A margine del "caso Nannini"

viola

Ricordate il caso di quella mamma di cinquantasette anni, che aveva fortemente voluto un bambino, tanto da ricorrere a un intervento di ovodonazione all’estero, intervento che è proibito in Italia oltre i 43-45 anni?

Ne avevo parlato in questo post.

E’ di ieri la notizia, annunciata dal TG5 delle 13, che a quattro mesi dalla nascita, Viola, la bambina che ne è nata, è stata sottratta a quella mamma e al suo compagno di settantanni dai Servizi Sociali, che l’hanno affidata a una comunità e che potrebbe esserne dichiarata l’adottabilità.

Il provvedimento sarebbe stato preso a seguito di un episodio che l’avrebbe vista abbandonata per ore da sola in auto.

C’è chi sostiene che da parte dei Servizi Sociali si sia agito con pregiudizio per l’età dei genitori ma parrebbe, invece, che sia questo solo l’ultimo degli episodi e che esistano consistenti elementi di rischio per la piccola. La Procura deciderà nei prossimi giorni se farla ritornare tra le braccia dei genitori o dichiararne l’adottabilità.

Non entro ovviamente in merito alla vicenda, anche se mi pare che qualche problema esista veramente.

Mi limito a osservare quanto sia pesante, difficile e complicato fare i genitori e quanto questo sia tanto più difficile con l’avanzare inesorabile dell’età.

Ovviamente, augurando che tutto si risolva per il meglio, caso Nannni compreso.

.

. Fonte: TG5 delle 13, del 27 agosto 2010, dal minuto 16’e 50″

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9 risposte a A margine del "caso Nannini"

  1. Pingback: MAMMA A CINQUANTOTTO ANNI: AMORE O PAZZIA? « Marisa Moles's Weblog

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Hai veramente ragione. Dopo una certa età dover accudire a un bimbo giorno e notte pesa molto.
    Già era pesante all’età giusta!
    Il problema di certe Mamme/nonne credo che possa essere visto molto semplicemente in questo modo:
    Esistono purtroppo delle persone che non vogliono rinunciare a nulla (ovvero vogliono avere tutto). Sono poi felici?

  3. frz40 ha detto:

    Tutto e quando viene in mente…. 😦

  4. paola ha detto:

    Fino a poco tempo fa non avevo una opinione precisa. Pensavo che dovesse esserci libertà di scelta, che il desiderio di maternità dovesse potersi soddisfare anche oltre l’età canonica della procreazione considerato che la vita si è allungata di qualche decennio. Ebbene, ho cambiato idea. Da gennaio ho accudito il mio meraviglioso nipotino. Proprio oggi è entrato per la prima volta alla scuola per l’infanzia e ha lasciato le cure affettuose della nonna ( non voglio trascurare nonno, mamma, papà e zii vari ).
    Parlo per me. Sono spossata. E’ stata una fatica immensa. Una fatica gioiosa dalla quale
    piano piano mi devo riprendere. Il piccolo si è preso tutto il mio tempo, si è preso la mia fantasia, la mia pazienza, il mio coraggio, la mia forza.
    Adesso mi sono davvero resa conto che la vita si è allungata si, ma che per allevare un figlio bisogna avere l’età adatta. L’ho detto in famiglia: ne arrivino pure altri. Sono benedetti. Ma non più una dedizione totale. Nonna a tutti gli effetti. Ma allegeritemi un po’. Adesso sono nelle mani della fisioterapista che mi sistema un pò. Il carico di lavoro mi ha regalato la schiena a pezzi. Provare per credere ….Paola

    • frz40 ha detto:

      Questo è il vero problema: ad una certa età uno non ce la può più fare come a trent’anni. E non solo fisicamente, anche psicologicamente: è già difficile stare al passo con la generazione successiva, cosa dalla quale nascono mille problemi tra figli e genitori, figuriamoci se il salto di generazione è doppio o triplo.

      Con questo, lo ripeto, auguro ogni bene alla Nannini e a chi come lei affronta questo tipo d’avventura, ma se ce la farà sarà l’eccezione, non la regola.

      Come sempre grazie per la testimonianza, Paola

  5. patrizia ha detto:

    vero difficile pensare ad un figlio dopo i 50,ma naturalmente essere razionali è un pregio di pochi, ma la vita di oggi è cambiata sotto tutti gli aspetti e ogni giorno ci sorprende con degli episodi che vanno oltre……e la nostra mentalità diciamo “antica” non accetta più queste cose. Io personalmente mi rifiuto di commentarle.

    • frz40 ha detto:

      Beh, di fatto le commenti, riconoscendoti una «mentalità diciamo “antica” che non accetta più queste cose» e apri la strada al modernismo.

      Nessuno ci chiede di giudicare, comunque, ma nessuno ci vieta di esprimere il nostro forse troppo “antico” pensiero.

      Un abbraccio

  6. federica sgaggio ha detto:

    L’ovodonazione in Italia è proibita sempre e comunque, Frz. Non a partire «dai 43-45 anni». In Italia è ammessa unicamente la fecondazione assistita omologa, quella nella quale vengono cioè impegnati gameti della coppia e non di donatori.

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