I gesti semplici non pagano

Licia Ronzulli

Le Figaro pubblica giornalmente foto eccezionali, che più volte vi ho proposto.

Ieri ho trovato quella qui sopra con questa didascalia:

La député européenne italienne Licia Ronzulli a fait sensation, mercredi 22 septembre, au Parlement européen, à Strasbourg en participant à la séance plénière en portant contre elle son bébé d’un mois. Elle a reçu les applaudissements de ses collègues, avant de revendiquer des meilleurs droits pour les femmes.

Mi son detto: ma guarda! e ho cercato di approfondire.

La foto è stata pubblicata dai siti di mezza Europa, mi sarei aspettato qualche strombazzamento da parte dei nostri principali quotidiani che, invece, se la son cavata, più o meno tutti, con le stesse parole, evidentemente frutto di un dispaccio d’agenzia. Queste:

Mamma e deputata, due impegni non incompatibili. Lo ha dimostrato in questi giorni l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli, che ha partecipato ai lavori della sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo portando con se’ in aula la figlia Vittoria, nata il 10 agosto scorso, stretta al petto da un ‘marsupio

Una scelta non casuale, quella dell’europarlamentare, alla quale ha fatto gli auguri – a nome di tutto il parlamento europeo – il primo vicepresidente Gianni Pittella.

”Simbolicamente il pensiero va alle tante donne che non possono conciliare lavoro e vita di madre – ha detto la Ronzulli in aula – A maggior ragione chiedo l’impegno di questo parlamento perché nessuna donna debba trovarsi più’ davanti a un bivio”.

‘la Repubblica’, in particolare, ha tagliato ancora più corto e si è limitata al primo dei tre capoversi:

Licia Ronzulli, mamma e deputata, due impegni non incompatibili. Lo ha dimostrato in questi giorni l’europarlamentare del Pdl, che ha partecipato ai lavori della sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo portando con sé in aula la figlia Vittoria, nata il 10 agosto scorso, stretta al petto grazie ad un “marsupio”.

Mi son detto:  di fronte a mezza Europa nessun quotidiano poteva “bucare” la notizia ma, evidentemente,  nessuno è stato interessato dare troppo spazio ad una mamma che ha trovato il modo  di fare il suo lavoro, portandosi dietro un bebè nel marsupio, rivolgendo, sì,  un pensiero alle donne che non sono altrettanto fortunate da non essere costrette a scegliere tra figli e lavoro, ma che lo ha fatto pacatamente, senza fare proclami roboanti e senza ricorrere a quelle piazzate di stampo femminista che sono tanto care a certi colori politici.

Tanto più che la Ronzulli  si era recata in aula per leggere una sua dichiarazione di voto a favore di un provvedimento per le piccole e medie industrie e che, per giustificare il suo ritardo, aveva iniziato con le parole: «Mi scusi Signor Presidente, ero andata a prendere il ciuccio…..». La trovate qui, sul sito della televisione svizzera di lingua italiana, che è l’unico che la riporta.

Eh già! Le mamme che se la cavano da sole non fanno notizia. Finirà nel dimenticatoio molto in fretta, non dubitatene.

Molto più in fretta di quanto le non le fosse capitato poco più di un anno fa, quando L’Espresso le chiese se era presente alla festa organizzata da Silvio Berlusconi a villa Certosa il 14 agosto 2008, e ancor più di quando Barbara Montereale, una delle tante ragazze ingaggiate per allietare le feste del Cavaliere da Gianpaolo Tarantini, disse in un’intervista a la Repubblica  di essere stata accolta nella villa di Berlusconi, a metà gennaio 2009, proprio da Licia Ronzulli, che organizzava la logistica dei viaggi delle ragazze.

Ve lo ricordate?

Che sia per questo che la notizia, da noi, non ha fatto notizia?

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6 risposte a I gesti semplici non pagano

  1. marisamoles ha detto:

    A me il gesto, più che altro, sembra una provocazione.

    Insisto col dire che, specie nei primissimi mesi, le mamme devono stare a casa con i loro bambini. Non vedo nessun atto eroico a portarseli con sé in un luogo affollato e pieno di germi (sono un’igienista, purtroppo!) né ad affidarli alle tate nei camerini dei teatri o degli studi televisivi come fanno molte donne dello spettacolo.

    • frz40 ha detto:

      Nemmeno io ci vedo nulla di eroico. Ma di normale, sì. Il Parlamento Europeo non è un camerino e non tutte le mamme sono igieniste.

      L’intervento fatto al Parlamento non è stato quello riportato in difesa delle donne, ma uno di tutt’altro tenore.

      Che poi anche la Ronzulli ci abbia marciato è probabile, ma dubito che questo fosse il motivo principale.

      • marisamoles ha detto:

        Mi chiedo: se ci sono le leggi a tutela della maternità, perché non rispettarle?

        La Legge 30 dicembre 1971, n. 1204, successivamente integrata e modificata parzialmente dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 e dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, parla di “astensione obbligatoria dal lavoro” nei due mesi che precedono la data presunta del parto e nei tre mesi che seguono il parto (grazie alla flessibilità, oggi è possibile astenersi dall’attività lavorativa nel solo mese che precede il parto e aggiungere il mese non usufruito al periodo post partum).

        A casa mia, “astensione obbligatoria” non significa un diritto ma un dovere che non è esteso, tuttavia, alle lavoratrici autonome. Le deputate al parlamento nazionale o europeo sono considerate lavoratrici autonome? In quel caso, allora, la Ronzulli può fare quel che vuole, ma solo in quel caso.

      • frz40 ha detto:

        La legge tutela un diritto della donna alla conservazione del posto di lavoro e in questo senso parla di astensione obbligatoria, poi modificata in congedo di maternità.
        Un suo diritto, quindi, e non un suo obbligo; tant’è che la legge non prevede pene a carico della donna e che le norme non non si estendono alle lavoratrici autonome.
        Credo proprio, tra l’altro, che gli inarichi parlamentari non possano essere definiti di lavoro dipendente.
        Al di là delle leggi mi sembra che il comportamento della Ronzulli non sia stato di clamorosa protesta, ed è questo che mi piaceva sottolineare. Tra l’altro non è nemmeno il primo caso.Qualche anno fa la stessa cosa l’aveva fatta una parlamentare se non sbaglio svedese.

  2. marisamoles ha detto:

    La legge tutela la maternità e la salute della donna in principal modo, poi il diritto di conservare il posto di lavoro. E’ vero che ora si parla di congedo di maternità, ma esso comprende i cinque mesi di astensione obbligatoria e i sei di astensione facoltativa.

    Continuo a pensare che la Ronzulli volesse fare un gesto provocatorio, seppur senza clamore. Non mi pare possibile che non avesse nessuno cui lasciare il neonato. Inoltre, la legge prevede anche il congedo parentale per cui il padre (avrà un padre ‘sto bambino o l’ha fatto da sola?) può chiedere il congedo al posto della moglie/compagna qualora sia documentato il rientro al lavoro della madre del bambino.

    Altro discorso è quello degli asili nido sul posto di lavoro: credo che sia un diritto per tutte le lavoratrici e, in alcuni casi, favorirebbero il calo della richiesta di permessi nel caso non si sappia a chi lasciare il bambino. Ricordo che quando la baby sitter telefonava alle 7 del mattino per dirci che stava male, a casa mia eravamo presi dal panico. Una volta io e mio marito abbiamo fatto la gara a chi usciva prima di casa perché nessuno dei due voleva o poteva rimanere con i bambini. 😦

    • frz40 ha detto:

      Se fosse a tutela della salute coprirebbe tutte le donne e tutte le professioni.

      Cmq rispetto la tua idea sulla Ronzulli; ma sono troppo tenero con le donne, lo sai. 🙂

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