Lauree inutili

snoopy01

Un tempo una laurea era garanzia di un lavoro; adesso non più.

Ne parla Beppe  Severgnini, sul suo blog “Italians” per il Corriere.it, con l’ articolo:

“Quelli che fanno lavorare gratis i ragazzi”

Dice:

“La laurea in legge — in assenza di grandi vocazioni, grande talento, grande impegno o grande papà — è l’autostrada verso la sottoccupazione intellettuale. A Milano ci sono 20 mila avvocati, la metà di tutta la Francia. In Italia sono 230 mila, e aumentano ogni anno di 15 mila. Magari avete visto anche la lettera al Corriere di una giovane avvocata (anonima e pentita): a 27 anni prende 500 euro al mese, e ammette di essere fortunata. Almeno la pagano, e non la piazzano a fare fotocopie & caffè, come tanti colleghi coetanei. I numeri forse hanno colpito qualcuno, ma la storia — sono certo — non ha sorpreso nessuno.

[..] In Italia non c’è lavoro per 230 mila avvocati: a meno che ci denunciamo tutti a vicenda, una volta la settimana, ma non sembra il caso.

[..]Il neo-avvocato, dopo cinque anni di studi, ventimila euro di spese e due anni di praticantato gratuito, ha di fronte due strade: fare la fame o attaccarsi a tutto. Suggerire azioni legali a chiunque, per esempio; quando tutti sappiamo che i tribunali sono da evitare (si guadagnano soldi, tempo, serenità e non si fa perder tempo ai magistrati). Per quest’avvocatura, sospesa tra affanno e sopravvivenza, gli americani hanno un nome: ambulance chasers, quelli che corrono dietro alle ambulanze, fiutando azioni di risarcimento. Non fatelo, ragazzi. Se volete correre, scegliete l’aria aperta”.

Ma le lauree inutili non sono solo quelle in legge.

Ha fatto un certo clamore, qualche mese fa, l’annuncio di tale Stefano Lento, 26 anni di Napoli, laureato da un anno in architettura alla Federico II, che  ha utilizzato Kijiji.it, un sito internet che pubblica gratuitamente offerte di lavoro, per lanciare la sua provocazione: «Vendo laurea causa inutilizzo:un ritaglio di carta rettangolare utile se non altro a seguito di esigenze corporali per l’igiene intima»

A lui ha fatto seguito Roberta, una giovane di Parma laureata in lettere, che il 15 Settembre pubblica su internet questo annuncio:

«Vendesi laurea in Lettere, causa inutilizzo »

«Pregevole pergamena di cm 56 x 28, conseguita nel marzo 2010 e recapitatami a casa soltanto due mesi fa. Mai utilizzata, può abbellire il vostro ufficio. Possibilità di asporto del nome e della data e di personalizzazione»

Il prezzo? Un euro.

“Non solo prendi uno stipendio più basso di un operaio – aggiunge Roberta – il fatto è che neanche ti prendono a lavorare in fabbrica”.

Quanta amarezza nelle loro parole! E che triste futuro per tanti di loro.

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14 risposte a Lauree inutili

  1. elisabetta ha detto:

    Mi dispiace molto per questi ragazzi che dopo tanti anni di studio si ritrovano a non poter ottenere un lavoro idoneo e idoneamente pagato.
    Ma, mi domando… perchè allora voler a tutti i costi laurearsi quando già in partenza si conoscono poi le conseguenze?
    In Italia e non solo, abbiamo anche bisogno di qualcuno che svolga lavori che non richiedono una laurea… non dico di limitarsi (come un tempo) ad avere solo una licenza elementare o alla meglio di media inferiore, ma anche solo un semplice diploma tecnico potrebbe fare al caso e ottenere migliori risultati o, quantomeno evitare perdite di anni e di denaro….

    Purtroppo nessuno vuol più fare l’elettricista o l’idraulico o il geometra o il ragioniere o il perito agrario o il meccanico specializzato… tutti mirano a diventare Dottori, e poi criticano l’elettricista, l’idraulico, l’elettrauto quando presentano la loro fattura….
    “Ma come?” dicono “Costoro che non hanno una laurea, guadagnano più di me!!”… Ma certo…. potevate pensarci prima…..
    Il mondo di oggi con la sovrabbondanza di laureati e la mancanza di semplici artigiani, porta a privileggiare la richiesta sull’offerta….
    E il mondo del lavoro è fatto proprio di richiesta e offerta e di conseguenza i costi in base alle prestazioni e di guadagni in base alle richieste.

    Comunque è certamente triste pensare che molti di questi giovani sono anche attratti sempre più dal mondo dell’apparire (complice la TV e le sue trasmissioni) e questo fa spesso dimenticare sia lo studio che il desiderio di lavorare davvero….

    eli

  2. vincenzo ha detto:

    Nulla di nuovo sotto il sole!
    Mio figlio con laurea a pieni voti in economia e commercio ha iniziato a lavorare presso un’importante commercialista qui a Torino …. due anni a 500.000 lire mensili, naturalmente e rigorosamente in nero … quando il signor commercialista …….. non se ne dimenticava!
    Questo accadeva quasi vent’anni fa.
    Ora fortunatamente manda avanti un fiorente (malgrado il momento non tra i più felici) studio immobiliare e, assicuro, non ha problemi economici. Un mio amico, notaio, mi ha confermato che quello studio ha fama di essere molto apprezzato per il livello di servizio che eroga.
    Con ciò vorrei suggerire a tutti coloro che, pur muniti di laurea si stanno piangendo addosso, di darsi da fare e non “aspettare” il lavoro ma se lo “inventino” tirandosi sù le maniche.
    Se gli studi fatti non sono passati come acqua sui vetri, gli “strumenti” appresi dovrebbero pur consentire di mettere a frutto una qualche buona qualità!…. La verità è che per combinare qualcosa bisogna sudare e sudare è faticoso.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      E’ vero. Gli “strumenti” acquisiti cono quel che poi, in effetti, più conta.

      E chi ha iniziativa e non sta a piangersi addosso la strada giusta la trova.

      • marisamoles ha detto:

        Mi permetto solo un’osservazione: e i soldi per avviare un’attività in proprio i giovani dove li trovano? Quelli appartenenti a famiglie “normali”, intendo. Perché quelli che hanno i papà ricchi (Vincenzo, non mi riferisco assolutamente a te, parlo in generale) di problemi non ne hanno.

        E’ ammissibile, secondo voi, che una famiglia modesta, che già si è svenata per far studiare i figli, investa altro denaro per aiutarli a percorrere la faticosa strada nel mondo del lavoro? Per me no. E non ditemi che ci sono i finanziamenti, statali o regionali che siano, per giovani imprenditori, perché a parole c’è tutto ma in pratica ci si deve arrangiare.

      • frz40 ha detto:

        Beh, tanto giusto non è, ma vederli diventare giovani né-né (né studio, né lavoro) è ancor peggio. E allora ci si svena lo stesso e spesso anche questi son soldi buttati via.

  3. vincenzo ha detto:

    Aggiungo al mio post un aggiornamento che riprova quanto da me sostenuto precedentemente in argomento, infatti in una dichiarazione fatta in data odierna sul TG3 regionale delle ore 14.00 dal Professor Pellizzetti, Rettore dell’Università di Torino, risulta che l’80% dei laureati ottengono un posto di lavoro adeguato già nel primo anno dalla laurea.
    Questo testimonia che, se si studia seriamente, il corredo di “attrezzature” conseguito permette una elevata probabilità di inserimento nel mondo del lavoro.

    Vincenzo

  4. vincenzo ha detto:

    Ritengo che un call centers non possano rappresentare una collocazione “adeguata” per un ragazzo/a laueato/a.
    Se Pellizzetti lo dichira ufficialmente non credo che sia così sprovveduto da non poterlo comprovare.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Spero che lui abbia ragione. E che non conti quelli che lavorano nei call centers, né quelli che fanno pratica presso uffici legali o di commercialisti a 100 euro il mese.
      Mi chiedo poi dove lavorino i laureati in lettere e quelli del Dams, quelli Di Economia Politica, quelli di Scienza della comunicazione e molti altri.

      80% di occupati entro un anno sarebbe un sogno.

      Di certo, comunque ci sono più posti di lavoro a Torino che non a Napoli o Palermo.

  5. patrizia ha detto:

    io posso confermare quello che dice vincenzo , mia figlia ha trovato lavoro appena laureata ok con la borsa di studio , ma subito dopo con il dottorato non è facile certo,anzi ….bisogna studiare e tanto…

  6. patrizia ha detto:

    QUESTO è VERO PERO TI ASSICURO CHE TUTTE LE AMICHE DI MIA FIGLIA
    LAVORANO NON NEL POSTO DI RESIDENZA MA ALMENO LA LAUREA è SERVITA E DI ANNI NE HANNO 27 . PERO GIUSTAMENTE CI SONO LAVORI CHE TI DANNO PIU SODDISFAZIONE ECONOMICA SENZA STUDIARE MOLTO DIPENDE DALLE SCELTE DI VITA E DA QUELLO CHE SI VUOLE , CERTO IL GEOMETRA NON VORRà MAI FARE L OPERATORE ECOLOGICO E MAGARI RIMANE IN FAMIGLIA FINCHè NON TROVA LAVORO ADEGUATO

  7. DALIA ha detto:

    IL LAVORO DOVREBBE ESSERCI PER TUTTI,NON ESISTE SOLO “LAUREA” (SOPRATTUTTO ALCUNE INUTILI) CHE DOVREBBE DARE POSSIBILITA’. NELLO STATO LA MAGGIOR PARTE NON SONO LAUREATI…IL TITOLO DEVE SERVIRE PER MIGLIORARSI,MA A PRIORI L’OCCUPAZIONE DOVREBBE ESSERCI PER TUTTI PERCHE’ TUTTI ABBIAMO O DOVREMMO AVERE UN RUOLO!
    I DISCORSI DEL SIGN VINCENZO SONO BANALI: INVECE DEL SUDORE E DELL’INTRAPRENDENZA,PENSI A QUELLO CHE ACCADE IN ITALIA CON RACCOMANDAZIONI E NEPOTISMI E FATELA FINITA VOI DI GENERAZIONI CHE HANNO GODUTO DI TUTTO COMPRESO PENSIONI RUBATE!

    • frz40 ha detto:

      Cara Dalia,
      Se il lavoro non c’è per tutti, ci sono ragioni ben precise. I posti di lavoro non nascono per caso come funghi ma con lo sviluppo economico. Sviluppo economico che è stato l’ultima dellle preoccupazioni dei nostri governanti da 60 anni in qua.

      In ogni caso, anche la racccolta dei funghi richiede competenza, sudore e intraprendenza. Col criterio del tutto ci è dovuto i funghi rimangono dove sono.

      Hai ragione, peraltro, a prendertela con le raccomandazioni e il nepotismo, ma dovresti spiegarmi cosa vuoi dire con quel “generazioni che hannno goduto tutto”. A noi i funghi li regalavano?

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