L’Afghanistan e il “Fatto Quotidiano”

L’Afghanistan.

Molte volte se ne è discusso, a nessuno fa piacere che questo problema esista e che ci veda coinvolti.

Personalmente penso pure che sia una guerra persa e proprio ieri mattina mi chiedevo se fossero proprio valide le ragioni che ci hanno spinto a partecipare a quell’avventura. Le ragioni economiche? Certamente no. La lotta al terrorismo internazionale? Forse.

Tra me e me pensavo ad un vecchio saggio che diceva: «se non puoi vincere le battaglie, cerca almeno di non perdere tutto» e pensavo che, forse, sarebbe ora di ritornarcene a casa.

Ascoltavo la radio. Un ufficiale dal campo di laggiù diceva:«Voi non vi rendete conto di cosa ci dice la gente che ci ferma per strada. Ci ringrazia per le opere che stiamo facendo, ci ringrazia per quel po’ di libertà e di democrazia ritrovata che hanno dato possibilità di studio e di crescita ai loro figli».

Già! La libertà e la democrazia.

Guardo la foto che pubblico in questo post. E’ de Le Figaro e penso che, per il futuro di quei bambini, migliaia di afghani hanno messo a rischio la loro vita per andare a votare; anche se poi non sono mancati i brogli e chi è stato eletto non è certo un esempio di onestà.

Mi chiedo se la liberta e la democrazia saranno durature in quel Paese il giorno che ce ne andremo e se sarà valso il prezzo di tante vite umane? Non so rispondere.

Quattro nuove bare sono ritornate in patria e sento quel padre urlareMinistro, godetevi lo show”. Non lo condivido, ma lo capisco.

Quel che non mi sarei mai aspettato è che un quotidiano, che ultimamente va politicamente per la maggiore, facesse propria quella frase, sbattendola in prima pagina a nove colonne.

Questo:

Lo trovo semplicemente vergognoso.

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4 risposte a L’Afghanistan e il “Fatto Quotidiano”

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, sono d’accordo con quasi tutto quello che tu hai scritto tranne sulle tue valutazioni di carattere economico che però sono alla base della guerra in questione.
    Pensi che se in Afganistan non ci fosse il petrolio l’America si sarebbe mossa trascinando l’Italia, la Francia,Gran Bretagna etc.-?
    Pensi che questo conflitto, per noi mascherato dietro il termine “peace kiping” sia finalizzato a portare la democrazia e ristabilire l’ordine per puro senso umanitario? O, piuttosto, sia finalizzato a instaurare un Governo fantoccio che possa assicurare un futuro per i rapporti economici?
    E che cosa, oltre al petrolio, può interessare l’occidente?
    In afganistan oltre l’oppio e il petrolio cosa esiste così degno di interesse?
    Per la verità, a proposito di piantagioni d’oppio, sta nascendo una commendevole iniziativa tutta italiana, infatti si sta insegnando a seminare e coltivare lo zafferano per sostituire le piantagioni d’oppio, il cui commercio alimenta pricipalmente i talebani ed i cosidetti “signori della guerra”. Lo zafferano renderebbe molto di più dell’oppio …. ma questa è un’altra storia…..
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      I fattori economici sono alla base di ogni conflitto. Da sempre. E non ne giustificano nessuno. Questo compreso e l’ho detto sin dalle prime righe.

      E’ peraltro innegabile che per quel Paese ci sia una ricaduta di libertà e democrazia, che, per chi non ce l’ha, non è roba da poco.

      Credo, comunque, di aver espresso il mio pensiero dicendo: “Mi chiedo se la liberta e la democrazia saranno durature in quel Paese il giorno che ce ne andremo e se sarà valso il prezzo di tante vite umane?” E non so rispondere.

  2. Vincenzo ha detto:

    Veramente dal tuo scritto avevo capito che tu non credessi nella “validità” delle ragioni economiche: e nel rispondere “certamente no” volessi sostenere che non ce ne fossero.
    Adesso capisco che intendevi dire che le ragioni economiche non giustificano una guerra …. se ne fai un discorso morale … non posso che concordare, ma purtroppo, e questo è sottinteso nel mio primo commento, di morale non c’è proprio neppure l’ombra … solo mire economiche.
    Sono convinto che la democrazia debba nascere dalla volontà di un popolo e non si possa esportare come un servizio o un sistema “opzional” di governo. Pertanto quando ce ne andassimo via tornerebbe tutto nel caos come e peggio di prima. Sono anche abbastanza convinto che proprio per questo una qualche forma di sorveglianza/assistenza/protezione (ho esaurito il mio vocabolario su altri termini ipocriti) rimarrà.
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Non sono tanto ingenuo da pensare che la ragione dell’intervento in Afghanistan sia stato quella di voler riportare la democrazia nel Paese.

      L’intervento ha ragioni economiche e motivazioni anti terroristiche. Più le prime, che le seconde, probabilmente.

      Tuttavia ha ridato a quelle genti un barlume di libertà e democrazia e penso anch’io che, se ce ne andassimo adesso, tornerebbe tutto nel caos come e peggio di prima.

      Francamente però la strada mi sembra molto lunga e dolorosa e non so se potrà portare a qualcosa di duraturo, così come non so se esista una sufficiente forma di sorveglianza/assistenza/protezione.

      E’ un bel rebus, insomma.

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