Non hai i soldi per l’aereo? Ok, niente espulsione dall’Italia, allora.

corte di cassazione01

 

«Annullata la condanna all’extracomunitario espulso che non può permettersi il biglietto aereo»

Questa la sentenza della Corte di Cassazione 34245 di ieri, 23 settembre, che ha accolto il ricorso di un cittadino peruviano.

«Non può essere condannato il clandestino espulso che non ha i mezzi per rientrare nel proprio paese. L’impossibilità di acquistare un titolo di viaggio per lasciare l’Italia basta ad assolverlo».

Per ora ho letto solo questo titolo dal sito ufficiale della Corte di Cassazione, spero di saperne di più nei prossimi giorni, ma mi sembra che ci stiano prendendo in giro.

C’erano o non c’erano le motivazioni per espellerlo? E se sì, basta dichiarare di non aver i soldi per l’aereo? E quelli per andare in giudizio fino alla Cassazione dove li ha presi?

sentenza_34245

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29 risposte a Non hai i soldi per l’aereo? Ok, niente espulsione dall’Italia, allora.

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Mah!

  2. marisamoles ha detto:

    Non so quanto tempo sia passato tra il decreto di espulsione e la sentenza della Cassazione, ma si sa che la magistratura italiana ha tempi lunghi. Nel frattempo chi l’ha mantenuto? Che cosa ha fatto per vivere?

    Insomma, lo Stato spende i nostri soldi per le auto blu dei politici, ma io preferirei li utilizzasse per organizzare periodicamente qualche volo per le rimpatriate di massa.
    Che senso ha dare al clandestino un foglio di via? Gli dici “vattene” ma intanto resta. Se poi si rivolge anche alla Cassazione, è il colmo.

    • frz40 ha detto:

      La vicenda, come hai immaginato, ha una lunga storia.

      L’extra comunitario era stato espulso dal Prefetto in data anteriore al 1 agosto 2006, data nella quale il Tribunale di Genova lo aveva assolto in prima istanza dal reato di mancato espatrio. La corte d’Appello lo aveva invece condannato il 30/04/2009. La Cassazione si è espressa ieri. Sono passati più o meno 5 anni.

      Ho allegato nel frattempo la sentenza al post.

  3. elisabetta ha detto:

    Scusate sarò amara e senza cuore, ma… mi domando e lo domando anche a tutti voi….
    Per entrare nel nostro paese come ha fatto????
    Come e con quale mezzo è entrato????
    Per la sua espulsione si dovrebbero prendere accordi seri con i paesi di origine di questi clandestini e chiedere il rimpatrio a spese dello Stato di appartenenza…
    Sono leggi e decreti che andrebbero aggiustati e meglio chiariti.
    Non trovo giusto che oltre ad aver avuto in casa un clandestino, averne subito le malefatte, aver sostenuto spese per mantenerlo e spese legali… adesso ci dobbiamo anche sobbarcare le spese di rimpatrio…. Hai ragione Franco, quelli presi in giro siamo sempre noi, noi che dobbiamo sempre pagare e stare zitti.

    eli

    • frz40 ha detto:

      Credo che non sarebbe un salasso finanziario se anche gli pagassimo il biglietto di ritorno con qualche volo low cost a gruppi; soprattutto se ci sono delle valide ragioni per l’espulsione.

      Ci penserebbero due volte prima di spendere soldi per rientrare un’altra volta in Italia.

      Il problema mi pare un altro: c’è chi fa le leggi e chi fa di tutto per non farle applicare.

  4. vincenzo ha detto:

    Se ho capito bene l’unico reato di questo disgraziato era la clandestinità tanto è vero che in prima istanza era sato assolto dal “reato di espatrio” unico reato contestatogli … null’altro a carico.
    A leggere gli interventi sembra stiate parlando di un “pacco” il cui unico disvalore consiste nei costi per giudicarlo e di trasporto per il suo rimpatrio.
    Vi rendete conto che stiamo parlando di una vita umana? Dietro quel poveretto dolori, drammi, sofferenze morali …. sicuramente fame … tanta fame di tutto.
    Alla faccia delle nostre decantate radici cristiane!
    Se potete …. scusate il mio sfogo.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Hai una buona parte di ragione, Vincenzo.

      Quando ho scritto il post, in effetti, non sapevo di quale reato il poveretto fosse imputato. Poi ho letto anch’io che la condanna a otto mesi si riferiva al mancato espatrio.

      Permettimi però alcune considerazioni.

      La prima è che quando questi poveretti vengono pizzicati dalle forze dell’ordine e a loro viene comandato l’espatrio, non è solo perché gli manca il permesso di soggiorno o gli è scaduto da due giorni.

      La seconda è che se le leggi ci sono, giuste o sbagliate che siano, devono essere applicate.

      La terza è che chi vuole un lavoro lo trova, magari umile e mal pagato, ma lo trova e sa a chi appoggiarsi per trovarlo.

      La quarta è che i soldi per affrontare tre lunghi e costosi livelli di giudizio qualcuno li ha trovati.

      La quinta è che spesso il buonismo ci si ritorce contro.

      Spesso, è vero, dietro quel poveretto ci sono dolori, drammi e sofferenze, ma talvolta sono loro che li creano a noi. E come dice quel cartello in bottega: per colpa di qualcuno si finisce col non far credito a nessuno.

  5. vincenzo ha detto:

    Non sono del tuo parere. Se quel poveretto è vissuto clandestinamente per oltre cinque anni molto probabilmente un lavoro, magari saltuario lo aveva ma altrettanto probabilente il suo datore di lavoro lo pagava in nero per non assumerlo. Per piacere … non possiamo ignorare la cronaca di tutti i giorni… sappiamo bene quello che succede troppo spesso … specie nell’edilizia.
    E’ inutile … è più forte di me … alla mia età non ho ancora imparato a non vedere il lato umano nei fatti che riguardano il mio possimo perchè quel povretto è il mio prossimo …. e questo è il messaggio di Cristo non di Marx.
    Spero di non cambiare e di mantenre questa convinzione fino all’ultimo giorno della mia vita.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Se vogliamo dire che si fanno le leggi per permettere che non vengano applicate, diciamolo pure.

      Di quel tale sappiamo troppo poco per giudicare.

      Tu lo vedi come un caso umano e ti fa onore. Io sbaglierò ma lo vedo come un caso politico e penso che se fosse stato un poveraccio lo avrebbero rimandato a casa. I poveracci pagano sempre, purtroppo.

  6. vincenzo ha detto:

    Forse ho perso qualcosa … hai descritto tu un quadro nel quale il clandestino in questione viene descritto come uno sbandato e adesso metti in dubbio che sia un poveraccio?
    Adesso è un caso politico? Forse mi sono sbagliato ma tu stesso quando enumeri le tue considerazioni nella prima di esse lo consideri un poveretto “pizzicato” galle forze dell’ordine ……(sic!) e adesso non più?
    Non ti seguo.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Non ti sei perso nulla, ma mi spiego meglio.

      Pedro, nome a caso, era arrivato in Italia chissà quando. Non ci è dato di sapere cosa facesse ma dopo qualche tempo è stato pizzicato dalle forze dell’ordine e gli viene comandato l’espatrio. Quando le forze dell’ordine pizzicano qualcuno di solito non è solo perché gli manca il permesso di soggiorno o gli è scaduto da due giorni.

      Un povero disgraziato non avrebbe saputo cosa fare e, per paura di essere messo in galera per il reato di mancato espatrio, come tutti i poveri disgraziati di questo mondo se ne sarebbe ritornato al suo paesello. Lui invece se ne fotte e si rivolge a chi gli consigliano. La vicenda adesso diventa uno dei tanti casi politici per i quali qualcuno fa le leggi ma qualcun altro trova il modo di renderle inutili. E così inizia la battaglia legale che gli consentirà di farsi un baffo della legge e di rimanere in Italia come tanti altri. Non è di certo l’unico caso.

      Come ha vissuto in questi cinque anni non lo sappiamo, chi ha pagato le spese dei tre livelli di giudizio nemmeno. Auguriamoci e auguriamogli che nel frattempo abbia trovato un lavoro onesto che gli permetta di vivere nel migliore dei modi, ma non sempre va a finire così. Purtroppo.

  7. marisamoles ha detto:

    Scusa, Vincenzo, ma continuo ad essere d’accordo con frz e con Elisabetta.

    I casi umani sono un’altra cosa. Se si tratta di profughi che scappano da guerre e peesecuzioni religiose, lo Stato applica tutte le procedure del caso e non emette di certo un descreto di espulsione. Si chiama “asilo politico”.

    Non dimentichiamo che, tranne i casi succitati, quando uno arriva in un Paese non suo da clandestino sa benissimo di fare una cosa illegale. Se gli va bene ok, ma se gli va male non può pretendere che sia annullato un decreto di espulsione perché non ha i soldi per pagare l’aereo. Torni al suo paese magari a piedi, ma ci torni!

  8. vincenzo ha detto:

    Cara Marisa,
    Io non contesto la condanna per clandestinità, io contesto che non si consideri da parte nostra il caso umano. clandestino o no.
    Scusate è un caso umano solo quando si tratta di fughe da persecuzioni di qualsiasi natura, ma non lo è più, quando presumibilmente la clandestinità è dovuta ad un tentativo disperato di sopravvivere?
    Ribadisco, non contesto la condanna, mi permetto di dissentire che davanti ad un caso del genere… “umano”, si parli di una persona come di un indesiderato pacco postale, da rispedire con qualsiasi mezzo, anche a piedi… al mittente.
    Tanto per dirla anch’io “coram populo” papale papale..

  9. quarchedundepegi ha detto:

    Scusate se m’intrometto. Lo conoscete il detto?:
    E SEMPRE SIA LODATO QUEL FESSO CHE HA PAGATO.
    In questo caso il contribuente.

  10. vincenzo ha detto:

    E perchè ci accorgiamo di sobbarcarci dei costi quando si tratta di destini e drammi umani e poi, magari, andiamo a sostenere col voto i pubblici sperperi ?
    Le auto blu sono aumentate …. ci siamo dimenticati dei costi per il mancato G8 alla Maddalena?
    In ogni caso preferirei lasciare da parte le implicazioni politiche visto che quelle umane sono già abbastanza deludenti.
    Vincenzo

  11. frz40 ha detto:

    In conclusione: Siccome tutti i clandestini sono casi “umani”, le leggi contro la clandestinità è meglio non farle, tanto poi c’è chi si preoccupa di renderle inutili (e secondo te fa bene).

    Senza poi contare che nei cinque anni successivi chissà quante volte il “pacco” avrà avuto la disponibilità di quattrini sufficienti per comprarselo quel biglietto. Ma se ne è ben guardato.

    I

  12. vincenzo ha detto:

    A base di “forse” e “chissà” il morto divenne l’assassino.
    Prima dici che non sappiamo abbastanza di quell’individuo e poi ipotizzi che abbia avuto tanti soldi.( non hai mai sentito parlare di gratuito patrocinio?)
    Ma la cosa che faccio fatica ad accettare sono le tue conclusioni. Infatti non so dove hai dedotto la mia critica alla legge sull’immigrazione quando io in proposito ho detto e ridetto che non contesto la condanna per clandestinità e non ho mai neppure sfiorato l’argomento sulla liceità o meno della legge.
    Riporto testualmente
    ” non contesto la condanna, mi permetto di dissentire che davanti ad un caso del genere… “umano”, si parli di una persona come di un indesiderato pacco postale, da rispedire con qualsiasi mezzo, anche a piedi… al mittente.”

    Io, come vedi, ho solo dissentito sui commenti fatti a proposito del caso in questione.
    Troppo lungo ed inutile provare a spiegare i rischi di quelle grossolane generalizzazioni.
    In ogni caso è fin troppo chiaro che viviamo in due mondi diversi con convinzioni in materia ben ferme e molto dissimili, e fin qua non ci sarebbe nulla di strano, ma con evidenti difficoltà di comunicazione.

    Pertanto suggerirei di non proseguire questo dialogo.

    • frz40 ha detto:

      Scusa Vincenzo, vorrei chiudere anch’io questa discussione, ma non posso farlo in questo modo, dato che la metti sul pericoloso piano di vivere in “mondi diversi” con “convinzioni dissimili”. Ovviamente sei libero di pensarla come credi e ogni punto di vista qui è il benvenuto, ma ci sono critiche che non accetto e aspetti del tuo pensiero che vorrei solo che mi fossero chiari.
      Io penso che:
      – Primo: la legge sull’immigrazione è una legge e che come tale deve essere applicata e rispettata da tutti. Non ho nemmeno detto se è buona o cattiva, se è giusta o ingiusta, solo che va applicata e rispettata. Concordi?
      – Secondo: che se la legge prevede, in certi casi, l’espulsione dei clandestini (e non vedo che cosa possa prevedere di diverso una legge sull’immigrazione), l’espulsione debba aver luogo. Concordi?
      – Terzo: che non mi sta bene che la mancanza dei soldi per l’acquisto del biglietto d’aereo di ritorno, da parte del soggetto in questione, diventi di per sé un valido motivo per non rimpatriarlo. E’ troppo facile come scusa e i mezzi per provvedere al rimpatrio possono essere trovati lo stessoo.Concordi?
      – Quarto: in ogni caso, né io né gli altri miei amici commentatori abbiamo mai parlato di rispedire un “pacco con qualsiasi mezzo”, magari pure a calci in culo. A nome mio e degli altri, pertanto, non accetto la tua critica in questo senso, né il giudizio di “grossolane approssimazioni”. Io ho proposto, ad esempio, di un “ biglietto di ritorno con qualche volo low cost “, a nostre spese, e mi pare che questo sia un mezzo certamente meno disumano di quello d’arrivo. Conosci un mezzo migliore?
      – Quinto: tutti noi siamo sensibili al lato umano, a tutti noi dispiace che questi poveracci si trovino in una situazione di tale bisogno e tutti noi siamo disponibili a dargli l’opportunità di trovarsi un lavoro onesto per campare. Io per primo. E ho anche dato in passato una grossa mano ad alcuni di loro, a partire dalla donna che ormai da diversi anni aiuta mia moglie nei lavori di casa. Se però, per altri di loro, un Prefetto decreta l’espulsione penso che abbia dei validi motivi e voglio che il provvedimento abbia luogo. Tu no?
      – Sesto: il provvedimento della Cassazione non è il primo in quella direzione e, comunque, più di un magistrato ha emesso, prima, durante e dopo, sentenze simili a quella di assoluzione del Tribunale di Genova, vanificando in tal modo l’efficacia della legge. Tant’è che qui tutti arrivano e non se ne va mai nessuno (o quasi), nemmeno quando, colpiti da un provvedimento di espulsione, i soldi per il biglietto aereo arriverebbero ad averli. L’origine di tali sentenze rispecchia un certo orientamento politico e se è questo che intendi come vivere “mondi diversi” ed avere “convinzioni dissimili” mi sta bene e ringrazio che i miei siano diversi e dissimili. Ma intendi metterla sul piano umano, no, non lo accetto.
      – Settimo: di realmente “gratuito”, direttamente o indirettamente, a questo mondo non esista nulla. E paga sempre lo stesso pantalone.
      Tutto questo solo per evitare che da parte mia rimangano problemi di non chiarezza nella comunicazione per il quali “a base di “forse” e “chissà” il morto diventi l’assassino”.

  13. vincenzo ha detto:

    Proverò ancora una volta a rispondere seguendo i tui punti:
    Punto primo: Non ho mai espresso un parere in proposito
    Punto secondo: Non ho mai espresso un parere in proposito
    Punto terzo: Non ho mai espresso un parere in proposito
    Punto quarto: non ho trovato in ogni commento un solo cenno di compassione, ma solamente valutazioni di ordine economico e questo è il motivo UNICO dei miei interventi.
    Tu hai scritto il più temperato dei commenti mentre gli altri sono stati privi di ogni spirito di solidarità.(prova a rileggerli)
    Punto quinto : se tu provassi ad immaginarti al posto del clandestino non tenteresti ogni via per evitarti un rimpatrio? Io non “parteggio” per lui contro la legge ma lo capisco e provo solidarietà umana…. personalmente non mi sento di considerare come delinquente chi tenta disperatamente di fuggire dalla disperazione …io, confesso, al suo posto ci avrei provato.
    Punto sesto: Non ho mai espresso un parere in proposito
    Punto sesto bis: Quando parlo di mondi diversi è troppo evidente che ragioniamo con metri differenti ma rifiuto categoricamente il tuo tentativo di inquadrarmi in una qualsiasi formazione o pensiero politico, frequento persone di destra e di sinistra e, di volta in volta, decido quello che la coscienza mi detta senza altri vincoli che non siano la mia ragione.
    Punto settimo: So che esistono organizzazioni umanitarie che aiutano queste persone offrendo anche assistenza legale.
    Naturalmente, nella fattispecie, non so come sia andata.
    Mi auguro con questo di avere ancora una volta chiarito il mio pensiero.

    • frz40 ha detto:

      Adesso ho capito e ti ringrazio per questa tua precisazione. Aggiungo solo ancora due parole.
      Punti 1, 2 ,3, 6: Sono i temi di fondo del mio post. Pensavo che i tuoi commenti volessero anche esprimere, magari indirettamente, anche il tuo pensiero, che mi sarebbe piaciuto conoscere.
      Punto 4. Mi sembri troppo critico, ma ti ho dato atto che è un tuo merito aver richiamato l’attenzione sull’aspetto umano della vicenda.
      Punto 5. Concordo al 100%. L’avrei fatto anch’io.
      Punto 6 bis. So che sei sufficientemente maturo, disincantato e intelligente da avere un tuo pensiero libero e autonomo su ogni argomento, così come credo di essere pure io. Poiché non dai una risposta ai punti 1-4 non posso dire se, nel caso particolare, il tuo pensiero coincide con l’una o l’altra sponda. Non intendevo, in ogni caso generalizzare.
      Punto 7. “Umanitarie” non è il solo temine che occorrerebbe utilizzare. Sarebbero tali se fossero anche indipendenti. E i costi non sono solo quelli dell’assistenza legale, ma di tutto quel che ne deriva.
      Per me comunque tutto ok, adesso.

  14. marisamoles ha detto:

    @ Vincenzo

    Visto che io sono una di quelle che ha scritto commenti “privi di ogni spirito di solidarietà”, vorrei, a questo punto, chiarire anche il mio pensiero.

    Il secondo commento l’ho scritto con una certa enfasi perché continuo a pensare che i casi umani siano altri. Non significa che non sia solidale con chi è realmente in difficoltà né che io sia razzista. Quello che mi ha profondamente indignata, nel caso specifico, è che in cinque anni il clandestino non solo ha avuto, probabilmente il patrocinio gratuito, ma è rimasto tutto questo tempo in Italia nonostante per le forze dell’ordine non avesse i presupposti per rimanere. Questo fa di lui un caso diverso da quello che possiamo chiamare “umano”.

    Un reato è un reato e la “punizione” dev’essere uguale per tutti. Altrimenti è meglio che tolgano la scritta “la legge è uguale per tutti” dalle aule dei tribunali.
    Faccio un esempio: se uno ruba del cibo in un supermercato commette un reato, indipendentemente dal fatto che il ladro sia un “professionista” o un poveraccio ottantenne con la pensione minima che non ha di che sfamarsi. Se dovessimo considerare il secondo un “caso umano” e “perdonarlo” (anche se probabilmente sarebbe lo stesso gestore del supermercato a chiudere un occhio), non vedo perché la legge dovrebbe essere applicata solo nel primo caso perché si tratta di un “professionista”.

    Un clandestino infrange la legge e, per questo, sa che deve essere rimpatriato. Potrà dispiacere che uno si trovi nella condizione, anche disperata se vuoi, di arrivare ad infrangere la legge, tuttavia ha commesso un reato che prevede una sanzione e ciò è innegabile. Che, interpretando i nostri commenti, sia considerato un pacco da rispedire al mittente è una valutazione tutta tua. Io, ironizzando, ho solo detto che se c’è un decreto di espulsione non si può annullarlo perché uno non ha i soldi per l’aereo. E ho anche detto, nel mio primo commento, che la legge verrebbe rispettata maggiormente se lo Stato si accollasse le spese per il rimpatrio, anche di massa, dei clandestini con il “foglio di via”.

    Per il resto, quoto in toto frz (è un momento felice per noi … siamo stranamente d’accordo!)

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  16. vincenzo ha detto:

    Cara Marisa,
    Anche tu ti riferisci alla legge che va rispettata e mi fai esempi condivisibili in proposito.Nulla da dire, come, in proposito, ho già scritto in modo addirittura ridondante.
    Mi fa molto piacere che tu “quoti” in toto Frz.
    Mi permetto di prenderti per mano e rileggere quello che scrivo al mio punto cinque che vede Frz al 100% in accordo con me (l’avrebbe fatto anche lui) (parole sue).
    Vedi? E’ bastato mettersi nei panni del clandestino per vedere le stesse cose con una prospettiva differente e più umana.
    Sai cosa è successo? L’UOMO è finalmente stato visto e questo ha permesso di mettere in secondo piano la CATEGORIA “clandestini” .
    Questo è’ un “esercizio” che cosiglierei a tutti : amici e no.
    Marisa, ti ringrazio perchè col tuo ultimo intervento mi hai consentito di scrivere quello che avevo in cuore di dire ma non avrei scritto.
    Con affetto, Vincenzo

  17. marisamoles ha detto:

    Caro Vincenzo,

    anch’io devo attirare la tua attenzione su una parte del mio secondo commento in cui scrivo:

    «quando uno arriva in un Paese non suo da clandestino sa benissimo di fare una cosa illegale. Se gli va bene ok …».

    Quindi, ammetto anch’io che uno possa tentar di farla franca e probabilmente al suo posto avrei fatto lo stesso. Ma non credo che frz con il suo “l’avrei fatto anch’io” volesse intendere che sarebbe arrivato al terzo grado di giudizio, indicando come giustificazione la mancanza di mezzi. Se avesse inteso ciò, e non semplicemente il tentativo di farla franca, allora non concordo.

    Grazie a te. Quanto al “mettermi nei panni degli altri”, è un esercizio che faccio spesso, purtroppo nessuno si mette nei panni miei. 😦

    • frz40 ha detto:

      Forse ti deludo, cara Marisa, ma anch’io avrei approfittato dell’opportunità di starmene in Italia, se il sistema me lo avesse permesso, e se, per di più, me lo avesse permesso gratis. Ma la colpa non sarebbe stata mia, bensì di chi ha fatto in modo, e continua a fare in modo, che la legge, nei fatti, venga vanificata.

      Ed è questo il punto del discorso.

      • marisamoles ha detto:

        No, non mi deludi. Avevo capito male io. Tuttavia sulle conclusioni, amare, cui sei arrivato concordo in pieno.

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