Buon vento, Laura Dekker!

Alla fine Laura Dekker l’ha avuta vinta e dopo aver ottenuto un mese fa l’autorizzazione dal Tribunale olandese di Middelburg, che ha revocato l’ordinanza di tutela familiare con la quale glie lo aveva proibito, ha lasciato ieri con la sua barchina di 11,5 metri, Guppy, le coste del Portogallo, per tentare la traversata in solitario attorno al mondo.

Laura è nata il 20 settembre 1995. Se riuscirà nell’impresa, sarà la più giovane velista ad averla mai compiuta.

La decisione del Tribunale è arrivata dopo che la madre ha ritirato le obiezioni presentate al giudice sulla pericolosità del viaggio, per il quale riteneva la figlia tecnicamente preparata ma troppo giovane; il tribunale era intervenuto nell’ottobre del 2009 anche su richiesta di alcune associazioni a causa dei “rischi gravi e inaccettabili” insiti nel progetto.

Ora tutto è ok. Buon vento Laura, che il Signore ti assista!

Per la stessa impresa Jessica Watson QUI

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6 risposte a Buon vento, Laura Dekker!

  1. vincenzo ha detto:

    In questi minuti, mentre scrivo, mia figlia Vittoria (14 anni) è in volo e sta per atterrare a Roma, un semplice “voletto” da Torino, per impegni sportivi.
    Da quano l’ho abbracciata all’aeroporto non riesco a togliermi quello stato di ansia che per certo mi passerà solo quando tra qualche giorno, con mia moglie, la riabbracceremo colà e ci godremo tutti e tre riuniti una breve vacanza in quella bellissima città che ben conosciamo e del tutto sconosciuta a Vittoria .

    Ciò premesso, faccio veramente fatica ad accettare la decisone dei genitori di Jessica!
    Troppo bene è un figlio per affidarlo, almeno in certa misura, alla buona fortuna!

    Vincenzo

    i

    • frz40 ha detto:

      Per intanto buon gioco a tua figlia. Poi buona vacanza a tutti voi. Roma è un sogno turisticamente parlando.

      Certo che essere in ansia per un “voletto” proprio tu, con tutti i voli che avrai fatto nella tua vita….

      Di Laura ho parlato nel frattempo con un velista; per lui non è una cosa così straodinaria con i mezzi odierni. Auguriamole che sia così.

  2. vincenzo ha detto:

    Se ti dicessi che la mia ansia non è confinata al solo viaggio ma al fatto che non è qui con noi?
    Frz. Grazie per gli auguri a Vittoria!
    Tanti auguri …..ma veramente tanti a Laura!
    Vincenzo

  3. marisamoles ha detto:

    Scusatemi, ma io non approvo per nulla questa “prova estrema”, e non solo perché, come ama ripermi spesso mio marito, non sono una sportiva.
    Mi chiedo come mai se lasci un figlio minorenne a casa da solo, qualora succeda qualcosa saresti denunciato per “abbandono di minore” o quantomeno per “omessa sorveglianza”, e invece i genitori di Lausa possono tranquillamente lasciarla … in balia delle onde.

    Il tribunale ha sbagliato, secondo me, a concedere il permesso e, dio non voglia, se le succedesse qualcosa, chi ne risponderebbe? Il giudice?

  4. frz40 ha detto:

    @ marisa e vincenzo

    Non so cosa preveda la legge olandese.

    Per certo sono cose un po’ fuori dalla nostra mentalità.

    Però, poi, ci lamentiamo dei nostri “bamboccioni”…..

  5. vincenzo ha detto:

    Cara Marisa, a parer mio qua lo sport non c’entra per niente.
    Non confondiamo l’attività fisica, utile a tonificare tutte le fondamentali funzioni del nostro complesso organismo, con un’impresa in cui il fattore rischio è al centro degli obbiettivi fissati.
    E’ vero, genericamente queste impese vengono classificate come sportive, ma non può sfuggire ad un minimo di senso critico che la componente “sportiva” sia ampiamente superata dal fattore rischio che polarizza invece l’attenzione del pubblico sull’impresa.
    Dirò di più, tutto lo scalpore sarà probabilmente sfruttato da qualche sponsor come nel caso di Jessica Watson.
    Tutto ciò permettendo rischi assurdi su una minore!
    Io mi chiedo, in caso di incidente, come si possa correre il rischio di esporre una ragazzina di neanche 15 anni, probabilmente brava tecnicamente, a mantenere quella freddezza indispesabile per non perdere il controllo.
    Ricordo che gli americani, sulla cui razionalità e pragmatismo sappiamo essere maestri, quando hanno scelto candidati astronauti hanno ammesso solo uomini di 37/42 anni avendo riscontrato che quella è l’età più consigliabile sia per l’equilibrio fisico, sia per la maturità psicologica indispensabile a prendere in tempi rapidi decisioni non procastinabili.
    Concordo quindi, cara Marisa col tuo giudizio negativo sull’impresa di Laura Dekker.

    Vincenzo

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