I professori col catarifrangente e la maestrina troppo bella

Mi hanno colpito recentemente due articoli di cronaca locale, assurti a cronaca nazionale.

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Il primo titola:

Lauree nel seminterrato e prof vestiti da operai. «Inutile pagliacciata»La rabbia delle famiglie. Il preside: non sapevoLo firma Giovanni Viafora per Il Coriere de Veneto del 9 Ottobre (link)

 

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Il secondo titola:

Una maestra troppo sexy sconvolge scuola chic di Milano

Genitori in rivolta. Una mamma ritira la figlia dalla classe. Il preside la difende. Lei, ex miss Abruzzo: “Non me ne vado”.Lo firma Gabriele Villa per Il Giornale del 20 Ottobre (link)

Il primo ha avuto ampia risonanza soprattutto sul web e  riferisce di un caso occorso a Padova; dice

“Lauree all’aperto nel cortile interrato della Facoltà e professori con addosso pettorine fosforescenti come fossero operai di strada. L’ultima trovata di docenti e ricercatori del Bo, in agitazione contro il ddl Gelmini, è andata in scena ieri pomeriggio a Matematica, in occasione della discussione delle tesi di una ventina di nuovi dottori. Questa volta, però la (stravagante) dimostrazione di protesta degli accademici non è piaciuta a tutti. Dopo il discorso iniziale del presidente della commissione di laurea, il professor Giovanni Sambin, che di fronte alla folta platea di parenti e amici dei laureandi ha elencato le ragioni del dissenso nei confronti della riforma, una donna si è fatta largo dicendo a chiara voce: «Questa è una pagliacciata che non serve a niente».E altre tre signore (tre su circa quattrocento persone, pare) hanno applaudito”.

Il secondo, oltre a quelle del Web è assurto anche all’onor delle cronache del TG5 ed è stato ripreso da molti quotidiani di primo piano; riferisce di un caso occorso a Milano.

“La maestra che semina il panico con la sua bellezza fiammeggiante si chiama Ileana Tacconelli, e insegna da quest’anno al Collegio San Carlo . È arrivata accompagnata da un ottimo curriculum professionale, ma [.. ] è stata anche miss Abruzzo, ha partecipato alle selezioni di miss Italia, […] poi ha girato, e qui sta la molla che ha fatto scattare il mormorio delle mamme, alcuni filmini. Filmini porno? Macchè, spot pubblicitari e brevi video satirici con il comico Maccio Capatonda, trasmessi da Mediaset in prima serata (quindi in fascia protetta)e proposti anche in programmi scanzonati tipo «Mai dire gol».[..] una mamma è andata a reclamare serietà e correttezza al San Carlo in più di un’assemblea di classe. «Ma loro, dal rettore in giù, puntualizza al telefono mi hanno trattata sempre con arroganza. Per loro ero soltanto una seccatrice. Io non sono bigotta, glielo assicuro. Ma ho deciso di portar via mia figlia dal San Carlo perché mi sono sentita tradita».”

Cos’hanno in comune? La piazzata.

In un caso quella dei prof. Mi spiace, sono un tradizionalista. Non discuto se i prof avessero o meno delle valide ragioni per manifestare il loro dissenso ma ci sono modi e luoghi opportuni per far valere le proprie ragioni. Hanno ragione quella mamma che ha avuto il coraggio di protestare e quelle tre mamme che hanno applaudito. Paragono l’atto di quei prof a quello di un prete che si mette a dir messa in mutande, magari pure lui per manifestare una qualsiasi ottima ragione.

Nell’ altro caso quella di chi ha avuto interesse a far diventare un caso una storia qualunque. La mamma della bambina che a pieno, ancorché discutibile, diritto fa cambiar scuola alla bambina in prima elementare perché non hanno voluto licenziare la bellla maestrina? O, forse, la maestrina stessa perché forse ancora più attratta dai riflettori che dai quaderni? Chi lo sa, non lo sapremo mai. Comunque sia, sempre piazzata è.

E le piazzate le detesto.

E qui mi taccio su chi alle piazzate ha dato, dà e continuerà a dare, ampio spazio.

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4 risposte a I professori col catarifrangente e la maestrina troppo bella

  1. Quarchedundepegi ha detto:

    Nel momento in cui dici che detesti queste “piazzate”, dai “spazio” alle piazzate stesse e le fai diventare “interessanti” e non più detestabili.
    Che ne parlino bene o che ne parlio male, non importa; l’importante che ne parlino!
    O no!

    • frz40 ha detto:

      Hai perfettamente ragione. Io stesso dando spazio all’articolo contribuisco, dal mio piccolo, a far in modo che se ne parli. D’altra parte non vedo come potrei dire che quelll’articolo tratta di una piazzata se non accenno al suo contenuto.
      Purtroppo, però, viviamo in un mondo che vive e si pasce di piazzate, vedi ad esempio i “vaffa” di Santoro, ma qualcuno avrà ben il diritto di dire che sono solo quel che sono: e cioè piazzate!

  2. Quarchedundepegi ha detto:

    C’era una volta un certo Alessandro Manzoni che serenamente stava leggendo nel suo studio mentre la nipotina stava tranquillamente , per terra, giocando.

    Entra il giardiniere, che chiameremo Giovanni, il quale si lamenta perché la cuoca, che chiameremo Sofia, è stata sgarbata con lui, ecc. ecc.
    Il Manzoni lo ascolta attentamente e, alla fine dice:”Hai ragione”.

    Giovanni se ne va tranquillamente e poco dopo arriva Sofia che, a sua volta si lamenta perché Giovanni si sarebbe comportato male con lei.
    Il Manzoni la ascolta attentamente e, alla fine dice:”Hai ragione”.

    Sofia se ne va soddisfatta e, per qualche minuto nessuno fiata.
    Poi, la nipotina che sembrava disinteressata, dice:”Ma nonno; prima è venuto Giovanni e gli hai detto che ha ragione, poi è arrivata Sofia e le hai detto che ha ragione. Com’è possibile che abbiano ragione tutt’e due?”

    E il Manzoni:”Hai ragione anche tu”.

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