Sarebbe ora, ma….

Le prostitute pagheranno finalmente le tasse?

Così dovrebbe essere, almeno secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Ravenna che ha stabilito che “ i proventi della attività di prostituzione esercitata per professione, devono essere riconducibili alla categoria di cui all’art. 6 del TUIR, ovvero nella categoria dei redditi di lavoro autonomo sussistendo tutti i requisiti tipici:
1) prevalenza del lavoro personale della prestatrice d’opera;
2) l’assenza del vincolo di subordinazione;
3) la libera pattuizione del compenso;
4) l’assunzione degli oneri relativi alla esecuzione della prestazione e del rischio inerenti alla esecuzione stessa;
tanto più che la stessa Corte di Giustizia CEE, con sentenza del 20.11.2001 ha riconosciuto che l’attività di meretricio deve essere qualificata come lavoro autonomo “.

Beh, sarebbe ora, ma ci credete?

Da La Stampa

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17 risposte a Sarebbe ora, ma….

  1. lorettadalola ha detto:

    “Nobile” iniziativa equiparare il lavoro del corpo ad altre mansioni, ma come la mettiamo con il pensiero religioso? E la questione della sfruttamento della donna? Se paga le tasse vuol dire che è un lavoro vero e proprio riconosciuto e “rispettato” come tanti altri, ti sembra fattibile? E tutto il contorno della delinquenza, che fine farebbe…mmmhhhh la vedo dura!

    • frz40 ha detto:

      No, di fatti ho messo quella domanda. La Commissione Tributaria può anche aver delle pretese e cercar di farle valere, ma per la legge quel “lavoro autonomo” non esiste.

      Ho trattato diverse volte l’argomento. In particolare qui e qui. Penso che debba essere un’attività riconosciuta e, come tale, anche controllata sotto il profilo sanitario e soggetta a tassazione presunta come per tutti i professionisti.

      Il fatto di doversi iscrivere ad una partita IVA, salvo incorrere in pesanti penalità, può, tra l’altro, servire da notevole disincentivo per le “ragazze immagine” che iniziano col fare le escort e sono, oltre a tutto, facilmente rintracciabili.

      • lorettadalola ha detto:

        MMMHHH la vedo veramente complicata come faccenda…da una parte si garantirebbero la tutela sanitaria e la riduzione dei pericoli in quanto normale lavoro, dall’altra l’autorizzazione all’uso meccanico delle prestazioni si scontra violentemente contro il rispetto e il principio di uno scambio affettivo ed emotivo – personalmente faccio fatica ad accettare i concetti di : vendita, parcella, prestazione, tasse, contratto, fattura ecc. legate all’amore! – Si arriverà anche a: soddisfatti o rimborsati, nell’apposito ufficio reclami?

      • frz40 ha detto:

        Anch’io faccio fatica a concepire quest’attività come “lavoro autonomo” riconosciuto ed accettato.

        Ma esiste. Anzi dilaga. E sfocia in forme di violenza e costrizione spesso inaudite.

        Dice un vecchio saggio: se non puoi vincere, cerca almeno di non perdere.

        In questo senso credo che sia meglio regolamentare che lasciare in mani malsane e spesso criminali

      • Bibi ha detto:

        Argomento che riemerge spesso ma senza alcuna via di uscita reale e realistica.
        Legalizzare la prostituzione e tassarla, ok lo stesso si potrebbe fare per le droghe.
        Perchè se il presupposto della legalizzazione è l’incapacità di affrontare il fenomeno in altra maniera…allora ce ne sarebbe tante di cose da “legalizzare”.
        a.y.s. Bibi

      • frz40 ha detto:

        @ Bibi

        Vedo che gestisci un blog che è anche ben fatto. Dovresti allora sapere che sarebbe opportuno leggere qualche altro articolo del blogger per capire qual è il suo punto di vista su certi argomenti.

        Probabilmente non l’hai fatto, e non per questo te ne voglio, perché altrimenti non mi avresti attribuito il pensiero che “ il presupposto della legalizzazione è l’incapacità di affrontare il fenomeno in altra maniera…”.

        Non è questo il presupposto. Leggi e te ne renderai conto.

        Della prostituzione dici: “Argomento che riemerge spesso ma senza alcuna via di uscita reale e realistica “. Intanto non è vero: in molti Paesi esistono regolamentazioni che forse non hanno risolto tutti i problemi, ma molti sì. E comunque ti chiedo: ti sembra che non far nulla, come accade da noi, sia la via migliore?

        E’ peraltro interessante la tua provocazione : “Legalizzare la prostituzione e tassarla, ok lo stesso si potrebbe fare per le droghe”

        C’è chi lo pensa e non sono pochi. E’ un argomento che meriterebbe un maggior spazio. Qui voglio solo dire che esiste una profonda differenza tra le due piaghe del nostro tempo, ed è quella che una regolamentazione del fenomeno della prostituzione non può che tendere a proteggere le donne da crimini quali la tratta, l’istigazione, la violenza e lo sfruttamento. Nessuno invece importa, induce, violenta o sfrutta gli spacciatori.

        Ti ringrazio per il passaggio e anche per questa provocazione.

        A risentirti presto.

  2. elisabetta ha detto:

    Vorrei sapere una cosa.
    Nel caso che questa professione venisse riconosciuta, nel caso che le prostitute paghino le tasse, nel caso che spettino loro tutti i diritti professionali e accesso alla sanità pubblica… ecco…. quello che vorrei sapere (solo una curiosità)… cosa verrà scritto nella ricevuta fiscale per tali prestazioni???? E in quali termini di “unità di lavoro” (ore o qualità di prestazione)?….

    eli

    • frz40 ha detto:

      Dai, sbiglia la fantasia, dillo tu !!!!!

      In partcolare pe le escort che fanno capo ad un “agenzia”, potrebbe poi anche essere utilizzato un call center per testare il grado di soddisfazione del cliente.

      O no? 🙂 🙂

    • frz40 ha detto:

      Scusa, parlando seriamente, devo aggiungere che gli appartreneti a molte categorie professionali, ad esempio i maestri di tennis o golf, devono avere la partita IVA, pagano le tasse su livelli di attività presunti, e non sono tenuti a rilasciare ricevuta.

      Cade quindi il problema di dover precisare in fattura la prestazione effettuata

  3. loretta ha detto:

    E su queste parole mi arrendo…ha vinto la tua logica…mi trovi d’accordo, uno a zero, palla al centro e alla prossima!

  4. Bibi ha detto:

    Probabilmente non ci siamo capiti.
    Non ho detto che il “tuo” pensiero sia “il presupposto della legalizzazione è l’incapacità di affrontare il fenomeno in altra maniera…”;questo è il modo usuale di approccio al problema della nostra classe politica ed in formazione bipartisan.
    Sulla regolamentazione potrei essere d’accordo in linea teorica ma preferisco immaginare una legislazione che colpisca il consumatore (senza domanda..niente offerta) ma questo, viste le frequentazioni della nostra classe politica…resterà un sogno ed ecco perchè parlo di “senza via di uscita reale e realistica”.
    Da ex frequentatore in prima persona e discreto conoscitore dell’argomento a livello di “funzionamento” per svariate esperienze, resto sempre perplesso quando leggo che il “problema” si risolve con la tassazione. Ora non so sino a che punto conosci la situazione ma pensi veramente che le ragazze “sfruttate” e costrette a prostituirsi saranno quelle che correranno a farsi rilasciare la partita IVA? L’anello debole della catena non sono le escorts d’alto bordo alla D’Addario ma le povere criste che sono costrette con la forza.
    a.y.s. Bibi

    • frz40 ha detto:

      Il problema non si risolve con la tassazione, ma con la regolamentazione. La tassazione è un di cui, come per tutti coloro che raggono profitto da un proprio mestiere.

      Non serve a risolvere il problema, ma forse lo disincentiva per qualcuna. E una in meno è già qualcosa.

      Colpire i consumatori? Io colpirei gli sfruttatori. La D’Addario ci paghi le tasse, le povere criste si salvino dagli sfruttatori e chi vuol vendere il proprio corpo lo faccia, ma liberamente. E’ una scelta come un altra. Certo non l’apprezzo, ma se è libera perchè dovrei vietarla? Vendere sesso o anche solo un po’ di calore umano a che ne sente la necessità è un peccato?

      Quanto ai politici, scusa, ma ci vedo tanto di populismo gratuito. Non sono quelli che mantengono le escort, o almeno non lo sono più di tanti altri.

  5. Bibi ha detto:

    Per la cronaca, gli sfruttatori sono già colpiti adesso ed i risultati li hai sotto gli occhi.
    Per il resto, ognuno la vede a modo suo.
    a.y.s. Bibi

  6. Bibi ha detto:

    Lo dice l’art. 600 c.p. mica io.
    a.y.s. Bibi

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