te.

  3. elisabetta ha detto:

    Il Professor Veronesi è davvero un Grande e mi associo alla stima e ai meriti che gli hai attribuito, e come te voglio anch’io dire “Grazie Professore”.
    Grazie per la sua onestà di uomo e scienziato.
    Grazie per non aver rincorso solamente una ideologia politica, ma una onesta, seria e ponderata convinzione.
    Grazie per l’esempio che ha dato e che spero possa essere da altri imitato….

    Grazie infine a te che ci hai riportato questa notizia che fa parte di una di quelle “buone notizie” raccontate e auspicate in un tuo precedente post.

    Eli

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Sicuramente sbaglio e, se sbaglio, chiedo venia. Chi però sostiene l’OGM e il nucleare probabilmente non si è documentato come si deve.
    Ancora non è chiaro quanto possono influire negativamente su di noi gli OGM. Tutti sanno quanto è stato grave quanto è accaduto a Cernobil; e tutti potrebbero sapere come sia difficile sapere cosa se ne farà delle scorie. E allora?
    È onesto utilizzare il proprio nome per sostenere OGM e nucleare?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

    • frz40 ha detto:

      Lui afferma

      «sul nucleare come fonte di energia io mi sento di poter rassicurare la popolazione circa la sostanziale assenza di rischio. L’attività delle centrali nucleari produce energia pulita, senza emissioni (presenti invece nei processi di combustione) di sostanze che rappresentano un rischio di malattie respiratorie, allergiche o tumorali nell’uomo.

      Ma ciò di cui la gente ha paura sono gli incidenti alle centrali. Va detto che in 40 anni di utilizzo del nucleare nel mondo si sono verificati solo 2 casi: quello di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979, che non provocò nessuna contaminazione e nessuna vittima, e quello di Cernobil nel 1986, che fu un vero disastro. Spesso però si ignora che a Cernobil la causa fu la leggerezza e l’incompetenza del personale. Il direttore aveva esperienza solo di impianti a carbone e il capo ingegnere ne aveva soltanto con i reattori nucleari preparati per i sottomarini sovietici. Si è inoltre unito il fatto che il reattore era già allora inadeguato e tecnologicamente incapace di autoproteggersi dal rischio di malfunzionamento e infine che la tragedia avvenne nel corso di un esperimento, in cui furono paradossalmente violate tutte le regole di sicurezza e di buon senso. Si tratta quindi di un evento unico che ha dei tratti di pura assurdità, e che oggi non si potrebbe ripetere. »

      Perché non credergli?

  5. Quarchedundepegi ha detto:

    Non voglio assolutamente discutere le capacità professionali e, nel caso, la buona fede dell’uomo.
    Come tu ben sai, se hai letto qualcosa del mio blog, cerco di combattere le sofferenze “gratuite”.
    Quante sofferenze gratuite ha provocato Cernobil! E quante sofferenze gratuite provocherebbe un “piccolo” errore umano conseguenza di distrazione, incompetenza o ingordigia… o FATALITA’?
    Il mondo è pieno di sofferenze gratuite prodotte da “certezze e buona fede”. Bastano per tutte TALIDOMIDE e AMIANTO.

    Che il Professore studi la storia prima di utilizzare il suo nome per tranquillizzare il popolo su argomentazioni, nelle quali, fra l’altro, gli “interessi” sono miliardari!!!!!!!

    Per quanto riguarda il nucleare, come sottaciuta importanza, c’è anche, e non è poco, il destino delle scorie.

    • frz40 ha detto:

      Va beh, prendo atto del tuo parere. Credo che né tu né io abbiamo le informazioni necessarie per risolvere la questione dibattuto in tutto il mondo, con tanti pro e tanti contro.

      Veronesi sostiene che la produzione dell’energia con le centrali nucleari è più pulita e sicura, scorie comprese; come tale dovrebbe consentire di contenere le sofferenze inutili. (ho letto, sì)

      Credo che conosca il problema più di noi due messi insieme. Io mi fido.

      Buona Domenica !!!

  6. Quarchedundepegi ha detto:

    Non è proprio il caso di controbattersi all’infinito. Il tuo articolo mi ha dato l’idea per un articoletto.
    Buona Domenica anche a te.

  7. Giorgio ha detto:

    @frz
    di passaggio, ho letto con molto interesse quanto da te e da altri scritto.
    Al di là delle discussioni riguardanti l’ecologia ed i danni in caso di incidente (dire che Cernobyl fu solo errore umano non è che mi tranquillizzi….anzi!, vedi BP Golfo del Messico…), vorrei sottolineare che, a mio parere, il prof. Veronesi sbaglia quando motiva la sua eventuale accettazione:
    “Mi spinge la mia convinzione che l’energia nucleare è un progresso scientifico straordinario per l’uomo e, proprio poiché ci credo, ritengo in coscienza di dover offrire tutto il mio impegno di scienziato e di cittadino perché il mio Paese, che amo, sia all’avanguardia in questo settore e non rimanga arenato per motivi ideologici.”
    In realtà il progresso scientifico è già andato oltre il nucleare con lo sfruttamento delle cosiddette energie alternative, solare ed eolico in primis.
    Il vero futuro scientifico ed economico è nello sviluppo di tecnologie per la produzione di energie rinnovabili e l’Italia ha innumerevoli esempi di eccellenze che andrebbe sostenute, sia per quanto riguarda i “cervelli” che per quanto riguarda le aziende.
    Riporto, piccolo esempio tra i tanti, un articolo del Corriere del 27 luglio, per sottolineare che, ancora una volta, con la scelta del ritorno al nucleare l’Italia sta andando “al traino” (d’altronde la parola “ritorno” non è certo sinonimo di “andare avanti”), quando invece si dovrebbe “anticipare”.

    “I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
    NEW YORK – Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.
    COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA – Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti.
    COSTI NUCLEARE IN CRESCITA – I costi dell’energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni. Mentre, al contrario, i nuovi problemi e l’aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari pianificate negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell’Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell’Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati negli ultimi anni e le stime sono costantemente in crescita.

    FONTE: Il Corriere

    Un caro saluto

  8. Giorgio ha detto:

    A proposito, sempre sull’argomento:

    “Nel 2009 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è giunta a coprire (e a superare leggermente) l’intero fabbisogno delle famiglie italiane. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della Confartigianato lo scorso anno l’energia elettrica “verde” è salita del 19,2% rispetto al 2008, arrivando a un livello di produzione di 69.330 gigawattora (i consumi delle famiglie ammontano a 68.924 gigawattora).
    Per quanto riguarda l’energia solare, il primato di produzione spetta alla Puglia, seguita da Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Ed è sempre la Puglia la regione che lo scorso anno ha maggiormente incrementato la produzione da impianti fotovoltaici, con 72 gigawattora in più pari ad oltre un terzo dell’intera crescita (37,3%), seguita dalla Lombardia e dal Piemonte. Non solo: nel confronto internazionale la piccola Puglia batte addirittura il gigante Cina per potenza di impianti solari installati, 161 mw contro i 160 cinesi.
    In generale è l’Italia intera a occupare una posizione di primissimo piano sul fronte dei pannelli solari. Sulla base dei dati 2009 dell’European PhotoVoltaic Industry Association (Epia), l’Italia è infatti il secondo mercato al mondo nel fotovoltaico con il 9,9% della potenza installata nell’anno, dietro alla Germania che da sola rappresenta il 51,6% del mercato mondiale. Inserendo nel ranking mondiale il Mezzogiorno e il Centro Nord, emerge che le due aree del nostro Paese ricoprono entrambe una posizione di rilievo nel mercato mondiale collocandosi, rispettivamente, al quarto e al sesto posto della classifica: i 422 Mw del Centro Nord sono pari al 5,7% del mercato mondiale; i 289 Mw installati nel Mezzogiorno, sono pari al 3,9% del mercato mondiale pari alla potenza installata in Francia, Spagna e Portogallo messi insieme.
    Sempre nel confronto internazionale, si osserva che nel 2009 la Puglia ha registrato una potenza installata di impianti fotovoltaici (161 Mw) pari a quella di tutta la Cina (160 Mw), mentre l’incremento registrato in Lombardia (77 Mw) è superiore a quello dell’intera Spagna (69 Mw).

    L’energia verde è anche fonte di occupazione e ottimo traino di ripresa: sempre secondo l’ufficio studi Confartigianato, nel primo trimestre 2010, anche dopo un anno di forte recessione, il settore delle imprese potenzialmente interessate alle fonti rinnovabili registra una crescita del 2,7%, più accentuata nel Mezzogiorno (+4,1%) e nel Centro (3,6%) mentre nel Nord la crescita è robusta ma con uno spunto minore (1,5%). Nei primi tre mesi in Italia vi sono poi 86.079 aziende (prevalentemente imprese di installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione), potenzialmente interessate dalle fonti rinnovabili, con una stima di 332.293 occupati e una dimensione media per impresa di 3,9 addetti.

    FONTE

    Che ne dite?
    Il futuro scientifico (ed umano, aggiungo io) dove può essere?

    • frz40 ha detto:

      @ Giorgio

      Prima di tutto grazie del passaggio e grazie per entrambi i contributi.

      Mi era occupato del nucleare negli anni ’80, quando venne detto il famoso ‘no’ e penso che quel ‘no’ sia stato, allora, un errore clamorso. Oggi si parla molto di fonti alternative e si contano diverse realizzazioni.

      Tuttavia penso che se un uomo come Veronesi ha rinunciato ad un certo suo credo politico per una scelta di scienza tanto discussa, non l’abbia fatto a cuor leggero. Ne sa certamente più di noi.

      Oltre a tutto non vedo perchè una strada debba escudere l’altra.

      Grazie ancora per i commenti e a risentirla presto.

  9. Giorgio ha detto:

    @frz
    Grazie a te per lo spazio ed il tempo che metti a disposizione.
    Penso anch’io che la scelta di allora sia stata un errore, come penso che sono passati ormai più’ di trent’anni e la tecnologia
    Nella produzione di energie sta andando su altre strade, più sostenibili ambientalmente ed economicamente.
    Perche’ penso che una cosa esclude l’altre? Soprattutto per una questione economica: soldi pare ce ne siano pochini e tocca fare delle scelte.
    La mia e’ di guardare al futuro, quella di Veronesi, con tutto il rispetto, e’ un po’ “vecchietta”. 🙂
    Tieni conto che realizzare una centrale, dopo aver trovato il sito (chi la vuole sotto casa?) ed aver deciso dove stoccare le scorie, costa oggi circa
    8 miliardi di euro ed una decina d’anni. Ma fra dieci anni…si produrra’ ancora energia cosi’ nel resto del mondo, in particolare in Europa?
    A me risulta che le politiche energetiche europee stiano andando in tutt’altra direzione, ovviamente senza l’Italia, tanto per cambiare.
    Grazie ancora e (vista l’ora) una buona notte.

    • frz40 ha detto:

      “senza l’Italia”

      Purtoppo sì. E non solo in questo caso, purtropppo. Il nostro è un Paese decotto, privo di politiche economiche da cinquant’anni. E tale, resterà per molto tempo ancora.

      In altro post, ‘FIAT o mai più”, chiudo il pezzo dicendo “Sempre che si faccia sul serio e sempre che non sia troppo tardi, perché davanti a noi c’è solo un baratro”. Probabilmente sbaglio, ci siamo già dentro.

      Buona giornata.

  10. marisamoles ha detto:

    Caro frz,

    una collega mi ha segnalato questo contributo della Gabanelli su Il Corriere (Lettere al direttore, 27 luglio 2010), e mi fa piacere riportartelo:

    «Caro Veronesi, troppi impegni»
    Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per curare il cancro. Da un paio d’ anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese. Ora è stato proposto il suo nome come Presidente dell’ Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, nomina che accetterebbe volentieri, di nuovo a condizione che non sottragga tempo ai suoi pazienti. Ovvero, bisognerebbe adattare le necessità di un’ agenzia così delicata e fondamentale agli impegni del candidato presidente. Intanto venerdì scorso in Senato è stato approvato un decreto che gli consentirebbe, se volesse, di andare in deroga alla legge che vieta a chi ha incarichi politici di presiedere un’ authority. Riguardo invece alla sua competenza in materia, scrive: «Sono un appassionato di fisica, non a caso ho ricevuto la laurea honoris causa». Nuclearista convinto, cita la Francia come modello di qualità di vita per noi italiani. Partendo dal presupposto che l’ agenzia non sia un bluff ma qualcosa di straordinariamente serio, non è affatto rassicurante l’ idea che venga diretta (nei ritagli di tempo) per 7 anni, da un uomo che oggi ne ha 85, anche se è il più bravo oncologo del pianeta. Presiedere l’ agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione. Siccome il Prof. Veronesi cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare. Il Prof. Veronesi ha poi espresso un’ opinione sul fattore rischio («oggi calcolato quasi vicino allo zero»), che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano proprio in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come «l’ alternativa più valida al petrolio» è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’ Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano. Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose. Milena Gabanelli

    Link della fonte
    Io sono d’accordo con la Gabanelli. Nonostante stimi il professor Veronesi come professionista, penso anch’io che sia troppo vecchio e si occupi di troppe cose.

    • frz40 ha detto:

      Lo scopo di questo post non era quello di approvare o non approvare la scelta del nucleare per l’Italia, né quella di condividere la nomina di Veronesi. Era solo quello di riconoscere l’onestà intellettuale dell’uomo che tra una scelta politica e una scelta di scienza, si è orientato sulla seconda.

      Ti ringrazio comunque per la segnalazione di questo contributo della Gabanelli e penso che Veronesi sappia benissimo quanti anni ha e cosa può fare; se ha detto di sì non è perchè pensa di essere eterno ma per dare impulso e credito ad una cosa nella quale crede.

      • marisamoles ha detto:

        Rimane il fatto che in Italia la scienza è in mano ai “vecchi”, che certamente hanno più esperienza e sono per questo considerati più affidabili, ma poi non lamentiamoci della “fuga dei cervelli” all’estero. La verità è che l’Italia non ha voglia di investire sui giovani e questo atteggiamento non si può condividere.

      • frz40 ha detto:

        Vero, in generale. Questa nomina ha però, secondo me, carattere più simbolico, che nessun giovane forse poteva dare.

  11. Pingback: Lo spot nucleare | Frz40's Blog

  12. Quarchedundepegi ha detto:

    Mi sono permesso di riesumare questo Blog.
    Constatando quanto sta accadendo in Giappone pensate che il Prof. Veronesi si schiererebbe ancora per il “nucleare”?

    • frz40 ha detto:

      Non so dirtelo, ma è dell’8 marzo, tre giorni prima di quanto sta acccadendo in Giappone, questa notizia:

      Milano, 8 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Anche il nucleare ha i suoi pericoli, ma esattamente “come li ha ogni cosa. Nessuno dice che i rischi non ci siano”. Anzi, come presidente dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare “io vigilerò come un cane da guardia” proprio per garantire la massima sicurezza di tutti i cittadini. Lo promette l’oncologo Umberto Veronesi, replicando alle dichiarazioni dell’Associazione medici per l’ambiente (Isde Italia), che in un articolo sul quotidiano ecologista ‘Terra’ ha obiettato alle affermazioni dell’ex ministro della Sanità in un’intervista a ‘La Stampa’, definendole “una superficiale apologia” del nucleare.
      Parlando ai giornalisti allo Iulm di Milano, a margine della presentazione del libro-intervista ‘Scienza e pace’ co-firmato dal medico e da Alessandro Cecchi Paone, Veronesi ribadisce che “dalle centrali nucleari non esce neanche una radiazione” e che chi afferma il contrario sostiene “invenzioni”.
      “Però i rischi ci sono, nessuno dice che non ci siano rischi”, precisa. E “io non sono il responsabile del programma nucleare italiano”, puntualizza, ma “sono a capo di un’agenzia per la sicurezza nucleare. Sono lì per vigilare come un cane da guardia su tutto quello che succede in questo programma, e per esercitare al massimo la sicurezza”, ripete il direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia.
      “Ho passato la mia vita in un istituto dei tumori – ricorda Veronesi – dove le radiazioni e i radioisotopi sono di casa. Ho passato la mia vita proprio avendo per obiettivo la radioprotezione dei pazienti, dei medici e di tutto il personale”. Quindi, conclude, anche come presidente dell’Agenzia per la sicurezza del nucleare “mi sento proprio convinto di fare un’opera che va nella stessa direzione” dell’impegno di sempre: “Proteggerci dai rischi”.

  13. quarchedundepegi ha detto:

    Ti ringrazio moltissimo per quanto mi hai comunicato.
    Il mio commento al collega?
    ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM!

  14. Pingback: MAIS, OGM E SCIENZA « Quarchedundepegi's Blog

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