Italia senza futuro

Leggo da un articolo di Daniele Manca per Il Correre di oggi, 4 novembre 2010, un dato che per la verità non mi sorprende, ma la dice lunga sulle prospettive del nostri Paese.

L’aricolo fa riferimento alla realtà della Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova (sito), nata dalla collaborazione tra il locale Ateneo e la Scuola Normale di Pisa.

La scuola è aperta agli studenti di tutte le Facoltà dell’Università di Padova e offre ogni anno a ventiquattro studenti l’opportunità di accedervi in base ad una rigorosa prova d’ammissione.

L’articolo titola:

CERVELLI IN FUGA (E SENZA RITORNO)
SE L’ITALIA CONDANNA L’ECCELLENZA

e dice

Fa parte di quelle strutture nazionali che ci vengono invidiate nel mondo. Prova ne sia il fatto che il 95% degli studenti diplomati nella classe scientifica della Scuola Galileiana sono stati chiamati o hanno deciso di continuare i loro studi fuori dai confini nazionali.

Ma c’e di piu. L’aggravante é che raramente queste eccellenze tornano indietro.

Aggiungo io: E fanno bene; l’Italia non condanna l’eccellenza per divertimento ma è che il nostro è un Paese senza futuro, morto e sepolto.

E non sono solo io che lo percepisco in questo modo, ma anche quei giovani. Purtroppo.

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4 risposte a Italia senza futuro

  1. Vincenzo ha detto:

    Caro Frz, stai mettendo il dito su una delle piaghe nazionali….
    Chi ha preferito fare i tagli alla pubblica istruzione?
    E i 130 o 115(non ricordo) nuovissimi “caccia” acquistati per la nostra aeronautica?
    E il denaro profuso inutilmente in Sardegna per il G8?
    E quanto si è già impegnato tra progetti e appalti per il ponte sullo stretto?
    Per non parlare d’altro……
    Erano tutte cose più urgenti e inderogabili rispetto alla pubblica istruzione?
    E queste scelte scellerate chi le ha fatte?
    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Caro Vincenzo,

      Sei sicuro che siano quelli i motivi della sitazione del nostro Paese? Sei sicuro che se si fosse investito di più sulla pubblica istruzione e di meno sui “caccia” o sulle altre cose che citi, la situazione del Paese sarebbe differente? Sei sicuro che l’Italia investa meno degli altri Paesi nell’Istruzione?

      Io per cercare le “scelte scellerate” e “chi le ha fatte” incomincerei a guardere da molto prima. Da una quarantina d’anni fa, per la precisione.

  2. Vincenzo ha detto:

    Tutti parlano dei tagli alla Pubblica Istruzione di questa legislatura. I costi che ho citato a memoria di getto è evidente che non siano essi unica causa della situazione abbastanza drammatica dell’Italia di oggi … ma che siano impieghi/sprechi evidenti di denaro, anche in considerazione del difficile momento che tutto il mondo sta passando a me sembra evidente.
    Credo che forse una delle cose più importanti da tenere in piedi, anche a costo dei peggiori sacrifici , fosse la scuola per le ripercussioni sull’avvenire del nostro futuro.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Condivido. La scuola viene prima di molte altre cose. Investire su una buona scuola è fondamentale per il futuro di un Paese. E i risultati della nostra scuola non sono eccezionali: lo dimostrano i test internazionali PISA, di cui ho più volte parlato in questo blog; lo confermano i test Invalsi che più volte ho citato, sempre in questo blog. Eppure in passato, ed ancor oggi dopo i tagli ai quali ti riferisci, abbiamo investito nella scuola ed ivestiamo più di molti altri Paesi. La colpa non è degli studenti: quelli bravi ottengono risultati eccellenti come quelli del Galileiano o come quelli che recentemente hanno ben figurato ai campionati mondiali di matematica. La colpa è del fatto che si è investito male. Se oggi i precari sono sovrabbondanti la colpa è di chi li ha voluti in sovrabbondanza per accaparrarsene i voti. Se c’è disparità di preparazione degli studenti tra Nord e Sud, la colpa è certamente dei fattori sociali di ogni territorio, ma è anche degli insegnanti che non preparano; se gli insegnanti non sono preparati la colpa è di chi non li ha preparati e li ha abilitati ad insegnare. Insomma: se la nostra scuola è diventata un carrozzone inefficiente, la colpa è di chi l’ha gestita negli ultimi decenni e non si può continuare a gettare quattrini in un pozzo senza fondo. La colpa non è dei tagli di questi ultimi due anni e. se i tagli riusciranno a rimuovere le inefficienze. ben vengano.

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