A che cosa servono i sogni?

A che cosa servono i sogni?

Non parlo dei sogni ad occhi aperti, come quelli splendidamente cantati da Lucio Dalla ne “La casa in riva al mare”, ascoltateli, ne val la pena, ma di quelli veri, quelli ricorrenti.

Io ho una mia teoria, nulla di trascendentale intendiamoci, ma una semplice constatazione fatta su me stesso.

Sono ormai in pensione da una decina d’anni. Avevo una posizione importante e un’ottima retribuzione che avrei potuto mantenere ancora per diversi anni. Tuttavia, me ne sono andato appena ho potuto e quando l’ho fatto è stato senza alcun rimpianto, semplicemente pensando che era ora di godermi questi ultimi anni di vita, per dedicarmi alle tante cose che avevo ancora da fare e che gli impegni di lavoro mi avevano costretto a trascurare.

Non me ne sono mai pentito ed ho anche rifiutato, in seguito, alcuni incarichi di un certo prestigio.

In questi anni, però, si è fatto strada un sogno ricorrente che mi ripropone situazioni di lavoro, tutte con una particolare caratteristica: sono situazioni di stress.

Così ad esempio sogno spesso di essere in particolare ritardo con la documentazione necessaria per un’importante riunione del giorno dopo, oppure in difficoltà per un qualche imprevisto. Erano queste situazioni purtroppo abbastanza normali per il mio tipo di lavoro e chi ha avuto alte responsabilità, sa di cosa parlo.

Un altro sogno ricorre spesso. Tra gli anni più belli che ho trascorso ci sono quelli della scuola. Così sogno spesso di ritornare, da adulto e con tutti gli impegni di lavoro, a sedermi tra i banchi di scuola con i ragazzi. E’ l’anno della maturità e so che non potrò farcela perché non ho potuto frequentare troppe lezioni. Arriva il giorno degli esami, mi presento agli scritti delle materie che mi piacciono (allora si dava l’esame in tutte le materie) e poi rinuncio, col proposito di ripetere l’anno.

Non sono il lavoro o la scuola che caratterizzano il sogno, bensì lo stress e l’ansia delle situazioni che si vengono a creare.

Stress e ansia sono cose importanti nella vita. Sono una droga. In questa vita da pensionato, peraltro non senza problemi, forse mi mancano un po’ e il subconscio me le propone nei sogni.

Può essere?

Se sì, non sono le “cose sognate” la parte più significativa dei sogni, ma le “sensazioni”. Di quelle la psiche ha bisogno. E il sogno diventa lo strumento di compensazione.

Non vale certo per tutti i sogni, ma per molti forse sì. Pensateci.

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10 risposte a A che cosa servono i sogni?

  1. elisabetta ha detto:

    Non rientra nel tema del tuo post sui sogni, ma prendo lo spunto per riportare alcune citazioni del grande poeta libanes Kahlil Gibran, che io amo:
    “Fidatevi dei sogni perché in loro è nascosta la porta dell’eternità”
    ed ancora:
    “La notte è silenziosa e nel suo silenzio si nascondono i sogni”
    ed ancora:
    “I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati la mattina, sul tavolo degli angeli.”

    Eh si, anche i sogni hanno la loro poesia e… la poesia i suoi sogni.

    eli

  2. agersocialslow ha detto:

    Caro Frz….mi verrebbe da chiamarti Cavaliere (una volta appellativo di rispetto sociale ora di immediata ironia con sorriso annesso) ma in base a ciò, viro verso il nik, tu ad ogni post ci fai riflettere e le tue sensazioni mi sembrano sempre più condivisibili. Pur non lavorando più come dipendente (crisi magna) forse il tanto tempo a disposizione, per i tempi morti o per lo scarso interesse di terzi alle mie proposte lavorative , mi fa ragionar da pensionato ma come diceva la Cinguetti (progenitrice di Twitter)..”non ho l’età!… Saluti.

    • frz40 ha detto:

      Non capisco bene in quale dei due modi vuoi chiamarmi Cavaliere :-), ma frz va più che bene.

      Dare qualche spunto di riflessione è tutto quel che mi propongo con questo blog; è già molto e mi fa piacere che lo apprezzi.

      Mi spiace se vorresti ancora avere un lavoro che non trovi; ti auguro di riuscirci anche se i tempi sono proprio duri.

      Benvenuto in ogni caso tra gli amici di questo blog.

  3. lorettadalola ha detto:

    Nei Sogni è racchiuso un meraviglioso potenziale di dialogo con l’Inconscio.
    I Sogni sono varchi spazio-temporali per entrare nel mondo ignoto e prendere contatto con l’Inconscio e i suoi Segreti, in una parola con la nostra Anima! – L’Inconscio conosce le motivazioni reali delle nostre difficoltà, o dei nostri desideri ci guida verso la comprensione, l’elaborazione e la trasformazione del vissuto, illumina i nostri pensieri e concede visioni sul futuro…Sognare è vita che prenderà forma!

  4. frz40 ha detto:

    Sì, sognare è una grande cosa. Aiuta a vivere e a capire noi stessi. E questo anche ad occhi aperti.

    Come sorrdere.

    Sempre.

  5. Quarchedundepegi ha detto:

    Mi associo a quanto ha scritto Loretta, e cioè che i sogni vengono, salvo eccezioni, direttamente dall’inconscio.
    Ha fatto bene Loretta a mettere la I (maiuscola). Infatti l’inconscio la sa lunga, ci fa gli “scherzi cinesi”, “aiuta la produzione” di malattie e può stimolarci a risolvere problemi lasciati, più o meno volutamente, nel passato, ecc.
    È inimmaginabile quello che può fare e farci fare l’INCONSCIO.
    Per quanto riguarda i sogni, non bisogna dimenticare che, spesso e volentieri, vengono “censurati”.
    Noi possiamo sognare una persona, però il vero oggetto del nostro sogno dovrebbe essere un’altra persona.

  6. vincenzo ha detto:

    Caro frz, non sono un esperto di sogni ma la materia mi interessa e mi sono confronato più volte con chi ha più dimestichezza di me sul’argomento.
    Non credo che lo stress e l’ansia di cui parli siano cose necessarie, tutt’altro.
    Sarei più propenso a dare una altra interpretazione ai tuoi sogni. Anch’io ho esperienza di sogni, se non analoghi, di sogni che definirei “attinenti”.
    La mente umana per salvaguardarci e salvaguardarsi nel contingente tende a rimuovere gli stress e le ansie, ma rimuovere non vuole dire cancellare bensì “coprire” “nascondere”.
    In tal modo le nubi si sgombrano e noi possiamo affrontare giorno per giorno i nuovi “problemi” con mente più sgombra.
    Proprio e magari a distanza di anni, proprio nei momenti di maggiore rilassamento, le cose rimosse riemergono sotto forma di sogno da quel limbo che chiamiamo inconscio… quando siamo più in grado di dare a loro il giusto peso e collocarle “consciamente” nel nostro vissuto senza particolare stress.
    Hai presente tutte le storie che si raccontano sul “mostro” di Loch Ness?
    La spiegazione più probabile è che si tratti di tronchi secolari sommersi da millenni sul fondo del lago. Talvolta uno di essi, terminata la lunga fase di carbonatazione e divenuto leggero, riemerge sfrigolando e, specie quando accade di notte, i pastori attribuivano a queste confuse apparizioni alla momentanea riemersione dell’orrendo mostro.
    Così i nostri stress, celati magari per anni, nel limbo della nostra mente.

    Questo io credo sia, probabilmente, la “lettura” più corretta di questo interessante fenomeno della nostra psiche.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Sensazioni scomparse sotto la neve e riemerse con lo sciogliersi dei ghiacci.

      E’ un’interpretazione che mi affascina, ma non credo che sia questo il caso; sono situazioni che ho vissuto decine di volte e ho sempre superato; non vedo perché dovrei averle rimosse.

      Non sono un esperto e probabilmente sbaglio, ma penso proprio che per averle così spesso vissute, adesso quel birichino di subconscio me le voglia far rivivere, quasi come se fossi in crisi di astinenza.

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