Ed ecco le visite mediche da casa via internet

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La notizia:  In Francia le visite mediche si potranno fare comodamente da casa via web, tramite una connessione internet.

Niente più code in sala d’attesa.

Basterà infatti una webcam, un computer e la capacità di chattare, ed il gioco è fatto.

Una tele-visita non potrà diagnosticare quelle condizioni che hanno bisogno dell’auscultazione del cuore o della palpazione della zona dolorante, ma permetterà di velocizzare i consulti, le visite in cui basta un’occhiata per capire la situazione come guardare una lastra o delle analisi, e soprattutto per tranquillizzare i “malati immaginari” che vanno ad intasare il calendario degli appuntamenti del medico.

La Francia non è il primo Paese al mondo ad adottare questa iniziativa, visto che già negli Stati Uniti ed in alcuni Paesi europei come la Danimarca

Che dire? Non mi sembra una cattiva idea. Può essere utile  ad esempio anche per chi sta in campagna lontano da un medico, o per fissare un successivo appuntamento.

Per come visitano certi medici della mutua in ambulatorio,  non vedo cosa ci sarebbe da perdere.

Per non parlare, poi, dei pediatri, che tanto a casa non ci vengono nemmeno col cannone, fanno le visite per telefono e occorre portare da loro i bimbi con 40 di febbre.

 

Via: Corriere della Sera

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10 risposte a Ed ecco le visite mediche da casa via internet

  1. marisamoles ha detto:

    Anche a me sembra una buona idea.
    Quanto ai pediatri, io ne avevo uno eccezionale che veniva in casa anche tre-quattro volte al mese (avendo i bambini vicini d’età, si ammalava uno e subito anche l’altro!). All’inizio sembrava seccato, poi abbiamo preso confidenza e non si faceva pregare per fare le visite a domicilio.
    Ricordo un martedì grasso: il maggiore con 39 di febbre (ma ugualmente pimpante!). Avevo preparato frittelle e crostoli per fare una festicciola che è saltata. Per non deluderli, li ho vestiti in maschera e ho chiamato il pediatra per … un party esclusivo. E’ corso subito ed ha apprezzato enormemente i dolci che avevo preparato.

    Come direbbe Elisabetta, non ci sono più i pediatri di una volta. 😦

    • frz40 ha detto:

      Bella fortuna. Qui a Torino gli puoi sparare.

    • elisabetta ha detto:

      🙂 Grazie Marisa per avermi citato, ma forse quelli che citi: “i pediatri di una volta”, non ci sono più, ma credo che almeno al tempo in cui io ero bambina non ce n’erano proprio… Il medico era uno solo per tutti (grandi e piccoli) ed era quello di famiglia…. ed è proprio in riferimento a quest’ultimo posso rifarmi (tanto perchè non venga sprecata) alla solita frase “non ci sono più i medici di famiglia di una volta” …. 🙂
      eli

  2. marisamoles ha detto:

    Eli, mi hai fatto ricordare i tempi in cui, bambina, andavo a “villeggiare” (come piaceva a mia nonna questo verbo! faceva tanto chic … 🙂 ) in montagna e c’era il medico condotto. Io ero alle elementari e studiavo la storia (non troppo volentieri, in verità); allora il medico condotto si chiamava Cosimo ed io, fresca di studi, l’avevo soprannominato Cosimo de’ Medici.

    Mi è venuta in mente una poesia di Arnaldo Fusinato che mi piace riportare qui sotto. Mi scuso con frz se invado il suo spazio, ma è troppo bella e induce ad una riflessione sulla professione medica.

    “Il medico condotto”

    Quand’io ti veggo, dottor diletto,
    Sull’arrembato bianco ginnetto,
    Che va squassando la sonagliera
    Fra l’arruffata lunga criniera;
    Quand’io ti veggo sotto l’ombrello
    Del preadamitico grigio cappello
    Coll’economica pipa chioggiotta
    Che l’impassibile naso ti scotta,
    Questo mestissimo salmo t’intono:
    -Arte più misera, arte più rotta
    Non c’è del medico che va in condotta.
    Come la libera luce del sole
    Ciascun ti cerca, ciascun ti vuole!
    Col mattutino canto del gallo
    Balzi dal letto, monti a cavallo,
    E senza tregua, senza respiro,
    Come la posta sei sempre in giro:
    Via per il monte, giù per la valle,
    Su pei fienili, dentro le stalle,
    Simbolo vero del moto eterno,
    Sei sempre in giro la state e il verno.
    Oh! non è dunque senza ragione
    S’io ti ripeto questa canzone:
    -Arte più misera, arte più rotta
    Non c’è del medico che va in condotta.
    E’ mezzanotte – per le contrade
    A fiocchi a fiocchi la neve cade
    Tu fra le coltri stanco e beato
    Della tua sposa ti corchi al lato;
    Già spento è il lume…ma sul più bello
    Odi un tintinno di campanello;
    – Chi è là che suona – Son io, Dottore. –
    – Cosa volete ? – Mia figlia muore. –
    – Ora non posso, sono occupato.-
    – Ella è pagato, ella è pagato.-
    Al suon di questa voce fatale
    Alzi la testa dal capezzale,
    E mentre in fretta ti vai vestendo,
    Fra le bestemmie ruggir t’intendo:
    – Arte più misera, arte più rotta
    Non c’è del medico che va in condotta.
    Per additarti l’aspro cammino
    Va innanzi il babbo col lanternino:
    Il gel t’agghiaccia le dita e il naso,
    Ma non fa caso, ma non fa caso;
    Stufa ambulante ti segue a lato
    la dolce antifona del sei pagato;
    E allor che fatte cinque o sei miglia
    Trovar ti credi morta la figlia,
    Misericordia! Che cosa vedi ?
    La moribonda ch’è bella in piedi!
    – Essa è guarita, grazie al Signore,
    Felice notte, signor Dottore.-
    Come la statua del Convitato
    Tu resti muto, petrificato,
    Mentre all’orecchio t’odi ronzare
    Questo satanico intercalare:
    – Arte più misera, arte più rotta
    Non c’è del medico che va in condotta.

    A questo punto, mi piacerebbe sapere che ne pensa quarchedundepegi! 🙂

    • frz40 ha detto:

      Bellissima, anche se ormai d’altri tempi.

      Grazie, e per te lo spazio qui è sempre aperto 🙂

      • marisamoles ha detto:

        Altri tempi, sì: quelli in cui il medico, per il quale la professione era soprattutto una missione (e non ce n’erano tanti, quindi non si poteva scegliere), per il solo fatto di essere PAGATO, correva dal malato anche sfidando una bufera di neve.

        Era questa la riflessione che volevo fare, riferendomi a quello che hai detto del pediatra che non viene a visitare a casa il bambino nemmeno se ha 40 di febbre. In teoria sarebbe denunciabile … sempre meglio che sparargli! 🙂

      • frz40 ha detto:

        No, non è denunciabile. E devi far ben attenzione a quel che dici.

    • elisabetta ha detto:

      Grazie Marisa per la bella poesia sul medico condotto (non la conoscevo)…

      Farei una proposta….

      Perchè per Natale, quando porteremo il solito omaggio al nostro medico di base, non ci mettiamo anche dentro, insieme agli auguri, anche questa poesia????

      Potremmo sempre presentarla come “omaggio al mio medico”….

      Se lo è stato veramente ci sarà grato e felice, se invece non si è reso disponibile come avrebbe dovuto potrà sempre prenderne nota e rifarsi in futuro.

      Un abbraccio

      eli

  3. quarchedundepegi ha detto:

    Sono chiamato in causa e rispondo.
    Ho sempre avuto il massimo (e anche di più) rispetto per il medico condotto, non tanto per il fatto che doveva (o dovrebbe) accorrere a tutte le ore, quanto per il fatto che deve occuparsi delle più svariate patologie.
    L’accorrere a tutte le ore è stato per me il pane quotidiano (anche 31 giorni al mese). La cosa più difficile è fare le cose da sveglio se sei ancora mezzo addormentato ma non hai il tempo per svegliarti completamente perché bisogna agire subito. Sembra un gioco di parole ma fu una dura realtà.
    Credo che oggi i medici abbiano una vita più comoda e siano meglio pagati.

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