«Mamma dov’è il sale?» E la mamma è sotto choc.

La mamma è Luisa, mia figlia, che mi ha così raccontato la sua giornata odierna.

Oggi, 13 settembre 2010 Elena ha ripreso la scuola. Sbuffava, aveva ancora sonno; ha ingoiato la colazione al volo, poi l’ho vestita e accompagnata a scuola. L’orario di oggi era ridotto e per Elena è finito alle 12,30. E’ rientrata a casa, dove la aspettava la nonna; aveva già i suoi nuovi libri di terza elementare: italiano, matematica, storia, geografia, scienze, educazione civica e tecnologia informatica. Tecnologia informatica??? E sì, ormai è “grande” !!

Io ero al lavoro quando mi è arrivato un sms: “Hai un messaggio sulla segreteria telefonica” . Strano, penso. Dopo due minuti squilla il cellulare…: “Ciao, sono Elena” Elena? Elena chi? Ci metto un po’, poi guardo il display con la scritta”casa” e capisco che si tratta di mia figlia.

“Si dai mamma sono io, Elena”. “Ma Elena hai fatto tu il numero del cellulare? Come hai fatto?” “Come come ho fatto? Lo so a memoria e ho schiacciato i tasti del telefono!”. Mi mancano le parole: è la prima telefonata che ricevo direttamente dalla mia bambina. Ho un sottile dolore in gola, ma riesco a biascicare: “Dimmi, tesoro”. “Senti, la nonna non trova il sale, mi dici dov’é?” “Ahemm…devi andare in cucina, sopra il lavello….ma…non ci arrivi” “Si, ok, ho aperto o sportello della cucina e preso il barattolo. E il sugo per la pasta?” “Uhmm…. é nell’anta a fianco, ma é in alto….” “Ok, grazie preso tutto. Ci vediamo più tardi, ciao”.

Sigh!!. Mia figlia é grande….ma com’è stato bello sentirla così indipendente!

Luisa, fglia mia, che emozione, come ti capisco !!!!

Ma non è tutto: in ufficio l’ha raccontata ad un amico, una carogna che le ha detto:«Ma questo non è nulla. Pensa che qui a Torino, da qualche parte, c’è già un ragazzino che tra qualche anno la metterà incinta. E magari è proprio quello al quale non hai dato l’euro, questa mattina, dopo che ti ha lavato il vetro dell’auto….»

Che dite? Sarà meglio che Luisa prenda un tranquillante, questa sera, prima di andare a dormire?

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9 risposte a «Mamma dov’è il sale?» E la mamma è sotto choc.

  1. Isa2k ha detto:

    Sono troppo cattiva se auguro alla figlia del collega di Luisa quello che ha ipotizzato per Elena? mamma mia che idiota a rovinare così un’emozione tanto bella…

  2. elisabetta ha detto:

    Ho letto questo tuo ultimo post…

    Tenerissimo e pieno di tanto amore…. bravo….

    Il tuo blog è davvero sempre attuale e riesce sempre anche a commuovere.

    Nei tuoi post ognuno ritrova i propri pensieri, le proprie gioie e i propri dolori….

    Si, perché ognuno di noi, pur essendo diverso, ha gli stessi sentimenti che cova, a volte celati per pudore o per incapacità di esprimerli, nel proprio animo: ma esistono e li ritroviamo appunto puntualmente nel tuo diario in rete.

    La tenerissima Elena sta risalendo una scala, la scala della vita e ogni gradino sarà una conquista e ogni conquista una emozione per chi le vuol bene….

    Sarà una lunga scala e le conquiste e le emozioni saranno ancora tantissime per mamma Luisa e per l’attento e amorevole nonno.

    Alla prossima conquista allora!!!!! 🙂

    eli

  3. lorettadalola ha detto:

    AAHHH le emozioni delle mamme, moderne, incasinate, frettolose, multiimpegante ma…sempre mamme, che trovano anche il tempo per intenerirsi ai passaggi di crescita delle proprie bimbe…donne, vere donne, di tutte le età!

  4. marisamoles ha detto:

    Non ricordo esattamente quando ho ricevuto la prima telefonata dai miei figli sul cellulare, ma è anche vero che, nella migliore delle ipotesi, avranno avuto 8-10 anni … il telefonino allora non era ritenuto così indispensabile ed era parecchio costoso.

    Ricordo, però, molto bene la prima volta che il mio primogenito ha risposto al telefono. Non doveva avere più di due anni perché, quand’è successo, stavo allattando il suo fratellino (hanno 22 mesi di differenza). Ha alzato la cornetta e ha semplicemente detto: “mamma dà latte a Marco”, poi ha buttato giù il telefono.
    Non vi dico lo stupore! Ma mica perché ha risposto al telefono, piuttosto perché si ostinava a chiamare “Marco” il fratello, ma il mio secondogenito si chiama Massimo. 🙂

    Comunque è vero: i genitori non si rendono conto di quanto in fretta diventino grandi i figli e poi loro non smettono mai di stupire.

    Un saluto a Lou e un bacio ad Elena, ma anche alla sua sorellina (Alice?) che ha iniziato la scuola materna. Arriverà in prima elementare in un battibaleno!

    • elisabetta ha detto:

      Un mio aneddoto, forse irriverente giacchè paragono un gatto a un bambino (non avendo avuto figli ma solo gatti) 🙂 , ma sempre divertente.

      Cara Marisa, non ti stupire per tuo figlio che ha risposto al telefono a due anni… io ho avuto un gatto che quando non ero in casa e suonava il telefono (evidentemente tanto a lungo che lo disturbava), alzava la cornetta… io (anche senza segreteria telefonica) mi accorgevo che qualcuno aveva chiamato perchè trovavo la cornetta staccata e a volte a terra…..
      Non so, nessuno di coloro che chiamavano me lo ha raccontato, se avesse anche miagolato, ma la cornetta l’alzava davvero….. Aveva capito che alzandola smetteva di suonare e di disturbare il suo riposo….. 🙂

      Comunque tutto qullo che riguarda il comportamento dei bambini (specialmente i piccolissimi) stupisce e diverte…. ma soprattutto insegna….
      Il bambino elabora comportamenti che sono frutto della loro logica e della loro intelligenza e che nessuno ha loro mai insegnato….. e, non dovremmo mai dimenticarlo.

      Ma… anche … il… mio…. gatto…. no??????????

      😉 eli

  5. vincenzo ha detto:

    Tenerissima storia che ha sollecitato i ricordi.
    Fatemi dire … io ricordo con estrema commozione quando, ritornato a casa dal lavoro tanti, tanti anni fa, mio figlio Antonio (ora un professionista di 42 anni) che aveva appena cominciato a muoversi seppure in modo incerto e traballante e non parlava ancora se non con dittonghi ancora molto approssimativi, alla mia prima domanda diretta, più provocatoria che convinta, “vai a prendere la tua “cachica” e portala qui” (nel nostro lessico “liofilizzato” : la sua poltroncina gonfiabile), gattonò fino al soggiorno e tornò trascinando la sua “cachica” mettendola vicino alla poltrona su cui ero seduto.
    A quel punto realizzai con infinita commozione che si era inaugurato un “ponte” di comunicazione e si poteva partire con un linguaggio diretto.
    Noi gli parlavamo e lui era in grado di capire e reagire di conseguenza… una meraviglia .. un miracolo …ancora oggi ricordo con commozione quel momento indimentiabile che, naturalmente, festeggiammo.

    Frz, come vedi il tuo aneddoto famigliare, ha risvegliato in tutti apprezzamenti e ricordi.
    Grazie.
    Vincenzo

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